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Fluxbox su Slackware: differenze tra le versioni

Da Slacky.eu.
 
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=INTRO=<br/>
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[[Category:Configurazione]]
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= Intro =
Fluxbox fa parte, insieme a Blackbox, Window Maker, Fvwm2, ed altri meno conosciuti, dei cosiddetti Light Desktop, cioè quei window manager che invece di puntare sulle finezze grafiche e sulle feature (come i più famosi KDE e Gnome, i quali però necessitano di pc abbastanza potenti e recenti per poter essere eseguiti senza rallentamenti), si basano sulla leggerezza e sulla velocità di esecuzione (fondamentali quando si dispone di un hardware datato o si mettono in primo piano le prestazioni rispetto alla grafica).<br/><br/>
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Fluxbox fa parte, insieme a Blackbox, Window Maker, Fvwm2, ed altri meno conosciuti, dei cosiddetti Light Desktop, cioè quei window manager che invece di puntare sulle finezze grafiche e sulle feature (come i più famosi KDE e Gnome, i quali però necessitano di pc abbastanza potenti e recenti per poter essere eseguiti senza rallentamenti), si basano sulla leggerezza e sulla velocità di esecuzione (fondamentali quando si dispone di un hardware datato o si mettono in primo piano le prestazioni rispetto alla grafica).
Fluxbox è scritto in C++ ed è basato sul codice di Blackbox 0.61.1, anche se rispetto a quest' ultimo è più curato nell' aspetto grafico e molto più stabile.<br/><br/>
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Fluxbox è scritto in C++ ed è basato sul codice di Blackbox 0.61.1, anche se rispetto a quest' ultimo è più curato nell' aspetto grafico e molto più stabile.
Fluxbox (come tutti i Light Desktop) si presenta con un' interfaccia molto semplice, scarna, spartana, a prima vista povera di contenuti (ad esempio, a meno di modifiche successive, all' inizio non sono presenti le classiche icone sullo sfondo, e questo può spiazzare non poco gli utenti abituati ad altri window manager), ma si guadagna subito in termini di potenza, perchè in questo modo si riduce al minimo l' utilizzo delle risorse del sistema.<br/><br/>
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Fluxbox (come tutti i Light Desktop) si presenta con un' interfaccia molto semplice, scarna, spartana, a prima vista povera di contenuti (ad esempio, a meno di modifiche successive, all' inizio non sono presenti le classiche icone sullo sfondo, e questo può spiazzare non poco gli utenti abituati ad altri window manager), ma si guadagna subito in termini di potenza, perchè in questo modo si riduce al minimo l' utilizzo delle risorse del sistema.
Fluxbox è composto essenzialmente da un comodo menù a cascata altamente configurabile (di solito attivabile col tasto destro del mouse), dal quale si lanciano le applicazioni, e da una toolbar, spostabile a piacere, dalla quale è possibile gestire le diverse aree di lavoro, le finestre delle applicazioni aperte, e, naturalmente, controllare l' orario.<br/><br/><br/>
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Fluxbox è composto essenzialmente da un comodo menù a cascata altamente configurabile (di solito attivabile col tasto destro del mouse), dal quale si lanciano le applicazioni, e da una toolbar, spostabile a piacere, dalla quale è possibile gestire le diverse aree di lavoro, le finestre delle applicazioni aperte, e, naturalmente, controllare l' orario.
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= Installazione su slackware =
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L' installazione di Fluxbox su Slackware si può effettuare mediante:
=INSTALLAZIONE DI FLUXBOX SU SLACKWARE=<br/>
 
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L' installazione di Fluxbox su Slackware si può effettuare mediante:<br/><br/>
 
'''comodo pacchetto precompilato'''<br/>
'''comodo pacchetto precompilato'''<br/>
In questo caso basta andare sul sito ufficiale ('''http://www.fluxbox.org'''), seguire i link presenti e prelevare il comodo pacchetto .tgz (nel momento in cui si scrive la versione stabile più recente è la 0.1.14, mentre quella beta è la 0.9.10; entrambe sono disponibili in formato pacchettizzato seguendo l' indirizzo '''http://fluxbox.bottino.com/''' ), dopodichè installarlo, come al solito, col comando (da root):<br/>
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In questo caso basta andare sul sito ufficiale ('''http://www.fluxbox.org'''), seguire i link presenti e prelevare il comodo pacchetto .tgz (nel momento in cui si scrive la versione stabile più recente è la 0.1.14, mentre quella beta è la 0.9.10; entrambe sono disponibili in formato pacchettizzato seguendo l' indirizzo '''http://fluxbox.bottino.com/''' ), dopodichè installarlo, come al solito, col comando (da root):
# installpkg fluxbox-0.9.10-i486.tgz
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# installpkg fluxbox-0.9.10-i486.tgz
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'''NB''': Esistono 2 differenti versioni di Fluxbox: una appartenente alla versione stable (= stabile), che è la scelta più consigliata (almeno all' inizio, per provarlo), e le devel (= in via di sviluppo), le quali possiedono caratteristiche più avanzate ma non sono ancora considerate stabili, in quanto possono creare problemi, soprattutto quando si ha a che fare con macchine abbastanza vecchie; ciò non toglie che il sottoscritto installa sempre la versione development più recente disponibile e non ha (finora) avuto problemi di alcun tipo.
'''NB''': Esistono 2 differenti versioni di Fluxbox: una appartenente alla versione stable (= stabile), che è la scelta più consigliata (almeno all' inizio, per provarlo), e le devel (= in via di sviluppo), le quali possiedono caratteristiche più avanzate ma non sono ancora considerate stabili, in quanto possono creare problemi, soprattutto quando si ha a che fare con macchine abbastanza vecchie; ciò non toglie che il sottoscritto installa sempre la versione development più recente disponibile e non ha (finora) avuto problemi di alcun tipo.<br/><br/>
 
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'''sorgenti, da estrarre, compilare ed installare'''
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Se invece non ci si accontenta del pacchetto precompilato, e si vuole invece installare Fluxbox mediante sorgenti, così da ottimizzarlo secondo le caratteristiche della propria macchina, sempre sul sito del window manager è disponibile il sorgente del programma (sia in formato .tar.gz che .tar.bz2), che andrà scaricato, scompattato ed installato, in questo modo (ponendo che il sorgente sia stato scaricato nella directory /home/utente/ ):
'''sorgenti, da estrarre, compilare ed installare'''<br/>
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- per il file .tar.gz
Se invece non ci si accontenta del pacchetto precompilato, e si vuole invece installare Fluxbox mediante sorgenti, così da ottimizzarlo secondo le caratteristiche della propria macchina, sempre sul sito del window manager è disponibile il sorgente del programma (sia in formato .tar.gz che .tar.bz2), che andrà scaricato, scompattato ed installato, in questo modo (ponendo che il sorgente sia stato scaricato nella directory /home/utente/ ):<br/><br/>
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# cd /home/utente/
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# tar xvjf fluxbox-0.1.14.tar.gz
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# cd fluxbox-0.1.14/
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# ./configure
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# make
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# make install
-per il file .tar.gz<br/>
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- per il file .tar.bz2<br/>
# cd /home/utente/<br/>
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# cd /home/utente/
# tar xvjf fluxbox-0.1.14.tar.gz<br/>
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# tar xvjf fluxbox-0.1.14.tar.bz2
# cd fluxbox-0.1.14/<br/>
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# cd fluxbox-0.1.14/
# ./configure<br/>
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# ./configure
# make<br/>
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# make
# make install<br/><br/>
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# make install
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'''NB''': In questo esempio si è posto il caso di installare il sorgente della versione stabile di Fluxbox, ma lo stesso procedimento si applica anche con la versione devel.
-per il file .tar.bz2<br/>
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= Primo avvio e configurazione di Fluxbox =
# cd /home/utente/<br/>
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Per avviare Fluxbox occorre, di solito, dare il comando
# tar xvjf fluxbox-0.1.14.tar.bz2<br/>
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$ xwmconfig
# cd fluxbox-0.1.14/<br/>
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scegliere la voce relativa al nostro wm e successivamente dare il noto comando
# ./configure<br/>
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$ startx
# make<br/>
 
# make install<br/><br/>
 
 
 
'''NB''': In questo esempio si è posto il caso di installare il sorgente della versione stabile di Fluxbox, ma lo stesso procedimento si applica anche con la versione devel.<br/><br/><br/>
 
 
 
 
 
=PRIMO AVVIO E CONFIGURAZIONE BASE DI FLUXBOX=<br/><br/>
 
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Per avviare Fluxbox occorre, di solito, dare il comando<br/>
 
$ xwmconfig<br/>
 
, scegliere la voce relativa al nostro wm e successivamente dare il noto comando<br/>
 
$ startx<br/>
 
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Nell' eventualità che questo metodo non dovesse funzionare, si dovrà creare nella home directory dell' utente il file .xinitrc , aprirlo con un editor qualsiasi di testo ed inserirvi il percorso completo dell' eseguibile Fluxbox, in questo modo:<br/><br/>
Nell' eventualità che questo metodo non dovesse funzionare, si dovrà creare nella home directory dell' utente il file .xinitrc , aprirlo con un editor qualsiasi di testo ed inserirvi il percorso completo dell' eseguibile Fluxbox, in questo modo:<br/><br/>
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$ cd /home/utente/
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$ touch .xinitrc
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$ chmod u+x .xinitrc
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$ vim .xinitrc
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Ora digitiamo nel file .xinitrc aperto dal vim le seguenti linee:
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exec /usr/X11R6/bin/startfluxbox
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infine salviamo il file ed usciamo dal vim
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'''NB''': il percorso dell' eseguibile Fluxbox può variare, ma dando il comando
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$ which fluxbox
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si saprà subito dove risiede (e di conseguenza cosa scrivere nel file .xinitrc).
$ cd /home/utente/<br/>
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'''NB''': volendo, è possibile avviare Fluxbox anche mediante un display manager (come gdm, kdm o xdm); in questo caso dovrà essere presente (sempre nella home dell' utente) il file .xsession , il quale andrà sempre editato e modificato seguendo esattamente il procedimento visto per il file .xinitrc ; sarà necessario creare manualmente la directory .fluxbox nella propria home, in caso contrario tutti le impostazioni effettuate andranno perse alla chiusura del wm . Dunque basta dare il comando
$ touch .xinitrc<br/>
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$ mkdir ~/.fluxbox
$ chmod u+x .xinitrc<br/>
 
$ vim .xinitrc<br/><br/>
 
 
 
Ora digitiamo nel file .xinitrc aperto dal vim le seguenti linee:<br/><br/>
 
 
 
exec /usr/X11R6/bin/startfluxbox<br/><br/>
 
 
 
infine salviamo il file ed usciamo dal vim<br/><br/>
 
 
'''NB''': il percorso dell' eseguibile Fluxbox può variare, ma dando il comando<br/>
 
$ which fluxbox<br/>
 
si saprà subito dove risiede (e di conseguenza cosa scrivere nel file .xinitrc).<br/><br/>
 
 
'''NB''': volendo, è possibile avviare Fluxbox anche mediante un display manager (come gdm, kdm o xdm); in questo caso dovrà essere presente (sempre nella home dell' utente) il file .xsession , il quale andrà sempre editato e modificato seguendo esattamente il procedimento visto per il file .xinitrc ; sarà necessario creare manualmente la directory .fluxbox nella propria home, in caso contrario tutti le impostazioni effettuate andranno perse alla chiusura del wm (dunque basta dare il comando<br/>
 
$ mkdir ~/.fluxbox<br/>
 
).<br/><br/>
 
A questo punto Fluxbox potrà essere avviato (o tramite comando startx o tramite display manager).<br/><br/>
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A questo punto Fluxbox potrà essere avviato (o tramite comando startx o tramite display manager).
Diverse opzioni di configurazione sono raggiungibili graficamente mediante il menù a cascata integrato (raggiungibile col tasto destro del mouse), alla voce Fluxbox-menu --> Configure.<br/>
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Diverse opzioni di configurazione sono raggiungibili graficamente mediante il menù a cascata integrato (raggiungibile col tasto destro del mouse), alla voce
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Fluxbox-menu --> Configure.
Siccome le voci presenti sono abbastanza autoesplicative, mi limiterò in questa guida a menzionare le più rilevanti:<br/>
Siccome le voci presenti sono abbastanza autoesplicative, mi limiterò in questa guida a menzionare le più rilevanti:<br/>
'''Full maximization''': se attivato, quando si massimizzerà una finestra, questa andrà a coprire anche la toolbar<br/>
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* '''Full maximization''': se attivato, quando si massimizzerà una finestra, questa andrà a coprire anche la toolbar
'''Desktop MouseWheel Switching''': attraverso rotellina del mouse si potrà "switchare" da un desktop virtuale all' altro AntiAlias: attiva l'antialiasing dei fonts (utile per una migliore visualizzazione dei caratteri)<br/>
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* '''Desktop MouseWheel Switching''': attraverso rotellina del mouse si potrà "switchare" da un desktop virtuale all' altro AntiAlias: attiva l'antialiasing dei fonts (utile per una migliore visualizzazione dei caratteri)<br/>
'''Menu Alpha''': incrementa (col tasto destro) o decrementa (col sinistro) il grado di trasparenza del menù; 255 vuol dire nessuna trasparenza mentre 0 è la massima trasparenza<br/>
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* '''Menu Alpha''': incrementa (col tasto destro) o decrementa (col sinistro) il grado di trasparenza del menù; 255 vuol dire nessuna trasparenza mentre 0 è la massima trasparenza
'''Slit''': sottomenù di configurazione della slitlist (ovvero la zona del desktop dove risiedono le "dock applications", ovvero delle piccole applets aggiuntive che aggiungono o integrano nuove funzionalità, come quelle presenti in Window Maker; per saperne di più si legga il paragrafo relativo)<br/>
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* '''Slit''': sottomenù di configurazione della slitlist (ovvero la zona del desktop dove risiedono le "dock applications", ovvero delle piccole applets aggiuntive che aggiungono o integrano nuove funzionalità, come quelle presenti in Window Maker; per saperne di più si legga il paragrafo relativo)
'''Toolbar''': sottomenù di configurazione della tollbar con diverse opzioni presenti (posizionamento, nascondimento automatico, dimensioni, etc..)<br/><br/>
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* '''Toolbar''': sottomenù di configurazione della tollbar con diverse opzioni presenti (posizionamento, nascondimento automatico, dimensioni, etc..)
Per installare stili aggiuntivi (prelevabili dal sito ufficiale o altrove) occorre estrarre l'archivio e successivamente posizionare il file dello stile (riconoscibile perchè senza estensione) nella directory '''/~/.fluxbox/styles''' ed i file in formato grafico (di solito .jpg) andranno posizionati in '''/~/.fluxbox/backgrounds'''.<br/>
Per installare stili aggiuntivi (prelevabili dal sito ufficiale o altrove) occorre estrarre l'archivio e successivamente posizionare il file dello stile (riconoscibile perchè senza estensione) nella directory '''/~/.fluxbox/styles''' ed i file in formato grafico (di solito .jpg) andranno posizionati in '''/~/.fluxbox/backgrounds'''.<br/>
Per poi richiamare gli stili installati, basta semplicemente andare alla voce Fluxbox-menu --> Styles del menù principale.<br/><br/>
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Per poi richiamare gli stili installati, basta semplicemente andare alla voce Fluxbox-menu --> Styles del menù principale.
'''NB''': Siccome alcuni degli stili presenti in rete sono originariamente pensati per Blackbox, può capitare che all' avvio di uno stile vengano visualizzati messaggi di errore o non venga caricato lo sfondo associato; in questi casi basta editare il file dello stile (presente in '''~/.fluxbox/styles/''' e modificare il percorso predefinito (che di solito fa riferimento alla cartella .blackbox) col percorso attuale del file di sfondo (di solito in '''~/.fluxbox/backgrounds/''' ).<br/>
'''NB''': Siccome alcuni degli stili presenti in rete sono originariamente pensati per Blackbox, può capitare che all' avvio di uno stile vengano visualizzati messaggi di errore o non venga caricato lo sfondo associato; in questi casi basta editare il file dello stile (presente in '''~/.fluxbox/styles/''' e modificare il percorso predefinito (che di solito fa riferimento alla cartella .blackbox) col percorso attuale del file di sfondo (di solito in '''~/.fluxbox/backgrounds/''' ).<br/>
A volte, inoltre, è necessario non solo modificare il percorso esistente, sostituendolo con quello esatto, ma cambiare il comando associato: infatti con Blackbox il comando per impostare lo sfondo è '''bsetbg''', il quale quindi andrà corretto (sempre nel file dello stile) con '''fbsetbg'''.<br/><br/>
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A volte, inoltre, è necessario non solo modificare il percorso esistente, sostituendolo con quello esatto, ma cambiare il comando associato: infatti con Blackbox il comando per impostare lo sfondo è '''bsetbg''', il quale quindi andrà corretto (sempre nel file dello stile) con '''fbsetbg'''.
'''NB''': Ho notato che installando il nuovo KDE 3.3.1 (e quindi installando anche le nuove librerie glibc-2.3.3), Fluxbox produce errori quando si tenta di impostare uno sfondo col comando fbsetbg; ho risolto il problema inserendo nei file degli stili, al posto di fbsetbg ~/.fluxbox/backgrounds/nome_sfondo.jpg quest' altro comando:<br/><br/>
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'''NB''': Ho notato che installando il nuovo KDE 3.3.1 (e quindi installando anche le nuove librerie glibc-2.3.3), Fluxbox produce errori quando si tenta di impostare uno sfondo col comando fbsetbg; ho risolto il problema inserendo nei file degli stili, al posto di fbsetbg ~/.fluxbox/backgrounds/nome_sfondo.jpg quest' altro comando:
xv -root -quit -rmode 5 ~/.fluxbox/backgrounds/nome_sfondo.jpg<br/><br/>
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xv -root -quit -rmode 5 ~/.fluxbox/backgrounds/nome_sfondo.jpg
il quale utilizza il noto programma di grafica xv per impostare lo sfondo (al posto di 5 può esser messo un numero compreso tra 1 e 11; si dia il comando<br/>
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il quale utilizza il noto programma di grafica xv per impostare lo sfondo (al posto di 5 può esser messo un numero compreso tra 1 e 11; si dia il comando
man xv<br/>
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man xv
per maggiori info); non è l' unica soluzione possibile, ma questa mi sembra buona.<br/><br/>
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per maggiori info); non è l' unica soluzione possibile, ma questa mi sembra buona.
Di seguito elencherò qualche comando utile di Fluxbox (da dare via linea di comando):<br/>
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Di seguito elencherò qualche comando utile di Fluxbox (da dare via linea di comando):
fbsetbg<br/>
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fbsetbg
: comando per impostare lo sfondo del desktop; va digitato il comando seguito dal percorso del file (.jpg, .gif o altro) scelto come sfondo. (man fbsetbg per i dettagli)<br/>
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comando per impostare lo sfondo del desktop; va digitato il comando seguito dal percorso del file (.jpg, .gif o altro) scelto come sfondo. (man fbsetbg per i dettagli)
bsetroot<br/>
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bsetroot
: utility per impostare il colore dello sfondo del desktop; si può optare per un colore unico (
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utility per impostare il colore dello sfondo del desktop; si può optare per un colore unico (
bsetroot -solid nome_colore<br/>
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bsetroot -solid nome_colore
o per una gradazione composta da più colori. (si veda man bsetroot per i dettagli)<br/>
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o per una gradazione composta da più colori. (si veda man bsetroot per i dettagli)
fbrun<br/>
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fbrun
: semplice utility per l' esecuzione di comandi; l' history delle applicazioni lanciate si trova in ~/.fluxbox/fbrun_history.
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semplice utility per l' esecuzione di comandi; l' history delle applicazioni lanciate si trova in ~/.fluxbox/fbrun_history.
fluxbox-generate_menu
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fluxbox-generate_menu
: consente di generare automaticamente il menù controllando le applicazioni disponibili nel sistema.
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consente di generare automaticamente il menù controllando le applicazioni disponibili nel sistema.
NB: se questi comandi non vogliono esser digitati ad ogni avvio del window manager, si dovrà inserirli nel file ~/.fluxbox/startup il quale, tra l' altro, presenta già degli esempi al suo interno, in modo da facilitarne la comprensione e successiva modifica.
NB: se questi comandi non vogliono esser digitati ad ogni avvio del window manager, si dovrà inserirli nel file ~/.fluxbox/startup il quale, tra l' altro, presenta già degli esempi al suo interno, in modo da facilitarne la comprensione e successiva modifica.

Versione delle 08:09, 15 set 2006

Intro

Fluxbox fa parte, insieme a Blackbox, Window Maker, Fvwm2, ed altri meno conosciuti, dei cosiddetti Light Desktop, cioè quei window manager che invece di puntare sulle finezze grafiche e sulle feature (come i più famosi KDE e Gnome, i quali però necessitano di pc abbastanza potenti e recenti per poter essere eseguiti senza rallentamenti), si basano sulla leggerezza e sulla velocità di esecuzione (fondamentali quando si dispone di un hardware datato o si mettono in primo piano le prestazioni rispetto alla grafica).

Fluxbox è scritto in C++ ed è basato sul codice di Blackbox 0.61.1, anche se rispetto a quest' ultimo è più curato nell' aspetto grafico e molto più stabile.

Fluxbox (come tutti i Light Desktop) si presenta con un' interfaccia molto semplice, scarna, spartana, a prima vista povera di contenuti (ad esempio, a meno di modifiche successive, all' inizio non sono presenti le classiche icone sullo sfondo, e questo può spiazzare non poco gli utenti abituati ad altri window manager), ma si guadagna subito in termini di potenza, perchè in questo modo si riduce al minimo l' utilizzo delle risorse del sistema.

Fluxbox è composto essenzialmente da un comodo menù a cascata altamente configurabile (di solito attivabile col tasto destro del mouse), dal quale si lanciano le applicazioni, e da una toolbar, spostabile a piacere, dalla quale è possibile gestire le diverse aree di lavoro, le finestre delle applicazioni aperte, e, naturalmente, controllare l' orario.

Installazione su slackware

L' installazione di Fluxbox su Slackware si può effettuare mediante:

comodo pacchetto precompilato
In questo caso basta andare sul sito ufficiale (http://www.fluxbox.org), seguire i link presenti e prelevare il comodo pacchetto .tgz (nel momento in cui si scrive la versione stabile più recente è la 0.1.14, mentre quella beta è la 0.9.10; entrambe sono disponibili in formato pacchettizzato seguendo l' indirizzo http://fluxbox.bottino.com/ ), dopodichè installarlo, come al solito, col comando (da root):

# installpkg fluxbox-0.9.10-i486.tgz

NB: Esistono 2 differenti versioni di Fluxbox: una appartenente alla versione stable (= stabile), che è la scelta più consigliata (almeno all' inizio, per provarlo), e le devel (= in via di sviluppo), le quali possiedono caratteristiche più avanzate ma non sono ancora considerate stabili, in quanto possono creare problemi, soprattutto quando si ha a che fare con macchine abbastanza vecchie; ciò non toglie che il sottoscritto installa sempre la versione development più recente disponibile e non ha (finora) avuto problemi di alcun tipo.


sorgenti, da estrarre, compilare ed installare Se invece non ci si accontenta del pacchetto precompilato, e si vuole invece installare Fluxbox mediante sorgenti, così da ottimizzarlo secondo le caratteristiche della propria macchina, sempre sul sito del window manager è disponibile il sorgente del programma (sia in formato .tar.gz che .tar.bz2), che andrà scaricato, scompattato ed installato, in questo modo (ponendo che il sorgente sia stato scaricato nella directory /home/utente/ ):

- per il file .tar.gz

# cd /home/utente/
# tar xvjf fluxbox-0.1.14.tar.gz
# cd fluxbox-0.1.14/
# ./configure
# make
# make install

- per il file .tar.bz2

# cd /home/utente/
# tar xvjf fluxbox-0.1.14.tar.bz2
# cd fluxbox-0.1.14/
# ./configure
# make
# make install

NB: In questo esempio si è posto il caso di installare il sorgente della versione stabile di Fluxbox, ma lo stesso procedimento si applica anche con la versione devel.

Primo avvio e configurazione di Fluxbox

Per avviare Fluxbox occorre, di solito, dare il comando

$ xwmconfig

scegliere la voce relativa al nostro wm e successivamente dare il noto comando

$ startx

Nell' eventualità che questo metodo non dovesse funzionare, si dovrà creare nella home directory dell' utente il file .xinitrc , aprirlo con un editor qualsiasi di testo ed inserirvi il percorso completo dell' eseguibile Fluxbox, in questo modo:

$ cd /home/utente/
$ touch .xinitrc
$ chmod u+x .xinitrc
$ vim .xinitrc

Ora digitiamo nel file .xinitrc aperto dal vim le seguenti linee:

exec /usr/X11R6/bin/startfluxbox

infine salviamo il file ed usciamo dal vim

NB: il percorso dell' eseguibile Fluxbox può variare, ma dando il comando $ which fluxbox si saprà subito dove risiede (e di conseguenza cosa scrivere nel file .xinitrc).

NB: volendo, è possibile avviare Fluxbox anche mediante un display manager (come gdm, kdm o xdm); in questo caso dovrà essere presente (sempre nella home dell' utente) il file .xsession , il quale andrà sempre editato e modificato seguendo esattamente il procedimento visto per il file .xinitrc ; sarà necessario creare manualmente la directory .fluxbox nella propria home, in caso contrario tutti le impostazioni effettuate andranno perse alla chiusura del wm . Dunque basta dare il comando $ mkdir ~/.fluxbox

A questo punto Fluxbox potrà essere avviato (o tramite comando startx o tramite display manager).

Diverse opzioni di configurazione sono raggiungibili graficamente mediante il menù a cascata integrato (raggiungibile col tasto destro del mouse), alla voce

Fluxbox-menu --> Configure.

Siccome le voci presenti sono abbastanza autoesplicative, mi limiterò in questa guida a menzionare le più rilevanti:

  • Full maximization: se attivato, quando si massimizzerà una finestra, questa andrà a coprire anche la toolbar
  • Desktop MouseWheel Switching: attraverso rotellina del mouse si potrà "switchare" da un desktop virtuale all' altro AntiAlias: attiva l'antialiasing dei fonts (utile per una migliore visualizzazione dei caratteri)
  • Menu Alpha: incrementa (col tasto destro) o decrementa (col sinistro) il grado di trasparenza del menù; 255 vuol dire nessuna trasparenza mentre 0 è la massima trasparenza
  • Slit: sottomenù di configurazione della slitlist (ovvero la zona del desktop dove risiedono le "dock applications", ovvero delle piccole applets aggiuntive che aggiungono o integrano nuove funzionalità, come quelle presenti in Window Maker; per saperne di più si legga il paragrafo relativo)
  • Toolbar: sottomenù di configurazione della tollbar con diverse opzioni presenti (posizionamento, nascondimento automatico, dimensioni, etc..)

Per installare stili aggiuntivi (prelevabili dal sito ufficiale o altrove) occorre estrarre l'archivio e successivamente posizionare il file dello stile (riconoscibile perchè senza estensione) nella directory /~/.fluxbox/styles ed i file in formato grafico (di solito .jpg) andranno posizionati in /~/.fluxbox/backgrounds.
Per poi richiamare gli stili installati, basta semplicemente andare alla voce Fluxbox-menu --> Styles del menù principale.

NB: Siccome alcuni degli stili presenti in rete sono originariamente pensati per Blackbox, può capitare che all' avvio di uno stile vengano visualizzati messaggi di errore o non venga caricato lo sfondo associato; in questi casi basta editare il file dello stile (presente in ~/.fluxbox/styles/ e modificare il percorso predefinito (che di solito fa riferimento alla cartella .blackbox) col percorso attuale del file di sfondo (di solito in ~/.fluxbox/backgrounds/ ).
A volte, inoltre, è necessario non solo modificare il percorso esistente, sostituendolo con quello esatto, ma cambiare il comando associato: infatti con Blackbox il comando per impostare lo sfondo è bsetbg, il quale quindi andrà corretto (sempre nel file dello stile) con fbsetbg.

NB: Ho notato che installando il nuovo KDE 3.3.1 (e quindi installando anche le nuove librerie glibc-2.3.3), Fluxbox produce errori quando si tenta di impostare uno sfondo col comando fbsetbg; ho risolto il problema inserendo nei file degli stili, al posto di fbsetbg ~/.fluxbox/backgrounds/nome_sfondo.jpg quest' altro comando:

xv -root -quit -rmode 5 ~/.fluxbox/backgrounds/nome_sfondo.jpg

il quale utilizza il noto programma di grafica xv per impostare lo sfondo (al posto di 5 può esser messo un numero compreso tra 1 e 11; si dia il comando

man xv

per maggiori info); non è l' unica soluzione possibile, ma questa mi sembra buona.

Di seguito elencherò qualche comando utile di Fluxbox (da dare via linea di comando): fbsetbg comando per impostare lo sfondo del desktop; va digitato il comando seguito dal percorso del file (.jpg, .gif o altro) scelto come sfondo. (man fbsetbg per i dettagli)

bsetroot

utility per impostare il colore dello sfondo del desktop; si può optare per un colore unico ( bsetroot -solid nome_colore o per una gradazione composta da più colori. (si veda man bsetroot per i dettagli)

fbrun

semplice utility per l' esecuzione di comandi; l' history delle applicazioni lanciate si trova in ~/.fluxbox/fbrun_history.

fluxbox-generate_menu

consente di generare automaticamente il menù controllando le applicazioni disponibili nel sistema.

NB: se questi comandi non vogliono esser digitati ad ogni avvio del window manager, si dovrà inserirli nel file ~/.fluxbox/startup il quale, tra l' altro, presenta già degli esempi al suo interno, in modo da facilitarne la comprensione e successiva modifica. http://www.slackwareitalia.org/modules/wfsection/article.php?articleid=24&page=1

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