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Come aggiornare dalla 12.2 alla 13.0: differenze tra le versioni

Da Slacky.eu.
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Inoltre è possibile che il vecchio xorg.conf dia dei problemi con il nuovo Xorg, quindi prima di fare vari tentativi, provare a rinominare tale file
Inoltre è possibile che il vecchio xorg.conf dia dei problemi con il nuovo Xorg, quindi prima di fare vari tentativi, provare a rinominare tale file
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Se si utilizzano tastiera non-US basta copiare il file <tt>/usr/share/hal/fdi/policy/10osvendor/10-keymap.fdi<tt> in <tt>/etc/hal/fdi/policy</tt> e modificarlo secondo le proprie esigenze.
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Se si preferisce il vecchio metodo di <tt>xorg.conf</tt> si può utilizzare "X -configure" o "xorgsetup" per genere un <tt>xorg.conf</tt> adatto al proprio pc e dopo aggiungere le seguenti linee alla voce ServerFlags" per disabilitare il riconoscimento delle periferiche di input da parte di HAL:
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Option "AllowEmptyInput" "false"
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Option "AutoAddDevices" "false"
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Option "AutoEnableDevices" "false"

Versione delle 18:36, 28 ago 2009


In questo Howto vedremo come aggiornare una versione 12.2 della Slackware all'ultima versione 13.0

Vi consiglio di stampare questa guida prima di procedere al suo utilizzo. In modo da avere sempre le informazioni sottomano

Indice

Premesse

Prima di tutto alcune premesse:

  • Do per scontato che chi si accinge ad aggiornare tramite questo metodo abbia le conoscenze almeno base per usare una Slackware. Come installare, aggiornare o rimuovere i pacchetti, configurare la distribuzione, risolvere gli errori, trovare informazioni, etc...
  • non usate swaret, slapt-get o simili, a meno che non siate sicuri di quel che state facendo, ma leggete il file UPGRADE.TXT. Buona cosa sarebbe leggere tutti i file TXT presenti nella stessa directory. Il file UPGRADE.TXT è strettamente legato alla versione che andrete aggiornando, quindi leggetelo. Se proprio si vuole di utilizzare un software di questo tipo consiglio slackpkg, che è entrato ufficialmente a far parte della Slackware ed è l'unico che aggiorna nell'ordine giusto. Per maggiori informazioni leggere il manuale o qualche guida in rete
  • Prima di qualsiasi cosa fate un backup del vostro sistema. Se non dell'intero sistema almeno della directory /etc, della $HOME e dei vostri file importanti.
  • Slackware a partire da questa versione 13.0 è sia per 486 sia per x86_64. Siccome la versione a 64bit è alla sua prima uscita stable non è contemplata in questo how-to. Non ho provato ad aggiornare dalla versione 486 alla versione x86_64, ma chi si appresta a questo aggiornamento non ha certo bisogno della mia guida ;-)


Fare un backup

Prima di qualsiasi cosa fate un backup del vostro sistema. Se non dell'intero sistema almeno della directory /etc, della $HOME e dei vostri file importanti.

Perché cominciare con un backup? Perché c'è sempre la possibilità che qualcosa vada storto, ed anche se tutto andasse per il meglio, potreste per sbaglio cancellare qualche file importante, avere dei ripensamenti, anche solo controllare la vecchia impostazione. In ogni caso con un backup completo potete sempre ripristinare le informazioni come erano prima di iniziare l'aggiornamento.

Per effettuare il backup potete seguire una delle guide presenti in rete.

Una volta fatto il backup procediamo con l'aggiornamento :-)


Scaricare i file necessari

Per scaricare i file necessari esistono vari metodi:

  1. Scaricare il ramo 13.0 da uno dei mirror in FTP
  2. Scaricare il ramo 13.0 con rsync
  3. Scaricare le ISO o comprare un CD/DVD dallo store


Per conformità al resto dell'how-to creiamo una directory mirror all'interno di opt, in modo da avere /opt/mirror. In questa directory scaricheremo i pacchetti della 13.0. Inoltre diamo a questa directory i permessi per l'utente solitamente usato, in modo da non compromettere la sicurezza del sistema collegandosi come root. Per fare questo date i seguenti comandi

# mkdir /opt/mirror
# chown nomeutente:users /opt/mirror

Naturalmente potete creare una directory dove volete e chiamarla come volete, ricordatevi però di cambiare percorso negli esempi seguenti.


Vediamo ogni metodo in dettaglio

1. Scaricare in FTP

Per scaricare il ramo 13.0 con il protocollo FTP, dovete collegarvi con il vostro client FTP ad uno dei mirror che trovate nella pagina http://www.slackware.com/getslack/ e scaricare la directory slackware-13.0.

Si può usare un client ftp testuale o uno grafico, non ha importanza, usate quello che preferite.

Collegandosi per esempio al mirror ftp://ftp.slackware.at/ vedrete che al suo interno ci sono varie directory, tra cui slackware 13.0, che è quella che ci interessa. A questo punto dovete trasferire la directory slackware 13.0 all'interno della vostra /opt/mirror in modo da avere nella vostra macchina una directory chiamata /opt/mirror/slackware-13.0 con all'interno tutto il ramo della 13.0.

Potete creare a mano tale directory e spostarci a mano solamente i file e le directory che vi servono, questo dipende dalla vostra esperienza e dalle vostre necessità.


2. Scaricare tramite rsync

Sincronizzare due directory con rsync significa fare in modo che due directory, SORGENTE e DESTINAZIONE, abbiano gli stessi file, ed ogni aggiornamento che avviene nella directory SORGENTE andrà a modificare di pari passo la directory DESTINAZIONE. La directory DESTINAZIONE nel nostro casò sarà /opt/mirror/slackware-13.0 e quella SORGENTE rsync://rsync.slackware.at/slackware/slackware-13.0. Solitamente si utilizza questo metodo per scaricare la -current ed avere un mirror sempre aggiornato scaricando solo i cambiamenti. Per una stable questa operazione va effettuata una volta solamente.

Per procedere con la sincronizzazione portiamoci in /opt/mirror e diamo il seguente comando

$ rsync -avz --delete-after rsync://rsync.slackware.at/slackware/slackware-13.0 ./

Come vedete non c'è stato bisogno di creare la directory slackware-13.0, ci penserà rsync stesso a crearla.

Il comando rsync ha varie opzioni, compresa quella di controllare eventuali aggiornamenti prima di scaricare qualcosa (--dry-run) e quella di escludere alcune directory (--exclude). Per maggiori dettagli

$ man rsync

Come detto in precedenza, per una stable basta effettuare questa operazione solo una volta, i cambiamenti successivi saranno solo della directory "patches" con gli aggiornamenti di sicurezza.


3. Scaricare le iso della 13.0

Da uno dei tanti mirror della Slackware o tramite torrent si può scaricare l'immagine iso della distribuzione. Una volta scaricata la iso potete masterizzarla o usarla come file system. Per fare questo

# mount -o loop /path/file.iso /opt/mirror

Nota: Si può anche comprare il set di CD o il DVD dallo store ufficiale, così da contribuire al progetto Slackware. Raramente escono anche CD/DVD della Slackware nelle riviste di informatica


Procedere all'upgrade

Una volta acquisiti i file necessari e dando per acquisito che i pacchetti siano salvati in /opt/mirror/slacware-13.0, in modo da rendere omogeneo tutto l'how-to, procediamo all'aggiornamento della Slackware. Anche in questo caso potete salvarli dove volete. Cambieranno però i comandi di esempio dati in seguito.

Il primo passo, e più importante, è quello di leggere il file UPGRADE.TXT e possibilmente ogni file TXT presente nella directory slackware 13.0. Questo perché in quel file ci sono le istruzioni per aggiornare con sicurezza, istruzioni che a volte cambiano a seconda della versione e delle modifiche apportate.

Il secondo passo è rileggere il file UPGRADE.TXT ed essere sicuri della scelta che si sta effettuando. Non mi stanco di ricordare che la current è pur sempre una versione in sviluppo.

A questo punto l'how-to potrebbe essere finito, in quanto è scritto tutto in tale file, ma voglio dare ugualmente una spiegazione generica dell'aggiornamento. Prendete quanto scritto come infarinatura per capire il file UPGRADE.TXT


Andare in single user mode

La prima cosa da fare è passare in modalità singolo utente, cosa che si fa con questo comando

# telinit 1


A questo punto effettuiamo il log in come root e procediamo

Nota: Come dice lo stesso Pat questo non è strettamente necessario, e ci sono state segnalazioni di successo di aggiornamenti effettuati da remoto su macchine ancora in modalità multiutente. Tuttavia, essendo più facile sbagliare in modalità multiutente e specialmente se si sta pensando di aggiornare un computer da remoto in modalità multiutente, si consiglia di clonare la macchina in locale in modo da fare una prova per scoprire eventuali problemi e trovare le soluzioni.


Aggiornare Glibc e pacchetti di supporto, soprattutto Pkgtool

Il primo pacchetto da aggiornare sono le librerie glibc. Questo perché sono librerie essenziali al funzionamento dell'intero sistema, e quando nei vari forum si trovano messaggi di persone che si sono trovate con il computer fuori uso durante un aggiornamento, spesso la causa è dovuta al mancato aggiornamento delle glibc come primo passo di tutta la procedura.

Quindi per prima cosa procediamo ad aggiornare le librerie glibc.

Consiglio di andare nella directory slackware all'interno della directory in cui avete creato il mirror, in modo da facilitare le cose.

# cd /opt/mirror/slackware 13.0/slackware

Se avete scaricato l'immagine iso probabilmente il comando sarà qualcosa di simile a questo

# cd /opt/mirror/slackware


Visto le nuove estensione dei pacchetti, che utilizzano un algoritmo di compressione diverso consiglio di installare prima i pacchetti pkgtools, tar , gzip e xz prima degli altri

# upgradepkg --install-new a/*.tgz


Pat consiglia anche di aggiornare in questo momento anche find

# upgradepkg a/findutils-*.txz


Ora aggiorniamo le glibc, con il comando upgradepkg

# upgradepkg a/glibc-solibs-*txz


Questi passi sono importanti e vanno eseguiti, in questo ordine, prima di tutto il resto. Altrimenti si rischia di non poter installare i nuovi pacchetti e ritrovandoci con il sistema fuori uso.

A volte nel file UPGRADE.TXT si legge di aggiornare altri pacchetti prima di accingersi all'aggiornamento totale, per esempio potrebbe esserci l'aggiornamento di sed.

Consiglio quindi di leggere bene il file UPGRADE.TXT prima di qualsiasi cosa. Non mi stancherò mai di ripeterlo.


Aggiornamento di tutti i pacchetti

Una volta aggiornati i pacchetti di supporto si può procedere all'aggiornamento totale della distribuzione. In questo caso ci sono due metodi: il primo consigliato da Pat, il secondo da me.

Capite già da questo qual è il più seguito dagli utenti Slackware ;-)


Primo metodo: Installazione di tutti i pacchetti

Questo è il metodo suggerito da Pat all'interno del file UPGRADE.TXT.

Per fare questo dall'interno della directory /opt/mirror/slackware-13.0/slackware, dove ci siamo posizionati in precedenza, bisogna dare il comando

# upgradepkg --install-new */*.t?z


Siccome in questo modo si installeranno anche tutti i file di localizzazione del KDE, che sono circa 500Mb, Pat consiglia di usare questo script

#!/bin/sh
for dir in a ap d e f k kde l n t tcl x xap y ; do
 ( cd $dir ; upgradepkg --install-new *.t?z )
done

che installerà ogni cosa, tranne appunto i file di localizzazione, cosa che potremmo fare in seguito con semplicità. Vedremo in seguito come.


Secondo metodo: Aggiornare solamente i pacchetti nuovi o modificati

Se avete creato il mirror, dovete seguire il file ChangeLog.txt alla lettera, guardando quale sono i pacchetti aggiornati. E' un procedimento lungo, ma è quello che io preferisco perché mi evita di installare pacchetti che non mi interessano e perché mi permette di vedere i cambiamenti effettuati. Per esempio non installo mai sendmail in quanto uso postfix. Questa procedura è valida se aggiornate dall'ultima versione della stable, in particolare riguardo i file rimossi ed aggiunti, da una 12.2 ad una 13.0.

Visto che questa procedura serve per non replicare una installazione full, potete benissimo non installare i pacchetti che non utilizzate. Per esempio consiglio di non installare scim, che serve per il supporto alle lingue orientali. Ma la scelta spetta a voi e per evitare di non installare software importante consiglio di leggere il file Changelog.txt o direttamente il TXT del pacchetto

Naturalmente si può benissimo, anzi forse è meglio :-), seguire la procedura di Pat e dopo rimuovere ciò che non ci serve e reinstallare successivamente i pacchetti che usiamo. Questo evita anche di dimenticarsi di installare pacchetti essenziali al funzionamento del sistema. Personalmente cerco di evitare questo anche se allungo il processo di aggiornamento della distribuzione e se volete seguire il mio metodo dovete essere sicuri di aver installato tutti i nuovi pacchetti.

Come sempre l'esperienza e la conoscenza del sistema permettono di effettuare scelte personali.

Quali sono i vantaggi di questa procedura? Aggiornando manualmente, possiamo evitare l’installazione dei pacchetti che non ci servono, che possono essere molti o pochi a seconda del proprio grado di personalizzazione della Slackware. Con l'altro metodo invece ci ritroveremo con installati anche questi pacchetti, che possono andare in conflitto con alcuni dei "nostri" oppure essere semplicemente inutili. Niente che non si possa risolvere in secondo momento comunque.

Ed i contro? Il contro di questa procedura è la pazienza ed il tempo richiesto per effettuare la stessa. Ed anche l'attenzione di non scordarsi qualche pacchetto essenziale

Per questa procedura normalmente dovremmo leggere il file CHANGES_AND_HINTS.TXT che si trova nel DVD o in uno dei tanti mirror della Slackware. Visto che nella current tale file non è solitamente aggiornato, cercherò ad ogni cambio del changelog di aggiornare la lista dei file aggiunti e rimossi.

Nella 13.0, rispetto alla 12.2 sono stati rimossi (o rinominati) tali pacchetti.

  • kde/kdeaddons
  • kde/knemo
  • l/arts
  • l/beecrypt
  • l/dbus-qt3
  • l/qca-tls
  • l/svgalib_helper
  • n/bitchx
  • x/liboldX
  • x/xf86-input-calcomp
  • x/xf86-input-digitaledge
  • x/xf86-input-dmc
  • x/xf86-input-dynapro
  • x/xf86-input-elo2300
  • x/xf86-input-jamstudio
  • x/xf86-input-magellan
  • x/xf86-input-magictouch
  • x/xf86-input-microtouch
  • x/xf86-input-palmax
  • x/xf86-input-spaceorb
  • x/xf86-input-summa
  • x/xf86-input-tek4957
  • x/xf86-input-ur98
  • x/xf86-video-cyrix
  • x/xf86-video-fbdev
  • x/xf86-video-i810 (utilizzare xf86-video-intel)
  • x/xf86-video-imstt
  • x/xf86-video-nsc
  • x/xf86-video-vga
  • x/xf86-video-via (utilizzare xf86-video-openchrome)
  • x/xphelloworld
  • x/xrx
  • xap/gimp-help

Per la rimozione di un pacchetto bisogna dare questo comando

# removepkg nomepacchetto

Sostituendo a nomepacchetto il nome del pacchetto che trovate nella lista. Per esempio:

# removepkg arts


A questo punto, dopo aver rimosso i pacchetti non più presenti nella 13.0, effettuiamo l'installazione dei nuovi pacchetti.

Anche questa lista si trova nel file CHANGES_AND_HINTS.TXT

  • ap/cupsddk
  • ap/dc3dd
  • a/xz
  • d/swig
  • kde/guidance-power-manager
  • kde/kaudiocreator
  • kde/kdebase-runtime
  • kde/kdebase-workspace
  • kde/kdepimlibs
  • kde/kdeplasma-addons
  • kde/kdevelop
  • kde/kdevplatform
  • kde/konq-plugins
  • kde/ktorrent (moved from /extra)
  • kde/mplayerthumbs
  • kde/skanlite
  • l/M2Crypto
  • l/PyQt
  • l/QScintilla
  • l/akonadi
  • l/automoc4
  • l/babl
  • l/boost
  • l/chmlib
  • l/clucene
  • l/djvulibre
  • l/eigen
  • l/eigen2
  • l/exiv2
  • l/gegl
  • l/gmm
  • l/ilmbase
  • l/iso-codes
  • l/jasper
  • l/libarchive
  • l/libdvdread
  • l/libical
  • l/libmcrypt
  • l/libmsn
  • l/libnl
  • l/libspectre
  • l/libvncserver
  • l/libxklavier
  • l/libzip
  • l/openexr
  • l/phonon
  • l/pil
  • l/pycups
  • l/qca-cyrus-sasl
  • l/qca-gnupg
  • l/qca-ossl
  • l/qimageblitz
  • l/qtscriptgenerator
  • l/raptor
  • l/rasqal
  • l/redland
  • l/sip
  • l/soprano
  • l/strigi
  • l/taglib-extras
  • l/urwid
  • n/crda
  • n/iw
  • n/iwlwifi-5150-ucode
  • n/snownews
  • x/glew
  • x/intel-gpu-tools
  • x/scim-input-pad
  • x/xcb-util
  • x/xorg-server-xephyr
  • x/xpyb
  • x/xscope
  • xap/MPlayer
  • xap/electricsheep
  • xap/thunar-volman
  • xap/x11-ssh-askpass
  • xap/xfce4-power-manager

Per installare questi pacchetti consiglio upgradepkg --install-new e non direttamente installpkg perché è possibile che alcuni di questi pacchetti li avevamo già nel sistema in quanto scaricati da altri repository, come quello di slacky.eu per esempio.

Quindi procediamo con

# upgradepkg --install-new nomepacchetto.txz

In questo caso però bisogna sostiture a nomepacchetto il nome che trovate, aggiungendo l'asterisco per il numero versione e l'estensione .txz, necessaria al corretto funzionamento del comando. Alcuni pacchetti mantengono la vecchia estensione .tgz (gzip, pkgtools, slackpkg, tar e xz)

Per esempio

# upgradepkg --install-new ap/cupsddk-*.txz


Naturalmente installate solo i nuovi pacchetti di vostro interesse.

Stare attenti ai pacchetti kde, in quanto in 13.0 è presente kde4 Se non volete "correre rischi" di dimenticare qualcosa, consiglio di rimuovere tutti i pacchetti di kde3 e poi dalla directory di kde dare

# upgradepkg --install-new *.txz


Se si vuole il supporto alle applicazioni qt3/kde3 installare anche i seguenti pacchetti:

  • extra/kde3-compat/arts
  • extra/kde3-compat/kdelibs3
  • extra/kde3-compat/qca-tls1
  • extra/kde3-compat/qca1
  • extra/kde3-compat/qt3


Dopodiché procediamo con l'aggiornamento completo della Slackware, aggiornando comunque solamente i pacchetti che abbiamo nel sistema dando il comando:

# upgradepkg */*.t?z

Nota: Se notate mancanza nella lista dei pacchetti aggiunti e rimossi, segnalatemelo nella discussione nel forum


Modificare il boot manager

Una volta installati tutti i nuovi pacchetti bisogna essere sicuri che il sistema faccia il boot normalmente, quindi modificare LILO o Grub in base al nuovo kernel installato.

Se usate LILO una volta modificato il file /etc/lilo.conf date il comando

# lilo -v

Per Grub una volta modificato il file /boot/grub/menu.lst non c'è bisogno di nessun comando

<em>Nota: Se usate il <em>kernel generic, ricordatevi di modificare l'initrd secondo le vostre esigenze</em>


Rimozione pacchetti obsoleti

Nota: Se avete seguito la procedura "Aggiornare solamente i pacchetti nuovi o modificati" potete saltare questa sezione.

Ora abbiamo aggiornato alla 13.0, ma ci manca di rimuovere i pacchetti obsoleti e, se le abbiamo installate, i vari file delle varie lingue di KDE e Koffice. Oltre naturalmente ai pacchetti che non utilizzate, per esempio come detto prima sendmail se usate un altro server mail.

Io uso un metodo diverso, prima rimuovo quel che dal changelog vedo obsoleto (direttamente in init 1) e dopo installo i nuovi pacchetti. Ma ognuno è libero di scegliere il metodo preferito, Pat nel file UPGRADE.TXT consiglia di rimuoverli successivamente in init 3


Per rimuovere i pacchetti usare il comando removepkg

La sintassi del comando è

# removepkg nomepacchetto


Per la lista dei pacchetti rimossi dalla 13.0, guardare sopra.


Modificare i file di configurazione

Arrivati a questo punto bisogna controllare quali modifiche hanno portato i nuovi file di configurazione all'interno di /etc e fare l'unione con i propri.

Pat suggerisce ai più temerari di usare questo script:

   cd /etc
   find . -name "*.new" | while read configfile ; do
     if [ ! "$configfile" = "./rc.d/rc.inet1.conf.new" \
       -a ! "$configfile" = "./rc.d/rc.local.new" \
       -a ! "$configfile" = "./group.new" \
       -a ! "$configfile" = "./passwd.new" \
       -a ! "$configfile" = "./shadow.new" ]; then
       cp -a $(echo $configfile | rev | cut -f 2- -d . | rev) \
         $(echo $configfile | rev | cut -f 2- -d . | rev).bak 2> /dev/null
       mv $configfile $(echo $configfile | rev | cut -f 2- -d . | rev)
     fi
   done

ci ritroveremo così con i vecchi file con estensione .bak

A questo punto inseriamo le nostre modifiche nei nuovi file.

Questo va fatto perché i nuovi file potrebbero contenere informazioni che i vecchi non hanno, o potrebbero avere una sintassi diversa. I cambiamenti effettuati nei nuovi pacchetti possono infatti recare dei cambiamenti nel formato dei file di configurazione e negli script di avvio contenuti in /etc. Al tempo stesso dovrete immettere i vostri vecchi dati nei nuovi file per mantenere le vecchie configurazioni.

Per alcuni file bisogna stare attenti ad eseguire questo passo perché si rischia di perdere utenti o configurazioni che avevamo in precedenza.

Comunque come vedete lo script non rinomina i file

  • /etc/rc.d/rc.inet1.conf.new
  • /etc/rc.d/rc.local.new
  • /etc/group.new
  • /etc/passwd.new
  • /etc/shadow.new


Questo perché sono i file in cui sono memorizzati i vostri utenti, i gruppi, le password e le informazioni sulla vostra rete. Quindi non allarmatevi se ritrovate ancora alcuni file con estensione .new e soprattutto non sostituiteli a quelli vecchi se non sapete bene cosa state facendo.

Quindi sta a voi modificare, se necessario, questi vecchi file facendo un confronto con quelli con estensione .new

Normalmente modificare questi file non sempre serve, potete lasciarli come sono, anche in questo caso l'esperienza e la conoscenza del sistema sono la base per effettuare le modifiche come più ci piace. Come detto sopra, bisogna però stare attenti alle modifiche importanti, come il cambio di alcuni programmi di avvio e/o di configurazione.


Aggiornare i pacchetti delle localizzazioni di KDE

A seconda di come avete aggiornato il sistema, potreste ritrovarvi con tutti i file di localizzazione di KDE o con nessuno. Siccome occupano 500Mb conviene lasciare solamente quelli effettivamente utilizzati.

Vediamo caso per caso.

Si è aggiornato tramite --install-new

Se si è aggiornato con il metodo consigliato da Pat

# upgradepkg --install-new */*.t*?z

conviene disintallarli tutti e dopo installare solamente quelli veramente utilizzati.

Per fare ciò bisogna portarsi nella dir /var/log/packages e rimuovere tutto.

# cd /var/log/packages
# removepkg kde-i18n* koffice-l10n*

Successivamente, tornare nella directory /mnt/dvd/slackare ed installare quelli di cui si ha effettivamente bisogno. Per esempio per installare quelli in lingua italiana, bisogna usare il comando

# upgradepkg --install-new kdei/k*it*txz


Si è aggiornato tramite lo script di Pat

Se per aggiornare il sistema si è utilizzato lo script di Pat visto in precendenza, basta aggiornare solamente i file effettivamente utilizzati con il comando

# upgradepkg --install-new kdei/*.txz


Si è aggiornato tramite il metodo alternativo

Se si è seguito il metodo consigliato da me, probabilmente non ci sarà da fare niente, in quanto si saranno aggiornati solamente i file di localizzazione precedentemente usati.

Controllare comunque non fa mai male :-)


Non si utilizzava nessuna localizzazione per KDE

Se prima non veniva utilizzata alcuna localizzazione per KDE naturalmente bisogna valutare se continuare così o installare le localizzazioni che vogliamo.

Stessa cosa se vogliamo aggiungerne (o rimuoverne) altre, per esempio per utilizzare varie lingue.

In questo caso bisogna spostarsi nella directory kdei e procedere all'installazione o rimozione dei pacchetti delle localizzazioni che ci interessano.

In tutti i casi l'importante è fare questo per i pacchetti kde, koffice e k3b, naturalmente questi ultimi due se sono utilizzati.


Tornare in modalità multiutente

Una volta fatte queste modifiche e dopo essere sicuri che tutto sia giusto si può tornare in modalità multiutente

# telinit 3

A volte al termine della procedura di riavvio non compare la shell, ma niente paura, basta premere invio per visualizzarla.


A questo punto potete riavviare e se tutto è andato per il verso giusto trovarvi nella Slackware 13.0

Buon divertimento con la 13.0 :-)


Possibile errore della procedura di aggiornamento

Se il sistema non si riavvia correttamente, o si è fatto qualche danno durante la procedura di aggiornamento, niente drammi. Prima di formattare, come si usa in altri sistemi, è possibile sempre cercare di reinstallare sul sistema non funzionante la Slackware 13.0

Per fare questo bisogna per prima cosa ripristinare le glibc, solitamente il punto critico del sistema, e successivamente aggiornare l'intero sistema con una delle procedure sopra descritte.

Se proprio non ci riuscite potete invece ripristinare il backup e ripetere la procedura.

E se non si è fatto il backup? Come non avete fatto il backup??? Questa è la prima cosa fare come abbiamo detto prima ;-)


Consigli e problemi noti

Vediamo adesso alcuni cambiamenti avvenuti in 13.0 che potrebbero creare problemi e/o malfunzionamenti del sistema

Per maggiori informazioni su questi ed altri "problemi noti", leggere il file 13.0/CHANGES_AND_HINTS.TXT CHANGES_AND_HINTS.TXT

In particolare merita una segnalazione la sezione del riconoscimento dell'hardware da parte di udev con il nuovo installer. Siccome l'installer non entra in gioco in fase di aggiornamento non è stata presa in considerazione in questo how-to


Problemi con i driver intel

Se riscontrate problemi con i driver video intel (xf86-video-intel) nella directory /extra

extra/xf86-video-intel-alternate/xf86-video-intel-* 

trovate driver in versione diversa con cui fare tentativi. In alcuni casi risolvono il problema.


Gruppi di default

Durante l'aggiunta di un utente al sistema con il comando adduser vengono consigliati una serie di gruppi a cui sarebbe opportuno aggiungere l'utente per non incorrere in "problemi" di permessi.

Questi gruppi sono audio, cdrom, video, plugdev, floppy, netdev, power

Naturalmente non è detto che sia necessario aggiungere l'utente in tutti i gruppi, dipende anche dalla configurazione del sistema, ma per una utenza base su una installazione di default è consigliato farlo.

Nota bene: In un avvio in init3, l'utente è aggiunto di default, tramite l'operato del file /etc/login.defs nei gruppi floppy, audio, cdrom e video, quindi a volte si notano alcuni problemi di permessi solo cambiando modalità di avvio.


Aggiunta di utenti e gruppi

Per esigenze di alcuni programmi sono stati aggiunti nuovi utenti e nuovi gruppi di sistema, normalmente la procedura di aggiornamento aggiunte direttamente questi utenti e questi gruppi, ma è sempre meglio controllare i file /etc/group.new, /etc/passwd.new, /etc/shadow.new

Nuovi utenti di sistema:

  • oprofile (uid=51)

Nuovi gruppi di sistema:

  • oprofile (gid=51)
  • dialout (gid=16)
  • netdev (gid=86)


Problemi con la configurazione di KDE4

Visto i cambiamenti avvenuti in Kde4 si consiglia di fare un backup della proprio cartella di configurazione $HOME/.kde e rimuoverla, in modo che KDE 4 ricrei la cartella in base ai nuovi parametri.


Problemi con il tag "mailto:" in Firefox

Se il tag "mailto:" non funziona correttamente in Firefox, provare a rimuovere il file $HOME/.mozilla/mimeTypes.rdf e riavviare Firefox


Icone mancanti in XFCE

Come per KDE, se abbiamo una configurazione per XFCE è probabile che ci saranno alcune icone mancanti dopo l'aggiornamento a XFCE 4.6. Questo è dovuto, almeno in parte, al fatto che il tema di icone Rodent, che era presente nella versione 4.4.x, non è più presente. Per ovviare al problema è necessario utilizzare le impostazioni Manager per selezionare un nuovo tema di icone. Per i nuovi utenti, il tema di icone di default è adesso Tango. Ci possono essere ancora icone mancanti per programmi lanciati dal pannello; al momento attuale l'unica soluzione è quella di riconfigurare e selezionare un nuova icona. Vedere http://bugzilla.xfce.org/show_bug.cgi?id=5067 per maggiori informazioni.


Impossibile accedere all'interfaccia web di CUPS

Se si riscontra un problema nell'accedere all'interfaccia web di CUPS (http://localhost:631) si consiglia di disabilitare il modulo ipv6 e riavviare il pc. Per fare ciò aggiungere in fondo al file /etc/modprobe.d/blacklist la seguente riga:

blacklist ipv6

e creare un file /etc/modprobe.d/ipv6 con le seguenti righe

alias net-pf-10 off 
alias ipv6 off


Come scrive Pat questa non è una soluzione accettabile, ma è l'unica possibile al momento


Stampanti con driver Gutenprint

Dopo aver aggiornato il pacchetto gutenprint, ogni stampante che utilizza con CUPS i driver gutenprint va reinstallata. Questo è un problema che chi segue il ramo current ed utilizza i driver gutenprint conosce bene.


Stampanti multifunzione HP

Per far funzionare le stampanti multifunzione HP (stampante/scanner) il vostro utente deve essere nel gruppo "lp", in modo da far funzionare correttamente hp-toolbox. Anche per far funzionare lo scanner devi essere nel gruppo "lp", questo perché le regole UDEV per HPLIP impostano ad "lp" il gruppo del device.


Rallentamenti con Xfce Terminal

Se notate che il terminale di Xfce, e forse alcune altre applicazioni, vengono visualizzate molto lentamente in X, allora si dovrebbe provare a disattivare esplicitamente le estensionei per il Composite in /etc/X11/xorg.conf, o impostare XLIB_SKIP_ARGB_VISUALS = 1 in uno dei file di iniziliazzazione della vostra sessione prima di far partire X Potreste usare ~/.profile, ./.bash_profile, esportarla da linea di comando o magari creare un apposito ~/.xinitrc con dentro la variabile. Dipende dal vostro ambiente e dal runlevel con cui partite.

Per maggiori informazioni su questo bug vedere http://bugzilla.xfce.org/show_bug.cgi?id=2792


Uso del Kernel generic

Pat consiglia di usare sempre il kernel generic smp e non il kernel huge, quest'ultimo da utilizzare come kernel di installazione o di emergenza, nel caso per esempio ci si dimenticasse di creare il file initrd (leggere /boot/README.initrd per le istruzioni). Inoltre invita a non inviare bug report se non riproducibili con il kernel generic.

Per la maggior parte dei sistemi va bene il kernel SMP generic (se funziona) anche se non si ha un processore SMP. Qualche nuovo hardware infatti necessita di aver abilitato l'APIC locale nell'SMP kernel e teoricamente non dovrebbero esserci cali prestazionali usando l'SMP kernel su macchine a singolo processore.

Inoltre i sorgenti del kernel della Slackware sono configurati per l'uso del kernel SMP, quindi se si vuole compilare un modulo esterno (ad esempio driver NVidia o ATI proprietari) non c'è bisogno di modifiche se si usa il kernel SMP.

Se invece si vuole comunque utilizzare un kernel non SMP tutte le info, le patch e gli header si trovano nella directory /extra/linux-2.6.27.7-nosmp-sdk/.

Utilizzando un kernel huge si possono riscontrare errori come questo

kobject_add failed for uhci_hcd with -EEXIST, don't try to register.

Questo succede perché i rispettivi driver sono compilati staticamente nei kernel huge, ma udev cerca ugualmente di caricarli. Si possono ignorare tranquillamente questi errori o mettere in blacklist (/etc/modprobe.d/blacklist) i moduli che il kernel cerca di caricare. Ad ogni modo ricordarsi di rimuovere dalla blacklist questi moduli se decidiamo di usare i kernel generic come raccomandato da Pat.


Partizioni criptate e tastiere USB

Se abbiamo la partizione di root criptata, è necessario disporre dell'accesso alla tastiera nella fase di boot per digitare la password. Questo può richiedere di aggiungere i moduli uhci-HCD e usbhid nell'immagine initram se si dispone di una tastiera USB.

Se inoltre utilizziamo una tastiera non-US, si può utilizzare il parametro -l nel comando mkinitrd per aggiungere il supporto per la nostra codifica. Naturalmente insieme al parametro -C che indica la presenza della partizione criptata.

Per esempio:

mkinitrd -c -k 2.6.29.6-smp -m ext3 -f ext3 -r cryptroot -C /dev/sda1 -l it

Dove cryptroot è il nome dato al device mapper, /dev/sda1 è la partizione "reale" criptata, it è la codifica della tastiera.


Cambiamenti in Xorg

La versione di Xorg presente in Slackware 13.0 in molti casi non richiede la presenza del file /etc/X11/xorg.conf. La configurazione avviene automaticamente tramite HAL. Per forzare alcune impostazioni, come la presenza di driver video proprietari, si può creare un xorg.conf minimale

Inoltre è possibile che il vecchio xorg.conf dia dei problemi con il nuovo Xorg, quindi prima di fare vari tentativi, provare a rinominare tale file

Se si utilizzano tastiera non-US basta copiare il file /usr/share/hal/fdi/policy/10osvendor/10-keymap.fdi<tt> in <tt>/etc/hal/fdi/policy e modificarlo secondo le proprie esigenze. Se si preferisce il vecchio metodo di xorg.conf si può utilizzare "X -configure" o "xorgsetup" per genere un xorg.conf adatto al proprio pc e dopo aggiungere le seguenti linee alla voce ServerFlags" per disabilitare il riconoscimento delle periferiche di input da parte di HAL:

Option   "AllowEmptyInput"     "false"
Option   "AutoAddDevices"      "false"
Option   "AutoEnableDevices"   "false"


Considerazioni su HAL

HAL ormai non è una novità per gli utenti Slackware, e questi cambiamenti sono riferiti alla 12.2, ma Pat ci tiene a precisare alcune cose

  1. Gli utenti per avere il permesso di montare le periferiche removibili devono essere nel gruppo plugdev,
  1. Gli utenti con il permesso di eseguire il suspend, l'hibernate, lo shutdown ed il reboot tramite HAL dovrebbero essere inseriti nel gruppo power.
  1. Gli utenti con il permesso di modificare le impostazioni di rete tramite Wicd dovrebbero essere inseriti nel gruppo netdev
  1. HAL tiene conto delle impostazioni in /etc/fstab se queste sono presenti. Quindi bisogna stare attenti a modificare il file /etc/fstab per le periferiche che vogliamo gestire tramite HAL. Per esempio se /etc/fstab non permette di montare le periferiche ai normali utenti (tramite le opzioni users o user) allora anche HAL/dbus non permetterà di farlo. Per maggiori informazioni su come configurare correttamente il file /etc/fstab vedere l'<a href="/configurare-fstab">how-to su come configurare fstab</a>
  1. Se abbiamo bisogno di modificile i file fdi, questi devono essere posizionati in /etc/hal e non in/usr/share/hal/ e bisogna dargli lo stesso nome di quelli presenti in /usr/share/hal/.

Per esempio per modificare il file /usr/share/hal/fdi/policy/10osvendor/10-ntfs-3g-policy.fdi, che contiene le opzioni di default per il montaggio dei dispositivi con ntfs-3g, bisogna creare un file /etc/hal/fdi/policy/10osvendor/10-ntfs-3g-policy.fdi con le opzioni che desideriamo


Configurare un touchpad Synaptics tramite HAL

Se si sta utilizzando un touchpad synaptics e si vuole modificare le impostazioni, copiare il file /usr/share/hal/fdi/policy/11-x11-synaptics.fdi nella directory /etc/hal/fdi/policy/ e modificare il file copiato secondo le proprie esigenze. Si possono fare anche cambiamenti "al volo" tramite synclient(1)

Qui nel wiki c'è un how-to su come configurare il touchpad con HAL


Kernel Mode Setting

Nel kernel di default il mode setting (MKS) è disabilitato, per abilitarlo aggiungere alle impostazioni di lilo

append = "i915.modeset=1"

Wireless/Bluetooth non attivi dopo il boot

Se la scheda wireless e/o bluetooth non sono attive di default dopo il boot, potrebbe essere necessario caricare il modulo di rfkill-input. Se questo risolve il problema, modificate /etc/rc.d/rc.modules.local, /etc/rc.d/rc.local o il file che utilizzate per il caricamento dei moduli all'avvio. In alternativa si può creare un file /etc/modprobe.d/rfkill.conf che contenga la seguente linea:

   install rfkill /sbin/modprobe -i rfkill ; /sbin/modprobe -i rfkill-input


Conclusioni

Spero che la guida possa essere stata di aiuto, qualsiasi critica, modifica o aggiunta è ben accetta

Naturalmente l'esperienza e la conoscenza del sistema possono portare ad usare sistemi diversi o a "rischiare" di più nell'aggiornamento. L'importante è sapere sempre cosa si sta facendo e cosa andiamo a modificare. Io ho cercato di fare una guida il più adatta possibile a chi si accinge per la prima volta a passare ad una 13.0.

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