Innanzitutto, vi ringrazio per avermi citato nei vostri post ( anche se non era necessario, ci sono moltissime persone preparate che usano Arch - anche se di nascosto

- )
Credo che Bart abbia illustrato bene la situazione: unico appunto, il repository unstable contiene software "instabile" come, ad esempio, cairo-cvs, mesa-cvs e altri software per XGL. Non esistono pacchetti non approvati dai TU; tutti possono spedire i PKGBUILD su aur. Se ricevono piu` di 25 voti, allora un TU puo` prendere in considerazione l'adozione e l'inserimento in community.
Per la questione sicurezza: se ne sta parlando in questi giorni, qui:
http://www.archlinux.org/pipermail/arch ... 08942.html
E` vero che arch non punta alla stabilita`, ma al bleeding edge, situazione non molto favorevole per chi vuole mettere su un server. C'e` da dire che, spesso, il software viene patchato non appena una patch e` disponibile. L'altra notte e` stato sistemato, ad esempio, il bug di tar, ed e` stata aggiunta una patch a firefox. Entrambe le cose sono state fatte prima che uscisse una nuova versione.
bardo ha scritto:La mia opinione personale e` che c'e` una certa attenzione alla sicurezza, ma la giovane eta` del software che viene pacchettizzato rende Arch inadatta in ambiente server. Pensate alla differenza tra una Arch, che se non viene aggiornata completamente ad intervalli molto brevi e` estremamente a rischio, ed una debian sarge, sulla quale si puo` lasciare tranquillamente in cron un update dal server dei security updates, sicuri che non sara` aggiunto nuovo software e che quello installato non sara` aggiornato se non in caso di problemi di sicurezza...
Riassumendo: in current ci sono i pacchetti generali, solo quelli necessari ad un corrett o funzionamento senza fronzoli;
in extra ci sono le cose opzionali, come kde o gnome;
in community ci sono i pacchetti della comunita`, adottati e mantenuti dai TU;
in unstable ci sono i pacchetti veramente "instabili";
in testing ci sono i pacchetti estremamente nuovi ( come gcc 4.0.3, oppure xorg 7 prima dell'inserimento in current).
Per quanto riguarda il discorso di krisi, non condivido l'idea dei pacchetti mal fatti ( mai avuto in problema, fin'ora ) e l'opinione sulla configurabilita` di Arch rispetto a slackware.
Il perno su cui si basa e` rc.conf, un semplice file di testo ultra-commentato, in cui ci sono le direttive generali del sistema ( rete, moduli da caricare solo per fare un'esempio ). Il tutto in meno di 90 righe ( commenti inclusi ).
Per quanto riguarda le dipendenze, bisogna ricordare che sono scritte da umani. Il modello di sviluppo ci aiuta moltissimo in questo, se abbiamo qualcosa da dire basta scrivere
Spero di non aver tralasciato nulla... buona domenica.