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Da Slacky.eu.

WORK IN PROGRESS

Kernel 2.6.18

parti da completare:

  • Bus options (PCI, PCMCIA, EISA, MCA, ISA)
  • Network
  • File Systems
  • Device Drivers
  • Kernel hacking

Indice

Code maturity level options --->

Prompt for development and/or incomplete code/drivers

Alcune delle varie cose che Linux supporta (come i driver di rete, i file system, i protocolli di rete, ecc.) possono essere in uno stato di sviluppo dove la funzionalita', stabilita', o il livello di collaudo non sono ancora abbastanza elevati per uso generico. Questa e' di solito la fase "alpha-test" tra gli sviluppatori. Se una funzionalita' e' attualmente in alpha-test, allora lo sviluppatore solitamente scoraggia l'uso allargato e non informato di questa prestazione da parte del pubblico per evitare messaggi di posta del tipo "Perche' questo non funziona?". Comunque, il test attivo e l'uso di questi sistemi e' benvenuto. Basta semplicemente sapere che si potrebbe non trovare il normale livello di affidabilita', o che puo' non funzionare in alcuni casi speciali. Rapporti di bachi ben dettagliati da parte di persone che hanno familiarita' con gli interni del kernel sono generalmente benvenuti dagli sviluppatori (prima di sottomettere bug-report si prega di leggere i documenti <file:README>, <file:MAINTAINERS>, <file:REPORTING-BUGS>, <file:Documentation/BUG-HUNTING>, e <file:Documentation/oops-tracing.txt> nel sorgente del kernel).

Questa opzione rendera' anche disponibili driver obsoleti. Questi sono driver che sono stati sostituiti da qualcos'altro, e/o ne e' pianificata la rimozione dai futuri rilasci del kernel.

A meno che non si intenda aiutare nel collaudo e nello sviluppo di una funzionalita' o un driver che ricade in questa categoria, o si e' in una situazione che richiede l'uso di queste funzionalita', si dovrebbe probabilmente scegliere N, facendo in modo che il configuratore presenti meno scelte. Se si sceglie Y si avra' la possibilita' di scegliere se utilizzare funzionalita' o driver che sono considerate essere ancora in fase di alpha-test.

General setup --->

Local version - append to kernel release

Aggiunge una stringa extra alla fine della versione del proprio kernel. Questa verra' , ad esempio, mostrata ogni volta che si digita 'uname'. La stringa inserita qui sara' aggiunta al contenuto di qualunque file che abbia un nome corrispondente a 'localversion*' nel proprio albero di oggetti e sorgenti, in quest'ordine. La stringa deve essere lunga 64 caratteri al massimo.

Automatically append version information to the version string

Questo cerchera' di determinare automaticamente se l'attuale albero dei sorgenti e' un albero di rilascio cercando dei tag di git che appartengono all'attuale versione della parte alta dell'albero.

Se viene trovato un albero basato su git verra' aggiunta alla versione locale una stringa nel formato -gxxxxxxxx. La stringa cosi' generata sara' aggiunta ad ogni file localversion* che corrisponde, e dopo il valore impostato in CONFIG_LOCALVERSION.

Nota: Questo richiede Perl e un repository git, ma non e' necessario che siano installati i tool git o cogito.

Support for paging of anonymous memory (swap)

Questa opzione consente di scegliere se si vuole il supporto per i cosiddetti dispositivi di swap o file di swap nel kernel che vengono usati per fornire piu' memoria virtuale della RAM reale presente nel computer. Nel dubbio scegliere Y.

System V IPC

Inter Process Communication (Comunicazione inter processi) e' una suite di funzioni di libreria e chiamate di sistema che consentono ai processi (programmi in esecuzione) di sincronizzarsi e scambiare informazioni. Questa e' in genere considerata una cosa buona, e alcuni programmi non funzioneranno se non si sceglie Y qui. In particolare, se si vuole usare l'emulatore DOS dosemu sotto Linux (leggere il DOSEMU-HOWTO disponibile su http://www.tldp.org/docs.html#howto) occorrera' scegliere Y.

Potrete trovare documentazione su IPC con "info ipc" ed anche nella sezione 6.4 della Linux Programmer's Guide, disponibile su http://www.tldp.org/guides.html.

POSIX Message Queues

La variante POSIX delle code messaggi e' parte di IPC. Nelle code messaggi POSIX ogni messaggio ha una priorita' che stabilisce la sequenzialita' della sua ricezione da parte di un processo. Se si vogliono compilare ed esguire programmi scritti, ad esempio, per Solaris usando le sue code messaggi POSIX (funzioni mq_*) scegliere Y. Per usare questa funzionalita' occorrera' inoltre la libreria mqueue disponibile su http://www.mat.uni.torun.pl/~wrona/posix_ipc/.

Le code messaggi POSIX sono visibili come filesystem col nome 'mqueue' che puo' essere montato da qualche parte se si vogliono effettuare operazioni da filesystem con le code messaggi.

BSD Process Accounting

Se si sceglie Y qui, un programma a livello utente potra' chiedere al kernel (attraverso una speciale chiamata di sistema) di scrivere informazioni sulla contabilita' dei processi in un file: all'uscita di un processo, il kernel appendera' in coda a quel file informazioni su quel determinato processo. Le informazioni includeranno cose come il momento della creazione, l'utente proprietario, il nome del comando, l'occupazione di memoria, il terminale di controllo ecc. (la lista completa sta' nella struct acct in <file:include/linux/acct.h>). E' compito del programma a livello utente fare cose utili con queste informazioni. Questa e' generalmente una buona idea, percio' scegliete Y.

BSD Process Accounting version 3 file format

Se si sceglie Y le informazioni sulla contabilita' dei processi verranno scritte in un nuovo formato di file che registra anche gli ID di ogni processo e dei suoi processi genitori. Notare che questo formato di file e' incompatibile con i precedenti formati v0/v1/v2, quindi si avra' bisogno di strumenti aggiornati per processarlo. Una versione preliminare di questi strumenti e' disponibile su http://www.physik3.uni-rostock.de/tim/kernel/utils/acct/.

Export task/process statistics through netlink

Esporta le statistiche selezionate per i task/processi attraverso l'interfaccia generica netlink. A differenza della contabilita' dei processi BSD le statistiche sono disponibili durante la vita dei task/processi come risposte a comandi. Come per la contabilita' dei processi BSD esse vengono inviate in user space all'uscita del task.

Nel dubbio scegliere N.

Enable per-task delay accounting

Raccoglie informazioni sul tempo speso da un task in attesa di risorse di sistema come cpu, completamento I/O sincrono sul blocco e swapping in pagine. Queste statistiche possono aiutare nell'impostazione della priorita' di un task in relazione ad altri task per cpu, io, limiti rss, ecc.

Nel dubbio scegliere N.


Auditing support

Abilita l'infrastruttura di auditing che puo' essere usata con un altro sottosistema kernel come SELinux (che lo richiede per la registrazione dell'output dei messaggi avc). Non effettua l'auditing delle chiamate di sistema senza CONFIG_AUDITSYSCALL.

Enable system-call auditing support

Abilita l'infrastruttura a basso overhead per l'auditing delle chiamate di sistema che puo' essere usata indipendentemente o con un altro sottosistema kernel come SELinux.

Kernel .config support

Questa opzione abilita l'integrazione nel kernel del contenuto completo del file ".config" del kernel. Fornisce informazioni sulle opzioni del kernel usate in un kernel in esecuzione o in un kernel "su disco". Queste informazioni possono essere estratte dal file immagine del kernel con lo script scripts/extract-ikconfig e usate per ricompilare il kernel attuale o per compilare un altro kernel. Possono essere inoltre estratte da un kernel in esecuzione anche leggendo /proc/config.gz se abilitato.

Enable access to .config through /proc/config.gz

Questa opzione abilita l'accesso al file di configurazione del kernel attraverso /proc/config.gz.

Cpuset support

Questa opzione consentira' di creare e gestire CPUSET che permettono di partizionare dinamicamente un sistema in set di CPU e nodi di memoria, e di assegnare l'esecuzione dei task solo all'interno di questi set. Questo e' utile principalmente su sistemi SMP o NUMA di grandi dimensioni.

Nel dubbio scegliere N.

Kernel->user space relay support (formerly relayfs)

Questa opzione abilita il supporto per l'interfaccia relay in alcuni filesystem (come debugfs). E' progettato per fornire un meccanismo efficiente a strumenti e assistenti per la commutazione di grandi quantita' di dati dal kernel space allo user space.

Nel dubbio scegliere N.

Initramfs source file(s)

Questo puo' essere un solo archivio cpio con suffisso .cpio o una lista, separata da spazi, di directory e file per la costruzione dell'immagine initramfs. Un archivio cpio dovrebbe contenere l'archivio di un file system da usare come immagine initramfs. Le directory dovrebbero contenere un layout di file system da includere nell'immagine initramfs. I file dovrebbero contenere voci nel formato descritto dal programma "usr/gen_init_cpio" nell'albero del kernel.

Quando vengono specificate directory e file multipli, l'immagine initramfs sara' l'aggregazione di tutti loro.

Vedere <file:Documentation/early-userspace/README> per maggiori dettagli.

Se non si e' sicuri, lasciarlo vuoto.



Optimize for size (Look out for broken compilers!)

Abilitando questa opzione verra' passato a gcc "-Os" al posto di "-O2", col risultato di un kernel piu' piccolo.

AVVERTENZA: alcune versioni di gcc possono generare codice non corretto con questa opzione. Se vengono riscontrati problemi potrebbe essere necessario un aggiornamneto di gcc.

Nel dubbio scegliere N.

Configure standard kernel features (for small systems) --->

Questa opzione fa in modo che alcune opzioni di base del kernel vengano disabilitate o aggiustate. Questo e' per ambienti specializzati che possono tollerare un kernel "non-standard". Usarla solo se si sa realmente cosa si sta facendo.

Enable 16-bit UID system calls

Questo abilita i vecchi wrapper per le chiamate di sistema con UID a 16-bit.

Sysctl support

L'interfaccia sysctl fornisce l'opportunita' di cambiare dinamicamente certi parametri e variabili del kernel al volo senza la necessita' di ricompilare il kernel o riavviare il sistema. L'interfaccia primaria consiste di una chiamata di sistema, ma se si sceglie Y in "Supporto al file system /proc", un albero di entry verra' generato a partire dalla directory /proc/sys. Queste sono spiegate nei file in <file:Documentation/sysctl/>. Notare che l'attivazione di questa opzione accrescera' il kernel di almeno 8 KB.

Poiche' e' generalmente una cosa buona si dovrebbe scegliere Y qui, a meno che non si stia compilando un kernel per dischi di installazione/recupero o si abbia un sistema molto limitato come memoria.

Load all symbols for debugging/kksymoops

Scegliere Y per fare in modo che il kernel stampi informazioni sui crash simbolici e backtrace sullo stack simbolico. Questo aumenta la dimensione del kernel di un po', poiche' tutti i simboli devono essere caricati nell'immagine del kernel.

Do an extra kallsyms pass

Se kallsyms non funziona correttamente la compilazione fallira' con dati kallsyms inconsistenti. Se questo accade, registrare un rapporto di bug e attivare KALLSYMS_EXTRA_PASS, che dovrebbe portare a una compilazione stabile. Scegliere sempre N a meno che si trovi un baco in kallsyms, il quale deve essere riportato. KALLSYMS_EXTRA_PASS e' solo uno stratagemma provvisorio mentre si aspetta che venga corretto kallsyms.

Support for hot-pluggable devices

Questa opzione viene fornita per i casi in cui si desiderano funzionalita' hotplug o uevent nel kernel. Si dovrebbe considerarne la disattivazione solo in sistemi embedded che non usano moduli, un albero /dev dinamico, o rilevamento dinamico dei dispositivi. Scegliete Y.

Enable support for printk

Questa opzione abilita il normale supporto per printk. La sua rimozione elimina la maggior parte delle stringhe di messaggio del kernel e rende il kernel piu' o meno silenzioso. Poiche' questo rende molto difficile la diagnosi dei problemi al sistema, la scelta N e' fortemente scoraggiata.

BUG() support

La disabilitazione di questa opzione elimina il supporto per i messaggi BUG e WARN, riducendo la dimensione dell'immagine del kernel e potenzialmente facendogli tranquillamente ignorare diverse condizioni fatali. Si dovrebbe considerarne la disabilitazione solo in caso di sistemi embedded privi di facilita' per i rapporti di errore. Semplicemente, scegliere Y.

Enable ELF core dumps

Abilita il supporto per la generazione di dump del core. Disabilitandola si risparmiano circa 4k.

Enable full-sized data structures for core

La disabilitazione di questa opzione riduce la dimensione delle strutture dati del kernel nel core. Questo permette di risparmiare memoria su macchine piccole, ma puo' ridurre le prestazioni.

Enable futex support

Disabilitando questa opzione il kernel verra' compilato senza il supporto per i mutex veloci in userspace (futex). Il kernel risultante potrebbe non eseguire correttamente le applicazioni basate su glibc.

Enable eventpoll support

Disabilitando questa opzione il kernel verra' compilato senza il supporto per le chiamate di sistema della famiglia epoll.

Use full shmem filesystem

shmem e' un filesystem interno usato per gestire la memoria condivisa. E' salvato in swap e gestisce limiti delle risorse. Viene inoltre esportato in userspace come tmpfs se viene abilitato TMPFS. Disabilitando questa opzione si sostituiscono shmem e tmpfs con il piu' semplice codice ramfs, che puo' essere piu' appropriato in piccoli sistemi senza swap.

Use full SLAB allocator

Disabilitando questa opzione l'allocatore avanzato SLAB e il supporto a kmalloc verra' sostituito da un allocatore SLOB drasticamente puiu' semplice. SLOB e' piu' efficiente in spazio ma non scala bene ed e' piu' suscettibile alla frammentazione.

Enable VM event counters for /proc/vmstat

I contatori degli eventi VM servono solo per mostrare conteggi per evento. Non hanno alcuna funzione per il kernel stesso. Questa opzione consente la disabilitazione dei contatori degli eventi VM. /proc/vmstat mostrera' solo il conto delle pagine.

Loadable module support --->

Enable loadable module support

I moduli del kernel sono piccoli pezzi di codice compilato che possono essere inseriti e rimossi dal kernel in esecuzione piuttosto che essere permanentemente compilati dentro il kernel. Si usa il tool "modprobe" per aggiungerli (e a volte rimuoverli). Se si sceglie Y molte parti del kernel possono essere compilate come moduli (scegliendo M al posto di Y ove indicato): questo e' utile principalmente per opzioni usate di rado che non vengono richieste per l'avvio. Per maggiori informazioni vedere le pagine man di modprobe, lsmod, modinfo, insmod e rmmod.

Se si sceglie Y occorrera' eseguire "make modules_install" per metter i moduli in /lib/modules/ dove modprobe possa trovarli (occorrera' essere root per farlo).

Nel dubbio scegliere Y.

Module unloading

Senza questa opzione non sara' possibile scaricare nessun modulo (notare che alcuni moduli possono comunque essere non scaricabili), il che rendera' il kernel leggermente piu' piccolo e semplice. Nel dubbio scegliere Y.

Forced module unloading

Questa opzione permette di forzare lo scaricamento di un modulo anche quando il kernel crede che non sia sicuro: il kernel rimuovera' il modulo senza aspettare che qualcuno smetta di usarlo (usando l'opzione -f di rmmod). Questo e' principalmente per gli sviluppatori del kernel e gli utenti disperati.

Nel dubbio scegliere N.

Module versioning support

Di solito occorre usare moduli compilati per il proprio kernel. Scegliendo Y risultera' a volte possibile usare moduli compilati per kernel diversi, aggiungendo sufficienti informazioni ai moduli per (si spera) evidenziare ogni cambiamento che li renderebbe incompatibili col kernel che si sta eseguendo.

Nel dubbio scegliere N.

Source checksum for all modules

I moduli che contengono un MODULE_VERSION ottengono un campo "srcversion" extra inserito nella loro sezione di modinfo, che contiene una somma dei file sorgente che li hanno fatti. Questo aiuta i mantainer a vedere esattamente quale sorgente e' stato usato per compilare un modulo (visto che a volte altri cambiano i sorgenti del modulo senza aggiornare la versione). Con questa opzione verra' creato un campo "srcversion" del genere per tutti i moduli. Nel dubbio scegliere N.

Automatic kernel module loading

Normalmente quando si sono selezionati alcune parti del kernel per essere creati come moduli si ha anche l'onere di caricarli (usando il comando "modprobe") prima di poterli usare. Se si sceglie Y qui alcune parti del kernel saranno capaci di caricare i moduli automaticamente: quando una parte del kernel ha bisogno di un modulo viene eseguito modprobe con gli argomenti appropriati, caricando quindi il modulo se disponibile. Nel dubbio scegliere Y.

Block layer --->

Support for Large Block Devices

Scegliere Y se si vuole connettere grandi dischi (piu' grandi di 2TB) alla macchina, o se si vuole avere un dispositivo raid o loopback piu' grande di 2TB. Altrimenti scegliere N.

Support for tracing block io actions

Scegliere Y se si vuole poter tracciare le azioni del layer a blocchi su una data coda. Il tracciamento consente di vedere il traffico in transito sulla coda di un dispositivo a blocchi. Per maggiori informazioni (e i necessari tool di supporto in userspace) scaricare l'applicazione blktrace da:

git://brick.kernel.dk/data/git/blktrace.git

Support for Large Single Files

Scegliere Y se si vuole essere in grado di gestire file molto grandi (oltre 2TB), altrimenti scegliere N.

Nel dubbio, scegliere Y.

IO Schedulers --->

Anticipatory I/O scheduler

Lo scheduler di I/O 'anticipatory' e' lo scheduler predefinito dei dischi. E' generalmente una buona scelta per la maggior parte degli ambienti, ma e' piuttosto grande e complesso in confronto allo scheduler di I/O 'deadline'. Puo' inoltre essere piu' lento in alcuni casi, specialmente in alcuni caricamenti di database.

Deadline I/O scheduler

Lo scheduler di I/O 'deadline' e' semplice e compatto, e spesso e' almeno buono quanto lo scheduler di I/O 'anticipatory', e anche migliore in alcuni caricamenti di database. Nel caso in cui un solo processo faccia I/O su disco in un dato momento, il suo comportamento e' pressoche' identico a quello dello scheduler di I/O 'anticipatory', ed e' quindi una buona scelta.

CFQ I/O scheduler

Lo scheduler di I/O 'CFQ' cerca di distribuire uniformemente la banda tra tutti i processi nel sistema. Dovrebbe fornire un ambiente ben funzionante, adatto ai sistemi desktop.

Default I/O scheduler (CFQ)

  • ( ) Anticipatory
  • ( ) Deadline
  • (X) CFQ
  • ( ) No-op

Processor type and features --->

Symmetric multi-processing support

Questo abilita il supporto per i sistemi con piu' di una CPU. Se si ha un sistema con una sola CPU, come la maggior parte dei personal computer, scegliere N. Se si ha un sistema con piu' di una CPU, scegliere Y.

Se si sceglie N il kernel girera' sia su macchine uniprocessore che multiprocessore, ma usera' una sola CPU sulle multiprocessore. Se si sceglie Y il kernel girera' su molte, ma non tutte, macchine uniprocessore. Su una macchina uniprocessore il kernel girera' piu' veloce se si sceglie N.

Notare che se si sceglie Y e si sceglie l'architettura "586" o "Pentium" in "Famiglia del processore", il kernel non funzionera' su architetture 486. Similarmente, i kernel multiprocessore per architettura "PPro" possono non funzionare su tutte le schede basate su Pentium.

La gente che usa macchine multiprocessore e sceglie Y qui, dovrebbe scegliere Y anche in "Supporto avanzato per Real Time Clock" piu' avanti. Il codice "Gestione risparmio energetico avanzata" verra' disabilitato se si sceglie Y qui.

Vedere anche <file:Documentation/smp.txt>, <file:Documentation/i386/IO-APIC.txt>, <file:Documentation/nmi_watchdog.txt> e l'SMP-HOWTO disponibile su http://www.tldp.org/docs.html#howto.

Se non si sa cosa fare, scegliere N.

Subarchitecture Type () --->

PC-compatible

Scegliere questa opzione se il computer e' un PC standard o compatibile.

AMD Elan

Selezionare questa per un processore AMD Elan.

Non usare questa opzione per processori K6/Athlon/Opteron!

nel dubbio scegliere invece "Compatibile PC"

Voyager (NCR)

Voyager e' un'architettura SMP capace di 32 vie basata su MCA proprieta' di NCR Corp. Le macchine di classe 345x/35xx/4100/51xx sono basate su Voyager.


AVVERTENZA

Se non si sa di avere specificamente una macchina basata su Voyager scegliere N, altrimenti il kernel che si compilera' non sara' avviabile.

NUMAQ (IBM/Sequent)

Questa opzione e' usata per far girare Linux su un (IBM/Sequent) NUMA multiquad. Questo cambia ilmodo in cui il processore fa il bootstrap, ed usa modalita' di indirizzamento APIC Clustered Logical invece che Flat Logical. Servira' un nuovo file lynxer.elf con cui aggiornare il firmware - inviate una email a <Martin.Bligh@us.ibm.com>.

Summit/EXA (IBM x440)

Questa opzione e' necessaria per i sistemi IBM che usano il chipset Summit/EXA. In particolare e' necessaria per il x440.

Se non si ha uno di questi computer si dovrebbe scegliere N. Se si vuole compilare un kernel NUMA occorre selezionare l'ACPI.

Support for other sub-arch SMP systems with more than 8 CPUs

Questa opzione e' necessaria per i sistemi che hanno piu' di 8 CPU, e che non appartengono a nessuna delle sottoarchitetture qui sopra.

Se non si ha uno di questi sistemi si dovrebbe scegliere N.

SGI 320/540 (Visual Workstation)

SGI Visual Workstation e' una serie di workstation IA32 basate su chip SGI systems con dell'hardware di tipo PC.

Scegliere Y per creare un kernel che giri su SGI 320 o 540.

Un kernel compilato per le Visual Workstation non girera' su altre schede PC e viceversa. Vedere <file:Documentation/sgi-visws.txt> per dettagli.

Generic architecture (Summit, bigsmp, ES7000, default)

Questa opzione compila le subarchitetture Summit, bigsmp, ES7000, predefinita. E' intesa per un kernel binario generico. Se si vuole un kernel NUMA occorre selezionare l'ACPI. Abbiamo bisogno di SRAT per NUMA.

Support for Unisys ES7000 IA32 serie

Supporto per i sistemi Unisys ES7000. Scegliere Y se si prevede di utilizzare questo kernel su un sistema Unisys ES7000 basato su IA32. Scegliere questa opzione solo se si ha un sistema di questo tipo, altrimenti si dovrebbe scegliere N.

Processor family () --->

386

Questo e' il tipo di processore della vostra CPU. Questa informazione e' usata per scopi di ottimizzazione. Per compilare un kernel in grado di girare su tutti i tipi di CPU x86 (sebbene non ottimamente veloce) si puo' specificare "386" qui.

Non e' detto che il kernel possa girare su architetture precedenti a quella che si e' scelta, ad esempio un kernel ottimizzato per un Pentium girera' su un PPro ma non necessariamente su un i486.

486

Selezionare questa per processori x486, sia Intel che uno dei processori compatibili di AMD, Cyrix, IBM, o Intel. Include DX, DX2 e le varianti di DX4; inoltre SL/SLC/SLC2/SLC3/SX/SX2 e UMC U5D o U5S.

586/K5/5x86/6x86/6x86MX

Selezionare questa per processori x586 o x686 come l'AMD K5, i Cyrix 5x86 o 6x86 e 6x86MX. Questa scelta non prevede l'istruzione RDTSC (Read Time Stamp Counter).

Pentium-Classic

Selezionare questa per processori Pentium Classic con l'istruzione RDTSC (Read Time Stamp Counter) per il benchmarking.

Pentium-MMX

Selezionare questa per un Pentium con le istruzzioni estese MMX grafica/multimedia.

Pentium-Pro

Selezionare questa per i chip Pentium Pro Intel. Questo abilita l'uso delle istruzioni estese del Pentium Pro e disabilita il controllo all'avvio contro il baco f00f dei Pentium precedenti.

Pentium-II/Celeron(pre-Coppermine)

Selezionare questa per i chip Intel basati sui core Pentium-II e Celeron pre-Coppermine. Questa opzione abilita una ottimizzazione per copia non allineata, compila il kernel con specifici flag di ottimizzazione, e applica ogni ottimizzazione Pentium Pro applicabile.

Pentium-III/Celeron(Coppermine)/Pentium-III Xeon

Selezionare questa per i chip Intel basati sui core Pentium-III e Celeron-Coppermine. Questa opzione abilita l'uso di alcune istruzioni di prefetch estese in aggiunta alle estensioni per Pentium II.

Pentium M

Selezionare questa per i chip per notebook Pentium M (non Pentium-4 M) di Intel.

Pentium-4/Celeron(P4-based)/Pentium-4 M/Xeon

Selezionare questa per i chip Pentium 4 di Intel. Questo comprende i chip Pentium 4, Celeron e Xeon basati su P4, e Pentium-4 M (non Pentium M). Questa opzione abilita flag di compilazione ottimizzate per il chip, usa il cache shift corretto, e applica ogni ottimizzazione Pentium III applicabile.

K6/K6-II/K6-III

Selezionare questa per un processore della famiglia AMD K6. Abilita l'uso di alcune istruzioni estese, e passa flag di ottimizzazione appropriate a GCC.

Athlon/Duron/K7

Selezionare questa per un processore della famiglia AMD Athlon K7. Abilita l'uso di alcune istruzioni estese, e passa flag di ottimizzazione appropriate a GCC.

Opteron/Athlon64/Hammer/K8

Selezionare questa per un processore della famiglia AMD Opteron o Athlon64 Hammer. Abilita l'uso di alcune istruzioni estese, e passa flag di ottimizzazione appropriate a GCC.

Crusoe

Selezionare questa per un processore Transmeta Crusoe. Tratta il processore come un 586 con TSC, e imposta alcune flag di ottimizzazione per GCC (come un Pentium Pro senza richieste di allineamento.

Efficeon

Selezionare questo per un processore Transmeta Efficeon.

Winchip-C6

Selezionare questa per un chip IDT Winchip C6. Linux e GCC trattano questo chip come un 586TSC con alcune istruzioni estese e richieste di allineamento.

Winchip-2

Selezionare questa per un IDT Winchip-2. Linux e GCC trattano questo chip come un 586TSC con alcune istruzioni estese e richieste di allineamento.

Winchip-2A/Winchip-3

Selezionare questa per un IDT Winchip-2A o 3. Linux e GCC trattano questo chip come un 586TSC con alcune istruzioni estese e richieste di allineamento. inoltre abilita immagazzinamenti di memoria fuori servizio per questa CPU, il che puo' aumentare le prestazioni per alcune operazioni.

GeodeGX1

Selezionare questo per un chip Geode GX1 (Cyrix MediaGX).

Geode GX/LX

Selezionare questa opzione per i processori AMD Geode GX e LX.

CyrixIII/VIA-C3

Selezionare questa per un chip Cyrix III o C3. Linux e GCC trattano questo chip come un 586 generico. Sebbene la CPU sia di classe 686, e' priva della estensione cmov che gcc presume presente quando genera codice 686. Notare che Nehemiah (Modello 9) e superiori non si avvieranno con questo kernel a causa della loro mancanza di istruzioni 3DNow! usate nelle prime incarnazioni della CPU.

VIA C3-2 (Nehemiah)

Selezionare questa per un VIA C3 "Nehemiah". La selezione di questa opzione abilita l'uso di SSE e dice a gcc di trattare la CPU come 686. Notare che questo kernel non si avviera' sui vecchi C3 (pre modello 9).

Generic x86 support

Invece di includere ottimizzazioni per la variante x86 selezionata (ad esempio PII, Crusoe or Athlon), include alcune ottimizzazioni piu' generiche. Questo rendera' il kernel piu' performante sulle CPU x86 diverse da quella selezionata.

Questo e' indicato per i distributori che hanno bisogno di ottimizzazioni piu' generiche.

HPET Timer Support

Questo abilita l'uso dell'HPET per i timer interni del kernel. HPET e' la nuova generazione di timer che sostituisce i vecchi 8254. Si puo' scegliere Y in tutta sicurezza. HPET verra' comunque attivato solo se la piattaforma e il BIOS supportano questa funzionalita'. In caso contrario verra' usato l'8254 per i servizi di temporizzazione.

Scegliere N per continuare ad usare il vecchi timer 8254.

Maximum number of CPUs (2-255)

Questo permette di specificare il numero massimo di CPU che questo kernel supportera'. Il valore massimo supportato e' 255 e il valore minimo che ha senso e' 2.

Questo serve puramente per risparmiare memoria - ogni CPU supportata aggiunge approssimativamente otto kilobyte alla immagine del kernel.

SMT (Hyperthreading) scheduler support

Il supporto per scheduler SMT facilita le decisioni dello scheduler della CPU quando ha a che fare con chip Intel Pentium 4 con HyperThreading, al costo di un leggero incremento dell'overhead in alcune circostanze. Nel dubbio scegliere N.

Multi-core scheduler support

Lo scheduler multi-core aiuta lo scheduler della CPU nel prendere decisioni quando ha a che fare con CPU multi-core al costo di un overhead leggermente maggiore in alcuni casi. Nel dubbio scegliere N.

Preemption Model () --->

No Forced Preemption (Server)

Questo e' il modello di preemption tradizionale di Linux, ideato in rispetto del throughput. Fornira' una buona latenza nella maggior parte dei casi, ma non vi sono garanzie e lunghi ritardi possono occasionalmente avvenire.

Selezionare questa opzione se si sta compilando un kernel per un server o un sistema scientifico o di calcolo, o se si vuole massimizzare la potenza di calcolo grezza del kernel a dispetto delle latenze nello scheduling.

Voluntary Kernel Preemption (Desktop)

Questa opzione riduce la latenza del kernel aggiungendo piu' punti di "preemption esplicita" al codice del kernel. Questi nuovi punti di preemption sono stati selezionati per ridurre la massima latenza del rischedulamento, causando reazioni piu' veloci delle applicazioni al costo di un throughput leggermente piu' basso.

Questo consente reazioni ad eventi interattivi permettendo ad un processo a bassa priorita' di pre-svuotarsi volontariamente anche se sta eseguendo una chiamata in kernel mode. Questo consente alle applicazioni di girare piu' 'dolcemente' anche quando il sistema e' sotto carico.

Selezionare questo se si sta compilando un kernel per un sistema desktop.

Preemptible Kernel (Low-Latency Desktop)

Questa opzione riduce la latenza del kernel rendendo preemptible tutto il codice del kernel (non in esecuzione in una sezione critica). Questo consente la reazione a eventi interattivi permettendo ad un processo a bassa priorita' di venire pre-svuotato involontariamente anche se sta eseguendo una chiamata di sistema in kernel mode, non potendo altrimenti raggiungere un punto di preemption naturale. Questo permette alle applicazioni di girare piu' 'dolcemente' anche quando il sistema e' sotto carico, al costo di un throughput un po' piu' basso ed un leggero overhead al codice del kernel.

Selezionare questo se si sta compilando un kernel per un sistema desktop o embedded con richieste di latenza dell'ordine dei millisecondi.

Preempt The Big Kernel Lock

Questa opzione riduce la latenza del kernel rendendo preemptible il big kernel lock preemptible.

Scegliere Y se si sta compilando un kernel per un sistema desktop. Nel dubbio scegliere N.

Machine Check Exception

Il supporto Machine Check Exception permette al processore di notificare al kernel che ha rilevato un problema (ad esempio un surriscaldamento o il guasto di un componente). L'azione intrapresa dal kernel dipende dalla gravita' del problema, andando dal messaggio di avvertimento sulla console all'arresto della macchina. il processore deve essere un Pentium o successivo per supportarlo - controllare i flag mce in /proc/cpuinfo. Notare che alcuni vecchi sistemi Pentium hanno un design che porta a falsi eventi MCE - di conseguenza MCE e' disabilitato su tutti i processori P5, a meno che non si abiliti esplicitamente con "mce" come opzione di avvio. In modo simile, se MCE e' integrato e crea problemi su alcune nuove macchine non-standard, si puo' avviare con "nomce" per disabilitarlo. Il supporto MCE semplicemente ignora i processori non-mce come i 386 e 486, quindi chiunque puo' scegliere Y qui.

Check for non-fatal errors on AMD Athlon/Duron / Intel Pentium 4

L'abilitazione di questa funzionalita' fa partire un timer che controllera' ogni 5 secondi i registri di controllo della macchina per vedere se e' successo qualcosa. I problemi non-fatali vengono automaticamente corretti (ma comunque registrati). Disabilitarlo se non si vogliono vedere questi messaggi. Il vedere i messaggi stampati da questa opzionbe puo' essere indicativo di hardware in procinto di guastarsi, o di hardware fuori specifiche (quindi overcloccato). Questa opzione serve a qualcosa solo su alcune CPU (AMD Athlon/Duron e Intel Pentium 4).

check for P4 thermal throttling interrupt.

Abilitando questa funzionalita' si fara' in modo che venga stampato un messaggio al superamento del limite termico su P4.

Enable VM86 support

Questa opzione e' richiesta da programmi come DOSEMU per eseguire vecchio codice a 16-bit su processori X86. Puo' essere necessaria anche per software come XFree86 per l'inizializzazione di alcune schede video tramite BIOS. Disabilitando questa opzione si risparmiano circa 6k.

Toshiba Laptop support

Questo aggiunge un driver per accedere in sicurezza alla modalita' di gestione del sistema (System Management Mode) della CPU sui portatili Toshiba con BIOS Toshiba originale. Questo non funziona sui modelli con BIOS Phoenix. La modalita' di gestione del sistema e' usata per impostare il BIOS e le opzioni di risparmio energetico sui portatili Toshiba.

Per informazioni sulle utilita' per usare questo driver veder il sito web delle utilita' Toshiba per Linux su: http://www.buzzard.org.uk/toshiba/.

Scegliere Y se si intende usare questo kernel su un portatile Toshiba. Scegliere N altrimenti.

Dell laptop support

Questo aggiunge un driver per l'accesso sicuro della modalita' di gestione del sistema (System Management Mode) della CPU sui portatili Dell Inspiron e Latitude. Lmodalita' di gestione del sistema viene usata per leggere la temperatura della CPU, lo stato della ventola di raffreddamento e lo stato dei tasti Fn sui portatili Dell. Puo' anche essere usata per comandare la ventola.

Questo driver e' stato sviluppato e testato su un Inspiron 8000 ma dovrebbe funzionare su ogni portatile Dell Inspiron o Latitude. Si puo' forzarne il caricamento sui modelli non supportati passando il parametro `force=1' al modulo. Usare a proprio rischio.

Per maggiori informazioni su questo driver, e per utilita' per l'uso del modulo, vedere il sito web delle utilita' I8K per Linux su: http://www.debian.org/~dz/i8k/.

Scegliere Y se si intende usare questo kernel su un portatile Dell. Scegliere N altrimenti.

Enable X86 board specific fixups for reboot

Questo abilita l'esecuzione di aggiustamenti specifici del chipset e/o scheda perche' il riavvio funzioni correttamente. Questo e' necessario solo su alcune combinazioni di hardware e BIOS. Il sintomo, per il quale e' intesa questa opzione, e' che il riavvio finisce con il sistema in fase di stallo.

Al momento la sola correzione e' per la combinazione Geode GX1/CS5530A/TROM2.1.

Scegliere Y se si vuole abilitare la correzione. E' attualmente sicuro abilitare questa opzione anche se non se ne ha bisogno. Altrimenti scegliere N.

/dev/cpu/microcode - Intel IA32 CPU microcode support

Se si sceglie Y qui e anche in "Supporto al file system /dev" nella sezione 'File systems', si avra' la possibilita' di aggiornare il microcode sui processori Intel della famiglia IA32, cioe' Pentium Pro, Pentium II, Pentium III, Pentium 4, Xeon ecc. Si avra' ovviamente bisogno degli attuali binari microcode che non vengono forniti con il kernel Linux.

Per ultime notizie e informazioni su dove ottenere gli ingredienti richiesti per questo driver controllare: http://www.urbanmyth.org/microcode/.

Per compilare questo driver come modulo scegliere M: il modulo si chiamera' microcode.

/dev/cpu/*/msr - Model-specific register support

Questo dispositivo da ai processi privilegiati l'accesso agli MSR (Model-specific register = Registri specifici del modello). E' un dispositivo a caratteri con major 202 e minor da 0 a 31 per /dev/cpu/0/msr fino a /dev/cpu/31/msr. Gli accessi MSR sono diretti ad una specifica CPU nei sistemi multi processore.

/dev/cpu/*/cpuid - CPU information support

Questo dispositivo da ai processi l'accesso alle istruzioni x86 CPUID da eseguire su uno specifico processore. Questo e' un dispositivo a caratteri con major 203 e minor da 0 a 31 per /dev/cpu/0/cpuid fino a /dev/cpu/31/cpuid.

Firmware Drivers --->

BIOS Enhanced Disk Drive calls determine boot disk

Scegliere Y o M se si vuole fare in modo che la determinazione del disco dal quale il BIOS cerca di effettuare l'avvio sia fatta tramite le chiamate del BIOS in modalita' reale ai servizi EDD (Enhanced Disk Drive = unita' disco avanzata) del BIOS. Questa informazione viene in seguito esportata attraverso sysfs.

Questa opzione e' sperimentale e nota per non essere in grado di effettuare l'avvio in alcune oscure configurazioni. La maggior parte dei produttori di BIOS dei controller per disco non implementano ancora questa funzionalita'.

EFI Variable Support via sysfs

Se si sceglie Y si potranno ottenere informazioni sulle variabili EFI (Extensible Firmware Interface = interfaccia estensibile del firmware) attraverso sysfs. Si possono leggere, scrivere, e distruggere variabili EFI attraverso questa interfaccia.

Notare che l'uso di questo driver congiuntamente ad efibootmgr richiede almeno la versione di test 0.5.0-test3 o successiva, che e' disponibile dal sito web di Matt Domsch all'indirizzo: http://linux.dell.com/efibootmgr/testing/efibootmgr-0.5.0-test3.tar.gz

Successivi rilasci di efibootmgr si possono trovare su: http://linux.dell.com/efibootmgr

BIOS update support for DELL systems via sysfs

Scegliere M se si vuole avere l'opzione per l'aggiornamento del BIOS per il proprio sistema DELL. Notare che occorre una applicazione di supporto Dell OpenManage o Dell Update package (DUP) per comunicare con il BIOS a proposito della nuova immagine perche' l'aggiornamento abbia effetto. Vedere <file:Documentation/dell_rbu.txt> per maggiori dettagli sul driver.

Dell Systems Management Base Driver

Il driver base per la gestione dei sistemi Dell fornisce una interfaccia sysfs per il software di gestione dei sistemi per l'esecuzione di SMI (System Management Interrupts) e azioni di controllo dell'host (ciclo energetico o spegnimento dopo l'arresto del SO) su alcuni sistemi Dell.

Vedere <file:Documentation/dcdbas.txt> per maggiori dettagli sul driver e i sistemi Dell sui quali il software di gestione fa uso di questo driver.

Scegliere Y o M per abilitare il driver all'uso da parte dei software di gestione per sistemi Dell come Dell OpenManage.

High Memory Support () --->

off

Linux puo' usare fino a 64 Gigabyte di memoria fisica sui sistemi x86. Comunque, lo spazio di indirizzamento dei processori x86 a 32-bit e' di soli 4 Gigabyte. Questo significa che, se si ha una grande quantita' di memoria fisica, non tutta puo' essere "mappata permanentemente" dal kernel. La memoria fisica che non e' mappata permanentemente si chiama "memoria alta".

Se si sta compilando un kernel che non girera' mai su macchine con piu' di 960 megabyte di RAM fisica totale, rispondere "off" qui (scelta predefinita e ideale per la maggior parte degli utenti). Questo portera' ad una divisione "3GB/1GB": 3GB sono mappati cosi' che ogni processo veda 3GB di spazio di memoria virtuale, e la parte rimanente dei 4GB di spazio di memoria virtuale viene usata dal kernel per mappare permanentemente quanta piu' memoria fisica possibile.

Se la macchina ha fra 1 e 4 Gigabyte di memoria fisica, allora rispondere "4GB" qui.

Se si usano piu' di 4 Gigabyte allora rispondere "64GB" qui. Questa selezione attiva la modalita' Intel PAE (Physical Address Extension = estensione dell'indirizzamento fisico). PAE e' pienamente supportata da Linux, la modalita' PAE e' implementata su tutti i processori Intel recenti (Pentium Pro e seguenti). NOTA: se si risponde "64GB" qui, allora il kernel non si avviera' su CPU che non supportano PAE!

L'attuale ammontare di memoria fisica sara' auto-rilevato o puo' essere forzato usando un'opzione della linea di comando del kernel come "mem=256M". (Provare "man bootparam" o vedere la documentazione del proprio boot loader (grub, lilo o loadlin) su come passare opzioni all'avvio del kernel.

Nel dubbio rispondere "off".

4GB

Selezionare questo se si ha un processore a 32-bit e tra 1 e 4 gigabyte di RAM fisica.

64GB

Selezionare questo se si ha un processore a 32-bit e piu' di 4 gigabyte di RAM fisica.

Memory model () --->

Questa opzione consente di cambiare alcuni modi interni di gestione della memoria di Linux. La maggior parte degli utenti avranno una sola opzione qui: "Memoria uniforme". Questo e' normale e corretto.

Alcuni utenti di funzionalita' avanzate come NUMA e l'hotplugging della memoria possono avere diverse opzioni. "Memoria discontinua" e' un sistema piu' maturo e meglio testato, ma e' incompatibile con l'hotplugging della memoria e puo' portare a qualche calo di prestazioni in confronto a "Memoria sparsa". Nel dubbio tra "Memoria sparsa" e "Memoria discontinua" scegliere quest'ultima.

Se non si e' sicuri scegliere fra tutte questa opzione (Memoria uniforme).

64 bit Memory and IO resources

Questa opzione consente alla memoria e alle risorse di IO di essere a 64 bit.

Allocate 3rd-level pagetables from highmem

La VM usa una entry in pagetable per ogni pagina di memoria fisica. Su sistemi con molta RAM questo puo' sprecare preziosa memoria bassa. L'impostazione di questa opzione mettera' entry di pagetable in user-space nella memoria alta.

Math emulation

Linux puo' emulare un coprocessore matematico (usato per operazioni in virgola mobile) se non lo si possiede. I processori 486DX e Pentium hanno un coprocessore matematico integrato, i 486SX e 386 no, a meno che non si e' aggiunto rispettivamente un 487DX o 387. (I messaggi all'avvio possono essere d'aiuto qui ["man dmesg"].) Chiunque ha bisogno di un coprocessore o di questa emulazione.

Se non si possiede un coprocessore matematico occorre scegliere Y qui; se si sceglie Y pur avendo un coprocessore, verra' comunque usato il coprocessore. (Questo comportamento puo' essere cambiato con l'opzione della linea di comando del kernel "no387", utile se si ha il coprocessore guasto. Provare "man bootparam" o vedere la documentazione del proprio boot loader (lilo o loadlin) su come passare opzioni all'avvio del kernel.) Questo vuol dire che e' una buona idea scegliere Y se si intende usare questo kernel su macchine diverse.

MTRR (Memory Type Range Register) support

Sulla famiglia di processori Intel P6 (Pentium Pro, Pentium II e successivi) gli MTRR (Memory Type Range Register) possono essere usati per controllare gli accessi del processore a intervalli di memoria. Questo e' maggiormente utile se si ha una scheda video (VGA) su bus PCI o AGP. L'abilitazione del write-combining permette di combinare i trasferimenti in scrittura sul bus in un trasferimento piu' grande prima che percorrano il bus PCI/AGP. Questo puo' incrementare le prestazioni sulle operazioni di scrittura di 2,5 volte o piu'. Se si sceglie Y verra' creato un file /proc/mtrr che puo' essere usato per manipolare gli MTRR del processore. Tipicamente il server X dovrebbe usarlo.

Questo codice ha un'interfaccia ragionevolmente generica, cosi' che registri di controllo simili su altri processori possono essere facilmente supportati:

I processori Cyrix 6x86, 6x86MX e M II hanno gli ARR (Address Range Registers) che forniscono una funzionalita' simile agli MTRR. Per questi, gli ARR sono usati per emulare gli MTRR. I processori AMD K6-2 (stepping 8 e superiore) e K6-3 hanno due MTRR. Il Centaur C6 (WinChip) ha 8 MCR che permettono il write-combining. Tutti questi processori sono supportati da questo codice, quindi ha senso scegliere Y se si possiede uno di questi.

Scegliendo Y si risolvera' inoltre un problema con i BIOS SMP bacati che impostano gli MTRR solo per la CPU di boot e non per la CPU secondaria. Questo puo' portare ad una serie di problemi, quindi e' bene scegliere Y qui.

Si puo' scegliere Y in tutta sicurezza anche se la propria macchina non ha gli MTRR, si aggiungeranno appena 9 KB circa al kernel.

Vedere <file:Documentation/mtrr.txt> per maggiori informazioni.

Boot from EFI support

Questo abilita il kernel ad avviarsi su piattaforme EFI che usano informazioni sulla configurazione del sistema passategli dal firmware. Questo abilita inoltre il kernel ad usare qualunque servizio runtime EFI disponibile (come i servizi variabili EFI).

Questa opzione e' utile solamente sui sistemi che hanno firmware EFI, e ingrandira' l'immagine del kernel di ~8k. In aggiunta, occorre usare il loader ELILO piu' recente disponibile su http://elilo.sourceforge.net per avere vantaggio dall'inizializzazione del kernel usando informazioni EFI (ne' LILO ne' GRUB sanno nulla su EFI). Comunque, anche con questa opzione, il kernel risultante continuera' ad avviarsi su piattaforme non EFI.

Enable kernel irq balancing

Il si' predefinito permettera' al kernel di fare il bilanciamento di carico degli irq. Scegliendo no impedira' al kernel di fare il bilanciamento di carico degli irq.

Use register arguments

Compila il kernel con -mregparm=3. Questo istruisce gcc per l'uso di una ABI di chiamata funzione piu' efficiente che passa i primi tre argomenti di una chiamata a funzione ai registri, il che porta ad un codice piu' compatto e veloce.

Se questa opzione viene disabilitata verra' usata l'ABI predefinita che prevede il passaggio di argomenti attraverso lo stack.

Nel dubbio scegliere Y.

Enable seccomp to safely compute untrusted bytecode

Questa funzionalita' del kernel e' utile per applicazioni macina-numeri che hanno bisogno di calcolare bytecode non fidati durante la loro esecuzione. Usando pipe o altri trasporti resi disponibili al processo come descrittori di file che supportano le chiamate di sistema in lettura/scrittura, e' possibile isolare queste applicazioni nel loro spazio d'indirizzamento usando seccomp. Dopo che seccomp e' stato abilitato attraverso /proc/<pid>/seccomp, esso non puo' esseere disabilitato e il task puo' solo eseguire poche chiamate di sistema definite da ogni modalita' seccomp.

Nel dubbio scegliere Y. Solo per sistemi embedded si dovrebbe scegliere N.

Timer frequency () --->

100Hz

100 HZ e' la scelta tipica per sistemi server, SMP e NUMA con molti processori che possono presentare una riduzione delle prestazioni a causa di molti interrupt del timer.

250Hz

250 HZ e' un buon compromesso che unisce buone prestazioni server a buona risposta interattiva anche sui sistemi SMP e NUMA.

1000Hz

1000 HZ e' la scelta preferita per i sistemi desktop ed altri sistemi che richiedono risposte veloci a eventi interattivi.

kexec system call

kexec e' una chiamata di sistema che implementa la facolta' di arrestare il kernel in esecuzione e di avviarne un altro. E' come un reboot ma e' indipendente dal firmware del sistema. E come in un reboot si puo' avviare qualunque kernel con essa, non solo Linux.

Il nome deriva dalla similarita' con la chiamata exec.

E' un processo in evoluzione per essere certi che l'hardware della macchina venga arrestato correttamente, quindi non siate sorpresi se all'inizio questo codice non funziona per voi. L'abilitazione del supporto per l'hotplugging potrebbe aiutare. Al momento in cui scriviamo l'esatta interfaccia hardware e' in costante cambiamento, per cui non possiamo fornire nessun consiglio utile.

kernel crash dumps

Stampa un rapporto di crash dopo essere stato avviato da kexec.

(0x1000000) Physical address where the kernel is loaded

Questo fornisce l'indirizzo fisico dove il kernel viene caricato. Normalmente questo valore e' 0x100000 (1MB), per i kernel standard, ma nel caso di un kexec a seguito di panic il kernel di ripiego deve essere caricato ad un indirizzo diverso da quello del kernel che e' andato in panic. Questa opzione si usa per impostare l'indirizzo di caricamento dei kernel avviati tramite kexec e usati per catturare i dump del crash. Il valore predefinito per questi kernel e' 0x1000000 (16MB). Questo puo' essere impostato sulla base del valore "X" nel parametro di avvio "crashkernel=YM@XM" passato al kernel in panic. Di solito questo parametro viene impostato come crashkernel=64M@16M. Si prega di dare un'occhiata a Documentation/kdump/kdump.txt per maggiori dettagli sui dump dei crash.

Non cambiare questo valore a meno che si sappia cosa si sta facendo.

Support for hot-pluggable CPUs

Scegliere Y per sperimentare con l'accensione e lo spegnimento delle CPU e per abilitare la sospensione sui sistemi SMP. Le CPU possono essere controllate attraverso /sys/devices/system/cpu.

Compat VDSO support

Power management options (ACPI, APM) --->

Gestione risparmio energetico (Power Management) significa che parti del vostro computer vengono spente o poste in una modalita' "sleep" di contenimento dei consumi se non vengono usate. Ci sono due standard competenti per questo: APM e ACPI. Se si desidera utilizzarne uno scegliere Y qui e nel relativo supporto piu' avanti.

Il Power Management e' maggiormente importante per i portatili alimentati a batteria; se si possiede un portatile controllare sul WWW la home page di Linux Laptop su http://www.linux-on-laptops.com/ o Tuxmobil - Linux sui computer mobili su http://www.tuxmobil.org e il mini-HOWTO per Linux alimentato a batteria disponibile su http://www.tldp.org/docs.html#howto.

Notare che, anche se si sceglie N qui, Linux su architettura x86 usera' l'istruzione hlt se non c'e' niente da fare, istruendo quindi il processore per riposare e risparmiare energia.

Legacy Power Management API

Supporto per pm_register() e compagni.

Nel dubbio scegliere Y.

Power Management Debug Support

Questa opzione abilita il supporto per il debugging prolisso nel codice per la gestione energetica. Questo e' utile quando si fa il debugging e si riportano vari bachi in PM, come il supporto per la sospensione.

Suspend/resume event tracing

Questo abilita del codice per salvare l'ultimo punto di eventi PM nel RTC tra i riavvii, cosi' da poter fare il debugging di una macchina che si blocca durante la sospensione (o piu' comunemente, durante il ripristino).

Per usare quasta funzionalita' di debugging si dovrebbe tentare di sospendere la macchina, poi riavviarla, quindi eseguire:

       dmesg -s 1000000 | grep 'hash matches'                                   
                                                                                

ATTENZIONE: questa opzione causera' l'impostazione del real time clock della macchina ad un tempo non valido dopo un ripristino.

Software Suspend

Abilita la possibilita' di sospendere la macchina. Non ha bisogno di ACPI o APM. Si puo' sospendere la macchina con 'swsusp' o 'shutdown -z <tempo>' (occorre la patch per sysvinit).

Esso crea un'immagine che viene salvata nella swap attiva. Al prossimo avvio, passare l'argomento 'resume=/dev/partizioneswap' al kernel per fare in modo che questo rilevi l'immagine salvata, ripristini la memoria da essa e continui a funzionare come prima della sospensione. Se non si vuole ricaricare lo stato precedente usare l'argomento del kernel 'noresume'. Notare comunque che la partizione verra' verificata (fsck) e occorre reinizializzare la partizione di swap (mkswap). Non funziona con il swap su file.

Per adesso si puo' avviare senza ripristinare per poi ripristinare in un secondo tempo, ma nel frattempo non si possono usare le partizioni/file di swap coinvolti nella sospensione. Inoltre in questo caso c'e' il rischio che i buffer su disco non corrispondano con quelli salvati.

Per maggiori informazioni dare un'occhiata a file:Documentation/power/swsusp.txt.

(Per adesso swsusp e' incompatibile con PAE e HIGHMEM_64G su i386. Occorre la mappatura dell'identita' perche' il ripristino funzioni, e' questo e' facile da ottenere con pagine di 4MB ma meno su PAE).

(/dev/hda3) Default resume partition

La partizione di ripristino predefinita e' la partizione in cui l'implementazione di suspend-to-disk cerchera' un'immagine di sospensione su disco.

La partizione specificata sara' diversa per quasi ogni utente. Dovrebbe essere una partizione di swap valida (almeno per ora) attivata prima della sospensione.

La partizione specificata puo' essere cambiata specificando:

     resume=/dev/<altro dispositivo>                                            
                                                                                

che impostera' la partizione di ripristino al dispositivo specificato.

Notare che attualmente non c'e' un modo per specificare su quale dispositivo salvare l'immagine di sospensione. Verra' semplicemente preso il primo dispositivo di swap disponibile.

ACPI (Advanced Configuration and Power Interface) Support --->

ACPI Support

Il supporto ACPI (Advanced Configuration and Power Interface = interfaccia energia e configurazione avanzata) per Linux richiede una piattaforma (hardware/firmware) compatibile-ACPI, e presume la presenza del software OSPM (OS-directed Power Management = gestione energia diretta dal SO). Questa opzione aumentera' la dimensione del kernel di circa 70K.

L'ACPI di Linux fornisce un'alternativa funzionale robusta per varie vecchie interfacce di gestione energetica e configurazione, comprese le specifiche per BIOS Plug-and-Play (PnP BIOS), le specifiche per MultiProcessore (MPS), e le specifiche APM (Advanced Power Management = gestione risparmio energetico. Se vengono configurati sia il supporto per ACPI che per APM, verra' usato quello caricato per primo.

Il progetto ACPI di SourceForge contiene gli ultimi sorgenti, documentazione, strumenti, sottoscrizione alla mailing list, e altre informazioni. Questo progetto e' disponibile su: http://sourceforge.net/projects/acpi.

Il supporto ACPI di Linux e' basato sull'"ACPI CA" (ACPI Component Architecture = architettura componenti ACPI) di Intel Corporation. Per maggiori informazioni vedere: http://developer.intel.com/technology/iapc/acpi.

ACPI e' una specifica aperta e co-sviluppata da Compaq, Intel, Microsoft, Phoenix, e Toshiba. La specifica e' disponibile su: http://www.acpi.info.

Sleep States

Questa opzione aggiunge il supporto per gli stati di sospensione ACPI.

Con questa opzione si avra' la possibilita' di mettere il sistema "a dormire". Gli stati di sospensione sono stati a basso consumo per il sistema e i dispositivi. L'intero stato del sistema operativo viene salvato su memoria o su disco (dipende dallo stato) per consentirne velocemente il ripristino a richiesta.

Sebbene questa opzione suoni bene, appena qualche driver di dispositivo e' stato convertito al nuovo modello di driver, e quindi pochi hanno un appropriato supporto al risparmio energetico.

Questa opzione non e' consigliata a nessuno eccetto chi sviluppa driver per risparmio energetico.

/proc/acpi/sleep (deprecated)

Crea /proc/acpi/sleep Sostituita da /sys/power/state

AC Adapter

Questo driver aggiunge il supporto per l'oggetto adattatore AC, che indica quando un sistema e' alimentato da rete elettrica o no. Se si possiede un sistema che puo' commutare tra alimentazione da rete e da batteria, scegliere Y.

Battery

Questo driver aggiunge il supporto per le informazioni riguardo la batteria attraverso /proc/acpi/battery. Se si possiede un sistema mobile con una batteria, scegliere Y.

Button

Questo driver gestisce gli eventi basati sui pulsanti, come quelli power, sleep e lid. Un demone legge /proc/acpi/event ed esegue azioni definite dall'utente come lo spegnimento del sistema. Questo e' necessario per lo spegnimento controllato da software.

Video

Questo driver implementa le estensioni APCI per gli adattatori video per i dispositivi grafici integrati sulla scheda madre, come descritto nelle specifiche ACPI 2.0, Appendice B, consentendo di eseguire alcuni controlli di base come la definizione del dispositivo video per il POST, l'ottenimento di informazioni EDID o la configurazione di un'uscita video, ecc. Notare che questa e' solo un'implementazione di riferimento. Potrebbe o non potrebbe funzionare per il proprio dispositivo video integrato.

Generic Hotkey

Driver sperimentale consolidato per sequenze di tastiera. Nel dubbio scegliere N.

Fan

Questo driver aggiunge il supporto per le ventole ACPI, consentendo alle applicazioni in modalita' utente di effettuare controlli di base sulla ventola (accesa, spenta, stato).

Dock

Questo driver aggiunge il supporto per le docking station controllate da ACPI.

Processor

Questo driver installa ACPI come gestore di stati di fermo per Linux, e usa gli stati ACPI C2 e C3 del processore per risparmiare energia sui sistemi che lo supportano. E' richiesto da diversi driver cpufreq per lo stato delle prestazioni.

Thermal Zone

Questo driver aggiunge il supporto per le zone termiche ACPI. La maggior parte dei sistemi mobili e qualche desktop supporta le zone termiche ACPI. E' ALTAMENTE raccomandata l'abilitazione di questa opzione, poiche' il processore potrebbe venire danneggiato senza di essa.

ASUS/Medion Laptop Extras

Questo driver fornisce il supporto per le funzionalita' extra dei portatili ASUS compatibili-ACPI. Poiche' alcuni portatili Medion sono prodotti da ASUS, questo puo' anche supportare i portatili Medion (come ad esempio il 9675). Esso fa in modo che tutti i pulsanti aggiuntivi generino eventi ACPI standard che passano attraverso /proc/acpi/events, e (su alcuni modelli) aggiunge il supporto per il cambio della luminosita' e dell'output del display, l'accensione e spegnimento della retroilluminazione del LCD, e molto piu' importante, permette di gestire quei LED carini realizzati per segnalare lo stato della posta e del modo wireless.

Nota: il codice per la commutazione del display e' attualmente considerato SPERIMENTALE, giocando con questi valori si potrebbe anche bloccare la macchina.

Maggiori informazioni e un demone userspace per la gestione dei pulsanti extra si trovano su http://sourceforge.net/projects/acpi4asus/.

IBM ThinkPad Laptop Extras

Questo e' un driver ACPI di Linux per i portatili IBM ThinkPad. Esso aggiunge il supporto per le combinazioni di tasti Fn-Fx, il controllo Bluetooth, la commutazione dell'uscita video, il controllo ThinkLight, l'espulsione UltraBay e altro. per maggiori informazioni su questo driver vedere <file:Documentation/ibm-acpi.txt> e http://ibm-acpi.sf.net/.

Se si possiede un portatile IBM ThinkPad scegliere Y o M.

Toshiba Laptop Extras

Questo driver agginge il supporto per accedere ad alcune impostazioni di sistema sui portatili Toshiba "legacy fre". Questo portatili possono essere riconosciuti dalla loro mancanza di menu di impostazione del BIOS e di supporto APM.

Su queste macchine tutte le configurazioni di sistema sono gestite attraverso ACPI. Questo e' richiesto per l'accesso a controlli non gestiti dal driver ACPI generico, come la luminosita' dell'LCD, l'output video, ecc.

Questo driver differisce in vari aspetti dal driver per portatili Toshiba non-ACPI (che si trova sotto "Tipo di processore e funzionalita'"). L'accesso alla configurazione avviene per mezzo della scrittura e lettura di file di testo nell'albero /proc, piuttosto che della programmazione di interfacce in /dev. Inoltre non viene gestita alcuna funzione per il risparmio energetico, poiche' queste vengono gestite dai driver ACPI generici.

Maggiori informazioni su questo driver sono disponibili su http://memebeam.org/toys/ToshibaAcpiDriver.

Se si possiede un portatile Toshiba "legacy free" (come le serie L1 del Libretto) scegliere Y.

Disable ACPI for systems before Jan 1st this year

Inserire un anno su 4 cifre, es. 2001, per diabilitare in modo predefinito l'ACPI su piattaforme con data del BIOS DMI anteriore al 1 gennaio di quell'anno. "acpi=force" puo' essere usata per scavalcare questo meccanismo.

Inserire 0 per disabilitare questo meccanismo e consentire l'abilitazione dell'ACPI a prescindere dall'anno (predefinito).

Debug Statements

Il driver ACPI puo' opzionalmente riportare errori con un alto livello di prolissita'. Scegliendo Y si abilitano questi rapporti. Questo accrescera' la dimensione del kernel di circa 50K.

ACPI0004,PNP0A05 and PNP0A06 Container Driver

Questo consente l'inserimento e la rimozione _fisica_ di CPU e memoria. Puo' essere utile, ad esempio, su macchine NUMA che supportano l'hotplugging fisico dei nodi basato su ACPI, o sulle macchine non NUMA che supportano l'hotplugging fisico di cpu/memoria.

Se si seleziona "m" il driver puo' essere caricato con "modprobe acpi_container".

Smart Battery System

Questo driver aggiunge il supporto per "Smart Battery System". Dipende da I2C (Driver di dispositivo ---> Supporto I2C). Il sistema "Smart Battery" e' piuttosto vecchio e raro in confronto al moderno metodo ACPI di controllo della batteria.

APM (Advanced Power Management) BIOS Support --->

APM (Advanced Power Management) BIOS support

APM e' una specifica del BIOS per il risparmio di energia che usa diverse tecniche. E' principalmente usato nei portatili a batteria con BIOS compatibili APM. Se si sceglie Y l'orologio di sistema verra' reimpostato dopo un'operazione di RESUME, il dispositivo /proc/apm fornira' informazioni sullo stato della batteria, e i programmi in user-space riceveranno notifiche degli eventi APM (ad esempio, il cambiamento di stato della batteria).

Se si seleziona Y si puo' disabilitare l'utilizzo del BIOS APM passando l'opzione "apm=off" all'avvio del kernel.

Notare che il supporto APM e' quasi completamente disabilitato su macchine con piu' di una CPU. │ Per usare APM occorrera' software di supporto. Per la locazione e maggiori informazioni leggere file:Documentation/pm.txt e il Battery Powered Linux mini-HOWTO disponibile su http://www.tldp.org/docs.html#howto.

Questo driver non spegne i dischi fissi (vedere la pagina man di hdparm(8) per questo) e non spegne i monitor compatibili VESA "verdi".

Questo driver non supporta il TI 4000M TravelMate e l'ACER 486/DX4/75 perche' non hanno BIOS compatibili. Anche molti desktop "verdi" non hanno BIOS compatibili, e questo driver puo' causare panic a queste macchine durante la fase di boot.

Generalmente, se non si hanno batterie nella macchina, non serve a molto l'uso di questo driver e si dovrebbe scegliere N. Se si ottengono OOPS del kernel o riavvi casuali che sembrano non essere correlati a nulla, provare a disabilitare/abilitare questa opzione (o disabilitare/abilitare l'APM nel BIOS).

Si dovrebbero tentare alcune altre cose se si vedono problemi insensati apparentemente casuali:

  1. assicurarsi che si abbia spazio di swap a sufficienza e che sia

abilitato.

  1. passare l'opzione "no-hlt" al kernel.
  2. abilitare l'emulazione virgola mobile nel kernel e passargli

l'opzione "no387".

  1. passare l'opzione "floppy=nodma" al kernel.
  2. passare l'opzione "mem=4M" al kernel (disabilitando dunque tutto

tranne i primi 4 MB di RAM).

  1. assicurarsi che la CPU non sia overcloccata.
  2. leggere la FAQ sig11 su http://www.bitwizard.nl/sig11/.
  3. Disabilitare la cache dalle impostazioni del BIOS.
  4. installare una ventola per la scheda grafica o cambiare la RAM

video.

  1. installare una ventola migliore per la CPU.
  2. cambiare i chip di RAM.
  3. cambiare la scheda madre.

Per compilare questo driver come modulo scegliere M: il modulo si chiamera' apm.

Ignore USER SUSPEND

Questa opzione ignorera' le richieste USER SUSPEND. Su macchine con BIOS compatibili APM si vorra' scegliere N. Comunque, sulla serie di portatili NEC Versa M e' necessario scegliere Y a causa di un BIOS bacato.

Enable PM at boot time

Abilita le funzionalita' APM al boot. Dalla pagina 36 delle specifiche dei BIOS APM: "Quando disabilitato, il BIOS APM non gestisce automaticamente il risparmio energetico dei dispositivi, entra nello stato Standby, entra nello stato Suspend, o intraprende passi per il risparmio di energia in risposta a chiamate CPU IDLE". Questo driver effettuera' chiamate CPU IDLE quando Linux e' quieto (a meno che questa funzionalita' sia disattivata -- vedere "Manda chiamate CPU IDLE" piu' avanti). Questo dovrebbe sempre risparmiare batteria, ma funzionalita' APM piu' complesse dipenderanno dall'implementazione del proprio BIOS. Si potrebbe avere bisogno di disattivare questa opzione se il computer si pianta al boot quando si usa il supporto APM, o se fa' bip continui invece di entrare in Suspend. Disattivarla se si possiede un NEC UltraLite Versa 33/C o un Toshiba T400CDT. Questo e' disattivato in modo predefinito perche' la maggior parte delle macchine si comportano bene senza questa funzionalita'.

Make CPU Idle calls when idle

Abilita le chiamate ad APM CPU IDLE/CPU BUSY nel ciclo quieto del kernel. Su alcune macchine questo puo' attivare risparmi energetici piu' efficaci, come un clock rallentato della CPU, quando la macchina e' quieta. Queste chiamate vengono inviate dopo che il ciclo quieto ha girato per un certo tempo (ad esempio 333 mS). Su alcune macchine questo causera' un blocco al boot o allorquando la CPU diventa quieta. (Su macchine con piu' di una CPU questa opziona non fa' nulla.)

Enable console blanking using APM

Abilita l'oscuramento della console tramite APM. Alcuni portatili possono usarlo per spegnere la retroilluminazione del LCD quando l'oscuratore dello schermo della console virtuale Linux oscura lo schermo. Notare che questo viene usato dall'oscuratore dello schermo della console virtuale, e non spegnera' la retroilluminazione quando si usa X Window. Questo inoltre non ha nulla a che fare con i monitor a risparmio energetico compatibili VESA. Ancora, questa opzione non funziona su tutti i portatili -- potrebbe non spegnere affatto la retroilluminazione, o potrebbe stampare un sacco di errori sulla console, specialmente se si usa gpm.

RTC stores time in GMT

Scegliete Y se il vostro RTC (Real Time Clock, noto anche come orologio hardware) salva il tempo in GMT (Greenwich Mean Time). Scegliete N se il vostro RTC salva l'ora locale.

E' infatti raccomandato salvare GMT nel proprio RTC, cosi' non ci si deve preoccupare dei cambiamenti di ora legale. La sola ragione per non usare GMT nel proprio RTC e se si usa un sistema operativo difettoso che non comprende il GMT.

Allow interrupts during APM BIOS calls

Normalmente disabilitiamo gli interrupt esterni mentre facciamo chiamate al BIOS APM come misura per diminuire gli effetti di una cattiva implementazione del BIOS. Il BIOS dovrebbe riabilitare gli interrupt se ne ha bisogno. Sfortunatamente alcuni BIOS non lo fanno -- specialmente quelli in molti dei nuovi IBM Thinkpad. Se si riscontrano blocchi quando si va in Suspend, provare ad impostare questo su Y. Altrimenti scegliere N.

Use real mode APM BIOS call to power off

Usa la modalita' reale della chiamata del BIOS APM per spegnere il computer. Questo e' uno stratagemma per una serie di BIOS bacati. Abilitare questa opzione se il computer si blocca invece di spegnersi correttamente.

CPU Frequency scaling --->

CPU Frequency scaling

Il cambio di frequenza della CPU permette di cambiare la velocita' di clock delle CPU al volo. Questo e' un buon metodo per risparmiare batteria, poiche' piu' bassa e' la velocita' di clock, minore e' il consumo energetico della CPU.

Notare che questo driver non cambia automaticamente la velocita' di clock della CPU, occorre abilitare un governatore cpufreq dinamico in userspace (vedere piu' avanti) dopo l'avvio, o usare uno strumento in userspace.

Per dettagli dare un'occhiata a <file:Documentation/cpu-freq>.

Nel dubbio scegliere N.

Enable CPUfreq debugging

Scegliere Y per abilitare il debugging del sottosistema CPUfreq (driver compresi). Occorre attivarlo attraverso la linea di comando del kernel passando

  cpufreq.debug=<valore>                                                        
                                                                                

Per ottenere il <valore>, aggiungere

    1 per attivare il debugging del core CPUfreq                                
    2 per attivare il debugging dei driver CPUfreq, e                           
    4 per attivare il debugging dei governatori CPUfreq

CPU frequency translation statistics

Questo driver esporta statistiche sulla frequenza della CPU attraverso il file system sysfs.

CPU frequency translation statistics details

Questo mostrera' dettagli sulla tavola di traduzione delle frequenze nel file system sysfs.

Default CPUFreq governor (performance) --->

Performance

Usa il governatore CPUFreq 'performance' come predefinito. Questo imposta staticamente la frequenza al piu' alto valore supportato dalla CPU.

Userspace

Usa il governatore CPUFreq 'userspace' come predefinito. Questo permette di impostare la frequenza della CPU manualmente o quando un programma in userspace potra' impostare dinamicamente la CPU senza bisogno di abilitare manualmente il governatore in userspace.

'performance' governor

Questo governatore cpufreq imposta staticamente la frequenza alla piu' alta frequenza della CPU disponibile.

Nel dubbio scegliere Y.

'powersave' governor

Questo governatore cpufreq imposta staticamente la frequenza alla piu' bassa frequenza della CPU disponibile.

Nel dubbio scegliere Y.

'userspace' governor for userspace frequency scaling

Abilitare questo governatore cpufreq quando si vuole impostare manualmente la frequenza o quando un programma in userspace dovra' poterla impostare dinamicamente, come sui LART http://www.lartmaker.nl/.

Per dettagli dare un'occhiata a <file:Documentation/cpu-freq/>.

Nel dubbio scegliere Y.

'ondemand' cpufreq policy governor

'ondemand' - Questo driver aggiunge un governatore di regole cpufreq dinamico. Il governatore fa un campionamento periodico e cambia la frequenza basandosi sull'utilizzo della CPU. Il supporto per questo governatore dipende dalla capacita' della CPU di effettuare cambi di frequenza veloci (cioe' transizioni di frequenza a latenza molto bassa).

Per dettagli dare un'occhiata a linux/Documentation/cpu-freq.

Nel dubbio scegliere N.

'conservative' cpufreq governor

'conservative' - questo driver e' piuttosto simile al governatore 'ondemand' sia come codice sorgente che come scopi, la differenza e' la sua ottimizzazione per la maggiore adattabilita' in ambienti con alimentazione a batteria. La frequenza viene aumentata ed abbassata gradualmente piuttosto che portata improvvisamente al 100% quando viene richiesta velocita'.

Se si possiede una macchina desktop si dovrebbe invece prendere in considerazione il governatore 'ondemand', comunque se si usa un portatile, PDA o anche un computer basato su AMD64 (a causa di problemi di latenza step-by-step inaccettabili nelle transizioni tra minima e massima frequenza nella CPU), si vorra' probabilmente usare questo governatore.

Per dettagli dare un'occhiata a linux/Documentation/cpu-freq.

Nel dubbio scegliere N.

CPUFreq processor drivers

ACPI Processor P-States driver

Questo aggiunge un driver CPUFreq che utilizza gli "ACPI Processor Performance States".

Per dettagli dare un'occhiata a file:Documentation/cpu-freq/.

Nel dubbio scegliere N.

AMD Mobile K6-2/K6-3 PowerNow!

Questo aggiunge il driver CPUFreq per i processori mobile AMD K6-2+ e AMD K6-3+.

Per dettagli dare un'occhiata a file:Documentation/cpu-freq/.

Nel dubbio scegliere N.

AMD Mobile Athlon/Duron PowerNow!

Questo aggiunge il driver CPUFreq per i processori mobile AMD K6-2+ e AMD K6-3+.

Per dettagli dare un'occhiata a file:Documentation/cpu-freq/.

Nel dubbio scegliere N.

AMD Opteron/Athlon64 PowerNow!

Questo aggiunge il driver CPUFreq per i processori mobile AMD Opteron/Athlon64.

Per dettagli dare un'occhiata a file:Documentation/cpu-freq/.

Nel dubbio scegliere N.

Cyrix MediaGX/NatSemi Geode Suspend Modulation

Questo aggiunge il driver CPUFreq per i processori NatSemi Geode che supportano la modulazione della sospensione.

Per dettagli dare un'occhiata a <file:Documentation/cpu-freq/>.

Nel dubbio scegliere N.

Intel Enhanced SpeedStep

Questo aggiunge il driver CPUFreq per le CPU mobile con SpeedStep avanzato abilitato. Questo significa le CPU Intel Pentium M (Centrino). Comunque, occorrera' anche scegliere Y in "Usa tavole ACPI per decodificare..." piu' avanti [che potrebbe implicitamente abilitare l'ACPI] se si vuole usare questo driver sulle CPU non-Banias.

Per dettagli dare un'occhiata a file:Documentation/cpu-freq/.

Nel dubbio scegliere N.

Use ACPI tables to decode valid frequency/voltage pairs

Usa principalmente le informazioni fornite dalla tavola ACPI del BIOS per determinare le coppie frequenza/tensione della CPU valide. E' richiesto per il funzionamento del driver su CPU non-Banias.

Nel dubbio scegliere Y.

Built-in tables for Banias CPUs

Usa le Tavole integrate per le CPU Banias se la codifica ACPI non e' disponibile.

Intel Speedstep on ICH-M chipsets(ioport interface)

Questo aggiunge il driver CPUFreq per certi Intel Pentium III mobile (Coppermine), e tutti gli Intel Pentium III-M mobile (Tualatin) e tutti gli Intel Pentium 4 mobile P4-M su sistemi che hanno southbridge Intel ICH2,ICH3 o ICH4.

Per dettagli dare un'occhiata a file:Documentation/cpu-freq/.

Nel dubbio scegliere N.

Intel SpeedStep on 440BX/ZX/MX chipsets (SMI interface)

Questo aggiunge il driver CPUFreq per certi Intel Pentium III mobile (Coppermine), e tutti gli Intel Pentium III-M mobile (Tualatin) su sistemi che hanno southbridge Intel 440BX/ZX/MX.

Per dettagli dare un'occhiata a file:Documentation/cpu-freq/.

Nel dubbio scegliere N.

Intel Pentium 4 clock modulation

Questo aggiunge il driver CPUFreq per i processori Intel Pentium 4 / XEON.

Per dettagli dare un'occhiata a file:Documentation/cpu-freq/.

Nel dubbio scegliere N.

nVidia nForce2 FSB changing

Questo aggiunge il driver CPUFreq per il cambio di FSB sulle piattaforme nVidia nForce2.

Per dettagli dare un'occhiata a file:Documentation/cpu-freq/.

Nel dubbio scegliere N.

Transmeta LongRun

Questo aggiunge il driver CPUFreq per i processori Transmeta Crusoe e Efficeon che supportano LongRun. │ Per dettagli dare un'occhiata a file:Documentation/cpu-freq/.

Nel dubbio scegliere N.

VIA Cyrix III Longhaul

Questo aggiunge il driver CPUFreq per i processori VIA Samuel/CyrixIII, VIA Cyrix Samuel/C3, VIA Cyrix Ezra e VIA Cyrix Ezra-T.

Per dettagli dare un'occhiata a file:Documentation/cpu-freq/.

Nel dubbio scegliere N.

Shared Option

/proc/acpi/processor/../performance interface (deprecated)

Questo abilita l'interfaccia deprecata /proc/acpi/processor/../performance. Sebbene sia utile per il debugging, dovrebbe essere invece usata l'interfaccia cpufreq generica multi-architettura.

Nel dubbio scegliere N.

Relaxed speedstep capability checks

Non esegue tutti i controlli per un sistema dotato di funzionalita' speedstep che dovrebbero normalmente essere eseguiti. Alcuni sistemi arcaici o strani, sebbene con funzionalita' speedstep, non sempre indicano di avere la funzionalita' speedstep. Questa opzione permette al codice di rilevamento di scavalcare quei controlli se viene passato al modulo il parametro "relaxed_check=1".

Bus options (PCI, PCMCIA, EISA, MCA, ISA) --->

Executable file formats --->

Kernel support for ELF binaries

ELF (Executable and Linkable Format) e' un formato per librerie ed eseguibili usato attraverso diverse architetture e sistemi operativi. Scegliendo Y qui si abilitera' il kernel all'esecuzione di binari ELF e lo si accrescera' di circa 13 KB. Il supporto ELF sotto Linux ha rimpiazzato i tradizionali formati a.out (QMAGIC e ZMAGIC) perche' e' portabile (questo comunque *non* significa che si possono eseguire binari da differenti architetture o sistemi operativi) e rende la creazione di librerie run-time molto semplice. Molti nuovi eseguibili vengono distribuiti esclusivamente in formato ELF. Vorrete certamente scegliere Y qui.

Informazioni su ELF sono contenute nell'ELF HOWTO disponibile su http://www.tldp.org/docs.html#howto.

Se dopo aver effettuato l'aggiornamento dal kernel Linux 1.2 ed aver scelto Y qui dovreste continuare a non poter eseguire nessun binario ELF (perche' va in crash), allora dovrete installare le nuove librerie runtime ELF, compresa ld.so (controllare il file <file:Documentation/Changes> per informazioni su dove reperire l'ultima versione).

Kernel support for a.out and ECOFF binaries

A.out (Assembler.OUTput) e' un set di formati per librerie ed esguibili usato nelle precedenti versioni di UNIX. Linux ha usato i formati a.out QMAGIC e ZMAGIC finche' non sono stati rimpiazzati dal formato ELF.

La conversione ad ELF e' iniziata nel 1995. Questa opzione viene fornita principalmente per ragioni storiche, e a beneficio di coloro che hanno bisogno di eseguire binari di quell'era.

La maggior parte della gente dovrebbe scegliere N qui. Se si pensa di dover usare occasionalmente questo formato, abilitare il supporto ai moduli piu' sopra e scegliere M per compilare questo supporto come modulo col nome di binfmt_aout.

Se qualche componente cruciale del sistema (come /sbin/ini o /lib/ld.so) e' tuttora in formato a.out, si dovra' scegliere Y qui.

Kernel support for MISC binaries

Se si sceglie Y qui sara' possibile inserire formati di binari wrapper-driven nel kernel. Sara' specialmente gradito se si usano programmi che necessitano di un interprete per girare come Java, Python o Emacs-Lisp. E' inoltre utile se si lanciano spesso eseguibili DOS sotto l'emulatore DOS per Linux DOSEMU (leggere il DOSEMU-HOWTO disponibile su http://www.tldp.org/docs.html#howto). Una volta che si avra' registrato un tipo di classe di binari nel kernel si potra' avviare uno di questi programmi semplicemente digitandone il nome ad un prompt di shell; Linux li dara' automaticamente in pasto al giusto interprete.

Si possono fare anche altre cose carine. Leggere il file <file:Documentation/binfmt_misc.txt> per imparare come usare questa funzionalita', <file:Documentation/java.txt> per informazioni su come includere il supporto Java, e <file:Documentation/mono.txt> per informazioni su come includere il supporto .NET basato su Mono.

Per usare binfmt_misc occorrera' montarlo:

    mount binfmt_misc -t binfmt_misc /proc/sys/fs/binfmt_misc                   
                                                                                

Si puo' scegliere M qui per il supporto modulare e caricare successivamente il modulo quando si dovra' utilizzarlo; il modulo si chiama binfmt_misc. Se non si sa cosa scegliere a questo punto, scegliere Y.

Networking --->

Networking support

A meno che non si sappia esattamente cosa si sta facendo, bisognerebbe scegliere Y. La ragione e' che alcuni programmi necessitano del supporto alle reti nel kernel anche quando girano su una macchina che non e' connessa a nessun altro computer.

Se si sta aggiornando da un vecchio kernel, si dovrebbe tenere in considerazione anche l'aggiornamento degli strumenti di rete perche' i cambiamenti nel kernel e negli strumenti spesso procedono di pari passo. Gli strumenti sono contenuti nel pacchetto net-tools, la cui locazione e numero di versione e' contenuta in <file:Documentation/Changes>.

Per un'introduzione generica alle reti in Linux, e' altamente consigliata la lettura del NET-HOWTO, disponibile presso http://www.tldp.org/docs.html#howto.

Networking options --->

Amateur Radio support --->

Se si vuole connettere la macchina Linux ad una radio amatoriale scegliere Y, Si vorra' leggere http://www.tapr.org/tapr/html/pkthome.html e l'AX25-HOWTO disponibile da http://www.tldp.org/docs.html#howto.

Notare che la risposta a questa domanda non influira' direttamente sul kernel: scegliendo N si fara' semplicemente in modo che il configuratore non visualizzi tutte le opzioni riguardanti le radio amatoriali.

IrDA (infrared) subsystem support --->

Scegliere Y se si vuole compilare il supporto per i protocolli IrDA (tm). IrDA (tm)(Infrared Data Associations = Associazioni di dati ad infrarossi) specifica degli standard per comunicazioni senza fili ad infrarossi ed e' supportata dalla maggior parte di portatili e PDA.

Per usare il supporto Linux per i protocolli IrDA (tm) occorreranno anche alcune utilita' in user-space come irattach. Per maggiori informazioni vedere il file file:Documentation/networking/irda.txt. Vorrete anche leggere il IR-HOWTO, disponibile su http://www.tldp.org/docs.html#howto.

Se si vogliono scambiare alcuni dati (vCal, vCard) con un PDA occorre installare alcune applicazioni OBEX come OpenObex: http://sourceforge.net/projects/openobex/

Per compilare questo supporto come modulo scegliere M: il modulo sara' chiamato irda.

Bluetooth subsystem support --->

Bluetooth e' una tecnologia senza fili a basso costo, bassa potenza e breve raggio. Fu disegnata come sostituto per i cablati e latre tecnologie a breve raggio come IrDA. Bluetooth opera in aree personali che si estendono tipicamente fino a 10 metri. Maggiori informazioni su Bluetooth possono essere trovate su http://www.bluetooth.com/.

Il sottosistema Bluetooth di Linux consiste di diversi layer:

  • Core Bluetooth (dispositivi HCI e gestori di connessione, scheduler)
  • Driver di dispositivi HCI (Interfaccia all'hardware)
  • Modulo SCO (collegamenti audio SCO)
  • Modulo L2CAP (Logical Link Control and Adaptation Protocol)
  • Modulo RFCOMM (Protocollo RFCOMM)
  • Modulo BNEP (Bluetooth Network Encapsulation Protocol)
  • Modulo CMTP (CAPI Message Transport Protocol)
  • Modulo HIDP (Human Interface Device Protocol)

Scegliere Y per compilare il supporto Bluetooth dentro il kernel o scegliere M per compilarlo come modulo (bluetooth).

Per usare il sottosistema Bluetooth di Linux occorrono diverse utilita' in user-space come hciconfig e hcid. Queste utilita' e aggiornamenti ai moduli Bluetooth del kernel sono forniti nel pacchetto BlueZ. Per maggiori informazioni vedere http://www.bluez.org/.

Generic IEEE 802.11 Networking Stack

Questa opzione abilita lo stack di rete IEEE 802.11 indipendente dall'hardware.

Enable full debugging output

Questa opzione abilitera' l'output di debugging per lo stack di rete ieee80211.

Il kernel risultante sara' di circa 70k piu' grande. Si puo' controllare quale output di debugging sara' inviato al log del kernel impostandone il valore in

/proc/net/ieee80211/debug_level                                                  
                                                                                

Ad esempio:

% echo 0x00000FFO > /proc/net/ieee80211/debug_level                              
                                                                                

per un'elenco di valori che e' possibile assegnare a debug_level, i valori della bit-mask possono essere trovati in net/ieee80211.h.

Se non si sta cercando di fare il debugging o sviluppare il sottosistema ieee80211, probabilmente e' meglio scegliere N.

IEEE 802.11 WEP encryption (802.1x)

Include suite di cifrari basati su software nel supporto del WEP di IEEE 802.11. Questo e' necessario per WEP cosi' come per 802.1x.

Questo puo' essere compilato come modulo e si chiamera' "ieee80211_crypt_wep".

IEEE 802.11i CCMP support

Include suite di cifrari basati su software nel supporto per IEEE 802.11i (noto anche come TGi, WPA, WPA2, WPA-PSK, ecc.) per l'utilizzo in reti con CCMP abilitato.

Questo puo' essere compilato come modulo e si chiamera' "ieee80211_crypt_ccmp".

Software MAC add-on to the IEEE 802.11 networking stack

Questa opzione abilita l'addon per MAC software indipendente dall'hardware nello stack di rete IEEE 802.11.

Enable full debugging output

Device Drivers --->

File systems --->

Instrumentation Support --->

Profiling support

Scegliere Y per abilitare il supporto esteso ai meccanismi dei profili usati dai creatori di profili come OProfile.

OProfile system profiling

OProfile e' un sistema per la creazione di profili capace di fare il profilo dell'intero sistema, compreso il kernel, i moduli del kernel, le librerie, e le applicazioni.

Nel dubbio scegliere N.

Kprobes

Kprobes consente l'aggancio a quasi qualunque indirizzo del kernel e l'esecuzione di una funzione di callback. register_kprobe() instaura un punto di prova e specifica la callback. Kprobes e' utile per il debugging del kernel, strumentazione e test non intrusivi. Nel dubbio scegliere "N".

Kernel hacking --->

Security options --->

Enable access key retention support

Questa opzione fornisce il supporto per la ritenzione automatica di token e chiavi d'accesso nel kernel.

Questo comprende la fornitura di metodi con i quali tali chiavi potrebbero essere associate a un processo in modo che file system di rete, supporto alla criptazione e quant'altro possano trovarle.

Poi, e' disponibile uno speciale tipo di chiave che fa da portachiavi: una sequenza di chiavi ricercabile. Ogni processo viene dotato di accesso a cinque portachiavi standard: specifico-UID, specifico-GID, sessione, processo e thread.

Se non sui e' sicuri che questo sia richiesto, scegliere N.

Enable the /proc/keys file by which all keys may be viewed

Questa opzione attiva il supporto per il file /proc/keys attraverso il quale si possono elencare tutte le chiavi sul sistema.

Questa opzione e' un lieve rischio in termini di sicurezza, perche' rende possibile per chiunque vedere tutte le chiavi sul sistema. Normalmente il gestore ritiene che una chiave non esista se e' inaccessibile ad un processo fintanto che il processo e' coinvolto.

Enable different security models

Questo permette di scegliere diversi modelli di sicurezza da essere configurati dentro il kernel.

Se questa opzione non viene selezionata verra' usato il modello di sicurezza predefinito di Linux.

Se non si e' sicuri di cosa scegliere in questa opzione, scegliere N.

Socket and Networking Security Hooks

Questo abilita gli agganci di sicurezza per rete e socket. Se abilitati, un modulo di sicurezza puo' usare questi agganci per implementare controlli sugli accessi a rete e socket. Se non si e' sicuri di cosa scegliere, scegliere N.

XFRM (IPSec) Networking Security Hooks

Questo abilita gli agganci di sicurezza per rete XFRM (IPSec). Se abilitati, un modulo di sicurezza puo' usare questi agganci per implementare controlli sugli accessi per pacchetto sulla base di etichette derivate dalle regole IPSec. Le comunicazioni non IPSec sono considerate come non etichettate, e solo i socket autorizzati a comunicare dati non etichettati potranno inviare dati senza usare IPSec. Se non si e' sicuri di cosa scegliere, scegliere N.

Default Linux Capabilities

Questo abilita la funzionalita' delle capacita' "predefinite" di Linux. Se non si e' sicuri di cosa scegliere in questa opzione, scegliere Y.

Root Plug Support

Questo e' un modulo LSM d'esempio che dovrebbe essere usato solo per quello che e'. impedisce a qualunque programma di girare con egid == 0 se uno specifico dispositivo USB non e' presente sul sistema.

Vedere http://www.linuxjournal.com/article.php?sid=6279 per maggiori informazioni su questo modulo.

Se non si e' sicuri di cosa scegliere in questa opzione, scegliere N.

BSD Secure Levels

Implementa i Livelli sicuri BSD (BSD Secure Levels) come LSM. Vedere <file:Documentation/seclvl.txt> per istruzioni sull'uso di questo modulo.

Se non si e' sicuri di cosa scegliere, scegliere N.

NSA SELinux Support

Questo seleziona SELinux (Security-Enhanced Linux = Linux a sicurezza potenziata) di NSA. Occorrera' anche una configurazione della policy e un filesystem etichettato. Si puo' ottenere il compilatore di policy (checkpolicy), l'utilita' per l'etichettatura del filesystem (setfiles), e un esempio di configurazione della policy presso http://www.nsa.gov/selinux/. Se non si e' sicuri di cosa scegliere in questa opzione, scegliere N.

NSA SELinux boot parameter

Questa opzione aggiunge un parametro del kernel 'selinux' che permette di disabilitare SELinux all'avvio. Se questa opzione e' selezionata, le funzionalita' di SELinux possono essere disabilitate con selinux=0 sulla linea di comando del kernel. Lo scopo di questa opzione e' quello di permettere la distribuzione di una immagine del kernel con SELinux integrato ma non necessariamente abilitato.

Se non si e' sicuri di cosa scegliere in questa opzione, scegliere N.

NSA SELinux boot parameter default value

Questa opzione imposta il valore predefinito del parametro del kernel 'selinux', che consente di disabilitare SELinux all'avvio. Se questa opzione e' impostata a 0 (zero) il valore predefinito del parametro sara' 0, disabilitando SELinux all'avvio. Se questa opzione e' impostata a 1 (uno) il valore predefinito del parametro sara' 1, abilitando SELinux all'avvio.

Se non si e' sicuri di cosa fare, scegliere 1.

NSA SELinux runtime disable

Questa opzione abilita la scrittura di 'disable' su un nodo di selinuxfs, che permette di disabilitare SELinux a sistema avviato prima del caricamento della policy. SELinux rimarra' quindi disabilitato fino al prossimo avvio. Questa opzione e' simile al parametro di avvio selinux=0, ma e' per supportare la disabilitazione di SELinux a sistema avviato, ad esempio da /sbin/init, per portabilita' tra piattaforme dove i parametri di avvio sono difficili da utilizzare.

Se non si e' sicuri di cosa scegliere in questa opzione, scegliere N.

NSA SELinux Development Support

Questo abilita l'opzione di supporto per lo sviluppo di NSA SELinux, che e' utile per sperimentare con SELinux e le policy di sviluppo. Nel dubbio scegliere Y. Con questa opzione abilitata il kernel partira' in modalita' permissiva (logga tutto, non nega nulla) a meno che si specifichi enforcing=1 sulla linea di comando del kernel. Si puo' commutare interattivamente il kernel tra la modalita' rinforzata e permissiva (se permesso dalla policy) attraverso /selinux/enforce.

NSA SELinux AVC Statistics

Questa opzione raccoglie statistiche sull'accesso alla cache vettori in /selinux/avc/cache_stats, che possono essere monitorate con strumenti come avcstat.

NSA SELinux checkreqprot default value

Questa opzione imposta il valore predefinito della flag 'checkreqprot' che determina i controlli di SELinux sulla protezione richiesta dall'applicazione o sulla protezione che verra' applicata dal kernel (compresa ogni esecuzione implicita per read-implies-exec) per le chiamate mmap e mprotect. Se questa opzione viene impostata a 0 (zero), SELinux controllera' predefinitamente la protezione applicata dal kernel. Se questa opzione viene impostata a 1 (uno), SELinux controllera' predefinitamente la protezione richiesta dall'applicazione. La flag checkreqprot puo' essere cambiata attraverso il parametro d'avvio 'checkreqprot='. Puo' inoltre essere cambiata a sistema avviato attraverso /selinux/checkreqprot se autorizzato dalle regole impostate.

Se non si e' sicuri di cosa scegliere, scegliere 1.

NSA SELinux enable new secmark network controls by default

Questa opzione determina se i controlli di rete basati sul nuovo secmark debbano essere abilitati predefinitamente. In caso contrario verranno abilitati i vecchi controlli interni per pacchetto, preservando il vecchio comportamento.

Se si abilitano i nuovi controlli si avra' bisogno di nuove e aggiornate librerie, sturmenti e regole SELinux. Di solito la propria distribuzione li fornira' e abilitera' i nuovi controlli nel kernel che essa stessa distribuisce.

Notare che questa opzione puo' essere scavalcata al boot con il parametro selinux_compat_n, e l boot il boot attraverso /selinux/compat_net. Vedere Documentation/kernel-parameters.txt per dettagli su questi parametri.

Se si abilitano i nuovi controlli di rete si avra' probabilmente bisogno dei target SECMARK e CONNSECMARK, oltre a qualunque aiutante di conntrack per i protocolli che si desidera controllare.

Se non si sa cosa fare qui, scegliere N.

Cryptographic options --->

Cryptographic API

Questa opzione fornisce il core della API crittografica.

HMAC support

HMAC: cifratura a chiave per autenticazione dei messaggi (RFC2104). Questo e' richiesto per IPSec.

Null algorithms

Questi sono algoritmi 'null', usati da IPsec, che non fanno nulla.

MD4 digest algorithm

Algoritmo per digest di messaggi MD4 (RFC1320).

MD5 digest algorithm

Algoritmo per digest di messaggi MD5 (RFC1321).

SHA1 digest algorithm

Standard a hash sicuro SHA-1 (FIPS 180-1/DFIPS 180-2).

SHA256 digest algorithm

Standard a hash sicuro SHA256 (DFIPS 180-2).

Questa versione di SHA implementa un hash a 256 bit con 128 bit di sicurezza contro attacchi a collisione.

SHA384 and SHA512 digest algorithms

Standard a hash sicuro SHA512 (DFIPS 180-2).

Questa versione di SHA implementa un hash a 512 bit con 256 bit di sicurezza contro attacchi a collisione.

Questo codice include inoltre SHA-384, un hash a 384 bit con 192 bit di sicurezza contro attacchi a collisione.

Whirlpool digest algorithms

Algoritmo di hash Whirlpool con hash a 512, 384 e 256-bit.

Whirlpool-512 e' parte delle primitive crittografiche NESSIE. Whirlpool sara' parte dello standard ISO/IEC 10118-3:2003(E).

Vedere anche: http://planeta.terra.com.br/informatica/paulobarreto/WhirlpoolPage.html

Tiger digest algorithms

Algoritmo di hash Tiger con hash a 192, 160 e 128-bit

Tiger e' una funzione di hash ottimizzata per processori a 64-bit pur avendo prestazioni decenti anche su processori a 32-bit. Tiger fu sviluppato da Ross Anderson e Eli Biham.

Vedere anche: http://www.cs.technion.ac.il/~biham/Reports/Tiger/.

DES and Triple DES EDE cipher algorithms

Algoritmi di cifratura DES (FIPS 46-2), e Triple DES EDE (FIPS 46-3).

Blowfish cipher algorithm

Algoritmo di cifratura Blowfish, di Bruce Schneier.

Questo e' un algoritmo con chiave a lunghezza variabile che puo' usare chiavi da 32 bit a 448 bit di lunghezza. E' veloce, semplice e disegnato specificamente per l'uso in "microprocessori grandi".

Vedere anche: http://www.schneier.com/blowfish.html

Twofish cipher algorithm

Algoritmo di cifratura Twofish.

Twofish fu presentato come cifrario candidato ad AES (Advanced Encryption Standard) dai ricercatori di CounterPane Systems. E' un cifrario a blocchi di 16 giri che supporta chiavi di 128, 192, e 256 bit di lunghezza.

Vedere anche: http://www.schneier.com/twofish.html

Serpent cipher algorithm

Algoritmo di cifratura Serpent, di Anderson, Biham & Knudsen.

Sono permesse chiavi da 0 a 256 bit di lunghezza in passi da 8 bit. Include anche l'algoritmo 'Tnepres', una variante inversa di Serpent per compatibilita' con il vecchio codice del kernel.

Vedere anche: http://www.cl.cam.ac.uk/~rja14/serpent.html

AES cipher algorithms

Algoritmo di cifratura AES (FIPS-197). AES usa l'algoritmo Rijndael.

Rijndael sembra essere molto buono in termini di prestazioni sia in hardware che in software in una vasta gamma di ambienti di calcolo a prescindere dal suo utilizzo in modalita' feedback o non-feedback. Il suo tempo di configurazione della chiave e' eccellente, e l'agilita' della sua chiave e' buona. Le scarse richieste di Rijndael in fatto di memoria lo rendono indicato particolarmente per ambienti in spazio ristretto, nei quali dimostra prestazioni eccellenti. Le operazioni di Rijndael sono tra le piu' facili da difendere dagli attacchi di forza e tempo.

L'AES specifica tre dimensioni per le chiavi: 128, 192 e 256 bit.

Vedere per maggiori informazioni http://csrc.nist.gov/CryptoToolkit/aes/.

AES cipher algorithms (i586)

Algoritmo di cifratura AES (FIPS-197). AES usa l'algoritmo Rijndael.

Rijndael sembra essere molto buono in termini di prestazioni sia in hardware che in software in una vasta gamma di ambienti di calcolo a prescindere dal suo utilizzo in modalita' feedback o non-feedback. Il suo tempo di configurazione della chiave e' eccellente, e l'agilita' della sua chiave e' buona. Le scarse richieste di Rijndael in fatto di memoria lo rendono indicato particolarmente per ambienti in spazio ristretto, nei quali dimostra prestazioni eccellenti. Le operazioni di Rijndael sono tra le piu' facili da difendere dagli attacchi di forza e tempo.

L'AES specifica tre dimensioni per le chiavi: 128, 192 e 256 bit.

Vedere http://csrc.nist.gov/encryption/aes/ per maggiori informazioni.

CAST5 (CAST-128) cipher algorithm

L'algoritmo di crittazione CAST5 (sinonimo di CAST-128) e' descritto nel RFC2144.

CAST6 (CAST-256) cipher algorithm

L'algoritmo di crittazione CAST6 (sinonimo di CAST-256) e' descritto nel RFC2612.

TEA, XTEA and XETA cipher algorithms

Algoritmo di cifratura TEA.

Il TEA (Tiny Encryption Algorithm) e' un semplice cifrario che usa vari giri per la sicurezza. E' molto veloce e usa poca memoria.

L'XTEA (Xtendend Tiny Encryption Algorithm) e' una modifica dell'algoritmo TEA per risolvere una potenziale debolezza della chiave nell'algoritmo TEA.

L'XETA (Xtendend Encryption Tiny Algorithm) e' una implementazione dell'algoritmo XTEA a scopi di compatibilita'.

ARC4 cipher algorithm

Algoritmo di cifratura ARC4.

ARC4 e' un cifrario di flusso che usa chiavi da 8 bit a 2048 bit di lunghezza. Questo algoritmo e' richiesto per il WEP basato su driver, ma non dovrebbe essere usato per altri scopi a causa della debolezza del suo algoritmo.

Khazad cipher algorith

Algoritmo di cifratura Khazad.

Khazad era finalista nella competizione iniziale NESSIE. E' un algoritmo ottimizzato per i processori a 64-bit con buone prestazioni sui processori a 32-bit. Khazad usa una chiave di 128 bit di lunghezza.

Vedere anche: http://planeta.terra.com.br/informatica/paulobarreto/KhazadPage.html

Anubis cipher algorithm

Algoritmo di cifratura Anubis.

Anubis e' un cifrario con chiave a lunghezza variabile che puo' usare chiavi da 128 bit a 320 bit di lunghezza. Era valutato come entrante nella competizione NESSIE.

Vedere anche: https://www.cosic.esat.kuleuven.ac.be/nessie/reports/ http://planeta.terra.com.br/informatica/paulobarreto/AnubisPage.html

Deflate compression algorithm

Questo e' l'algoritmo Deflate (RFC1951), specifico per l'uso in IPSec con il protocollo IPCOMP (RFC3173, RFC2394).

Lo si vorra' molto probabilmente se si usa IPSec.

Michael MIC keyed digest algorithm

Michael MIC e' usato per la protezione dell'integrita' dei messaggi in TKIP (IEEE 802.11i). Questo algoritmo e' richiesto per TKIP, ma non dovrebbe essere usato per altri scopi a causa della debolezza dell'algoritmo.

CRC32c CRC algorithm

Algoritmo CRC (Cyclic Redundancy-Check = controllo a ridondanza ciclico) Castagnoli. Usato da iSCSI per i digest di intestazioni e dati, e da altri. Vedere Castagnoli93. Questa implementazione usa lib/libcrc32c. Il modulo si chiamera' crc32c.

Testing module

Modulo di test crittografico sporco e veloce.

Hardware crypto devices --->

Support for VIA PadLock ACE

Alcuni processori VIA hanno un motore crittografico integrato (il cosiddetto VIA PadLock ACE, Advanced Cryptography Engine) che fornisce istruzioni per {de}crittazione molto veloce con alcuni algoritmi.

Le istruzioni vengono usate solo se la CPU le supporta. Altrimenti viene usata la crittazione software. Nel dubbio scegliere Y.

Support for AES in VIA PadLock

Usa il VIA PadLock per l'algoritmo AES.

Library routines --->

CRC-CCITT functions

Questa opzione viene fornita per i casi ove nessun modulo nell'albero del kernel richiede funzioni CRC-CCITT, ma un modulo compilato esternamente le richiede. Quei moduli che usano le funzioni della libreria CRC32 richiedono M qui.

CRC16 functions

Questa opzione viene fornita per i casi ove nessun modulo nell'albero del kernel richiede funzioni CRC16, ma un modulo compilato esternamente le richiede. Quei moduli che usano le funzioni della libreria CRC16 richiedono M qui.

CRC32 functions

Questa opzione viene fornita per i casi ove nessun modulo nell'albero del kernel richiede funzioni CRC32, ma un modulo compilato esternamente le richiede. Quei moduli che usano le funzioni della libreria CRC32 richiedono M qui.

CRC32c (Castagnoli, et al) Cyclic Redundancy-Check

Questa opzione viene fornita per i casi ove nessun modulo nell'albero del kernel richiede funzioni CRC32c, ma un modulo compilato esternamente le richiede. Quei moduli che usano le funzioni della libreria CRC32c richiedono M qui. Vedere Castagnoli93. Il modulo sara' libcrc32c.

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