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Slackware LVM HOWTO: differenze tra le versioni

Da Slacky.eu.
(Introduzione)
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Siccome l’argomento è complesso ed io non mi ritengo un esperto in materia (non lo sono in nulla) eviterò le trattazioni teoriche che lascio all’HOWTO originale e ad alcuni argomenti disponibili su web.
Siccome l’argomento è complesso ed io non mi ritengo un esperto in materia (non lo sono in nulla) eviterò le trattazioni teoriche che lascio all’HOWTO originale e ad alcuni argomenti disponibili su web.
Vi documenterò invece la parte pratica, ovvero le operazioni che ho fatto per poter espandere dei Volumei creati con LVM. E’ stato abbastanza semplice e si è rivelato incredibilmente versatile è potente tanto da farmi pensare ad un suo utilizzo un po’ più su larga scala su alcuni dei miei sistemi.
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Vi documenterò invece la parte pratica, ovvero le operazioni che ho fatto per poter espandere dei Volumei creati con LVM. E’ stato abbastanza semplice e si è rivelato incredibilmente versatile è potente tanto da farmi pensare ad un suo utilizzo un po’ più su larga scala su alcuni dei miei sistemi.
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Alcune distribuzioni (RedHat, Mandrake, Suse) offrono la possibilità di installare l’intero sistema in LVM a partire dalla prima installazione. In questo caso sui doc di RedHat ho visto che ciò può essere fatto ma la partizione boot deve per forza essere montata in una normale partizione perché il kernel non può partire da un LVM.
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Nel mio caso il sistema è montato su di un disco con distribuzione Slackware 9.0 kernel 2.4.21, mentre i Volumei in LVM (due partizioni) sono stati creati prima su un disco secondario (/dev/hdc) e poi sono state estese con l’aggiunta di un secondo disco (/dev/hdd).
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Il punto di partenza consiste nel predisporre un sistema con Kernel 2.4.x con il supporto LVM compilato:
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Multi-device support (RAID and LVM) ---> [*] Multiple devices driver support (RAID and LVM)
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< > RAID support
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<M> Logical Volume Manager (LVM) support
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Una volta ricompilato il kernel possiamo caricare il modulo con:
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modprobe lvm-mod
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Un altro elemento essenziale per poter manipolare i Logical Volume ed il filesystem è rappresentato da E2fsprogs, se non presente sul sistema è reperibile [http://e2fsprogs.sourceforge.net/ qui].
== Nozioni Basilari ==
== Nozioni Basilari ==

Versione delle 21:10, 13 set 2006


Indice

Introduzione

Ho dovuto affrontare questo argomento per motivi pratici visto che mi hanno chiesto di predisporre un sistema che consentisse con il tempo di ampliare le partizioni (per i dati contenuti), sia per un eventuale spazio di swap (per un proxy) che per un’area dedicata allo storage di dati per utenti (home directory).

Ho pensato di utilizzare le potenzialità del LVM ovvero il Logical Volume Manager da tempo incorporate nel kernel di Linux. Con questo sistema diventa infatti possibile superare le limitazioni offerte dalle partizioni standard, che possono essere maneggiate (ampliate o ridotte) con grande difficoltà. Le caratteristiche di LVM consentono invece la manipolazione e soprattutto l’estensione delle partizioni dati con grande facilità, rendendo meno complessa l’espansione dello storage su di un sistema.

Siccome l’argomento è complesso ed io non mi ritengo un esperto in materia (non lo sono in nulla) eviterò le trattazioni teoriche che lascio all’HOWTO originale e ad alcuni argomenti disponibili su web.

Vi documenterò invece la parte pratica, ovvero le operazioni che ho fatto per poter espandere dei Volumei creati con LVM. E’ stato abbastanza semplice e si è rivelato incredibilmente versatile è potente tanto da farmi pensare ad un suo utilizzo un po’ più su larga scala su alcuni dei miei sistemi.

Alcune distribuzioni (RedHat, Mandrake, Suse) offrono la possibilità di installare l’intero sistema in LVM a partire dalla prima installazione. In questo caso sui doc di RedHat ho visto che ciò può essere fatto ma la partizione boot deve per forza essere montata in una normale partizione perché il kernel non può partire da un LVM.

Nel mio caso il sistema è montato su di un disco con distribuzione Slackware 9.0 kernel 2.4.21, mentre i Volumei in LVM (due partizioni) sono stati creati prima su un disco secondario (/dev/hdc) e poi sono state estese con l’aggiunta di un secondo disco (/dev/hdd).

Il punto di partenza consiste nel predisporre un sistema con Kernel 2.4.x con il supporto LVM compilato:

Multi-device support (RAID and LVM)  ---> [*] Multiple devices driver support (RAID and LVM)
< >  RAID support
<M>  Logical Volume Manager (LVM) support

Una volta ricompilato il kernel possiamo caricare il modulo con:

modprobe lvm-mod 

Un altro elemento essenziale per poter manipolare i Logical Volume ed il filesystem è rappresentato da E2fsprogs, se non presente sul sistema è reperibile qui.

Nozioni Basilari

Legenda

Procedura

Creazione del Volume Fisico (PV)

Creazione del Volume Group (VG)

Creazione di un Logical Volume (LV)

Formattazione e montaggio delle partizioni

Ridimensionamento delle partizioni

Estensione di una partizione

Riduzione di una partizione

Ridimansionamento dei Volume Group (VG

Rimozione di un Volume Group (VG)

Estensione di un Volume Group (VG) aggiungendo un device

Estensione di un Volume Group (VG) aggiungendo una partizione

Note

Bisogna ricordarsi che questo non è un sistema che consente di ridondare i dati quindi anche aggiungendo nuovi device (PV Phisical Volumees) non avremo alcuna protezione per i dati per cui è bene fare sempre backup periodici dei dati.

C’è da dire che nonostante una certa semplicità di gestione, il filesystem con LVM è più elaborato rispetto a quello con le tradizionali partizioni, per questo è bene utilizzarlo solo in caso di reale necessità, almeno questo è il mio consiglio.

In ogni caso non fermatevi alle indicazioni offerte in questo documento, ma approfondite soprattutto con l’HOWTO originale.

HOWTO Ufficiale

Questo spiega come creare un LVM con Redhat all’atto dell’installazione del sistema

Autore: Paolo Pavan

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