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Slackware su pennina USB

2 991 byte rimossi, 13:06, 30 apr 2013
I pacchetti da installare
[[Category:Install_e_Upgrade]]
=Introduzione=
Questo wiki vuole essere una guida, il più completa possibile, sui passi da fare per crearsi un propria distribuzioneSlackware su un dispositivo di archiviazione di massa USB (che da ora in poi chiameremo più semplicemente,pennina).<BR>Affronteremo tutti i vari passaggi strettamente necessari a far partire un kernel installato sulla pennina ed acreare/configurare la distribuzione Slackware.<BR>Ovviamente, benché pensata e testata sulla Slackware, la teoria che acquisiremo alla fine di questo wiki sarà tale dapermetterci di installare una qualsivoglia distribuzione, la differenza sarà solo sugli strumenti che useremo.
Tutti o quasi tutti i comandi che eseguiremo durante il wiki devono poter godere dei diritti dall'utente root, e per questo saranno caratterizzati dal carattere iniziale '#' che è tipico della shell del superutentesuper-utente.
I path e i comandi verranno evidenziati rispettivamente dallo style stile corsivo e dal font grassetto in questo modo:
* ''/questo/è/un/path''
* '''questo è un comando'''
=Perchè Perché installare la distribuzione su una pennina?=
Alcuni esempi d'uso verranno esposti alla fine del wiki, ma facciamo comunque alcune considerazioni importanti.<BR>
Questa guida è rivolta a tutti coloro che sono curiosi, affamati di conoscenza, che usano il PC non solo come strumentodi lavoro, ma anche con la voglia di portare alla luce ciò che sembra arcano. Lo scopo del wiki non è la creazione delladistribuzione tascabile, bensì la divulgazione della conoscenza, è importante che il lettore tenga presente questoconcetto, perchè perché è quello che ci preme rimanga più a lungo nella mente di chi legge questo wiki.<BR>Oltre ad avere una pennina da portare nei negozi di informatica per testare i PC che solitamente hanno installato sololo scadente Windows, acquisiremo una conoscenza più o meno approfondita di tutti i programmi necessari all'avvio di unadistribuzione GNU/Linux.
=Software usato=
Gli strumenti software che sono stati usati per testare questo wiki sono:
* Slackware 12(sebbene alcuni utenti l'abbiano testato con successo anche sulla 13.0, 13.1, 13.37 e sulla 14.0)
* kernel huge, presente nella directory della serie ''a/'' della Slackware
* comandi linux che verranno citati man mano, tutti comunque presenti nella distribuzione Slackware
L'elenco sopra citato è da tenere a mente sia perchè perché citeremo nomi di pacchetti Slackware, sia perchè perché il kernel hugefornisce un sopporto tale che alcuni problemi che si potrebbero incontrare verranno solo citati, in quanto risoltigrazie alla sua configurazione statica. 
=Fase 0: preparazione della pennina=
Noi installeremo la distribuzione Slackware direttamente sulla pennina, iniziamo allora preparando proprio il nostrosupporto di archiviazione di massa USB.<BR>L'unica cosa di cui abbiamo bisogno e di installarci dentro un file system ext3. Le pennine USB, proprio come gli harddisk, possono essere partizionate, supponiamo quindi che sulla pennina ci sia un unica partizione e che questa vengacollegata dal kernel al device ''/dev/sda1''.Installiamoci dentro un file system ext3 con il seguente comando:
# mkfs.ext3 -L minislack /dev/sda1
Da Slackware 13 in poi è possibile usare ext4:
# mkfs.ext4 -L minislack /dev/sda1
bene, quella che abbiamo appena creato sarà la directory radice della nostra distribuzione.
Per salvaguardare la salute della nostra perdrive è una buona idea disattivare il journaling, che è predefinitivamente attivo su questi filesystem, in modo da ridurre le scritture su disco: # tune2fs -O ^has_journal /dev/sda1'''ATTENZIONE:''' tutti i file sulla pennina saranno ovviamente persi dopo l'esecuzione del comando '''mkfs.ext3''' o '''mkfs.ext4''',quindi facciamo in modo che la pennina sia vuota prima di lanciare il comando. '''Nota:''' si noti l'uso dell'opzione -L per impostare un etichetta al file system appena creato, vedremo dopo a cosaci servirà. L'etichetta del file system la si può impostare/modificare anche successivamente attraverso l'uso delcomando '''e2label'''.
'''Nota:''' si noti l'uso dell'opzione -L per impostare un etichetta al file system appena creato, vedremo dopo a cosa ci servirà. L'etichetta del file system la si può impostare/modificare anche successivamente attraverso l'uso del comando '''e2label''' o '''tune2fs -L'''.
=Fase 1: creazione dell'initrd=
Più in là nel wiki, vedremo come far caricare il kernel di linux installato su una pennina, qui invece ci apprestiamo adaffrontare un problema inerente proprio al fatto che la distribuzione si trova su una periferica USB.
==Perchè Perché dobbiamo creare un initrd?==Una volta caricato il kernel, esso si preoccupa di attivare tutti i driver che sono stati compilati in maniera staticaal suo interno. L'attivazione avviene in maniera parallela, il kernel cioé cioè non attiva un driver, aspetta che esso abbiafinito di inizializzarsi e poi ne attiva un altro, ma li attiva tutti quanti "contemporaneamente". Dopo questa fase diinizializzazione dei driver il kernel deve montare quella che è la root directory (o directory radice) delladistribuzione, la famosa directory ''/''. Una volta montata la directory radice, esegue quello che sarà l'unico processoavviato direttamente dal kernel (che in generale è il processo '''/sbin/init''').
* Ma i driver (o controller) USB potrebbero non essere stati compilati in maniera statica nel kernel, e senza i driver il kernel non si accorge neanche della presenza della pennina, come possiamo risolvere questo problema?
* Non solo, ma anche ammesso che il kernel abbia i driver compilati in maniera statica, questi devono avere il tempo di accorgersi che al PC è collegata una pennina USB, come si può dire al kernel di aspettare visto che i driver sono attivati in maniera parallela?
* Ancora, come facciamo a sapere su quale device si verrà a trovare la directory radice? Il driver USB collegerà collegherà la pennina al device sda o sdb, oppure ad un altro?* E infine, la directory radice che abbiamo creato sulla pennina usa il file system ext3(o ext4), il kernel per poter riconoscere e di conseguenza usare questo file system ha bisogno del driver, e se questo driver non è compilato in maniera statica?
Per tutti questi problemi esiste una soluzione unica, l'initrd. L'initrd fondamentalmente non è altro che una minidistribuzione la cui directory radice viene montata in ram, più precisamente collegata al device ''/dev/ram0'', con unprogramma o uno script (che si deve chiamare '''init''' o '''linuxrc''') che viene avviato dal kernel (il quale deveessere compilato con il supporto all'initrd) subito dopo aver inizializzato i driver. Il kernel in pratica non si occupapiù di montare la root directory e di lanciare il processo '''/sbin/init''', ma semplicemente lancia il comando (oscript) '''init''' che è nell'initrd e delega a lui tutto il resto.<BR>
Questo semplice meccanismo ci permette in pratica di creare uno script per risolvere tutti i problemi sopra citati.
E' utile tener a mente questa semplice affermazione''Nota:"quando ''' Quando il kernel carica in memoria l'initrd e lancia il programma(o lo script) init, la root directory della nostra distribuzione non è ancora montata! Quindi la distribuzione nonesiste, e con lei non esistono tutti i programmi usuali che uno pensa di usare nell'initrd. Se si vuole usare unprogramma, lo si deve copiare nell'ambiente dell'initrd e si devono copiare anche tutte quelle librerie condivise di cuiil programma necessita".
==Initrd come archivio cpio==
Uno dei modi più semplici per creare un initrd è quello di inserire tutto il necessario in una directory vuota(programmi che si voglio usare nell'initrd, librerie di cui necessitano questi programmi, eventuali moduli del kernel,etc...etc...) e poi di creare un archivio cpio, magari compresso con gzip, di questa directory. Il kernel sarà poi ingrado di decomprire decomprimere (se era compresso) l'archivio e di estrarne il contenuto.<BR>
Creiamoci allora una directory vuota ed entriamoci dentro con:
# mkdir /tmp/initrd
==Il pacchetto mkinitrd e la busybox==
Il pacchetto mkinitrd della Slackware (che si trova nella directory ''a/'') contiene lo script omonimo '''mkinitrd''',che generalmente viene usato da coloro che necessitano di un initrd e non vogliono (o non hanno le competenze adatte a)crearsene uno a mano.<BR>Noi useremo il pacchetto, che quindi deve essere installato, non per lanciare l''''mkinitrd''' ma per prelevare ilprogramma '''busybox''' che è al suo interno. Busybox è un programma che si può comportare in maniera diversa a secondadi come lo si invoca, se noi infatti creaiamo creiamo un link simbolico chiamato mount a '''busybox''', allora questo sicomporterà come '''mount'''. L'elenco di tutti i programmi che è in grado di simulare lo si può ottenere lanciando'''busybox''' senza parametri.
Il pacchetto mkinitrd ha la '''busybox''' inserita all'interno di un archivio tar.gz il cui path completo è:
==Creiamo lo script init==
Ora dobbiamo creare lo script '''init''', ovvero lo script che verrà eseguito dal kernel dopo l'inizializzazione dei driver eche è incaricato di risolvere i problemi su citati, cioécioè:* caricare eventualmente i moduli del kernel per i controller USB e per il file system ext3/4
* dare il tempo ai controller USB di rilevare la pennina e montare, dopo averla scovata, la root directory
* eseguire il vero processo init della distribuzione
Prima di cimentarci nella risoluzione di questi problemi dobbiamo notare che '''init''', per come lo vogliamo utilizzare noi,è uno script, e in quanto tale ha bisogno di un interprete, la '''busybox''' può fare questo per noi visto che al suo internoha anche una piccola shell. Andiamo nella directory ''/tmp/initrd/bin'' e creiamo un link simbolico a '''busybox''' in questomodo:
# ln -s busybox ash
e quindi con un qualsiasi editor di testo creiamo il file ''/tmp/initrd/init'' e mettiamoci come prima riga:
#!/bin/ash
===Caricare i moduli del kernel necessari al rilevamento della periferica USB e del file system ext3/4===Il kernel huge è compilato con il supporto sia alle periferiche USB, sia al file system ext3 (o ext4) in maniera statica, equindi ci permette di superare in maniera traparente trasparente questo problema.<BR>Si fa notare che il fatto di avere il supporto compilato in maniera statica nel kernel è un fattore da nonsottovalutare. Infatti l'ambiente dell'initrd dovrebbe essere il più generale possibile, se spettasse all'initrd (equindi allo script '''init''') caricare qualche modulo del kernel, allora l'initrd non sarebbe più indipendente, ma alsuo interno dovrebbe avere i moduli compilati per il kernel specifico che lo ha eseguito.
===Dare il tempo ai controller USB di rilevare la pennina e montaggio della root directory===
Abbiamo installato sulla nostra pennina USB un file system del tipo ext3 (o ext4) che abbiamo anche etichettato con il nome di'minislack'. Bene, grazie alla capacità del comando '''mount''' di utilizzare il nome di etichetta per identificare unfile system, il problema può essere risolto semplicemente mettendo nello script '''init''' quanto segue:
mount -n proc -t proc /proc
while ! mount -n -r -L minislack /mnt 2> /dev/null;
done
umount -n /proc
Il "montaggio" del file system proc è necessario in quanto il comando '''mount''' fa uso di questo file system per scovarel'etichetta 'minislack'.<BR>Il ciclo '''while''' con lo '''sleep''' non fa altro che dare il tempo necessario ai driver USB del kernel di rilevare la pennina.Quindi la nostra root directory, o meglio il file system che noi abbiamo etichettato come 'minislack' sarà montato nelladirectory ''/mnt'' a prescindere dal device a cui il driver USB (e più precisamente il modulo che gestisce leperiferiche di archiviazione di massa USB, l'usb_storage) lo ha collegato.
Nelle sette sei righe di codice precedenti abbiamo:
* usato il comando mount
* caricato il file system proc nella directory /proc
* montato la root directory in /mnt
* utilizzato il comando umount
per quanto potevano sembrare innocenti, quelle sette sei righe implicano:* che il kernel al momento dell'esecuzione di queste righe, abbia il supporto al procfs e al tipo di file system della root directory che montiano montiamo su ''/mnt'' (nel nostro caso il kernel huge ce li ha entrambi in maniera statica)
* che esistano i programmi mount, umount e sleep
* che esistano il device ''/dev/null'' e quello al quale sarà collegata la pennina USB (è vero che mount può scovare il device grazie all'etichetta del suo file system, ma è altrettanto vero che poi '''mount''' dovrà montare questo device)
* che esistano le directory ''/proc'' e ''/mnt''
La '''busybox''' può comportarsi come '''mount''' semplicemente facendo un link simbolico ad essa chiamato appunto''mount'', il problema è che quello fornito dalla '''busybox''' non è in grado di scovare le etichette dei file system(non riconosce il flag -L). Abbiamo necessariamente bisogno del comando '''mount''' del pacchetto util-linux (dalla Slackware 12.1 e successive, il pacchetto si chiama util-linux-ng) contenuto
sempre nella directory della serie ''a/'' della Slackware.<BR>
Copiamo quindi il comando '''mount''' come segue:
e copiamoci dentro le librerie condivise con:
# cp -p /lib/libblkid.so.1 /lib/libuuid.so.1 /lib/libc.so.6 /lib/ld-linux.so.2 /tmp/initrd/lib
Si noti che i file originali probabilmente sono link simbilicisimbolici, ma il comando '''cp''' copierà il file al quale puntanoe non il link.
<nowiki>** NOTA **</nowiki> Su slackware 13.1 il comando '''mount''' necessita di altre librerie: # ldd /bin/mount linux-gate.so.1 => (0xffffe000) /usr/lib/libv4l/v4l1compat.so (0xb7838000) /usr/lib/libv4l/v4l2convert.so (0xb7836000) libblkid.so.1 => /lib/libblkid.so.1 (0xb77eb000) libuuid.so.1 => /lib/libuuid.so.1 (0xb77e7000) libc.so.6 => /lib/libc.so.6 (0xb7683000) libv4l1.so.0 => /usr/lib/libv4l1.so.0 (0xb767e000) libv4l2.so.0 => /usr/lib/libv4l2.so.0 (0xb7674000) /lib/ld-linux.so.2 (0xb783b000) libpthread.so.0 => /lib/libpthread.so.0 (0xb765b000) libv4lconvert.so.0 => /usr/lib/libv4lconvert.so.0 (0xb75ef000) librt.so.1 => /lib/librt.so.1 (0xb75e5000) libm.so.6 => /lib/libm.so.6 (0xb75bf000) Quindi sarà necessario copiare anche le nuove librerie: # cp -p /usr/lib/libv4l/v4l1compat.so /usr/lib/libv4l/v4l2convert.so /usr/lib/libv4l1.so.0 /usr/lib/libv4l2.so.0 /tmp/initrd/lib # cp -p /lib/libpthread.so.0 /usr/lib/libv4lconvert.so.0 /lib/librt.so.1 /lib/libm.so.6 /tmp/initrd/lib Su Slackware 13.37 le dipendenze di '''mount''' sembrano essere le stesse della 12, ma anche se non risulta con '''ldd''', serve anche ''/lib/libm.so.6''.Quindi rispetto alla 12 bisognerà copiare anche libm.so.6: # cp -p /lib/libm.so.6 /tmp/initrd/lib Su Slackware 14.0 le dipendenze diventano: # ldd /bin/mount linux-gate.so.1 (0xf771b000) libblkid.so.1 => /lib/libblkid.so.1 (0xf76b3000) libmount.so.1 => /lib/libmount.so.1 (0xf7687000) libuuid.so.1 => /lib/libuuid.so.1 (0xf7683000) libc.so.6 => /lib/libc.so.6 (0xf74fe000) /lib/ld-linux.so.2 (0xf771c000) Anche qui non risulta /lib/libm.so.6, ma è necessaria per far funzionare '''mount'''.Vanno copiate tutte in questo modo: # cp -p /lib/libblkid.so.1 /lib/libmount.so.1 /lib/libuuid.so.1 /lib/libc.so.6 /lib/libm.so.6 /lib/ld-linux.so.2 /tmp/initrd/lib<nowiki>** FINE NOTA **</nowiki> Per il comando '''umount''' e '''sleep''' invece possiamo tranquillamente usare quelli della '''busybox''', quindi andiamo nella directory ''/tmp/initrd/bin'' e facciamo:
# ln -s busybox umount
# ln -s busybox sleep
Il programma '''mount''' l'abbiamo utilizzato passandogli anche il flag -n, dicendogli quindi di non scrivere quello chesarà il file ''/etc/mtab'', benché esso non lo scriva, vuole comunque leggerlo per controllare se il file system che sista tentando di montare non sia già stato montato. Dobbiamo quindi creare il file vuoto ''/tmp/initrd/etc/mtab'':
# mkdir /tmp/initrd/etc
# touch /tmp/initrd/etc/mtab
Proseguiamo quindi con la creazione del device null e dei possibili device a cui sarà collegata la pennina USB. In generale la pennina USB viene vista come una periferica SCSI disk e quindi sarà attaccata ad un device del tipo ''/dev/sdXY'' dove X varia a seconda di quante periferiche di archiviazione rilevate come SCSI (ad esempio i dischi sata) sono state trovate primadella pennina, mentre Y rappresenta una qualsiasi partizione.<BR>Se, ad esempio, un PC non ha nessun disco rilevato come SCSI e ci si inserisce una pennina con tre partizioni, queste tre partizioni saranno collegate rispettivamente ai device: sda1, sda2 e sda3.
Y allora la possiamo ricavare facilmente, infatti all'inizio abbiamo supposto che la nostra pennina avesse solo unapartizione e che essa (la partizione) venisse attaccata ad device ''/dev/sda1'', allora Y=1 e la pennina sarà semprecollegata ad un device dal nome ''/dev/sdX1''.<BR>
Quindi creiamoci la directory in cui inserire i device:
# mkdir /tmp/initrd/dev
# cp -R /dev/null /tmp/initrd/dev
Al momento attuale gli SCSI disk sono gestiti dal device driver con major number 8. Questo device driver è in grado di gestiresino a 15 partizioni per ogni disco, questo vuol dire che due device con X consecutive e con uguale Y hanno una distanza (in termini di minor number) pari a 16. Ad esempio il device sda avrà un minor number uguale a 0 laddove il device sdb avrà invece minor number uguale a 16, e così via.
Possiamo allora creare i device con:
# mknod /tmp/initrd/dev/sdd1 b 8 49
Ora per rendere tutto coerente con quanto scritto sempre nelle sette sei innocenti righe di codice inserite nel file''init'', non ci resta che creare due directory vuote nelle quali verranno montati i file system proc e quellocontenente la nostra directory radice.
# mkdir /tmp/initrd/proc /tmp/initrd/mnt
===Eseguire il vero processo init===
L'ultimo passo che deve eseguire lo script '''init''' dell'initrd è quello di lanciare il vero processo '''init''' situato nella directory radice della distribuzione e poi liberare la memoria allocata.<BR>
I passi teorici da eseguire sono:
* spostare la directory radice dell'initrd sulla directory radice della distribuzione
* exec chroot . /sbin/init $@
Il comando '''pivot_root''' ultimamente sembra non comportarsi bene nell'ambiente dell'initrd. Fortunatamente la'''busybox''' ha al suo interno un programma che dovrebbe eseguire tutti i passi precedenti, il comando si chiama'''switch_root ''' e come al solito quindi basta fare un link simbolico a '''busybox''' entrando in ''/tmp/initrd/bin''
ed eseguendo:
# ln -s busybox switch_root
exec switch_root /mnt /sbin/init $@
'''NOTA:''' si noti il passaggio a '''/sbin/init''' dei parametri $@, questi sono i parametri che il kernel non ha riconosciuto nella sua riga di comando (quella passatagli dal loader), e che quindi passa al comando che esegue.
===Lo script init nella sua interezza===
|-- mnt
`-- proc
6 directories, 17 files
Non resta altro da fare che creare un archivio cpio di questa directory, comprimerla con il comando '''gzip''' e renderla disponibile al loader di linux.<BR>
Partendo dal solito presupposto che la pennina sia collegata dal kernel al device sda1, la si monti ad esempio nella directory''/mnt/memory'' con:
# mount /dev/sda1 /mnt/memory
si crei poi una directory in cui inserire l'archivio cpio compresso che è l'initrd con:
=Fase 2: installazione della distribuzione sulla pennina=
Ora ci si occuperà di installare e configurare una serie minimale ma importantissima di pacchetti Slackware.<BR>
Ovviamente non ci sono limitazioni, se non quelle fisiche della pennina, al numero di pacchetti che il lettore puòinstallare, ma per lo scopo di questo wiki è sufficiente installare i pacchetti essenziali a far partire ladistribuzione.<BR> I pacchetti che verranno installati si trovano tutti nella directory ''a/'' della Slackware, quindi,supponendo che il CD o DVD della Slackware sia stato montato nella directory ''/mnt/dvd/'', per prima cosa ci si devespostare dentro questa directory con:
# cd /mnt/dvd/slackware/a
==Un piccolo accorgimento==
I pacchetti verranno installati sfruttando l'opzione -root dello script '''installpkg''', alcuni dei pacchetti hanno unoscript aggiuntivo, il famoso '''doinst.sh''', che viene avviato dopo l'installazione del pacchetto. Gli script'''doinst.sh''' sono "chrootati" sulla pennina e devono poter eseguire comandi, quali ad esempio '''cd''', '''rm''' o
'''ln'''. Questo implica che:
* il programma che il '''doinst.sh''' vuole eseguire sia deve essere presente sulla pennina
* si abbiano i diritti di esecuzione sulla pennina
La prima implicazione è risolta installando i pacchetti in un ordine ben preciso, facendo in modo di installare prima ipacchetti che contengono i programmi usuali usati dai '''doinst.sh'''.
La seconda implicazione viene verificata se si esegue un piccolo accorgimento, ovvero smontare la pennina e rimontarlacon l'opzione 'exec' del '''mount''', in questo modo:
# umount /mnt/memory
# mount -o exec -rw -t ext3 /dev/sda1 /mnt/memory
==I pacchetti da installare==
La domanda è semplice, come si determinano i pacchetti che si devono installare?<BR>
La risposta non è altrettanto semplice, sicuramente ci sarà il programma ''/sbin/init'' per avere un collegamentoall'initrd creato nella 'Fase 1', ma poi? Poi bisogna seguire l''''init''' e capire cosa esegue, in modo da farglitrovare i programmi che tenta di eseguire. Se è necessario, bisogna anche seguire i programmi che '''init''' esegue percapire cosa fanno e se hanno bisogno di altri programmi o file di configurazione.<BR>In generale quindi, il primo file da analizzare è ''/etc/inittab'', file di configurazione di '''init''', ci si accorgequindi che '''init''' esegue una serie di script di inizializzazione, e quindi bisogna seguire questi script per capirecosa fanno.
Per lo scopo di questo wiki il lavoro è stato già fatto dall'autore e quindi verranno segnalati solo i passifondamentali da fare affinchè affinché la distribuzione possa partire.
Qui si riporta l'elenco dei pacchetti che devono essere installati, nell'ordine di seguito riportato (l'ordine èimportante solo per i primi tre pacchetti). Accanto al nome del pacchetto vi è una piccola descrizione di cosa contiene: a/aaa_base-12.0.0-noarch-1.tgz ---> Crea tutte le directory base a/coreutils-6.9-i486-1.tgz ---> Programmi utilizzati dagli script '''doisnt.sh''' a/glibc-solibs-2.5-i486-4.tgz ---> La libreria glibc, usata da molti eseguibili (tra cui '''init''') a/glibc-zoneinfo-2.5-noarch-4.tgz ---> Contiene lo script '''timeconfig''' che verrà usato in seguito basha/dialog -3.1.017-i486-2.tgz > Usato per visualizzare i box dei dialoghi da altri programmi (tra cui '''timeconfig''') a/bash ---> La shell a/etc-11.1-noarch-6.tgz ---> File di configurazione dei programmi utilizzati a/util-linux-2.12r-i486-6.tgz ---> Contiene, tra l'altro, il programma '''mount'''. Dalla Slackware 12.1 alla 13.1, il pacchetto si chiama util-linux-ng a/sysvinit-2.86-i486-5.tgz ---> Contiene il programma '''init''' a/sysvinit-scripts-1.2-noarch-13.tgz ---> I famosi script '''rc.d''' della Slackware, invocati da '''init''' a/module-init-tools-3.2.2-i486-3.tgz ---> '''modprobe''' e altri programmi per gestire i moduli a/e2fsprogs-1.39-i486-1.tgz ---> Comandi per i filesystem ext2/3/4 a/devs-2.3.1-noarch-25.tgz ---> I device, senza di questi.... a/findutils-4.2.31-i486-1.tgz ---> '''find''', usato dagli script di inizializzazione a/aaa_elflibs-12.0.0-i486-3.tgz ---> Libreria libtermcap per i terminali a/aaa_terminfo-5.6-noarch-1.tgz ---> File di informazione sui terminali usati dalla libreria libtermcap a/shadow-4.0.3-i486-14.tgz ---> Contiene, tra l'altro, i programmi '''login''' e '''sulogin''' a/grep-2.5-i486-3.tgz ---> '''grep''', usato dagli script di inizializzazione a/procps-3.2.7-i486-2.tgz ---> '''ps''', usato dagli script di inizializzazione a/kernel-huge-2.6.21.5-i486-2.tgz ---> Il kernel... a/kernel-modules-2.6.21.5-i486-2.tgz ---> ... i suoi moduli
<nowiki>** NOTA **</nowiki> Su slackware 13.1 è necessario anche il seguente pacchetto l/v4l-utils ---> Librerie necessarie ai programmi di sistema (ad es: '''mount''') mentre su Slackware 14.0 non troveremo module-init-tools, ma al suo posto: a/kmod ---> '''modprobe''' e altri programmi per gestire i moduli <nowiki>** FINE NOTA **</nowiki> Per installare questi pacchetti si deve eseguire'''installpkg''' con l'opzione -root ''/mnt/memory'', ad esempio: # installpkg -root /mnt/memory aaa_base-12.0.0-noarch-1.tgz coreutils-6.9-i486-1.tgz bash-3.1.017-i486-2.tgz ....dove i '...' indicano tutti gli altri pacchetti su menzionati.
==Una facile configurazione==
Come per la domanda 'Quali pacchetti si devono installare?', così la risposta alla domanda 'Cosa si deve configurare?'dipende sempre dall'amministratore del sistema e da cosa esso intenda far eseguire all'avvio della macchina.<BR>Nel wiki si intende lasciare intatti gli script di inizializzazione fatti da Patrick J. Volkerding, creatore dellaSlackware, e quindi si procederà nella minima configurazione necessaria proprio a questi script di inizializzazione.
===/etc/fstab===
Si comincia con il creare il file ''/etc/fstab'' come segue:
# echo -e "LABEL=minislack\t\t/\text3\trw,noatime\t1 t0 1" > /mnt/memory/etc/fstabNel caso si abbia scelto ext4 diventa: # echo -e "LABEL=minislack\t\t/\text4\trw,noatime\t0 1" > /mnt/memory/etc/fstab
===/etc/hardwareclock===
Un altro file richiesto dagli script di inizializzazione della Slackware è il file ''/etc/hardwareclock'' che indicacome è impostato l'orologio hardware. In effetti questo file non contiene granché, ma viene consigliato dieditarlo/crearlo tramite lo script '''/usr/sbin/timeconfig''', quindi bisogna eseguire lo script spostandogli ladirectory root, in questo modo:
# cd /mnt/memory
# chroot . usr/sbin/timeconfig
=Fase 3: impostare il boot loader e testare il tutto=
L'ultima cosa da fare è quella di rendere la pennina "bootabile", ovvero di inserire nel suo primo settore, il famososettore di boot. Per fare questo basta creare un file ''lilo.conf'' ad-hoc, e poi lanciare LILO passandogli il fileappena creato.<BR>Si crei quindi il file, ad esempio ''/mnt/memory/etc/lilo.conf'', direttamente sulla pennina in modo che rimanga conessa, con all'interno quanto segue:
<PRE>
boot = /dev/sda
</PRE>
Si noti l'opzione 'initrd', con la quale si indica al kernel che deve usare l'initrd creato nella 'Fase 1'. Ora nonresta quindi che lanciare LILO come segue:
# lilo -C /mnt/memory/etc/lilo.conf
e riavviare il PC facendogli fare il boot dalla pennina USB.<BR>
Con la configurazione minimale che si è fatta nella 'Fase 2', basta, al momento del login, inserire l'username di 'root'per avere una shell con tutti i privilegi del superutentesuper-utente
=Esempi d'uso=
Una volta che si ha una pennina USB "bootabile", con all'interno un intera distribuzione, serve solo la fantasia perfarci quello che ci pare.<BR>Esempi d'uso potrebbero essere quello di crearsi una distribuzione adatta alla lettura di contenuti multimediali, inquesto modo basta trovare un PC per vedere un DVD o ascoltare della musica, senza preoccuparsi che il PC sia dotato ditutti i programmi o codec adatti.
Un altro esempio è che si ha sempre a portata di mano un "disco di ripristino". Se la distribuzione installata sul PCnon dovesse partire perchè perché ci si è divertiti un po' troppo con i file di configurazione, si può sempre fare il boot delPC con la pennina e provvedere a rimediare agli eventuali danni che si è combinati.
==Aggiornare la distribuzione==
Un altro esempio potrebbe essere quello di aggiornare la distribuzione. L'aggiornamento a caldo della distribuzione non
è sempre possibile, alcuni programmi infatti dipendono da librerie che se aggiornate rendono il programma
inutilizzabile, e se non si possono utilizzare programmi come '''rm''' o '''ls''' allora il lavoro di aggiornamento
risulta molto complicato.<BR>
Se invece si fa il boot dalla pennina, allora si può montare il file system della distribuzione e installare/upgradare
tutta una serie di pacchetti, usando ad esempio l'opzione '-root' di '''installpkg''' o '''upgradepkg'''.
=Appendice==Lo script analyze_SlackPack.sh=A: altri pacchetti utili==Ad esempio Se si supponga vuole rendere la distribuzione che si è installata sulla pennina un po' più indipendente, bisogna essere in grado di avere manipolare i pacchetti della Slackware, non solo, ma sarebbe anche carino poter utilizzare tutta una directory serie di comandi utili ad un sistemista. Quindi, oltre all'insieme minimo di pacchetti menzionati nella sezione'[[#I_pacchetti_da_installare|I pacchetti da installare]]', qui di seguito c'è un elenco dei pacchetti che rendono la distribuzione sulla pennina, più user-friendly: a/usrpkgtools ---> Per gestire i pacchetti della Slackware a/localbin ---> Usato dagli script di pkgtools a/srcsed ---> Usato dagli script di pkgtools a/slackware'' in cui si mantiene aggiornato, tramitegzip ---> Usato dagli script di pkgtools a/tar ---> Usato dagli script di pkgtools a/xz ---> Usato dagli script di pkgtools per il nuovo formato '.txz''rsync''', il repository ufficiale della Slackware.13
Si crei ora uno file nella pennina chiamato '' ap/mnt/memoryman ---> Il comando man più tornare molto utile ap/usr/local/bin/analyze_SlackPkg.sh'' copiandoci dentro loman-pages ---> Le pagine di manuale di molti comandiscript seguente:<PRE ap/groff ---> Il formattatore usato da man#! a/bin/bashcxxlibs ---> Libreria c++ standard usata da groff# by Spina <spina80@freemail.it a/less ---> Il comando che man usa per visualizzare le pagine di manuale
function _get_pack_name{ local pack_name=${1##* a/}; local array=($(echo $pack_name | tr udev -s '-' ' ')); local array_size=${#array[@]}; pack_name=$(i=0; while (( $i < $array_size-3 )); do echo -n ${array[$i]}"-"; let i++; done); pack_name=${pack_name%-}; echo $pack_name;}> Utile se si vogliono usare driver che necessitano di firmware
function _check_ext_program{ local ext_prog=(bunzip2 grep mktemp rm sed tr); local prog; local error=0; for prog in ${ext_prog[@]}; do if ! which $prog ap/nano --->& /dev/null; then echo "$prog: not found. I need it."; error=1; fi done (( $error == 1 )) && exit 1;} Il famoso e semplice editor di testo
function _help{ echo -e "Use: ${0##* a/} [bzip2 -h | -n | -m] [root_directory]\n\For every package found in ROOT_DIRECTORY/var/log/packages,\n\it searches in ./MANIFEST.bz2 this package and print his name\n\if this package needs upgrade.\n\n\ -h\tprint this help and exit\n\ -n\tprint the name of packages which don't need upgrade\n\ -m\tprint the name of packages which are missing in ./MANIFEST.bz2\n\n\ROOT_DIRECTORY is / for default, or the value of ROOT enviroment\n\variable, or the value of root_directory passed in command line.\n\If both variable ROOT and root_directory are set, root_directory is used.";}> Sempre più spesso si trovano archivi bzip
_check_ext_program; a/reiserfsprogs ---> Per gestire il famoso file system reiser
[ ! -f "MANIFEST.bz2" ] &&\
echo "MANIFEST.bz2 not found in current directory,"\
"please enter in the directory where is located MANIFEST.bz2" &&\
exit 2;
FLAG_N=0;FLAG_MRingraziamenti=0;Ringrazio ZeroUno per i suoi consigli e le sue prove.
while getopts hnm OPT; do case $OPT in h) _help; exit 0; ;; n) FLAG_N=Note per Slackware 13.1; ;; m) FLAG_M=1; ;; ?) exit 3; ;; esacdonea cura di [[Utente:Ansa89|Ansa89]].
if (( FLAG_N == 1 )) && (( FLAG_M == 1 )); then echo "Only one option between Integrazioni per Slackware 13.37-n and -m must be set"; exit 4;fi14.0, ext4 e tune2fs a cura di sya54M.
while (( $OPTIND != 1 )); do
shift;
let OPTIND--;
done
 
root=$1;
root=${root:-$ROOT};
root=${root%/};
root=${root}/var/log/packages/;
 
[ ! -d $root ] && \
echo "$root not found, $1 is not the root directory" &&\
exit 5;
 
TMP_FILE=$(mktemp -p /tmp packages.XXXXXX);
bunzip2 -c MANIFEST.bz2 | sed -n /Package:/'{s/.*\(\.\/.*\)/\1/;p;}' > $TMP_FILE;
 
for file in ${root}*; do
pack_name=$(_get_pack_name $file);
prob_pack=($(grep "/$pack_name-" $TMP_FILE));
case ${#prob_pack[@]} in
0)
pack="";
;;
1)
pack=${prob_pack[0]};
;;
*)
pack="";
for package in ${prob_pack[@]}; do
if [[ $(_get_pack_name $package) == $pack_name ]]; then
pack=$package;
break
fi
done
;;
esac
if (( FLAG_N == 1 )); then
if [[ $pack != "" ]] && [[ ${pack##*/} == ${file##*/}.tgz ]]; then
echo ${file##*/};
fi
elif (( FLAG_M == 1 )); then
if [[ $pack == "" ]]; then
echo ${file##*/};
fi
else
if [[ $pack != "" ]] && [[ ${pack##*/} != ${file##*/}.tgz ]]; then
echo "$pack";
fi
fi
done
 
rm -f $TMP_FILE;
exit 0;
</PRE>
ora ci si sposti nella directory contente il file MANIFEST.bz2 del ropository Slackware con:
# cd /usr/local/src/slackware/slackware
se ora si prova a lanciare lo script con:
# sh /mnt/memory/usr/local/bin/analyze_SlackPkg.sh
quello che si ottiene è l'elenco di tutti quei pacchetti che possono essere "upgradati". Lo script accetta anche due
opzioni facoltative, che sono:
* -n -> stampa l'elenco dei pacchetti che non hanno la necessità di essere "upgradati"
* -m -> stampa l'elenco dei pacchetti che non sono stati trovati nel file MANIFEST.bz2
Ovviamente gli elenchi che lo script può stampare sono tutti e tre differenti, e la somma di tutte le loro voci è
uguale al totale dei pacchetti che si hanno installati nella distribuzione.
 
Si può quindi utilizzare lo script '''analyze_SlakPkg.sh''' per fare un aggiornamento completo della distribuzione in questo modo:
# si avvii il PC dalla pennina
# si monti il file system della distribuzione su ''/mnt/hd''
# ci si sposti nella directory contentente il repository aggiornato Slackware con:
#: # cd /mnt/hd/usr/local/src/slackware/slackware
# si lanci il seguente comando:
# export ROOT=/mnt/hd; for pack in $(analyze_SlackPkg.sh); do upgradepkg $pack; done
'''NOTA 0''': ovviamente l'upgrade della distribuzione lo si dovrebbe fare controllando il file Changelog della
stessa. Infatti alcuni pacchetti possono cambiare nome e quindi non li aggiornerà, etc., etc.....
 
'''NOTA 1''': si consiglia inoltre di controllare prima l'elenco dei pacchetti che si stanno upgradando, ridirezionando
l'output dello script in un file temporaneo.
 
'''NOTA 2''': si noti anche che l'insieme minimale di pacchetti installati nella 'Fase 2' non basta a far eseguire lo
script, mancano infatti, e lo script lo segnalerà, il pacchetto contenente '''bunzip2''', quello di '''mktemp''' e
quello di '''sed''', rispettivamente:
* a/bzip2-1.0.4-i486-1.tgz
* a/bin-11.1-i486-1.tgz
* a/sed-4.1.5-i486-1.tgz
 
 
=Appendice=
==A: altri pacchetti utili==
Se si vuole rendere la distribuzione che si è installata sulla pennina un pò più indipendente, bisogna essere in grado
di manipolare i pacchetti della Slackware, non solo, ma sarebbe anche carino poter utilizzare tutta una serie di comandi
utili ad un "sistemista". Quindi, oltre all'insieme minimo di pacchetti menzionati nella sezione
'[[#I_pacchetti_da_installare|I pacchetti da installare]]', qui di seguito c'è un elenco dei pacchetti che rendono la
distribuzione sulla pennina, più user-friendly:
a/pkgtools-12.0.0-noarch-4.tgz ---> Per gestire i pacchetti della Slackware
a/bin-11.1-i486-1.tgz ---> Usato dagli script di pkgtools
a/sed-4.1.5-i486-1.tgz ---> Usato dagli script di pkgtools
a/gzip-1.3.12-i486-1.tgz ---> Usato dagli script di pkgtools
a/tar-1.16.1-i486-1.tgz ---> Usato dagli script di pkgtools
 
ap/man-1.6c-i486-2.tgz ---> Il comando man più tornare molto utile
ap/man-pages-2.55-noarch-1.tgz ---> Le pagine di manuale di molti comandi
ap/groff-1.19.2-i486-1.tgz ---> Il formattatore usato da man
a/cxxlibs-6.0.8-i486-4.tgz ---> Libreria c++ standard usata da groff
a/less-394-i486-1.tgz ---> Il comando che man usa per visualizzare le pagine di manuale
 
a/udev-111-i486-5.tgz ---> Utile se si vogliono usare driver che necessitano di firmware
 
ap/nano-2.0.6-i486-1.tgz ---> Il famoso e semplice editor di testo
 
a/bzip2-1.0.4-i486-1.tgz ---> Sempre più spesso si trovano archivi bzip
 
a/reiserfsprogs-3.6.19-i486-2.tgz ---> Per gestire il famoso file system reiser
 
=Autore e ringraziamenti=
Per qualsiasi cosa scrivetemi pure:<BR>
Emanuele Tomasi<BR> Ringrazio ZeroUno per i suoi consigli e le sue prove. [[Utente:Spinatargzeta|Spinatargzeta]] 15:12, 3 Mag 2008 (CEST)
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