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Configurazione di Reti Windows/Linux: differenze tra le versioni

Da Slacky.eu.
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Se premiamo la SPACEBAR useremo il DHCP per assegnare gli indirizzi IP ( che noi non utilizzeremo). Spostiamoci con la freccetta in basso di una riga. Inseriamo l'indirizzo IP, che per semplicità e correttezza vi dico io (tranquilli, non voglio/posso impossessarmi del vostro PC):
Se premiamo la SPACEBAR useremo il DHCP per assegnare gli indirizzi IP ( che noi non utilizzeremo). Spostiamoci con la freccetta in basso di una riga. Inseriamo l'indirizzo IP, che per semplicità e correttezza vi dico io (tranquilli, non voglio/posso impossessarmi del vostro PC):
<pre> 192.168.0.1 </pre>
<pre> 192.168.0.1 </pre>
Con questi numeri il nostro PC verrà riconosciuto dalla nostra LSN.
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Con questi numeri il nostro PC verrà riconosciuto dalla nostra LAN.
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Prima di continuare è bene spendere qualche parola sul tipo di protocollo che useremo: il TCP/Ip (cioè ''Transmission Control Protocol/Internet Protocol'') lo stesso us Internet che garantisce un'elevata affidabilità anche nelle reti molto congestionate. Questo protocollo (nella sua versione 4, ma è in fase sperimentale lo sviluppo di IPv6, nel quale vengono introdotte nuove feature e una diversa gestione degli indirizzi) attribuisce a ogni interfaccia di rete e a ogni computer un indirizzo, detto IP (della lunghezza di 32 bit, cioè 4 byte) caratterizzato da quattro campi della lunghezza di 8 bit (un byte) separati da un . (punto), ogni campo contiene un numero da 0 a 255 (per un totale di 256 mumeri, quanti se ne possono comporre con un byte).

Versione delle 00:52, 8 set 2006

Indice

  1. Requisiti
  2. Configuriamo la Linux Box
  3. Masquerade, ma che cos'è?
  4. Ora tocca a Windows
  5. Vogliamo Linux come client!
  6. Non funziona niente!
  7. Voglio vedere Windows e Windows deve vedere Linux! Voglio condividere i files!
  8. Che cosa ho in mano ora?
  9. Autore, ringraziamenti
  10. APPENDICE A Elenco parametri di configurazione dei provider

Capitolo 1. Requisiti

Ho realizzato questo piccolo sistema automatizzato per condividere la connessione semplicemente avendo:

  • Una Linux Box connessa ad internet (per ora con il 56K dial-up);
  • Una scheda di rete vecchiotta (Realtek 8029) connessa ad un altro PC con scheda PCMCIA, con installato Windows ME

(ma i passaggi sono simili per qualsiasi versione dell'OS di Redmond)

  • Applicativi software in Linux:
    1. KDE 3.3.0-5
    2. Kernel 2.6.9-1.667
    3. Guardogg

utili i front-end grafici per la configurazione.

  • Applicativi software in Windows (solo lo stretto necessario):
    1. Protocolli TCP/IP installati
    2. Driver di scheda di rete

Capitolo 2. Configuriamo la Linux Box

Devo dire la verità, ho usato molto spesso i tool grafici che KDE mi ha messo a disposizione, ma vedremo come fare senza! Tipicamente la configurazione di un host in rete prevede pochi dati fondamentali:

  • Indirizzo IP
  • Subnet Mask
  • Default Gateway
  • DNS Server

Esistono molteplici metodi per configurare il servizio di rete in Linux, molto di quanto viene qui riportato si applica a tutti gli Unix:

  • Editare i singoli file di configurazione del networking (ristartare il servizio per applicare le modifiche);
  • Usare comandi shell come ifconfig, route;
  • Utilizzare strumenti di configurazione con interfaccia a finestra come:
    1. Netconfig
    2. Linuxconf
    3. Webmin

e altri facilmente individuabili su desktop KDE o Gnome.

I file di configurazione sono i seguenti:

 /etc/sysconfig/network 

Contiene le principali configurazioni per il Networking:

  1. Hostname
  2. DomainName
  3. Default Gateway (tipico di RedHat)
 /etc/sysconfig/network-script/ifcfg-XXX 

Directory contenente i file di configurazione delle singole interfacce (tipico di RedHat).

 /etc/hosts 

Contiene il mapping statico fra indirizzi e hostname ed alias.

 /etc/services 

Contiene il mapping tra i numeri di porta e i nomi dei servizi. É un file che solitamente non si modifica, salvo l'aggiiunta di porte e protocolli Custom.

 /etc/host.conf 

Specifica l'ordine secondo il quale il sistema effettuerà la ricerca di informazioni per risolvere gli indirizzi. Usato dalla resolver Library in sistemi con libc versione 5. ordere hosts,bind; specifica di usare prima /etc/hosts e poi il DNS per risolvere gli IP.

 /etc/nsswitch.conf 

Stessa funzione di host.conf nei sistemi con libc versione 6 (glibc). In pratica è sempre megio avere entrambi i file correttamente configurati.

 /etc/resolv.conf 

File di configurazione del client DNS ovvero contiene gli indirizzi del serve DNS e un possibile dominio dell'host e l'ordine di ricerca.

Allora, partiamo in console e otteniamo i privilegi di root.

Io consiglio di segnarisi ogni singolo passaggio, cosicchè se succede qualcosa sapete esattamente cosa avete fatto e cosa potete modificare per riportare tutto alla normalità.

Siamo in console? Ok, digitiamo allora

 # netconfig 

e ci apparirà un semplice tool per la configurazione della nostra interfaccia di rete (spesso denominata eth0). Premiamo INVIO alla richiesta di configurre la rete.

Se premiamo la SPACEBAR useremo il DHCP per assegnare gli indirizzi IP ( che noi non utilizzeremo). Spostiamoci con la freccetta in basso di una riga. Inseriamo l'indirizzo IP, che per semplicità e correttezza vi dico io (tranquilli, non voglio/posso impossessarmi del vostro PC):

 192.168.0.1 

Con questi numeri il nostro PC verrà riconosciuto dalla nostra LAN. Prima di continuare è bene spendere qualche parola sul tipo di protocollo che useremo: il TCP/Ip (cioè Transmission Control Protocol/Internet Protocol) lo stesso us Internet che garantisce un'elevata affidabilità anche nelle reti molto congestionate. Questo protocollo (nella sua versione 4, ma è in fase sperimentale lo sviluppo di IPv6, nel quale vengono introdotte nuove feature e una diversa gestione degli indirizzi) attribuisce a ogni interfaccia di rete e a ogni computer un indirizzo, detto IP (della lunghezza di 32 bit, cioè 4 byte) caratterizzato da quattro campi della lunghezza di 8 bit (un byte) separati da un . (punto), ogni campo contiene un numero da 0 a 255 (per un totale di 256 mumeri, quanti se ne possono comporre con un byte).

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