Trotto@81 ha scritto:masalapianta ha scritto:il problema non sono i software chiusi, ma i protocolli chiusi; senza protocolli aperti non c'è interoperabilità, senza interoperabilità non c'è una pluralità di offerte (anzi, presto o tardi si arriva ad un monopolio di fatto), senza pluralità di offerte chi ci rimette è sempre l'utente finale.
Possibile che un concetto semplice come "standard aperto", che è stato recepito da secoli in quasi tutti gli ambiti industriali, non si riesca a capire in ambito informatico?
Possibile che siano proprio quelli (gli utenti finali) che hanno tutto da perdere, dall'uso di protocolli e formati chiusi, a non capire l'importanza dell'interoperabilità?
Skype, da questo punti di vista, è il peggio del peggio che si possa usare; non perchè sia proprietario ed a sorgenti chiusi, ma perchè ha protocolli chiusi ed usa tecniche anti debugging per rendere difficoltoso il reverse engineering dei protocolli.
Chi ha mai affermato il contrario?
tu hai scritto "L'estremismo non mi piace, sia esso religioso che informatico. Supporto l'open source, ma non mi taglio le vene se devo usare software chiusi, purchè siano ben fatti."
Sono conscio di tutto ciò, ma di un protocollo aperto dove non ho contatti che me ne faccio?
sai, esiste anche il quadro generale e non soltanto il bisogno contingente di questo o quel momento; se, chi ha posto le basi per quello che è oggi il software libero. avesse ragionato guardando solo il momento contingente (che me ne faccio di un sistema libero allo stato embrionale dove posso fare poco e nulla? lasciamo perdere il suo sviluppo e usiamo sistemi chiusi che funzionano bene e subito), oggi non avremmo software libero; a volte bisogna accettare temporaneamente un disagio per riuscire in futuro a costruire qualcosa che ci permetta di fare quel che ci serve, senza disagi.
Se oggi tutti si buttano su skype, perchè su altri sistemi aperti (quelli basati su sip ad esempio) ci sono pochi utenti, sui suddetti sistemi continueranno all'infinito ad esserci pochi utenti.
Vi pare normale che ogni operatore voip abbia la propria rete separata da quelle degli altri operatori? vi sembrerebbe normale se ogni operatore di telefonia tradizionale avesse la sua rete fisica separata dalle reti degli altri operatori e non interoperabile con esse? E una follia che un operatore, che si occupi di telefonia o comunicazioni in generale, non si renda interoperabile con gli altri operatori del settore; perchè per la natura stessa del servizio che offre, l'interoperabilità è un requisito imprescindibile, in quanto ogni utente deve poter comunicare con qualunque altro (il servizio offerto consiste in questo), in caso contrario l'unica possibilità è l'accentrazione della stragrande maggioranza dell'utenza su un unico operatore (quello che è accaduto con skype), il che costituisce un monopolio di fatto che non è mai una buona cosa per l'utente finale.