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Configurazione avanzata di X su Slackware

Da Slacky.eu.

Now Working

Indice

Introduzione

Slackware 10.0 (come anche Fedora Core 2 e altre piccole distribuzioni recenti) ha abbandonato XFree86 (arrivato alla versione 4.4rc2), utilizzato fino alla Slacware 9.1, per adottare Xorg (basato comunque anch'esso su X11R6), con conseguente piccolo cambiamento per quanto riguarda gli strumenti di configurazione del server X (ovvero il server grafico).

Configurazione

Mentre fino a Slackware 9.1 si avevano questi strumenti automatici per configurare il server grafico:

  • xf86config, in modalità testuale
  • xfree86setup, in modalità pseudo-grafica
  • xf86cfg in modalità grafica

ora col cambio di licenza si possono utilizzare questi tre tool (cambiano i nomi, ma il funzionamento è più o meno lo stesso), ricordandosi di avviarli da root:

# xorgconfig 

tool in modalità testuale ed intuitivo, presenta diverse domande sull'hardware presente necessario per l'avvio di X e alla fine genera il file di configurazione xorg.conf è il tool relativamente più semplice da utilizzare (almeno all'inizio) per cercare di ottenere un file xorg.conf minimale e funzionante è necessario avere informazioni anche superficiali sul proprio hardware (in particolare scheda video, tastiera, mouse e monitor)

# xorgcfg 

tool con principalmente le stesse funzionalità di quella testuale, ma in veste grafica è presente anche una comoda interfaccia per gestire il mouse da tastiera nel caso questo non funzioni correttamente (così lo si potrà configurare correttamente) potrebbe essere anche utile, ma essendo in veste grafica se per caso X non funziona o funziona male già di suo, c'è il rischio che questo tool non si possa avviare correttamente è presente anche una modalità esperta per modificare più nel dettaglio il file xorg.conf, con opzioni aggiuntive (rappresentate mediante diagrammi ad albero).

# xorgsetup 

tool pseudo-grafico, da usare esclusivamente da console, senza che X sia avviato, può essere utile se X per qualche ragione non si avvia è tra i tre quello più immediato, in quanto questo script crea in automatico (chiedendo soltanto il tipo di risoluzione di colore predefinita) il file xorg.conf, rinominando quello esistente in xorg.conf.backup; tuttavia per una configurazione completa non è sufficiente Questi strumenti in pratica creano (o sovrascrivono, facendo in ogni caso una copia di backup di quello precedente) il file di configurazione xorg.conf (presente di solito in /etc/X11/xorg.conf) in modo interattivo, rispondendo a semplici domande o specificando graficamente le opzioni, semplificando la vita all'utente, che altrimenti sarebbe costretto a farlo a mano, richiedendo tempo ed esperienza; successivamente si potranno apportare piccoli ritocchi alla configurazione editando il file con un semplice editor di testi. C'è da dire che già dopo l'installazione di Slackware al primo avvio il più delle volte dovrebbe esser possibile avviare X mediante il comando:

# startx 

che caricherà il windows manager scelto durante l'installazione di Slackware (KDE, Gnome, Fluxbox, solo per citarne alcuni). Infatti durante l'installazione di Slackware viene già creato un file xorg.conf ma questo è generico, configurato per una scheda VGA standard con risoluzione di 640x480; quindi si rende necessario configurare adeguatamente il server grafico, sia se si vuole ottimizzare al meglio l'ambiente X (esempio banale, modificare le impostazioni di risoluzione, se il monitor le supporta) oppure Eperchè potrebbero sorgere problemi a distanza di tempo durante l'utilizzo della distro (il mouse che non funziona più, il server X che non si avvia, etc..). Ci concentreremo principalmente su xorgconfig, perchè è il più intuitivo ed il più semplice da utilizzare, ed assicura le basi per un buon funzionamento del server grafico.

Usiamo xorgconfig

All'avvio del comando xorgconfig (che può esser lanciato sia da console grafica che da terminale) apparirà una schermata introduttiva: premiamo il tasto INVIO ed iniziamo la configurazione del mouse.

Mouse

Occorre scegliere il tipo di mouse tra quelli elencati (premendo INVIO si scorre tra le opzioni). I mouse più comuni sono quelli PS/2 o quelli Microsoft, per cui se non siete sicuri optate per uno di questi due tipi, digitandone il numero corrispondente (nel caso scegliate PS/2 digitate il numero 4 e poi INVIO per confermare). Successivamente bisogna specificare se si vuole abilitare l'emulazione per i tre tasti. Questa opzione è utile se il tasto centrale non viene riconosciuto da X oppure se si ha un mouse a soli due tasti: il terzo tasto viene emulato mediante la pressione simultanea degli altri due.

Dopodichè occorre specificare il percorso completo del dispositivo al quale il mouse è collegato. La scelta di default, /dev/mouse, è quella più indicata in quanto questo è un link simbolico (creato durante l'installazione di Slackware) che punta a /dev/psaux, che è il percorso reale del dispositivo, quindi semplicemente premiamo il tasto INVIO o specifichiamo un'alto percorso (se si è sicuri di dove è collegato il mouse).

Si passa alla configurazione della tastiera.

Tastiera

Di solito si sceglie l'opzione 4, e cioè Generic 105-key (Intl) PC, in quanto questa è una tastiera standard molto diffusa, ma, come per il mouse, se si ha un tipo diverso (scorrendo col tasto INVIO tra le opzioni, son presenti circa 93 tipi di tastiera) occorre indicarlo digitando il numero corrispondente. Subito dopo si sceglie il layout della tastiera, premendo 43 per il tipo italiano e, se si vuole (ma non è necessario), si può specificare una nome diverso per il tipo di layout scelto, altrimenti si lascia quello di default. Dopodichè si possono modificare ulteriori opzioni XKB, utili a rimappare il funzionamento della tastiera nel server X o per scambiare le funzioni di tasti diversi (ad esempio abilitare l'uso di un diverso gruppo di tasti di controllo o scambiare i tasti di controllo) e per la gestione dei led luminosi relativamente ai tasti; se non si è sicuri di cosa si vuole fare, digitare 'n' per saltare queste impostazioni.

Monitor

Si passa alle impostazioni del monitor, dove si dovranno indicare la frequenza di refresh (cioè aggiornamento) orizzontale e verticale del monitor, presenti nella documentazione del monitor (oppure, si può consultare il database dei monitor presente in /usr/X11R6/lib/X11/doc/Monitors per vedere se è presente il proprio modello e sapere così le giuste frequenze). Per iniziare la configurazione, premere INVIO (altrimenti la combinazione Ctrl+C per uscire dal tool lasciando intatto il proprio file xorg.conf originario). Bisogna inserire i dati relativi alla frequenza orizzontale di refresh. Se si è in possesso di valori esatti e certi (prelevati dalla documentazione o dal database), premendo 11 si possono inserire manualmente, separandoli col trattino '-' (esempio, 30-69). Se invece si è indecisi, è consigliabile scegliere una delle frequenze predefinite (opzioni dalla 1 alla 10) che corrispondono a valori di refresh standard corrispondenti a diversi tipi di monitor, in quanto se si immettono valori che eccedono le effettive capacità del monitor si rischia di avere danni all'hardware (oltre che, ovviamente, a mancati avvi o crash di X); premendo INVIO si immetteranno automaticamente i valori di default, utili se non sappiam proprio cosa scegliere. Si specifica ora la frequenza di refresh verticale, scegliendo, se non si è certi, tra le prime 4 opzioni (comunque, di solito, si sceglie l'opzione 2, e cioè 50-90) oppure, se si è in possesso del manuale del monitor o altra documentazione (e quindi, avendo dati certi), inserendo manualmente i dati nello stesso modo visto prima, dopo aver digitato l'opzione 5. Dopo aver inserito a piacere un nome di identificazione del monitor (oppure aver premuto INVIO per lasciare il nome predefinito, e cioè "My Monitor"), si passa alla configurazione delle impostazioni della scheda video.

Scheda video

In questa sezione è disponibile un database di tutte le schede video disponibili, raggiungibile digitando 'y' alla prima domanda che si presenta e successivamente scegliendo la propria scheda dall'elenco (scorrendo tra l'elenco col tasto INVIO, son presenti tuttora circa 566 tipi di scheda video); se la scheda che si possiede non è presente nell'elenco occorrerà sceglierne una tra quelle elencate che abbia lo stesso chipset, e molto probabilmente funzionerà lo stesso. E' anche possibile non scegliere alcuna scheda, infatti premendo q si proseguirà la configurazione lasciando i valori di default, ma non è una scelta consigliata.

NB: Nella directory /usr/X11R6/lib/X11/doc è presente della documentazione sui chipset supportati e sulle maggiori e più importanti schede video. Dopo aver digitato il numero corrispondente alla scheda posseduta, e aver premuto INVIO, si presenta una specie di riepilogo sulla scelta effettuata, il quale comprende nome della scheda, chipset e driver che saranno utilizzati; questo è utile per verificare la nostra scelta, se per caso abbiamo sbagliato scheda occorre premere Ctrl+C per uscire e ripetere la configurazione da capo, ma sapendo ormai che dati immettere. Se invece il riepilogo corrisponde alle nostre aspettative, premere INVIO per proseguire e scegliere l'opzione relativa alla quantità di memoria della scheda video (espressa in Kb) oppure specificandone l'esatto ammontare (dopo aver premuto di nuovo INVIO). Come per il monitor, anche qui si può inserire un nome identificativo per la scheda video, oppure premere il solito tasto INVIO per il nome di default.

Risoluzioni

La successiva schermata mostra, per ogni profondità di colore (8, 16 e 24 bit) le risoluzioni supportate dallo schermo, che dipendono dal tipo di scheda grafica scelta. Queste possono esser modificate, specificando per ogni profondità di colore (8, 16 e 24 bit, che, rispettivamente, corrispondono a 256, 65536 e 16 milioni di colori) la scala di risoluzioni da adottare, tenendo presente che la prima risoluzione specificata sarà quella di default (sarà però sempre possibile, successivamente, col server X avviato, spostarsi tra le diverse risoluzioni con la combinazione Ctrl-Alt-[+] del tastierino numerico) e che le modalità non supportate dal monitor saranno automaticamente scartate dal server grafico X. In particolare, dopo aver definito la scala di risoluzioni del monitor per una data profondità di colore, è preferibile rispondere 'n' alla domanda che chiede se si vuole uno schermo virtuale più grande di quello fisico, questo per far in modo che tutte le finestre e le applicazioni grafiche si aprano all'interno del campo visivo del monitor, e che non sia necessario invece spostare continuamente il mouse in alto,basso, destra e sinistra per visualizzare ogni parte del desktop, essendo questo più grande dell'area dello schermo. Si può comunque tranquillamente lasciare tutto così com'è, dato che le modalità rilevate di solito coprono tutta la gamma di risoluzioni possibili supportate dal monitor, a meno che non sia necessario fare diversamente; e poi possono essere successivamente modificate editando il file generato. Dopo aver modificato (o lasciato così com' erano) le modalità dello schermo, si preme 4 per continuare verso l'ultimo parametro di configurazione, e cioè la profondità di colore predefinita: se la nostra scheda lo permette, scegliamo l'opzione 5, e cioè a 24 bit (16 milioni di colori), altrimenti scegliamo la 4, dato che le prime tre (monocromo, 16 e 256 colori), a meno di non avere una scheda molto vecchia, sono poco "gratificanti".

Salvataggio impostazioni

Finalmente giungiamo alla schermata finale che ci chiede se vogliamo scrivere il file di configurazione in /etc/X11/xorg.conf . Rispondiamo 'y' e premiamo INVIO. Rispondendo 'n' si può decidere di scriverlo nel percorso alternativo / usr/X11R6/etc/X11/xorg.conf, nella directory corrente o specificare un altro percorso, ma è consigliato lasciare quello iniziale, e cioè /etc/X11/xorg.conf, dato che è il primo percorso in cui X all'avvio cerca il suo file di configurazione.

Dopo un pò proviamo a dare il comando startx: se tutto va bene (nella maggior parte dei casi) dovrebbe avviarsi il server grafico.

Xorg.conf

Il file /etc/X11/xorg.conf è composto da un numero di sezioni, le quali hanno tutte la seguente disposizione: Section "SectionName" SectionEntry ... EndSection Di seguito c'è l'elenco delle sezioni contenute nel file xorg.conf, con un'immagine e una breve spiegazione

SECTION "MODULE"

La prima sezione che incontriamo è la Section "Module", usata per specificare quali moduli dinamici caricare. In questa sezione è importante, se abbiamo una scheda video con accelerazione, decommentare la riga Load "dri" come si vedrà più avanti.

SECTION FILES

La seconda è Section "Files" che contiene il percorso del database dei colori RGB ed il percorso di ricerca dei font che si possono utilizzare una volta avviato il server grafico. Si possono aggiungere nuovi percorsi semplicemente aggiungendo una nuova riga, in fondo a quelle già presenti.

Oppure si può fare in modo che certi fonts non vengano caricati dal server grafico, in tal caso basterà commentarli.

== SECTION "SERVERFLAGS" == Viene usata per specificare alcune opzioni globali del server grafico ed in genere sono quasi sempre tutte commentate, cioè disabilitate; per attivarle basta decommentarle, cioè aprirle con un editor di testi (pico, vi, emacs, etc,,) ed eliminare il cancelletto '#':

  1. Option "NoTrapSignals"

Potrebbe essere utile se si hanno problemi col server Xorg e si vuole fare il debugging. Comunque è consigliato lasciare questa opzione commentata, a meno di non essere utenti esperti.

  1. Option "DontVTSwitch"

Se attivata, disabilita la possibilità di passare da una console virtuale all'altra attraverso la combinazione di tasti Ctrl-Alt-Fn dove Fn è uno dei tasti funzione (da F1 a F12) e quindi permette alle applicazioni di poter utilizzare questa combinazioni di tasti.

  1. Option "DontZap"

Se attivata, disabilita l'uso della combinazione di tasti Ctrl-Alt-Backspace, normalmente utilizzata

per terminare il server grafico e permette quindi alle applicazioni di sfruttare questa combinazioni di tasti. # Option "Dont Zoom" Se attivata, disabilita l'uso della combinazione di tasti Ctrl-Alt-+ e - ,utilizzata per spostarsi tra le diverse risoluzioni in ambiente grafico,e quindi, non avendo più questa funzione, questa sequenza viene messa a disposizione delle applicazioni # Option "DisableVidModeExtension" Se attivata, disabilita le estensioni VidMode (Video Mode) fornite all'applicazione grafica xvidtune, utilizzata per modificare le impostazioni dello schermo (tra le quali vi son le stesse che abbiamo specificato durante l'esecuzione di xorgconfig, e cioè frequenze orizzontali e verticali) ma in veste grafica; è necessario utilizzarla soltanto se si sa quel che si sta facendo). # Option "AllowNonLocalXvidtune" Se attivata permette l'uso dell' applicazione xvidtune (ed delle altre che sfruttano le estensioni VidMode) anche se proveniente da un host diverso da quello locale (il proprio). # Option "DisableModInDev" Disabilita, se attivata, la possibilità di poter modificare dinamicamente e in tempo reale le impostazioni delle periferiche di input, e cioè mouse e tastiera. # Option "AllowNonLocalModInDev" Permette se decommentata, di modificare le impostazioni di mouse e tastiera (tramite l'utility xset) da remoto. Oltre a queste opzioni si possono specificarne anche altre, come descritto nella documentazione sulla configurazione del file xorg.conf, raggiungibile col comando man xorg.conf Tra queste, se si hanno due monitor sulla stessa macchina, potrebbe esser utile l'opzione Option "Xinerama" che abilita le estensioni Xinerama, che permettono alle applicazioni ed ai window manager di utilizzare i due monitor come un unico, grande display virtuale.

SECTION "INPUTDEVICE"

Questa è la sezione riguardante le periferiche di input, e di solito devono essere presenti almeno due sotto-sezioni: una relativa alla tastiera (Core keyboard's InputDevice section) ed un'altra riferita al mouse (Core Pointer's InputDevice section). Le voci (per tutti e due i dispositivi) sono definite in questo modo: Section "InputDevice" Identifier "nome_identificativo" Driver "driver_utilizzato" Options ... EndSection

CORE KEYBOARD'S INPUTDEVICE SECTION

I parametri Identifier e Driver devono esser sempre presenti per ottenerne il riconoscimento da parte di X, ed infatti, se abbiamo utilizzato xorgconfig, questo file conterrà questi i due parametri (contenenti i dati che gli abbiamo dato all'inizio), più le opzioni riguardanti il modello ed il layout, comunque fondamentali per il corretto funzionamento dei tasti. Ci sono anche altre opzioni (che tra l'altro potevano anche esser specificate mediante il tool xorgconfig), come: # Option "XkbOptions" "ctrl:swapcaps"

utile se si vuole invertire la posizione del tasto CAPSLOCK col tasto CTRL

# Option "Xleds" "1 2 3"

che specifica quali led luminosi della tastiera sarà possibile modificare dall'utente, ad esempio con l'utility xset, permettendo di gestirli a piacere. # Option "XkbDisable"

serve per disabilitare l'uso della tastiera in X. Per maggiori info è disponibile la XKB Configuration Guide e l'Enhance XKB Configuration (che spiega come creare un nuovo layout), nei percorsi: /usr/X11R6/lib/X11/doc/README.XKB-Config /usr/X11R6/lib/X11/doc/README.XKB-Enhancing

CORE POINTER'S INPUTDEVICE SECTION

Per quanto riguarda la seconda sotto-sezione, Core Pointer's InputDevice section, relativa al mouse, c'è poco da dire:sono presenti, come prima, i due parametri Identifier e Driver, con di seguito le opzioni relative al protocollo utilizzato e il percorso completo del dispositivo al quale il mouse è collegato. Anche da qui è possibile abilitare o disabilitare l'emulazione dei tre tasti (decommentando o commentando la riga relativa) e in più vi sono opzioni specifiche per i mouse Logitech, anche se non è consigliato abilitarle. Per maggiori info su supporto, caratteristiche e configurazione del mouse è presente un documento in /usr/X11R6/lib/X11/doc/README.mouse

MONITOR SECTION

Siamo giunti alla Monitor Section, che, semplicemente, contiene il nome identificativo dato durante la configurazione (in questo caso "Likom", e le frequenze orizzontali e verticali del monitor; possono naturalmente venir modificate se la visualizzazione dell'ambiente grafico dà problemi, facendo comunque riferimento a della documantazione certa (manuale del monitor o altro).

GRAPHICS DEVICE SECTION

Questa sezione riguarda i parametri relativi alla scheda video. In fondo, nella sotto-sezione "Device" sono presenti i valori immessi durante la configurazione testuale, col nome identificativo, il driver da caricare, mentre la memoria video è decommentata, questo perchè il server Xorg interroga la scheda video per determinare questa quantità automaticamente. Si possono anche inserire delle Clock lines, che sarebbero le frequenze di clock della scheda, espresse in Mhz. Questo parametro può essere richiesto soltanto per alcune vecchie schede che non hanno frequenze di clock programmabili, e comunque bisogna avere il manuale della propria scheda per sapere che dati inserire. Nella sezione principale, invece è presente l'opzione BusID, la quale specifica la locazione del bus della scheda grafica. Questa opzione in una configurazione normale (con un monitor ed una sola scheda video) è inutile, ed infatti è decommentata; se invece si dispone di più di un dispositivo video installato, e si vuole specificare quale utilizzare, occorre specificare questa opzione (consultando sempre la documentazione). Nel percorso /usr/X11R6/lib/X11/doc sono presenti vari documenti riguardanti varie schede grafiche

SCREEN SECTIONS

Questa è la sezione che, se abbiam qualche problema con l'avvio o la corretta visualizzazione dell'ambiente grafico, dovremmo controllare per prima. Nella sotto-sezione "Display" sono elencate, per ogni profondità di colore,le risoluzioni da utilizzare, ricordandosi che la prima risoluzione elencata è quella che sarà caricata per prima. Può capitare quindi che X non si avvi (o si avvii, ma non correttamente, cioè con imperfezioni grafiche, a volte anche consistenti) proprio perchè non riesce ad avviare il server grafico con la risoluzione specificata. Occorre quindi modificare tale valore in modo da consentire l'avvio di X.

SERVERLAYOUT SECTIONS

E siamo giunti al ServerLayout, che racchiude la Screen Section e l'InputDevice Section, e che in pratica serve per gestire la configurazione base del server grafico. Si possono gestire anche più configurazioni, se si hanno più di un monitor e più periferiche di input (oltre alle due di base necessarie). L'ultima sezione "DRI" (Direct Rendering Interface) serve per consentire a tutti gli utenti di utilizzare l'accelerazione grafica (per le schede grafiche che la supportano); occorre però anche abilitare il modulo agpgart nel file /etc/rc.d/rc.modules, ma il tutto verrà spiegato più dettagliatamente proprio adesso. Se si possiede una scheda grafica con accelerazione grafica e questa è stata compilata nel kernel (nei kernel originari, cioè non ricompilati dll'utente, questa è già presente, con la voce "Direct Rendering Manager Support") per sfruttare questa caratteristica bisogna dapprima assicurarsi che il dispositivo AGP GART sia caricato in /etc/rc.d/rc.modules, cioè deve essere decommentata la riga relativa al caricamento del modulo agpgart: ### AGP (Accelerated Graphics Port) GART support ### # This module takes care of programming the GART (part of your motherboard's # chipset that handles gathering data from memory and passing it to the # card) and enables faster AGP transfers. The AGP GART module is required # to use AGP features of your 3D rendering video card. You'll need this to # use XFree86's direct rendering support, for example. /sbin/modprobe agpgart Dopodichè si edita il file /etc/X11/xorg.conf e nella sezione Module ci si assicura che le righe:

Load "glx" Load "dri" siano decommentate, cioè senza il cancelletto '#' e se vogliamo che tutti gli utenti, oltre a root, possano sfruttare appieno questa caratteristica, si devono decommentare queste righe: Section "DRI" Mode 0666 EndSection Si salva il file e per apportare le modifiche occorre uscire dal server X e rientrarvi.

ERRORI DEL SERVER X

Tuttavia a volte sorgono errori durante il caricamento di X. Per individuare e visualizzare gli errori che il server dà, quando a volte questi non sono visibili, si può provare a lanciare il comando:

# startx 2>/home/utente/errori_x 

il quale dirige lo standard error (stder), cioè gli errori che il programma dà, in un file scelto dall'utente, il quale sarà poi accessibile (tramite il comando less o cat) per visualizzare ed eventualmente risolvere i problemi più comuni, magari cercando su un motore di ricerca come Google le stringhe d'errore ottenute, oppure chiedere aiuto in forum inerenti l'argomento postando il messaggio d'errore ottenuto o chiedendo in chan dedicati a Linux. Se ti logghi come root, dovresti esser in grado di utilizzare il comando X --probeonly per avere una lista contenente il chipset della scheda video, la memoria e altre opzioni relative al sistema grafico. Tra gli errori comuni troviamo: Xlib: connection to ":0.0" refused by server Xlib: Client is not authorized to connect to Server Gtk-WARNING **: cannot open display: :0.0 Questo accade quando capita che un utente lancia un'applicazione grafica da un server X avviato inizialmente da un altro utente. Questo accade per motivi di sicurezza. L'utente proprietario del server X deve concedere il permesso di utilizzo del server agli altri utenti. L'autorizzazione viene concessa mediante il comando xhost. Quest'ultimo comando utilizzato con il carattere + concederà l'autorizzazione a tutti gli elaboratori e a tutti gli utenti: $ xhost + Se invece si vuole concedere l'autorizzazione esclusivamente a una macchina o a un utente, si utilizza la seguente sintassi:

$ xhost + <utente> 

dove <utente> è il nome dell'utente o della macchina cui vogliamo concedere l'utilizzo dello schermo.

Fatal server error: Server is already active for display 0 If this server is no longer running, remove /tmp/.X0-lock and start again. Please consult the The X.Org Foundation support at http://wiki.X.Org for help. Xlib: connection to ":0.0" refused by server Xlib: Invalid MIT-MAGIC-COOKIE-1 key giving up. xinit: unable to connect to X server xinit: No such process (errno 3): unexpected signal 2. 

Questo capita semplicemente quando vi è già un server X attivo e quindi già avviato; oppure può esser dovuto ad un errore del server: provate ad eliminare (col comando rm) il file /tmp/.X0-lock e riprovare a lanciare X con startx; nel caso si voglia terminare X per poi riavviarlo con startx si esegue il comando top, si annota il PID del processo, lo si killa con kill PID_processo e si rilancia X con startx

Conclusione

Questa guida è in continua fase di aggiornamento (ma soprattutto miglioramento), per cui, se riscontrate errori, imperfezioni o dubbi di qualsiasi tipo potete ovviamente farmelo sapere tramite la mia e-mail anti_flag@virgilio.it

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