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Un caso giudiziario

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Re: Un caso giudiziario

Messaggioda navajo » mar apr 01, 2014 8:23

Visto la delicata questione vi prego di attenervi solo a questione tecniche. in fondo si poteva anche evitare di spiegare per filo e per segno il soggetto del File incriminato.
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Re: Un caso giudiziario

Messaggioda Kronos » mar apr 01, 2014 12:51

Ritengo di essermi mantenuto su un piano puramente tecnico e comunque molto generico, e se ho parlato di specifici reati è stato solo perchè mi sembrava indispensabile per capire se qualche tipo di malware potesse determinare questo genere di situazioni.
In ogni caso, se la discussione ha travalicato, me ne assumo la responsabilità e chiedo umilmente scusa.
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Re: Un caso giudiziario

Messaggioda navajo » mar apr 01, 2014 13:21

fino a quando si parla di computer, va bene. basta che non si scivoli su condotte da tenere in tribunale ecc.
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Re: Un caso giudiziario

Messaggioda rik70 » mar apr 01, 2014 13:53

navajo ha scritto:fino a quando si parla di computer, va bene. basta che non si scivoli su condotte da tenere in tribunale ecc.


Io questa non l'ho capita, e nemmeno l'altra se mi concedi l'osservazione. Puoi essere più chiaro in merito? Anche in privato se preferisci.
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Re: Un caso giudiziario

Messaggioda navajo » mar apr 01, 2014 14:45

Ad ogni modo i commenti li ho letti io e ho trovato questo:

Anni fa avevo letto una notizia simile su Internazionale (Internazionale n. 516, 28 novembre/4 dicembre 2003).
In quel caso la causa era un worm che scaricava file sul pc di una persona. La conseguenza fu la rovina della sua vita famigliare. Però a ben analizzare la situazione si scoprirono poi gravi negligenze da parte della polizia.

Qui c'è l'articolo originale:
http://www.lemonde.fr/cgi-bin/ACHATS/acheter.cgi?o...

Di seguito ci sono alcuni pezzi dell'articolo:

[...] schofield ha 36 anni. fino all’autunno 2000 si considerava un uomo felice. Consulente per grandi imprese di telecomunicazione, guadagnava bene e dirigeva una sua società. Aveva lavorato in Olanda, in Arabia Saudita e a Cipro, dove aveva incontrato la sua seconda moglie, una russa di 23 anni. Da poco la coppia abitava a Reading, vicino a Londra, in una grande casa dove vivevano anche i genitori di Karl: “Era una bella vita, qualche volta andavamo a passare il fine settimana a New York. Ora è tutto finito”. [...]

[...] Una mattina dell’ottobre 2000, mentre sta andando in ufficio in auto, la moglie lo chiama: a casa ci sono alcuni poliziotti che chiedono di vederlo. Karl Schofield rientra precipitosamente e trova sette agenti che lo aspettano in salotto. “Mi hanno fatto un sacco di domande sul mio computer d’ufficio, sul portatile, sui cd rom, sulle password”, ricorda Schofield. “Ho detto loro che forse avevo delle copie pirata di qualche videogioco, ma non capivo dove volessero arrivare”. Mi dicono allora che cercano delle immagini pedofile: “Non potevo crederci. Mia moglie si è messa a ridere: doveva trattarsi certamente di un errore”. La perquisizione non dà alcun risultato, ma i poliziotti sequestrano i suoi computer. [...]

[...] Dopo due anni di inchiesta, il suo avvocato ha l’idea di chiedere una controperizia del computer confiscato dalla polizia e si rivolge a un informatico indipendente, Graham Dilloway. In poco tempo quest’ultimo scopre che il programma antivirus installato sul computer aveva individuato e registrato l’arrivo di due virus senza riuscire a distruggerli. Erano stati scaricati attraverso un semplice canale di chat. [...]

[...] L’avvocato Chris Bittlestone si interroga sulle capacità della polizia: “Non hanno saputo farsi le domande giuste. Il loro esperto era un poliziotto che aveva appena un anno di esperienza in informatica”. Da qualche settimana l’avvocato riceve appelli di colleghi che si trovano di fronte a casi simili. Secondo lui “i casi di Reading e di Torquay spingeranno la giustizia a una maggiore prudenza in un settore così complesso”. [...]


Questo per esempio, non è informazione puramente tecnico-informatica. ad esempio, specificare che fosse materiale pedapornografico, secondo me non aiuta a migliorare il concetto o a capire meglio la situazione. La domanda è :
Ci si può ritrovare nel propio pc un file non desiderato ?? se si, come ?
Alcune risposte hanno avuto tenore tecnico, il resto riguarda più un forum forense. Quindi chiudo.
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