Segnalo articolo interessante:
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplr ... 3&sezione=
Anche io tendo a vederla più come Kelly (fra l'altro il suo libro "Quello che vuole la tecnologia" è interessantissimo)
Moderatore: Staff

EmaDaCuz ha scritto:masalapianta ha scritto:EmaDaCuz ha scritto:Ottimo, ma se voglio leggere un libro "moderno"? Che ne so, un "Il codice da Vinci" o "Harry Potter"?
se ti piace la spazzatura, in strada è pieno di cassonetti in cui frugare
[offtopic]Quando sei polemico per niente, sei veramente ridicolo.
Da questa affermazione sembra che solo i libri che ormai hanno perso i diritti d'autore sono capolavori.

murdock ha scritto:Anche io, per inciso, non sono contro agli eBook Readers, tuttavia penso che bisogna fare parecchia attenzione.
Per mantenere la memoria dell'umanità, credo che il sistema digitale sia pericoloso, oltreché anti-economico; Mi spiego, un papiro tagliato, trattato e scritto 2000 anni fa arriva ai giorni nostri così, senza inquinare. Uno scritto del 2011, per arrivare al 4011, dovrà consumare corrente, lavoro di migliaia di persone per eventuali conversioni, sostituzioni hardware e vari adeguamenti, fabbriche che producono supporti e macchine, rischio di guasti, hackers, manipolazioni di altro tipo, falsificazione, abbandoni di grossi sistemi per fallimento e chi più ne ha più ne metta.
Mi domando, cosa è effettivamente più ecologico?
Cosa è in effetti più economico e razionale per conservare la memoria dell'umanità nel tempo?



masalapianta ha scritto:innanzitutto un papiro lasciato a se stesso non dura certo migliaia di anni, serve conservarlo in ambienti con umidità e temperatura controllate, assenza di parassiti e di inquinanti (come avviene oggi per tutte le pergamene e i papiri antichi); quel che segue è un papiro con poco meno di duemila anni:
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/c ... apyrus.jpg
conservare a lungo termine questo tipo di scritti richiede strutture molto grandi, grosse quantità di energia per il monitoraggio e il mantenimento ambientale, e personale che gestisca tali strutture; una volta che si deteriori più di un tot andrà trascritto su un nuovo papiro, il che richiede più energia e tempo (anche se fatto meccanicamente con delle stampanti) rispetto ad una copia digitale.
masalapianta ha scritto:Viceversa i dati digitali richiedono pochissimo spazio (basta uno sgabuzzino per conservare l'interia memoria storica umana), pochissima energia (conservi i supporti mica i supporti attaccati a dei computer accesi), i rischi di perdita dati, se viene fatta la corretta manutenzione, non sono superiori a quelli che si hanno con carta, papiri, pergamene; il rischio di falsificazione è nullo con tutti i supporti (si firmano digitalmente i dati con una chiave conservata nel posto più sicuro che si ha); il rischio di intrusioni informatiche è nullo visto che a questo tipo di banca dati non serve accesso in rete.
Quindi a conti fatti, la sicurezza dei dati è equivalente (ovviamente in entrambi i casi vanno previsti backup geografici), mentre risultano più ecologici i supporti per dati digitali.Cosa è in effetti più economico e razionale per conservare la memoria dell'umanità nel tempo?
tutto sommato i supporti digitali

brg ha scritto:masalapianta ha scritto:innanzitutto un papiro lasciato a se stesso non dura certo migliaia di anni, serve conservarlo in ambienti con umidità e temperatura controllate, assenza di parassiti e di inquinanti (come avviene oggi per tutte le pergamene e i papiri antichi); quel che segue è un papiro con poco meno di duemila anni:
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/c ... apyrus.jpg
conservare a lungo termine questo tipo di scritti richiede strutture molto grandi, grosse quantità di energia per il monitoraggio e il mantenimento ambientale, e personale che gestisca tali strutture; una volta che si deteriori più di un tot andrà trascritto su un nuovo papiro, il che richiede più energia e tempo (anche se fatto meccanicamente con delle stampanti) rispetto ad una copia digitale.
Quel papiro è stato conservato in maniera non ottimale per quasi duemila anni: il fatto che sia ancora parzialmente leggibile è un miracolo che nessun dispositivo elettronico attuale potrebbe eguagliare. Nella villa dei papiri di Ercolano, i famosi papiri sono stati investiti da una colata piroclastica, sono rimasti sottoterra per più di millecinquecento anni, sono stati ritirati fuori a picconate dai Borbone e sono ancora leggibili. Non conosco dispositivi di memoria elettronici che, conservati in maniera ottimale, durino più di 20 o 30 anni. Per i dvd la durata affidabile è stimata in 15 anni massimo.
masalapianta ha scritto:Viceversa i dati digitali richiedono pochissimo spazio (basta uno sgabuzzino per conservare l'interia memoria storica umana), pochissima energia (conservi i supporti mica i supporti attaccati a dei computer accesi), i rischi di perdita dati, se viene fatta la corretta manutenzione, non sono superiori a quelli che si hanno con carta, papiri, pergamene; il rischio di falsificazione è nullo con tutti i supporti (si firmano digitalmente i dati con una chiave conservata nel posto più sicuro che si ha); il rischio di intrusioni informatiche è nullo visto che a questo tipo di banca dati non serve accesso in rete.
Quindi a conti fatti, la sicurezza dei dati è equivalente (ovviamente in entrambi i casi vanno previsti backup geografici), mentre risultano più ecologici i supporti per dati digitali.Cosa è in effetti più economico e razionale per conservare la memoria dell'umanità nel tempo?
tutto sommato i supporti digitali
I nastri magnetici, che sono i supporti elettronici più affidabili, non durano più di 30 anni in condizioni di conservazione ottimale. Senza contare che qui il problema sono i DRM, che sono ancora più volatili dei loro supporti. Prendiamo un vecchio gioco per win9x, si tratta di qualcosa che ha non ha ancora vent'anni di esistenza, eppure il supporto su Windows Vista/7 fa già schifo e quello su wine potrebbe non arrivare mai se il gioco è protetto dai DRM, perché supportare il gioco è una cosa, mentre supportare un vecchio programma di protezione passato in disuso è un'altra. Nessuno mi garantisce che il lettore di ebook del 2020 supporterà ancora i vecchi DRM del 2011 (così come windows Vista non è detto che ti supporti il programma DRM del '97).


masalapianta ha scritto:...come ho gia detto la durata è assolutamente irrilevante (dal momento che si possono copiare enormi moli di dati in un attimo e con pochissima energia)...


murdock ha scritto:masalapianta ha scritto:...come ho gia detto la durata è assolutamente irrilevante (dal momento che si possono copiare enormi moli di dati in un attimo e con pochissima energia)...
Beh, io cercavo di vederla in modo più ampio, è vero che copiare enormi moli di dati non consuma tanta energia, tuttavia, questi dati vanno copiati in un supporto, che magari durerà 30 anni, per fare il supporto ci vuole una fabbrica e materiale, per far funzionare la fabbrica ci vuole parecchia energia; Dopo 30 anni, il supporto cambia, lo si butta via o lo si smaltisce inquinando o usando altra energia, si cercano nuovi materiali, si ricostruisce metà fabbrica e così via.

navajo ha scritto:Dico l ultima cosa.
Nessuno dice che i formati digitali siano utili, sopratutto per gli adulti.
Ma vi dico cosa è successo ieri.
Ho portato i miei due bimbi in una biblioteca, della quale conosco la direttrice. Bene, pur venendo da una giornata lunga, i bimbi di 6 e 4 anni sono stati ben due ore senza stancarsi dietro alla signora che gli faceva vedere libri adatti alla loro età Libri con fiabe, giochi, che oltre alla vista stimolavano anche il tatto. Libri in cui spuntavano lupi e clown dalle pagine. Marco, il piccolo, si è innamorato di un libro e non lo ha mollato più. Elena ha voluto la tessera, preso 4 libri in prestito e oggi ha mostrato la sua prima tessera a scuola come un gioiello, raccontando di quanti libri ha visto.
Io rimango dell idea che un libro tecnico può essere sostituito degnamente da un file pdf, ma che il discorso non è uguale per tutti i libri.
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