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Slackware su pennina USB: differenze tra le versioni

Da Slacky.eu.
(Fase 0: preparazione della pennina)
m (Eliminato gzip. Già segnalato prima.)
 
(29 revisioni intermedie di 2 utenti non mostrate)
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[[Category:Install_e_Upgrade]]
[[Category:Install_e_Upgrade]]
=Introduzione=
=Introduzione=
Questo wiki vuole essere una guida, il più completa possibile, sui passi da fare per crearsi un propria distribuzione Slackware su un dispositivo di archiviazione di massa USB (che da ora in poi chiameremo più semplicemente, pennina).<BR>
+
Questo wiki vuole essere una guida, il più completa possibile, sui passi da fare per crearsi un propria distribuzione Slackware su un dispositivo di archiviazione di massa USB (che da ora in poi chiameremo più semplicemente, pennina).<br />
Affronteremo tutti i vari passaggi strettamente necessari a far partire un kernel installato sulla pennina ed a creare/configurare la distribuzione Slackware.<BR>
+
Affronteremo tutti i vari passaggi strettamente necessari a far partire un kernel installato sulla pennina ed a creare/configurare la distribuzione Slackware.<br />
Ovviamente, benché pensata e testata sulla Slackware, la teoria che acquisiremo alla fine di questo wiki sarà tale da permetterci di installare una qualsivoglia distribuzione, la differenza sarà solo sugli strumenti che useremo.
 
Tutti o quasi tutti i comandi che eseguiremo durante il wiki devono poter godere dei diritti dall'utente root, e per questo saranno caratterizzati dal carattere iniziale '#' che è tipico della shell del super-utente.
+
Ad ogni comando verrà anteposto il simbolo '$' se non necessita dei diritti di root, '#' altrimenti.
I path e i comandi verranno evidenziati rispettivamente dallo stile corsivo e dal font grassetto in questo modo:
I path e i comandi verranno evidenziati rispettivamente dallo stile corsivo e dal font grassetto in questo modo:
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* '''questo è un comando'''
* '''questo è un comando'''
+
=A chi è rivolta la guida=
=Perché installare la distribuzione su una pennina?=
+
La guida è rivolta a tutti coloro che sono curiosi, affamati di conoscenza, che usano il PC non solo come strumento di lavoro, ma anche con la voglia di portare alla luce ciò che sembra arcano. Lo scopo del wiki non è la creazione della distribuzione tascabile, bensì la divulgazione della conoscenza. È importante che il lettore tenga presente questo concetto, perché è quello che ci preme rimanga più a lungo nella mente di chi legge questo wiki.<br />
Alcuni esempi d'uso verranno esposti alla fine del wiki, ma facciamo comunque alcune considerazioni importanti.<BR>
 
Questa guida è rivolta a tutti coloro che sono curiosi, affamati di conoscenza, che usano il PC non solo come strumento di lavoro, ma anche con la voglia di portare alla luce ciò che sembra arcano. Lo scopo del wiki non è la creazione della distribuzione tascabile, bensì la divulgazione della conoscenza, è importante che il lettore tenga presente questo concetto, perché è quello che ci preme rimanga più a lungo nella mente di chi legge questo wiki.<BR>
 
Oltre ad avere una pennina da portare nei negozi di informatica per testare i PC che solitamente hanno installato solo lo scadente Windows, acquisiremo una conoscenza più o meno approfondita di tutti i programmi necessari all'avvio di una distribuzione GNU/Linux.
 
 
 
=Software usato=
 
Gli strumenti software che sono stati usati per testare questo wiki sono:
 
* Slackware 12 (sebbene alcuni utenti l'abbiano testato con successo anche sulla 13 e sulla 13.1)
 
* kernel huge, presente nella directory della serie ''a/'' della Slackware
 
* comandi linux che verranno citati man mano, tutti comunque presenti nella distribuzione Slackware
 
L'elenco sopra citato è da tenere a mente sia perché citeremo nomi di pacchetti Slackware, sia perché il kernel huge fornisce un sopporto tale che alcuni problemi che si potrebbero incontrare verranno solo citati, in quanto risolti grazie alla sua configurazione statica.
 
=Fase 0: preparazione della pennina=
=Fase 0: preparazione della pennina=
Noi installeremo la distribuzione Slackware direttamente sulla pennina, iniziamo allora preparando proprio il nostro supporto di archiviazione di massa USB.<BR>
+
Installeremo la distribuzione Slackware direttamente sulla pennina, iniziamo allora preparando proprio il nostro supporto di archiviazione di massa USB.<br />
L'unica cosa di cui abbiamo bisogno e di installarci dentro un file system ext3. Le pennine USB, proprio come gli hard disk, possono essere partizionate, supponiamo quindi che sulla pennina ci sia un unica partizione e che questa venga collegata dal kernel al device ''/dev/sda1''. Installiamoci dentro un file system ext3 con il seguente comando:
L'unica cosa di cui abbiamo bisogno e di installarci dentro un file system ext3. Le pennine USB, proprio come gli hard disk, possono essere partizionate, supponiamo quindi che sulla pennina ci sia un unica partizione e che questa venga collegata dal kernel al device ''/dev/sda1''. Installiamoci dentro un file system ext3 con il seguente comando:
# mkfs.ext3 -L minislack /dev/sda1
# mkfs.ext3 -L minislack /dev/sda1
Da Slackware 13 in poi è possibile usare ext4:
+
bene, quella che abbiamo appena creato sarà la directory radice della nostra distribuzione.
  +
  +
{{Hint
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|Suggerimento
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|Dalla Slackware 13.0 è possibile usare ext4:
# mkfs.ext4 -L minislack /dev/sda1
# mkfs.ext4 -L minislack /dev/sda1
bene, quella che abbiamo appena creato sarà la directory radice della nostra distribuzione.
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}}
  +
  +
{{Warning
  +
|Attenzione
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|Tutti i file sulla pennina saranno ovviamente persi dopo l'esecuzione del comando '''mkfs.ext3''' o '''mkfs.ext4'''.
  +
}}
Per salvaguardare la salute della nostra perdrive è una buona idea disattivare il journaling, che è predefinitivamente attivo su questi filesystem, in modo da ridurre le scritture su disco:
+
{{Hint
  +
|Suggerimento
  +
|Per salvaguardare la salute della nostra pennina possiamo disattivare il journaling, che di default è attivo su questi filesystem, in modo da ridurre le scritture su disco:
# tune2fs -O ^has_journal /dev/sda1
# tune2fs -O ^has_journal /dev/sda1
'''ATTENZIONE:''' tutti i file sulla pennina saranno ovviamente persi dopo l'esecuzione del comando '''mkfs.ext3''', quindi facciamo in modo che la pennina sia vuota prima di lanciare il comando.
+
}}
'''Nota:''' si noti l'uso dell'opzione -L per impostare un etichetta al file system appena creato, vedremo dopo a cosa ci servirà. L'etichetta del file system la si può impostare/modificare anche successivamente attraverso l'uso del comando '''e2label'''.
+
{{Information
  +
|Nota
  +
|Si noti l'uso dell'opzione '''-L''' per impostare un'etichetta al file system appena creato, vedremo dopo a cosa ci servirà. L'etichetta del file system la si può impostare/modificare anche successivamente attraverso l'uso dei comandi '''e2label''' o '''tune2fs -L'''.
  +
}}
=Fase 1: creazione dell'initrd=
=Fase 1: creazione dell'initrd=
Più in là nel wiki, vedremo come far caricare il kernel di linux installato su una pennina, qui invece ci apprestiamo ad affrontare un problema inerente proprio al fatto che la distribuzione si trova su una periferica USB.
+
Ora affronteremo un problema inerente al fatto che la distribuzione si verrà a trovare su una periferica USB.
==Perché dobbiamo creare un initrd?==
==Perché dobbiamo creare un initrd?==
Una volta caricato il kernel, esso si preoccupa di attivare tutti i driver che sono stati compilati in maniera statica al suo interno. L'attivazione avviene in maniera parallela, il kernel cioè non attiva un driver, aspetta che esso abbia finito di inizializzarsi e poi ne attiva un altro, ma li attiva tutti quanti "contemporaneamente". Dopo questa fase di inizializzazione dei driver il kernel deve montare quella che è la root directory (o directory radice) della distribuzione, la famosa directory ''/''. Una volta montata la directory radice, esegue quello che sarà l'unico processo avviato direttamente dal kernel (che in generale è il processo '''/sbin/init''').
+
Una volta caricato il kernel, esso si preoccupa di attivare tutti i driver che sono stati compilati in maniera statica al suo interno. L'attivazione avviene in maniera parallela, il kernel cioè non attiva un driver, aspetta che esso abbia finito di inizializzarsi e poi ne attiva un altro, ma li attiva tutti quanti "contemporaneamente". Dopo questa fase di inizializzazione dei driver il kernel deve montare quella che è la root directory della distribuzione (la famosa directory ''/''), e quindi esegue quello che sarà l'unico processo avviato direttamente dal kernel (che in generale è il processo '''/sbin/init'''). Ma:
* Ma i driver (o controller) USB potrebbero non essere stati compilati in maniera statica nel kernel, e senza i driver il kernel non si accorge neanche della presenza della pennina, come possiamo risolvere questo problema?
+
* i driver (o controller) USB potrebbero non essere stati compilati in maniera statica nel kernel, e senza i driver il kernel non si accorge neanche della presenza della pennina;
* Non solo, ma anche ammesso che il kernel abbia i driver compilati in maniera statica, questi devono avere il tempo di accorgersi che al PC è collegata una pennina USB, come si può dire al kernel di aspettare visto che i driver sono attivati in maniera parallela?
+
* i driver statici devono comunque avere il tempo di accorgersi che al PC è collegata una pennina USB, come si può dire al kernel di aspettare visto che i driver sono attivati in maniera parallela?
* Ancora, come facciamo a sapere su quale device si verrà a trovare la directory radice? Il driver USB collegherà la pennina al device sda o sdb, oppure ad un altro?
+
* come facciamo a sapere su quale device si verrà a trovare la root directory? Il driver USB collegherà la pennina al device sda o sdb, oppure ad un altro?
* E infine, la directory radice che abbiamo creato sulla pennina usa il file system ext3, il kernel per poter riconoscere e di conseguenza usare questo file system ha bisogno del driver, e se questo driver non è compilato in maniera statica?
+
* la root directory che abbiamo creato sulla pennina usa il file system ext3 (o ext4), il kernel per poter riconoscere e di conseguenza usare questo file system ha bisogno del driver, e se questo driver non è compilato in maniera statica?
Per tutti questi problemi esiste una soluzione unica, l'initrd. L'initrd fondamentalmente non è altro che una mini distribuzione la cui directory radice viene montata in ram, più precisamente collegata al device ''/dev/ram0'', con un programma o uno script (che si deve chiamare '''init''' o '''linuxrc''') che viene avviato dal kernel (il quale deve essere compilato con il supporto all'initrd) subito dopo aver inizializzato i driver. Il kernel in pratica non si occupa più di montare la root directory e di lanciare il processo '''/sbin/init''', ma semplicemente lancia il comando (o script) '''init''' che è nell'initrd e delega a lui tutto il resto.<BR>
+
Per tutti questi problemi esiste una soluzione unica, l'initrd. L'initrd fondamentalmente non è altro che una mini distribuzione la cui root directory viene montata in ram, più precisamente collegata al device ''/dev/ram0''. L'initrd contiene un programma o uno script (che si deve chiamare '''init''' o '''linuxrc''') che viene avviato dal kernel (il quale deve essere compilato con il supporto all'initrd) subito dopo aver inizializzato i driver. Il kernel in pratica non si occupa più di montare la root directory e di lanciare il processo '''/sbin/init''', ma semplicemente lancia il comando (o script) '''init''' che è nell'initrd e delega a lui tutto il resto.<br />
Questo semplice meccanismo ci permette in pratica di creare uno script per risolvere tutti i problemi sopra citati.
Questo semplice meccanismo ci permette in pratica di creare uno script per risolvere tutti i problemi sopra citati.
 
'''Nota:''' Quando il kernel carica in memoria l'initrd e lancia il programma (o lo script) init, la root directory della nostra distribuzione non è ancora montata! Quindi la distribuzione non esiste, e con lei non esistono tutti i programmi usuali che uno pensa di usare nell'initrd. Se si vuole usare un programma, lo si deve copiare nell'ambiente dell'initrd e si devono copiare anche tutte quelle librerie condivise di cui il programma necessita.
 
==Initrd come archivio cpio==
==Initrd come archivio cpio==
Uno dei modi più semplici per creare un initrd è quello di inserire tutto il necessario in una directory vuota (programmi che si voglio usare nell'initrd, librerie di cui necessitano questi programmi, eventuali moduli del kernel, etc...etc...) e poi di creare un archivio cpio, magari compresso con gzip, di questa directory. Il kernel sarà poi in grado di decomprimere (se era compresso) l'archivio e di estrarne il contenuto.<BR>
+
Uno dei modi più semplici per creare un initrd è quello di inserire tutto il necessario in una directory vuota (programmi che si vogliono usare nell'initrd, librerie di cui necessitano questi programmi, eventuali moduli del kernel, etc...etc...) e poi di creare un archivio cpio, magari compresso con gzip, di questa directory. Il kernel sarà poi in grado di decomprimere (se era compresso) l'archivio e di estrarne il contenuto.<br />
Creiamoci allora una directory vuota ed entriamoci dentro con:
+
Creiamoci allora la directory vuota che conterrà il nostro initrd:
# mkdir /tmp/initrd
+
$ mkdir /tmp/initrd
# cd /tmp/initrd
 
==Il pacchetto mkinitrd e la busybox==
==Il pacchetto mkinitrd e la busybox==
Il pacchetto mkinitrd della Slackware (che si trova nella directory ''a/'') contiene lo script omonimo '''mkinitrd''', che generalmente viene usato da coloro che necessitano di un initrd e non vogliono (o non hanno le competenze adatte a) crearsene uno a mano.<BR>
+
Il pacchetto mkinitrd della Slackware (che si trova nella directory ''a/'') contiene lo script omonimo '''mkinitrd''', che generalmente viene usato da coloro che necessitano di un initrd e non vogliono (o non hanno le competenze adatte a) crearsene uno a mano.<br />
Noi useremo il pacchetto, che quindi deve essere installato, non per lanciare l''''mkinitrd''' ma per prelevare il programma '''busybox''' che è al suo interno. Busybox è un programma che si può comportare in maniera diversa a seconda di come lo si invoca, se noi infatti creiamo un link simbolico chiamato mount a '''busybox''', allora questo si comporterà come '''mount'''. L'elenco di tutti i programmi che è in grado di simulare lo si può ottenere lanciando '''busybox''' senza parametri.
Noi useremo il pacchetto, che quindi deve essere installato, non per lanciare l''''mkinitrd''' ma per prelevare il programma '''busybox''' che è al suo interno. Busybox è un programma che si può comportare in maniera diversa a seconda di come lo si invoca, se noi infatti creiamo un link simbolico chiamato mount a '''busybox''', allora questo si comporterà come '''mount'''. L'elenco di tutti i programmi che è in grado di simulare lo si può ottenere lanciando '''busybox''' senza parametri.
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''/usr/share/mkinitrd/initrd-tree.tar.gz''
''/usr/share/mkinitrd/initrd-tree.tar.gz''
preleviamo la busybox con:
preleviamo la busybox con:
# tar -C /tmp/initrd -zxf /usr/share/mkinitrd/initrd-tree.tar.gz './bin/busybox'
+
$ tar -C /tmp/initrd -zxf /usr/share/mkinitrd/initrd-tree.tar.gz './bin/busybox'
a questo punto la nostra directory ''/tmp/initrd'' avrà questa struttura:
a questo punto la nostra directory ''/tmp/initrd'' avrà questa struttura:
# tree /tmp/initrd
+
<pre>
/tmp/initrd
+
$ tree /tmp/initrd
`-- bin
+
/tmp/initrd
`-- busybox
+
`-- bin
  +
`-- busybox
  +
  +
1 directory, 1 file
  +
</pre>
  +
  +
{{Be Careful
  +
|Nota per le Slackware dalla 13.1
  +
|A partire dalla Slackware 13.1, il comando '''busybox''' è linkato dinamicamente. Ciò vuol dire che necessita di alcune librerie in fase di esecuzione. Per scoprirle lanciamo:
  +
<pre>
  +
$ ldd /tmp/initrd/bin/busybox
  +
ldd busybox
  +
linux-gate.so.1 (0xffffe000)
  +
libm.so.6 => /lib/libm.so.6 (0xb776e000)
  +
libc.so.6 => /lib/libc.so.6 (0xb75e3000)
  +
/lib/ld-linux.so.2 (0xb77b6000)
  +
</pre>
  +
Copiamole nel nostro initrd:
  +
<pre>
  +
$ mkdir -p /tmp/initrd/lib
  +
$ cp /lib/lib{c,m}.so.6 /tmp/initrd/lib
  +
$ cp /lib/ld-linux.so.2 /tmp/initrd/lib
  +
</pre>
  +
  +
Il nostro initrd sarà quindi:
  +
<pre>
  +
$ tree /tmp/initrd
  +
/tmp/initrd
  +
|-- bin/
  +
| `-- busybox*
  +
`-- lib/
  +
|-- ld-linux.so.2*
  +
|-- libc.so.6*
  +
`-- libm.so.6*
  +
  +
2 directories, 4 files
  +
</pre>
  +
}}
==Creiamo lo script init==
==Creiamo lo script init==
Ora dobbiamo creare lo script '''init''', ovvero lo script che verrà eseguito dal kernel dopo l'inizializzazione dei driver e che è incaricato di risolvere i problemi su citati, cioè:
Ora dobbiamo creare lo script '''init''', ovvero lo script che verrà eseguito dal kernel dopo l'inizializzazione dei driver e che è incaricato di risolvere i problemi su citati, cioè:
* caricare eventualmente i moduli del kernel per i controller USB e per il file system ext3
+
* caricare eventualmente i moduli del kernel per i controller USB e per il file system ext3/4;
* dare il tempo ai controller USB di rilevare la pennina e montare, dopo averla scovata, la root directory
+
* dare il tempo ai controller USB di rilevare la pennina e montare, dopo averla scovata, la root directory;
* eseguire il vero processo init della distribuzione
+
* eseguire il vero processo init della distribuzione.
  +
  +
Prima di cimentarci nella risoluzione di questi problemi dobbiamo notare che '''init''', per come lo vogliamo utilizzare noi, è uno script, e in quanto tale ha bisogno di un interprete, la '''busybox''' può fare questo per noi visto che al suo interno ha anche una piccola shell:
  +
$ cd /tmp/initrd/bin
  +
$ ln -s busybox ash
  +
Iniziamo quindi il nostro '''init''' in questo modo:
  +
<pre>
  +
$ cat <<EOF > /tmp/initrd/init
  +
#!/bin/ash
Prima di cimentarci nella risoluzione di questi problemi dobbiamo notare che '''init''', per come lo vogliamo utilizzare noi, è uno script, e in quanto tale ha bisogno di un interprete, la '''busybox''' può fare questo per noi visto che al suo interno ha anche una piccola shell. Andiamo nella directory ''/tmp/initrd/bin'' e creiamo un link simbolico a '''busybox''' in questo modo:
+
EOF
# ln -s busybox ash
+
</pre>
e quindi con un qualsiasi editor di testo creiamo il file ''/tmp/initrd/init'' e mettiamoci come prima riga:
 
#!/bin/ash
 
===Caricare i moduli del kernel necessari al rilevamento della periferica USB e del file system ext3===
+
===Caricare i moduli del kernel necessari al rilevamento della periferica USB e del file system ext3/4===
Il kernel huge è compilato con il supporto sia alle periferiche USB, sia al file system ext3 in maniera statica, e quindi ci permette di superare in maniera trasparente questo problema.<BR>
+
Il kernel huge della Slackware 12.0 è compilato con il supporto sia alle periferiche USB, sia al file system ext3 in maniera statica. Questo ci permette di superare in maniera trasparente questo problema.<br />
Si fa notare che il fatto di avere il supporto compilato in maniera statica nel kernel è un fattore da non sottovalutare. Infatti l'ambiente dell'initrd dovrebbe essere il più generale possibile, se spettasse all'initrd (e quindi allo script '''init''') caricare qualche modulo del kernel, allora l'initrd non sarebbe più indipendente, ma al suo interno dovrebbe avere i moduli compilati per il kernel specifico che lo ha eseguito.
Si fa notare che il fatto di avere il supporto compilato in maniera statica nel kernel è un fattore da non sottovalutare. Infatti l'ambiente dell'initrd dovrebbe essere il più generale possibile, se spettasse all'initrd (e quindi allo script '''init''') caricare qualche modulo del kernel, allora l'initrd non sarebbe più indipendente, ma al suo interno dovrebbe avere i moduli compilati per il kernel specifico che lo ha eseguito.
  +
  +
{{Be Careful
  +
|Nota per la Slackware 14.1
  +
|Il kernel huge della Slackware 14.1 ha mantenuto statici i driver relativi ai filesystem (ext3 o ext4), ma quelli per i controller USB sono abilitati come moduli, quindi andranno aggiunti all'initrd come segue:
  +
<pre>
  +
$ mkdir -p /tmp/initrd/lib/modules/3.10.17/kernel/drivers/usb/{storage,host}
  +
$ cp /lib/modules/3.10.17/kernel/drivers/usb/storage/usb-storage.ko \
  +
/tmp/initrd/lib/modules/3.10.17/kernel/drivers/usb/storage
  +
$ cp -r /lib/modules/3.10.17/kernel/drivers/usb/host/ \
  +
/tmp/initrd/lib/modules/3.10.17/kernel/drivers/usb
  +
$ cp /lib/modules/3.10.17/modules.dep* /tmp/initrd/lib/modules/3.10.17
  +
</pre>
  +
  +
Questi moduli vanno anche caricati nell'ambiente dell'initrd. Abbiamo bisogno quindi, del comando '''modprobe'''. Fortunatamente '''busybox''' si comporta anche come '''modprobe''' se gli viene fatto un link simbolico con questo nome. Facciamolo:
  +
$ cd /tmp/initrd/bin/
  +
$ ln -s busybox modprobe
  +
Ci basterà caricare il solo i moduli ehci-pci e usb-storage. Avendo copiato anche i file ''modules.dep*'' il kernel è in grado di risalire alle corrette dipendenze e caricherà per noi anche gli altri moduli (ove necessario). Aggiungiamo a '''init''' il comando per caricare i moduli:
  +
<pre>
  +
$ cat <<EOF >> /tmp/initrd/init
  +
# Caricamento dei moduli usb.
  +
modprobe ehci-pci
  +
modprobe usb-storage
  +
  +
EOF
  +
</pre>
  +
  +
Si noti come ora (nella Slackware 14.1) l'initrd non è più indipendente dal kernel che verrà installato nella pennina. Il kernel deve essere proprio il 3.10.17. Questo a mio avviso è un peccato.
  +
}}
===Dare il tempo ai controller USB di rilevare la pennina e montaggio della root directory===
===Dare il tempo ai controller USB di rilevare la pennina e montaggio della root directory===
Abbiamo installato sulla nostra pennina USB un file system del tipo ext3 che abbiamo anche etichettato con il nome di 'minislack'. Bene, grazie alla capacità del comando '''mount''' di utilizzare il nome di etichetta per identificare un file system, il problema può essere risolto semplicemente mettendo nello script '''init''' quanto segue:
+
Abbiamo installato sulla nostra pennina USB un file system del tipo ext3 (o ext4) che abbiamo anche etichettato con il nome di 'minislack'. Bene, grazie alla capacità del comando '''mount''' di utilizzare il nome di etichetta per identificare un file system, il problema di conoscere il device al quale sarà collegato il file system può essere risolto semplicemente mettendo nello script '''init''' quanto segue:
mount -n proc -t proc /proc
+
<pre>
while ! mount -n -r -L minislack /mnt 2> /dev/null;
+
$ cat <<EOF >> /tmp/initrd/init
do
+
# Rilevamento e montaggio del file system "minislack".
sleep 1
+
mount -n proc -t proc /proc
done
+
while ! mount -n -r -L minislack /mnt 2> /dev/null;
umount -n /proc
+
do
Il "montaggio" del file system proc è necessario in quanto il comando '''mount''' fa uso di questo file system per scovare l'etichetta 'minislack'.<BR>
+
sleep 1
  +
done
  +
umount -n /proc
  +
  +
EOF
  +
</pre>
  +
Il "montaggio" del file system proc è necessario in quanto il comando '''mount''' fa uso di questo file system per scovare l'etichetta 'minislack'.<br />
Il ciclo '''while''' con lo '''sleep''' non fa altro che dare il tempo necessario ai driver USB del kernel di rilevare la pennina.
Il ciclo '''while''' con lo '''sleep''' non fa altro che dare il tempo necessario ai driver USB del kernel di rilevare la pennina.
Quindi la nostra root directory, o meglio il file system che noi abbiamo etichettato come 'minislack' sarà montato nella directory ''/mnt'' a prescindere dal device a cui il driver USB (e più precisamente il modulo che gestisce le periferiche di archiviazione di massa USB, l'usb_storage) lo ha collegato.
+
Quindi la nostra root directory, o meglio il file system che noi abbiamo etichettato come 'minislack' sarà montato nella directory ''/mnt'' a prescindere dal device a cui il driver USB (e più precisamente il modulo che gestisce le periferiche di archiviazione di massa USB, l'usb_storage) lo collegherà.
Nelle sei righe di codice precedenti abbiamo:
Nelle sei righe di codice precedenti abbiamo:
* usato il comando mount
+
* usato il comando mount;
* caricato il file system proc nella directory /proc
+
* caricato il file system proc nella directory /proc;
* usato il device null per ridirigere lo standard error del comando mount
+
* usato il device null per ridirigere lo standard error del comando mount;
* usato il comando sleep per far attendere alla shell 1 secondo
+
* usato il comando sleep per far attendere alla shell 1 secondo;
* montato la root directory in /mnt
+
* montato la root directory in /mnt;
* utilizzato il comando umount
+
* utilizzato il comando umount.
per quanto potevano sembrare innocenti, quelle sei righe implicano:
+
per quanto possano sembrare innocenti, quelle sei righe implicano:
* che il kernel al momento dell'esecuzione di queste righe, abbia il supporto al procfs e al tipo di file system della root directory che montiamo su ''/mnt'' (nel nostro caso il kernel huge ce li ha entrambi in maniera statica)
+
* che il kernel al momento dell'esecuzione di queste righe, abbia il supporto al procfs e al tipo di file system della root directory che montiamo su ''/mnt'' (nel nostro caso il kernel huge ce li ha entrambi in maniera statica);
* che esistano i programmi mount, umount e sleep
+
* che esistano i programmi mount, umount e sleep;
* che esistano il device ''/dev/null'' e quello al quale sarà collegata la pennina USB (è vero che mount può scovare il device grazie all'etichetta del suo file system, ma è altrettanto vero che poi '''mount''' dovrà montare questo device)
+
* che esistano il device ''/dev/null'' e quello al quale sarà collegata la pennina USB (è vero che mount può scovare il device grazie all'etichetta del suo file system, ma è altrettanto vero che poi '''mount''' dovrà montare questo device);
* che esistano le directory ''/proc'' e ''/mnt''
+
* che esistano le directory ''/proc'' e ''/mnt''.
La '''busybox''' può comportarsi come '''mount''' semplicemente facendo un link simbolico ad essa chiamato appunto ''mount'', il problema è che quello fornito dalla '''busybox''' non è in grado di scovare le etichette dei file system (non riconosce il flag -L). Abbiamo necessariamente bisogno del comando '''mount''' del pacchetto util-linux (dalla Slackware 12.1 e successive, il pacchetto si chiama util-linux-ng) contenuto
+
La '''busybox''' può comportarsi come '''mount''' semplicemente facendo un link simbolico ad essa chiamato appunto ''mount'', il problema è che quello fornito dalla '''busybox''' non è in grado di scovare le etichette dei file system (non riconosce l'opzione '''-L'''). Abbiamo necessariamente bisogno del comando '''mount''' installato nel nostro sistema. Copiamo quindi il comando '''mount''' come segue:
sempre nella directory della serie ''a/'' della Slackware.<BR>
+
$ cp -p /bin/mount /tmp/initrd/bin
Copiamo quindi il comando '''mount''' come segue:
 
# cp -p /bin/mount /tmp/initrd/bin
 
ora però dobbiamo copiare anche le librerie condivise di cui necessita. Vediamo quali sono lanciando:
ora però dobbiamo copiare anche le librerie condivise di cui necessita. Vediamo quali sono lanciando:
# ldd /bin/mount
+
<pre>
linux-gate.so.1 => (0xffffe000)
+
$ ldd /tmp/initrd/bin/mount
libblkid.so.1 => /lib/libblkid.so.1 (0xb7f80000)
+
linux-gate.so.1 => (0xffffe000)
libuuid.so.1 => /lib/libuuid.so.1 (0xb7f7d000)
+
libblkid.so.1 => /lib/libblkid.so.1 (0xb7f80000)
libc.so.6 => /lib/libc.so.6 (0xb7e4e000)
+
libuuid.so.1 => /lib/libuuid.so.1 (0xb7f7d000)
/lib/ld-linux.so.2 (0x80000000)
+
libc.so.6 => /lib/libc.so.6 (0xb7e4e000)
+
/lib/ld-linux.so.2 (0x80000000)
  +
</pre>
Creiamoci la directory ''lib'' all'interno del nostro initrd con:
Creiamoci la directory ''lib'' all'interno del nostro initrd con:
# mkdir /tmp/initrd/lib
+
$ mkdir -p /tmp/initrd/lib
e copiamoci dentro le librerie condivise con:
e copiamoci dentro le librerie condivise con:
# cp -p /lib/libblkid.so.1 /lib/libuuid.so.1 /lib/libc.so.6 /lib/ld-linux.so.2 /tmp/initrd/lib
+
$ cp /lib/libblkid.so.1 /lib/libuuid.so.1 /lib/libc.so.6 /lib/ld-linux.so.2 /tmp/initrd/lib
Si noti che i file originali probabilmente sono link simbolici, ma il comando '''cp''' copierà il file al quale puntano e non il link.
Si noti che i file originali probabilmente sono link simbolici, ma il comando '''cp''' copierà il file al quale puntano e non il link.
<nowiki>** NOTA **</nowiki>
+
{{Be Careful
+
|Nota per le Slackware dalla 14.0
A partire dalla slackware 13.1 il comando '''mount''' necessita di altre librerie:
+
|Dalla Slackware 14.0 le dipendenze diventano:
# ldd /bin/mount
+
<pre>
linux-gate.so.1 => (0xffffe000)
+
$ ldd /bin/mount
/usr/lib/libv4l/v4l1compat.so (0xb7838000)
+
linux-gate.so.1 (0xf771b000)
/usr/lib/libv4l/v4l2convert.so (0xb7836000)
+
libblkid.so.1 => /lib/libblkid.so.1 (0xf76b3000)
libblkid.so.1 => /lib/libblkid.so.1 (0xb77eb000)
+
libmount.so.1 => /lib/libmount.so.1 (0xf7687000)
libuuid.so.1 => /lib/libuuid.so.1 (0xb77e7000)
+
libuuid.so.1 => /lib/libuuid.so.1 (0xf7683000)
libc.so.6 => /lib/libc.so.6 (0xb7683000)
+
libc.so.6 => /lib/libc.so.6 (0xf74fe000)
libv4l1.so.0 => /usr/lib/libv4l1.so.0 (0xb767e000)
+
/lib/ld-linux.so.2 (0xf771c000)
libv4l2.so.0 => /usr/lib/libv4l2.so.0 (0xb7674000)
+
</pre>
/lib/ld-linux.so.2 (0xb783b000)
+
Come si vede mount dipende anche da 'libmount.so.1' che va quindi copiata in questo modo:
libpthread.so.0 => /lib/libpthread.so.0 (0xb765b000)
+
$ cp /lib/libmount.so.1 /tmp/initrd/lib
libv4lconvert.so.0 => /usr/lib/libv4lconvert.so.0 (0xb75ef000)
+
}}
librt.so.1 => /lib/librt.so.1 (0xb75e5000)
 
libm.so.6 => /lib/libm.so.6 (0xb75bf000)
 
Quindi sarà necessario copiare anche le nuove librerie:
+
Per i comandi '''umount''' e '''sleep''' invece possiamo tranquillamente usare quelli della '''busybox''':
# cp -p /usr/lib/libv4l/v4l1compat.so /usr/lib/libv4l/v4l2convert.so /usr/lib/libv4l1.so.0 /usr/lib/libv4l2.so.0 /tmp/initrd/lib
+
<pre>
# cp -p /lib/libpthread.so.0 /usr/lib/libv4lconvert.so.0 /lib/librt.so.1 /lib/libm.so.6 /tmp/initrd/lib
+
$ cd /tmp/initrd/bin
<nowiki>** FINE NOTA **</nowiki>
+
$ ln -s busybox umount
  +
$ ln -s busybox sleep
  +
</pre>
Per il comando '''umount''' e '''sleep''' invece possiamo tranquillamente usare quelli della '''busybox''', quindi andiamo nella directory ''/tmp/initrd/bin'' e facciamo:
+
Nel nostro '''init''' abbiamo passato al comando '''mount''' l'opzione '''-n''', dicendogli quindi di non scrivere quello che sarà il file ''/etc/mtab''. Benché esso non lo scriva, vuole comunque leggerlo per controllare se il file system che si sta tentando di montare non sia già stato montato. Dobbiamo quindi creare il file vuoto ''/tmp/initrd/etc/mtab'':
# ln -s busybox umount
+
<pre>
# ln -s busybox sleep
+
$ mkdir /tmp/initrd/etc
  +
$ touch /tmp/initrd/etc/mtab
  +
</pre>
Il programma '''mount''' l'abbiamo utilizzato passandogli anche il flag -n, dicendogli quindi di non scrivere quello che sarà il file ''/etc/mtab'', benché esso non lo scriva, vuole comunque leggerlo per controllare se il file system che si sta tentando di montare non sia già stato montato. Dobbiamo quindi creare il file vuoto ''/tmp/initrd/etc/mtab'':
+
Proseguiamo quindi con la creazione del device null e dei possibili device a cui sarà collegata la pennina USB. In generale la pennina USB viene vista come una periferica SCSI disk e quindi sarà attaccata ad un device del tipo ''/dev/sdXY'' dove X varia a seconda di quante periferiche di archiviazione rilevate come SCSI (ad esempio i dischi sata) sono state trovate prima della pennina, mentre Y rappresenta una qualsiasi partizione.<br />
# mkdir /tmp/initrd/etc
+
Se, ad esempio, un PC non ha nessun disco rilevato come SCSI e ci si inserisce una pennina con tre partizioni, queste tre partizioni saranno collegate rispettivamente ai device: sda1, sda2 e sda3. Y la possiamo ricavare facilmente, infatti all'inizio abbiamo supposto che la nostra pennina avesse solo una partizione e che essa (la partizione) venisse attaccata ad device ''/dev/sda1'', allora Y=1 e la pennina sarà sempre collegata ad un device dal nome ''/dev/sdX1''.<br />
# touch /tmp/initrd/etc/mtab
 
Proseguiamo quindi con la creazione del device null e dei possibili device a cui sarà collegata la pennina USB. In generale la pennina USB viene vista come una periferica SCSI disk e quindi sarà attaccata ad un device del tipo ''/dev/sdXY'' dove X varia a seconda di quante periferiche di archiviazione rilevate come SCSI (ad esempio i dischi sata) sono state trovate prima della pennina, mentre Y rappresenta una qualsiasi partizione.<BR>
+
Creiamoci la directory in cui inserire i device:
Se, ad esempio, un PC non ha nessun disco rilevato come SCSI e ci si inserisce una pennina con tre partizioni, queste tre partizioni saranno collegate rispettivamente ai device: sda1, sda2 e sda3.
+
$ mkdir /tmp/initrd/dev
 
Y allora la possiamo ricavare facilmente, infatti all'inizio abbiamo supposto che la nostra pennina avesse solo una partizione e che essa (la partizione) venisse attaccata ad device ''/dev/sda1'', allora Y=1 e la pennina sarà sempre collegata ad un device dal nome ''/dev/sdX1''.<BR>
 
Quindi creiamoci la directory in cui inserire i device:
 
# mkdir /tmp/initrd/dev
 
e copiamoci subito dentro il device ''/dev/null'' con:
e copiamoci subito dentro il device ''/dev/null'' con:
# cp -R /dev/null /tmp/initrd/dev
# cp -R /dev/null /tmp/initrd/dev
Riga 151: Riga 177:
Al momento attuale gli SCSI disk sono gestiti dal device driver con major number 8. Questo device driver è in grado di gestire sino a 15 partizioni per ogni disco, questo vuol dire che due device con X consecutive e con uguale Y hanno una distanza (in termini di minor number) pari a 16. Ad esempio il device sda avrà un minor number uguale a 0 laddove il device sdb avrà invece minor number uguale a 16, e così via.
Al momento attuale gli SCSI disk sono gestiti dal device driver con major number 8. Questo device driver è in grado di gestire sino a 15 partizioni per ogni disco, questo vuol dire che due device con X consecutive e con uguale Y hanno una distanza (in termini di minor number) pari a 16. Ad esempio il device sda avrà un minor number uguale a 0 laddove il device sdb avrà invece minor number uguale a 16, e così via.
Possiamo allora creare i device con:
+
Possiamo allora creare quattro device (dovrebbero essere sufficienti):
# mknod /tmp/initrd/dev/sda1 b 8 1
+
<pre>
# mknod /tmp/initrd/dev/sdb1 b 8 17
+
# mknod /tmp/initrd/dev/sda1 b 8 1
# mknod /tmp/initrd/dev/sdc1 b 8 33
+
# mknod /tmp/initrd/dev/sdb1 b 8 17
# mknod /tmp/initrd/dev/sdd1 b 8 49
+
# mknod /tmp/initrd/dev/sdc1 b 8 33
  +
# mknod /tmp/initrd/dev/sdd1 b 8 49
  +
</pre>
Ora per rendere tutto coerente con quanto scritto sempre nelle sei innocenti righe di codice inserite nel file ''init'', non ci resta che creare due directory vuote nelle quali verranno montati i file system proc e quello contenente la nostra directory radice.
Ora per rendere tutto coerente con quanto scritto sempre nelle sei innocenti righe di codice inserite nel file ''init'', non ci resta che creare due directory vuote nelle quali verranno montati i file system proc e quello contenente la nostra directory radice.
# mkdir /tmp/initrd/proc /tmp/initrd/mnt
+
$ mkdir /tmp/initrd/proc /tmp/initrd/mnt
===Eseguire il vero processo init===
===Eseguire il vero processo init===
L'ultimo passo che deve eseguire lo script '''init''' dell'initrd è quello di lanciare il vero processo '''init''' situato nella directory radice della distribuzione e poi liberare la memoria allocata.<BR>
+
L'ultimo passo che deve eseguire lo script '''init''' dell'initrd è quello di lanciare il vero processo '''init''' situato nella directory radice della distribuzione e poi liberare la memoria allocata.<br />
I passi teorici da eseguire sono:
I passi teorici da eseguire sono:
* spostare la directory radice dell'initrd sulla directory radice della distribuzione
+
* spostare la directory radice dell'initrd sulla directory radice della distribuzione;
* smontare l'initrd
+
* smontare l'initrd;
* deallocare la memoria allocata dal kernel per l'initrd
+
* deallocare la memoria allocata dal kernel per l'initrd;
* eseguire il vero processo '''init'''
+
* eseguire il vero processo '''init'''.
Che poi praticamente, dato che per ognuno dei passi precedenti esiste uno specifico programma che lo esegue, diventa:
+
Che poi in pratica, dato che per ognuno dei passi precedenti esiste uno specifico programma che lo esegue, diventa:
* cd /mnt; mkdir initrd; pivot_root . initrd
+
* cd /mnt; mkdir initrd; pivot_root . initrd;
* umount /initrd
+
* umount /initrd;
* blockdev --flushbufs /dev/ram0
+
* blockdev --flushbufs /dev/ram0;
* exec chroot . /sbin/init $@
+
* exec chroot . /sbin/init $@.
Il comando '''pivot_root''' ultimamente sembra non comportarsi bene nell'ambiente dell'initrd. Fortunatamente la '''busybox''' ha al suo interno un programma che dovrebbe eseguire tutti i passi precedenti, il comando si chiama '''switch_root ''' e come al solito quindi basta fare un link simbolico a '''busybox''' entrando in ''/tmp/initrd/bin''
+
Il comando '''pivot_root''' ultimamente sembra non comportarsi bene nell'ambiente dell'initrd. Fortunatamente la '''busybox''' ha al suo interno un programma che dovrebbe eseguire tutti i passi precedenti, il comando si chiama '''switch_root ''' e come al solito basta fare un link simbolico a '''busybox''':
ed eseguendo:
+
<pre>
# ln -s busybox switch_root
+
$ cd /tmp/initrd/bin
  +
$ ln -s busybox switch_root
  +
</pre>
Ora non resta che inserire nello script init quanto segue:
+
Ora non resta che dire al nostro '''init''' di eseguire '''switch_root''':
exec switch_root /mnt /sbin/init $@
+
<pre>
  +
$ cat <<EOF >> /tmp/initrd/init
  +
# Esecuzione del vero init.
  +
exec switch_root /mnt /sbin/init $@
  +
EOF
  +
</pre>
'''NOTA:''' si noti il passaggio a '''/sbin/init''' dei parametri $@, questi sono i parametri che il kernel non ha riconosciuto nella sua riga di comando (quella passatagli dal loader), e che quindi passa al comando che esegue.
+
{{Information
  +
|Nota
  +
|Si noti il passaggio a '''/sbin/init''' dei parametri '''$@''', questi sono i parametri che il kernel non ha riconosciuto nella sua riga di comando (quella passatagli dal loader, generalmente '''lilo''' o '''grub'''), e che quindi passa al comando che esegue.
  +
}}
===Lo script init nella sua interezza===
===Lo script init nella sua interezza===
Riassumendo, lo script ''/tmp/initrd/init'' è questo:
Riassumendo, lo script ''/tmp/initrd/init'' è questo:
<PRE>
+
<pre>
  +
$ cat /tmp/initrd/init
#!/bin/ash
#!/bin/ash
# Aspetto finché i driver USB non rilevano la pennina e monto la vera directory radice
+
mount -n proc /proc -t proc
+
# Rilevamento e montaggio del file system "minislack".
  +
mount -n proc -t proc /proc
while ! mount -n -r -L minislack /mnt 2> /dev/null;
while ! mount -n -r -L minislack /mnt 2> /dev/null;
do
do
sleep 1;
+
sleep 1
done
done
umount /proc
+
umount -n /proc
# Avvio il vero /sbin/init
+
# Esecuzione del vero init.
exec switch_root /mnt /sbin/init $@
exec switch_root /mnt /sbin/init $@
</PRE>
+
</pre>
  +
{{Be Careful
  +
|Nota per la Slackware 14.1
  +
|Sulla Slackware 14.1 lo script risulta:
  +
<pre>
  +
$ cat /tmp/initrd/init
  +
#!/bin/ash
  +
  +
# Caricamento dei moduli usb.
  +
modprobe ehci-pci
  +
modprobe usb-storage
  +
  +
# Rilevamento e montaggio del file system "minislack".
  +
mount -n proc -t proc /proc
  +
while ! mount -n -r -L minislack /mnt 2> /dev/null;
  +
do
  +
sleep 1
  +
done
  +
umount -n /proc
  +
  +
# Esecuzione del vero init.
  +
exec switch_root /mnt /sbin/init $@
  +
</pre>
  +
}}
  +
questo script deve essere eseguito dal kernel è quindi dobbiamo assicurarci che abbia i diritti di esecuzione:
questo script deve essere eseguito dal kernel è quindi dobbiamo assicurarci che abbia i diritti di esecuzione:
# chmod u+x /tmp/initrd/init
+
$ chmod +x /tmp/initrd/init
==Creazione dell'archivio cpio compresso initrd.gz==
==Creazione dell'archivio cpio compresso initrd.gz==
La directory ''/tmp/initrd'' ora dovrebbe essere così strutturata:
La directory ''/tmp/initrd'' ora dovrebbe essere così strutturata:
# tree /tmp/initrd
+
<pre>
/tmp/initrd/
+
$ tree /tmp/initrd
|-- bin
+
/tmp/initrd/
| |-- ash -> busybox
+
|-- bin
| |-- busybox
+
| |-- ash -> busybox
| |-- mount
+
| |-- busybox
| |-- sleep -> busybox
+
| |-- mount
| |-- switch_root -> busybox
+
| |-- sleep -> busybox
| `-- umount -> busybox
+
| |-- switch_root -> busybox
|-- dev
+
| `-- umount -> busybox
| |-- null
+
|-- dev
| |-- sda1
+
| |-- null
| |-- sdb1
+
| |-- sda1
| |-- sdc1
+
| |-- sdb1
| `-- sdd1
+
| |-- sdc1
|-- etc
+
| `-- sdd1
| `-- mtab
+
|-- etc
|-- init
+
| `-- mtab
|-- lib
+
|-- init
| |-- ld-linux.so.2
+
|-- lib
| |-- libblkid.so.1
+
| |-- ld-linux.so.2
| |-- libc.so.6
+
| |-- libblkid.so.1
| `-- libuuid.so.1
+
| |-- libc.so.6
|-- mnt
+
| `-- libuuid.so.1
`-- proc
+
|-- mnt
+
`-- proc
6 directories, 17 files
+
Non resta altro da fare che creare un archivio cpio di questa directory, comprimerla con il comando '''gzip''' e renderla disponibile al loader di linux.<BR>
+
6 directories, 17 files
  +
</pre>
  +
{{Be Careful
  +
|Nota per le Slackware dalla 13.1
  +
|Per le Slackware dalla 13.1 ci sarà anche la libreria ''libm.so.6''. Per le Slackware dalla 14.0 ci sarà anche la libreria ''libmount.so.1''.
  +
}}
  +
  +
{{Be Careful
  +
|Nota per la Slackware 14.1
  +
|Per la Slackware 14.1 la struttra sarà la seguente:
  +
<pre>
  +
$ tree /tmp/initrd
  +
/tmp/initrd/
  +
|-- bin/
  +
| |-- ash -> busybox*
  +
| |-- busybox*
  +
| |-- modprobe -> busybox*
  +
| |-- mount*
  +
| |-- sleep -> busybox*
  +
| |-- switch_root -> busybox*
  +
| `-- umount -> busybox*
  +
|-- dev/
  +
| |-- null
  +
| |-- sda1
  +
| |-- sdb1
  +
| |-- sdc1
  +
| `-- sdd1
  +
|-- etc/
  +
| `-- mtab
  +
|-- init*
  +
|-- lib/
  +
| |-- ld-linux.so.2*
  +
| |-- libblkid.so.1*
  +
| |-- libc.so.6*
  +
| |-- libm.so.6*
  +
| |-- libmount.so.1*
  +
| |-- libuuid.so.1
  +
| `-- modules/
  +
| `-- 3.10.17/
  +
| |-- kernel/
  +
| | `-- drivers/
  +
| | `-- usb/
  +
| | |-- host/
  +
| | | |-- ehci-hcd.ko
  +
| | | |-- ehci-pci.ko
  +
| | | |-- ehci-platform.ko
  +
| | | |-- hwa-hc.ko
  +
| | | |-- isp116x-hcd.ko
  +
| | | |-- isp1362-hcd.ko
  +
| | | |-- isp1760.ko
  +
| | | |-- ohci-hcd.ko
  +
| | | |-- oxu210hp-hcd.ko
  +
| | | |-- r8a66597-hcd.ko
  +
| | | |-- sl811-hcd.ko
  +
| | | |-- sl811_cs.ko
  +
| | | |-- ssb-hcd.ko
  +
| | | |-- u132-hcd.ko
  +
| | | |-- uhci-hcd.ko
  +
| | | |-- whci/
  +
| | | | `-- whci-hcd.ko
  +
| | | `-- xhci-hcd.ko
  +
| | `-- storage/
  +
| | `-- usb-storage.ko
  +
| |-- modules.dep
  +
| `-- modules.dep.bin
  +
|-- mnt/
  +
`-- proc/
  +
  +
14 directories, 40 files
  +
</pre>
  +
}}
  +
  +
Non resta altro da fare che creare un archivio cpio di questa directory, comprimerla con il comando '''gzip''' e renderla disponibile al loader.<br />
Partendo dal solito presupposto che la pennina sia collegata dal kernel al device sda1, la si monti ad esempio nella directory ''/mnt/memory'' con:
+
Partendo dal solito presupposto che la pennina sia collegata dal kernel al device sda1, montiamola ad esempio nella directory ''/mnt/memory'':
# mount /dev/sda1 /mnt/memory
# mount /dev/sda1 /mnt/memory
si crei poi una directory in cui inserire l'archivio cpio compresso che è l'initrd con:
+
e poi creiao la directory in cui inseriremo l'initrd con:
# mkdir /mnt/memory/boot
# mkdir /mnt/memory/boot
ed infine si crei l'archivio cpio compresso (il tanto sudato initrd):
+
infine creiamo l'archivio cpio compresso (il tanto sudato initrd):
# cd /tmp/initrd
+
<pre>
# find . | cpio -o -H newc | gzip -9 -n > /mnt/memory/boot/initrd.gz
+
# cd /tmp/initrd
  +
# find . | cpio -o -R root: -H newc | gzip -9 -n > /mnt/memory/boot/initrd.gz
  +
</pre>
Quando, più in là nel wiki, si configurerà il loader di linux, si vedrà come utilizzare questo file.
+
Quando, più in là nel wiki, si configurerà il loader di linux, si vedrà come utilizzare questo file. Intanto la nostra pennina dovrebbe avere una struttura simile a questa:
  +
<pre>
  +
$ tree /mnt/memory
  +
/mnt/memory
  +
|-- boot
  +
| `-- initrd.gz
  +
`-- lost+found
  +
2 directories, 1 file
  +
</pre>
=Fase 2: installazione della distribuzione sulla pennina=
=Fase 2: installazione della distribuzione sulla pennina=
Ora ci si occuperà di installare e configurare una serie minimale ma importantissima di pacchetti Slackware.<BR>
+
Ora ci occuperemo di installare e configurare una serie minimale ma importantissima di pacchetti Slackware.<br />
Ovviamente non ci sono limitazioni, se non quelle fisiche della pennina, al numero di pacchetti che il lettore può installare, ma per lo scopo di questo wiki è sufficiente installare i pacchetti essenziali a far partire la distribuzione.<BR>
+
Ovviamente non ci sono limitazioni, se non quelle fisiche della pennina, al numero di pacchetti possiamo installare, ma per lo scopo di questo wiki è sufficiente installare i pacchetti essenziali a far partire la distribuzione.<br />
I pacchetti che verranno installati si trovano tutti nella directory ''a/'' della Slackware, quindi, supponendo che il CD o DVD della Slackware sia stato montato nella directory ''/mnt/dvd/'', per prima cosa ci si deve spostare dentro questa directory con:
+
I pacchetti che verranno installati si trovano tutti nella directory ''a/'' della Slackware, quindi, supponendo che il CD o DVD della Slackware sia stato montato nella directory ''/mnt/dvd/'', per prima cosa ci dobbiamo spostare dentro questa directory con:
# cd /mnt/dvd/slackware/a
+
$ cd /mnt/dvd/slackware/a
==Un piccolo accorgimento==
==Un piccolo accorgimento==
I pacchetti verranno installati sfruttando l'opzione -root dello script '''installpkg''', alcuni dei pacchetti hanno uno script aggiuntivo, il famoso '''doinst.sh''', che viene avviato dopo l'installazione del pacchetto. Gli script '''doinst.sh''' sono "chrootati" sulla pennina e devono poter eseguire comandi, quali ad esempio '''cd''', '''rm''' o
+
Installeremo i pacchetti sfruttando l'opzione -root dello script '''installpkg''', alcuni dei pacchetti hanno uno script aggiuntivo, chiamato '''doinst.sh''', che viene avviato dopo l'installazione del pacchetto stesso. Questo script inoltre esegue comandi quali ad esempio '''cd''', '''rm''' o '''ln'''. Questo implica che:
'''ln'''. Questo implica che:
+
* lo script '''doinst.sh''' deve essere "chrootato" sulla pennina;
* il programma che il '''doinst.sh''' vuole eseguire deve essere presente sulla pennina
+
* i comandi che '''doinst.sh''' vorrà eseguire devranno essere presente sulla pennina;
* si abbiano i diritti di esecuzione sulla pennina
+
* si abbiano i diritti di esecuzione sulla pennina.
La prima implicazione è risolta installando i pacchetti in un ordine ben preciso, facendo in modo di installare prima i pacchetti che contengono i programmi usuali usati dai '''doinst.sh'''.
+
La prima implicazione è risolta usando l'opzione '''--root''' di '''installpkg'''. La seconda installando i pacchetti in un ordine ben preciso, facendo in modo di installare prima i pacchetti che contengono i comandi usuali usati dai '''doinst.sh'''. La terza implicazione viene verificata se si esegue un piccolo accorgimento, ovvero smontare la pennina e rimontarla con l'opzione '''exec''' di '''mount''', in questo modo:
 
La seconda implicazione viene verificata se si esegue un piccolo accorgimento, ovvero smontare la pennina e rimontarla con l'opzione 'exec' del '''mount''', in questo modo:
 
# umount /mnt/memory
# umount /mnt/memory
# mount -o exec -rw -t ext3 /dev/sda1 /mnt/memory
+
# mount -o exec -rw /dev/sda1 /mnt/memory
==I pacchetti da installare==
==I pacchetti da installare==
La domanda è semplice, come si determinano i pacchetti che si devono installare?<BR>
+
La domanda è semplice, come si determinano i pacchetti che si devono installare?<br />
La risposta non è altrettanto semplice, sicuramente ci sarà il programma ''/sbin/init'' per avere un collegamento all'initrd creato nella 'Fase 1', ma poi? Poi bisogna seguire l''''init''' e capire cosa esegue, in modo da fargli trovare i programmi che tenta di eseguire. Se è necessario, bisogna anche seguire i programmi che '''init''' esegue per capire cosa fanno e se hanno bisogno di altri programmi o file di configurazione.<BR>
+
La risposta non è altrettanto semplice, sicuramente ci sarà il programma ''/sbin/init'' per avere un collegamento all'initrd creato nella 'Fase 1', ma poi? Poi bisogna seguire l''''init''' e capire cosa esegue, in modo da fargli trovare i comandi che tenta di eseguire. Se è necessario, bisogna anche seguire i comandi che '''init''' esegue per capire cosa fanno e se hanno bisogno di altri comandi o file di configurazione.<br />
In generale quindi, il primo file da analizzare è ''/etc/inittab'', file di configurazione di '''init''', ci si accorge quindi che '''init''' esegue una serie di script di inizializzazione, e quindi bisogna seguire questi script per capire cosa fanno.
+
In generale quindi, il primo file da analizzare è ''/etc/inittab'', file di configurazione di '''init'''. Ci si accorge quindi che '''init''' esegue una serie di script di inizializzazione, e quindi bisogna seguire questi script per capire cosa fanno.
Per lo scopo di questo wiki il lavoro è stato già fatto dall'autore e quindi verranno segnalati solo i passi fondamentali da fare affinché la distribuzione possa partire.
Per lo scopo di questo wiki il lavoro è stato già fatto dall'autore e quindi verranno segnalati solo i passi fondamentali da fare affinché la distribuzione possa partire.
Qui si riporta l'elenco dei pacchetti che devono essere installati nell'ordine di seguito riportato (l'ordine è importante solo per i primi tre pacchetti). Accanto al nome del pacchetto vi è una piccola descrizione di cosa contiene:
+
Qui si riporta l'elenco dei pacchetti che devono essere installati nell'ordine di seguito riportato (l'ordine è importante solo per i primi sette pacchetti). Accanto al nome del pacchetto vi è una piccola descrizione di cosa contiene:
a/aaa_base ---> Crea tutte le directory base
+
<pre>
a/coreutils ---> Programmi utilizzati dagli script '''doisnt.sh'''
+
a/aaa_base --> Crea tutte le directory base
a/glibc-solibs ---> La libreria glibc, usata da molti eseguibili (tra cui '''init''')
+
a/aaa_elflibs --> Libreria libtermcap per i terminali
a/glibc-zoneinfo ---> Contiene lo script '''timeconfig''' che verrà usato in seguito
+
a/aaa_terminfo --> File di informazione sui terminali usati dalla libreria libtermcap
a/dialog ---> Usato per visualizzare i box dei dialoghi da altri programmi
+
a/etc --> File di configurazione dei programmi utilizzati
(tra cui '''timeconfig''')
+
a/coreutils --> Programmi utilizzati dagli script '''doisnt.sh'''
a/bash ---> La shell
+
a/glibc-solibs --> La libreria glibc, usata da molti eseguibili (tra cui '''init''')
a/etc ---> File di configurazione dei programmi utilizzati
+
a/glibc-zoneinfo --> Contiene lo script '''timeconfig''' che verrà usato in seguito
a/util-linux ---> Contiene, tra l'altro, il programma '''mount'''. Dalla Slackware 12.1 in poi,
 
il pacchetto si chiama util-linux-ng
 
a/sysvinit ---> Contiene il programma '''init'''
 
a/sysvinit-scripts ---> I famosi script '''rc.d''' della Slackware, invocati da '''init'''
 
a/module-init-tools ---> '''modprobe''' e altri programmi per gestire i moduli
 
a/e2fsprogs ---> Comandi per i filesystem ext2/3
 
a/devs ---> I device, senza di questi....
 
a/findutils ---> '''find''', usato dagli script di inizializzazione
 
a/aaa_elflibs ---> Libreria libtermcap per i terminali
 
a/aaa_terminfo ---> File di informazione sui terminali usati dalla libreria libtermcap
 
a/shadow ---> Contiene, tra l'altro, i programmi '''login''' e '''sulogin'''
 
a/grep ---> '''grep''', usato dagli script di inizializzazione
 
a/procps ---> '''ps''', usato dagli script di inizializzazione
 
a/kernel-huge ---> Il kernel...
 
a/kernel-modules ---> ... i suoi moduli
 
<nowiki>** NOTA **</nowiki>
+
a/bash --> La shell
  +
a/devs --> I device, senza di questi....
  +
a/dialog --> Crea box di dialogo. Utilizzato da '''timeconfig''' (che vedremo dopo)
  +
a/e2fsprogs --> Comandi per i filesystem ext2/3/4
  +
a/findutils --> '''find''', usato dagli script di inizializzazione
  +
a/grep --> '''grep''', usato dagli script di inizializzazione
  +
a/gzip --> usato da '''loadkeys'''
  +
a/kbd --> '''loadkeys''' per tastiere non US. Non strettamente necessario ma utile
  +
a/kernel-huge --> Il kernel...
  +
a/kernel-modules --> ... i suoi moduli
  +
a/module-init-tools --> '''modprobe''' e altri programmi per gestire i moduli
  +
a/procps --> '''ps''', usato dagli script di inizializzazione
  +
a/shadow --> Contiene, tra l'altro, i programmi '''login''' e '''sulogin'''
  +
a/sysvinit --> Contiene il programma '''init'''
  +
a/sysvinit-scripts --> I famosi script '''rc.d''' della Slackware, invocati da '''init'''
  +
a/util-linux --> Contiene, tra l'altro, il programma '''mount'''
  +
</pre>
A partire da slackware 13.1 è necessario anche il seguente pacchetto
+
{{Be Careful
l/v4l-utils ---> Librerie necessarie ai programmi di sistema (ad es: '''mount''')
+
|Nota per le Slackware dalla 14.0
  +
|Per le Slackware dalla 14.0 non troveremo module-init-tools, ma al suo posto:
  +
a/kmod --> '''modprobe''' e altri programmi per gestire i moduli
  +
}}
<nowiki>** FINE NOTA **</nowiki>
+
Per installare questi pacchetti si deve eseguire '''installpkg''' con l'opzione '''-root''' ''/mnt/memory'', ad esempio:
  +
# installpkg -root /mnt/memory aaa_base-12.0.0-noarch-1.tgz
Per installare questi pacchetti si deve eseguire '''installpkg''' con l'opzione -root ''/mnt/memory'', ad esempio:
+
{{Hint
# installpkg -root /mnt/memory aaa_base-12.0.0-noarch-1.tgz
+
|La simpatica storia del pacchetto util-linux
  +
|Il pacchetto 'util-linux' ha cambiato nome in 'util-linux-ng' a partire dalla Slackware 12.1 sino alla 13.1. Per poi tornare a chiamarsi 'util-linux' dalla Slackware 13.37.
  +
}}
==Una facile configurazione==
==Una facile configurazione==
Come per la domanda 'Quali pacchetti si devono installare?', così la risposta alla domanda 'Cosa si deve configurare?' dipende sempre dall'amministratore del sistema e da cosa esso intenda far eseguire all'avvio della macchina.<BR>
+
Come per la domanda 'Quali pacchetti si devono installare?', così la risposta alla domanda 'Cosa si deve configurare?' dipende sempre dall'amministratore del sistema e da cosa esso intenda far eseguire all'avvio della macchina.<br />
Nel wiki si intende lasciare intatti gli script di inizializzazione fatti da Patrick J. Volkerding, creatore della Slackware, e quindi si procederà nella minima configurazione necessaria proprio a questi script di inizializzazione.
Nel wiki si intende lasciare intatti gli script di inizializzazione fatti da Patrick J. Volkerding, creatore della Slackware, e quindi si procederà nella minima configurazione necessaria proprio a questi script di inizializzazione.
===/etc/fstab===
===/etc/fstab===
Si comincia con il creare il file ''/etc/fstab'' come segue:
+
Cominciamo creando il file ''/etc/fstab'':
# echo -e "LABEL=minislack\t\t/\text3\trw\t1 1" > /mnt/memory/etc/fstab
+
<pre>
  +
# cat <<EOF > /mnt/memory/etc/fstab
  +
LABEL=minislack / ext3 rw,noatime 0 1
  +
EOF
  +
</pre>
  +
Nel caso si abbia scelto di usare file system ext4 , il comando diventa:
  +
<pre>
  +
# cat <<EOF > /mnt/memory/etc/fstab
  +
LABEL=minislack / ext4 rw,noatime 0 1
  +
EOF
  +
</pre>
===/etc/hardwareclock===
===/etc/hardwareclock===
Un altro file richiesto dagli script di inizializzazione della Slackware è il file ''/etc/hardwareclock'' che indica come è impostato l'orologio hardware. In effetti questo file non contiene granché, ma viene consigliato di editarlo/crearlo tramite lo script '''/usr/sbin/timeconfig''', quindi bisogna eseguire lo script spostandogli la directory root, in questo modo:
+
Un altro file richiesto dagli script di inizializzazione della Slackware è il file ''/etc/hardwareclock'' che indica come è impostato l'orologio hardware. In effetti questo file non contiene granché, ma viene consigliato di editarlo/crearlo tramite lo script '''/usr/sbin/timeconfig'''. Eseguiamo quindi lo script "chrootandolo" nella directory root:
# cd /mnt/memory
# cd /mnt/memory
# chroot . usr/sbin/timeconfig
# chroot . usr/sbin/timeconfig
  +
===La tastiera italiana===
  +
Benché non strettamente necessario, è utile poter utilizzare direttamente la tastiera italiana nella console di avvio. Quindi aggiungiamo al file ''/etc/rc.c/rc.local'' il comando '''loadkeys''':
  +
<pre>
  +
# cat <<EOF >> /mnt/memory/etc/rc.d/rc.local
  +
loadkeys it
  +
EOF
  +
</pre>
=Fase 3: impostare il boot loader e testare il tutto=
=Fase 3: impostare il boot loader e testare il tutto=
L'ultima cosa da fare è quella di rendere la pennina "bootabile", ovvero di inserire nel suo primo settore, il famoso settore di boot. Per fare questo basta creare un file ''lilo.conf'' ad-hoc, e poi lanciare LILO passandogli il file appena creato.<BR>
+
L'ultima cosa da fare è quella di rendere la pennina "bootabile". Per fare questo basta creare un file ''lilo.conf'' ad-hoc, e poi lanciare '''lilo''' passandogli il file appena creato.<br />
Si crei quindi il file, ad esempio ''/mnt/memory/etc/lilo.conf'', direttamente sulla pennina in modo che rimanga con essa, con all'interno quanto segue:
+
Creiamo quindi file, ad esempio ''/mnt/memory/etc/lilo.conf'', direttamente sulla pennina in modo che rimanga con essa:
<PRE>
+
<pre>
  +
# cat <<EOF > /mnt/memory/etc/lilo.conf
boot = /dev/sda
boot = /dev/sda
backup = ""
backup = ""
Riga 313: Riga 348:
image = /mnt/memory/boot/vmlinuz
image = /mnt/memory/boot/vmlinuz
initrd = /mnt/memory/boot/initrd.gz
initrd = /mnt/memory/boot/initrd.gz
</PRE>
+
EOF
  +
</pre>
Si noti l'opzione 'initrd', con la quale si indica al kernel che deve usare l'initrd creato nella 'Fase 1'. Ora non resta quindi che lanciare LILO come segue:
Si noti l'opzione 'initrd', con la quale si indica al kernel che deve usare l'initrd creato nella 'Fase 1'. Ora non resta quindi che lanciare LILO come segue:
# lilo -C /mnt/memory/etc/lilo.conf
# lilo -C /mnt/memory/etc/lilo.conf
e riavviare il PC facendogli fare il boot dalla pennina USB.<BR>
+
smontare la pennina:
  +
# umount /mnt/memory
  +
e riavviare il PC facendogli fare il boot dalla pennina USB.<br />
Con la configurazione minimale che si è fatta nella 'Fase 2', basta, al momento del login, inserire l'username di 'root' per avere una shell con tutti i privilegi del super-utente.
Con la configurazione minimale che si è fatta nella 'Fase 2', basta, al momento del login, inserire l'username di 'root' per avere una shell con tutti i privilegi del super-utente.
+
{{Warning
=Esempi d'uso=
+
|Attenzione
Una volta che si ha una pennina USB "bootabile", con all'interno un intera distribuzione, serve solo la fantasia per farci quello che ci pare.<BR>
+
|Se al riavvio ci capitasse di notare l'errore:
Esempi d'uso potrebbero essere quello di crearsi una distribuzione adatta alla lettura di contenuti multimediali, in questo modo basta trovare un PC per vedere un DVD o ascoltare della musica, senza preoccuparsi che il PC sia dotato di tutti i programmi o codec adatti.
+
hwclock: Cannot access the Hardware Clock via any known method.
+
vuol dire che, stranamente, ci manca il device per accedere all'orologio hardware. Lo possiamo copiare, in questo modo:
Un altro esempio è che si ha sempre a portata di mano un "disco di ripristino". Se la distribuzione installata sul PC non dovesse partire perché ci si è divertiti un po' troppo con i file di configurazione, si può sempre fare il boot del PC con la pennina e provvedere a rimediare agli eventuali danni che si è combinati.
+
# cp -r /dev/rtc0 /mnt/memory/dev/
+
Questo errore non succede se si installa il pacchetto 'udev', menzionato nell'[[#A: altri pacchetti utili|Appendice A]].
  +
}}
=Appendice=
=Appendice=
==A: altri pacchetti utili==
==A: altri pacchetti utili==
Se si vuole rendere la distribuzione che si è installata sulla pennina un po' più indipendente, bisogna essere in grado di manipolare i pacchetti della Slackware, non solo, ma sarebbe anche carino poter utilizzare tutta una serie di comandi utili ad un sistemista. Quindi, oltre all'insieme minimo di pacchetti menzionati nella sezione
+
Se si vuole rendere la distribuzione che si è installata sulla pennina un po' più indipendente, bisogna essere in grado di manipolare i pacchetti della Slackware. Non solo, ma sarebbe anche carino poter utilizzare tutta una serie di comandi utili ad un sistemista. Quindi, oltre all'insieme minimo di pacchetti menzionati nella sezione
'[[#I_pacchetti_da_installare|I pacchetti da installare]]', qui di seguito c'è un elenco dei pacchetti che rendono la distribuzione sulla pennina, più user-friendly:
'[[#I_pacchetti_da_installare|I pacchetti da installare]]', qui di seguito c'è un elenco dei pacchetti che rendono la distribuzione sulla pennina, più user-friendly:
a/pkgtools ---> Per gestire i pacchetti della Slackware
+
<pre>
a/bin ---> Usato dagli script di pkgtools
+
a/pkgtools --> Per gestire i pacchetti della Slackware
a/sed ---> Usato dagli script di pkgtools
+
a/bin --> Usato dagli script di pkgtools
a/gzip ---> Usato dagli script di pkgtools
+
a/sed --> Usato dagli script di pkgtools
a/tar ---> Usato dagli script di pkgtools
+
a/tar --> Usato dagli script di pkgtools
a/xz ---> Usato dagli script di pkgtools per il nuovo formato '.txz' della Slackware 13
+
a/xz --> Usato dagli script di pkgtools per il nuovo formato '.txz' della Slackware 13
 
ap/man ---> Il comando man più tornare molto utile
 
ap/man-pages ---> Le pagine di manuale di molti comandi
 
ap/groff ---> Il formattatore usato da man
 
a/cxxlibs ---> Libreria c++ standard usata da groff
 
a/less ---> Il comando che man usa per visualizzare le pagine di manuale
 
a/udev ---> Utile se si vogliono usare driver che necessitano di firmware
+
ap/man --> Il comando man più tornare molto utile
  +
ap/man-pages --> Le pagine di manuale di molti comandi
  +
ap/groff --> Il formattatore usato da man
  +
a/cxxlibs --> Libreria c++ standard usata da groff
  +
a/less --> Il comando che man usa per visualizzare le pagine di manuale
ap/nano ---> Il famoso e semplice editor di testo
+
a/udev --> Utile se si vogliono usare driver che necessitano di firmware
a/bzip2 ---> Sempre più spesso si trovano archivi bzip
+
ap/nano --> Il famoso e semplice editor di testo
a/reiserfsprogs ---> Per gestire il famoso file system reiser
+
a/bzip2 --> Sempre più spesso si trovano archivi bzip
  +
a/reiserfsprogs --> Per gestire il famoso file system reiser
  +
</pre>
=Ringraziamenti=
=Ringraziamenti=
Ringrazio ZeroUno per i suoi consigli e le sue prove.
Ringrazio ZeroUno per i suoi consigli e le sue prove.
Note per slackware 13.1 a cura di [[Utente:Ansa89|Ansa89]].
+
Note per Slackware 13.1 a cura di [[Utente:Ansa89|Ansa89]].
  +
Integrazioni per Slackware 13.37, 14.0 e 14.1, ext4 e tune2fs a cura di sya54M.
Per qualsiasi cosa scrivetemi pure:<BR>
+
Per qualsiasi cosa scrivetemi pure:<br />
[[Utente:targzeta|targzeta]]
+
[[Utente:Targzeta|Targzeta]] ([[Discussioni utente:Targzeta|discussioni]]) 22:50, 30 nov 2013 (CET)

Versione attuale delle 20:54, 3 dic 2013

Indice

[modifica] Introduzione

Questo wiki vuole essere una guida, il più completa possibile, sui passi da fare per crearsi un propria distribuzione Slackware su un dispositivo di archiviazione di massa USB (che da ora in poi chiameremo più semplicemente, pennina).
Affronteremo tutti i vari passaggi strettamente necessari a far partire un kernel installato sulla pennina ed a creare/configurare la distribuzione Slackware.

Ad ogni comando verrà anteposto il simbolo '$' se non necessita dei diritti di root, '#' altrimenti.

I path e i comandi verranno evidenziati rispettivamente dallo stile corsivo e dal font grassetto in questo modo:

  • /questo/è/un/path
  • questo è un comando

[modifica] A chi è rivolta la guida

La guida è rivolta a tutti coloro che sono curiosi, affamati di conoscenza, che usano il PC non solo come strumento di lavoro, ma anche con la voglia di portare alla luce ciò che sembra arcano. Lo scopo del wiki non è la creazione della distribuzione tascabile, bensì la divulgazione della conoscenza. È importante che il lettore tenga presente questo concetto, perché è quello che ci preme rimanga più a lungo nella mente di chi legge questo wiki.

[modifica] Fase 0: preparazione della pennina

Installeremo la distribuzione Slackware direttamente sulla pennina, iniziamo allora preparando proprio il nostro supporto di archiviazione di massa USB.
L'unica cosa di cui abbiamo bisogno e di installarci dentro un file system ext3. Le pennine USB, proprio come gli hard disk, possono essere partizionate, supponiamo quindi che sulla pennina ci sia un unica partizione e che questa venga collegata dal kernel al device /dev/sda1. Installiamoci dentro un file system ext3 con il seguente comando:

# mkfs.ext3 -L minislack /dev/sda1

bene, quella che abbiamo appena creato sarà la directory radice della nostra distribuzione.


Suggerimento
Dalla Slackware 13.0 è possibile usare ext4:
# mkfs.ext4 -L minislack /dev/sda1


Attenzione
Tutti i file sulla pennina saranno ovviamente persi dopo l'esecuzione del comando mkfs.ext3 o mkfs.ext4.


Suggerimento
Per salvaguardare la salute della nostra pennina possiamo disattivare il journaling, che di default è attivo su questi filesystem, in modo da ridurre le scritture su disco:
# tune2fs -O ^has_journal /dev/sda1


Nota
Si noti l'uso dell'opzione -L per impostare un'etichetta al file system appena creato, vedremo dopo a cosa ci servirà. L'etichetta del file system la si può impostare/modificare anche successivamente attraverso l'uso dei comandi e2label o tune2fs -L.

[modifica] Fase 1: creazione dell'initrd

Ora affronteremo un problema inerente al fatto che la distribuzione si verrà a trovare su una periferica USB.

[modifica] Perché dobbiamo creare un initrd?

Una volta caricato il kernel, esso si preoccupa di attivare tutti i driver che sono stati compilati in maniera statica al suo interno. L'attivazione avviene in maniera parallela, il kernel cioè non attiva un driver, aspetta che esso abbia finito di inizializzarsi e poi ne attiva un altro, ma li attiva tutti quanti "contemporaneamente". Dopo questa fase di inizializzazione dei driver il kernel deve montare quella che è la root directory della distribuzione (la famosa directory /), e quindi esegue quello che sarà l'unico processo avviato direttamente dal kernel (che in generale è il processo /sbin/init). Ma:

  • i driver (o controller) USB potrebbero non essere stati compilati in maniera statica nel kernel, e senza i driver il kernel non si accorge neanche della presenza della pennina;
  • i driver statici devono comunque avere il tempo di accorgersi che al PC è collegata una pennina USB, come si può dire al kernel di aspettare visto che i driver sono attivati in maniera parallela?
  • come facciamo a sapere su quale device si verrà a trovare la root directory? Il driver USB collegherà la pennina al device sda o sdb, oppure ad un altro?
  • la root directory che abbiamo creato sulla pennina usa il file system ext3 (o ext4), il kernel per poter riconoscere e di conseguenza usare questo file system ha bisogno del driver, e se questo driver non è compilato in maniera statica?

Per tutti questi problemi esiste una soluzione unica, l'initrd. L'initrd fondamentalmente non è altro che una mini distribuzione la cui root directory viene montata in ram, più precisamente collegata al device /dev/ram0. L'initrd contiene un programma o uno script (che si deve chiamare init o linuxrc) che viene avviato dal kernel (il quale deve essere compilato con il supporto all'initrd) subito dopo aver inizializzato i driver. Il kernel in pratica non si occupa più di montare la root directory e di lanciare il processo /sbin/init, ma semplicemente lancia il comando (o script) init che è nell'initrd e delega a lui tutto il resto.
Questo semplice meccanismo ci permette in pratica di creare uno script per risolvere tutti i problemi sopra citati.

[modifica] Initrd come archivio cpio

Uno dei modi più semplici per creare un initrd è quello di inserire tutto il necessario in una directory vuota (programmi che si vogliono usare nell'initrd, librerie di cui necessitano questi programmi, eventuali moduli del kernel, etc...etc...) e poi di creare un archivio cpio, magari compresso con gzip, di questa directory. Il kernel sarà poi in grado di decomprimere (se era compresso) l'archivio e di estrarne il contenuto.
Creiamoci allora la directory vuota che conterrà il nostro initrd:

$ mkdir /tmp/initrd

[modifica] Il pacchetto mkinitrd e la busybox

Il pacchetto mkinitrd della Slackware (che si trova nella directory a/) contiene lo script omonimo mkinitrd, che generalmente viene usato da coloro che necessitano di un initrd e non vogliono (o non hanno le competenze adatte a) crearsene uno a mano.
Noi useremo il pacchetto, che quindi deve essere installato, non per lanciare l'mkinitrd ma per prelevare il programma busybox che è al suo interno. Busybox è un programma che si può comportare in maniera diversa a seconda di come lo si invoca, se noi infatti creiamo un link simbolico chiamato mount a busybox, allora questo si comporterà come mount. L'elenco di tutti i programmi che è in grado di simulare lo si può ottenere lanciando busybox senza parametri.

Il pacchetto mkinitrd ha la busybox inserita all'interno di un archivio tar.gz il cui path completo è:

/usr/share/mkinitrd/initrd-tree.tar.gz

preleviamo la busybox con:

$ tar -C /tmp/initrd -zxf /usr/share/mkinitrd/initrd-tree.tar.gz './bin/busybox'

a questo punto la nostra directory /tmp/initrd avrà questa struttura:

$ tree /tmp/initrd
/tmp/initrd
`-- bin
    `-- busybox

1 directory, 1 file


Nota per le Slackware dalla 13.1
A partire dalla Slackware 13.1, il comando busybox è linkato dinamicamente. Ciò vuol dire che necessita di alcune librerie in fase di esecuzione. Per scoprirle lanciamo:
$ ldd /tmp/initrd/bin/busybox
ldd busybox
     linux-gate.so.1 (0xffffe000)
     libm.so.6 => /lib/libm.so.6 (0xb776e000)
     libc.so.6 => /lib/libc.so.6 (0xb75e3000)
     /lib/ld-linux.so.2 (0xb77b6000)

Copiamole nel nostro initrd:

$ mkdir -p /tmp/initrd/lib
$ cp /lib/lib{c,m}.so.6 /tmp/initrd/lib
$ cp /lib/ld-linux.so.2 /tmp/initrd/lib

Il nostro initrd sarà quindi:

$ tree /tmp/initrd
/tmp/initrd
|-- bin/
|   `-- busybox*
`-- lib/
    |-- ld-linux.so.2*
    |-- libc.so.6*
    `-- libm.so.6*

2 directories, 4 files

[modifica] Creiamo lo script init

Ora dobbiamo creare lo script init, ovvero lo script che verrà eseguito dal kernel dopo l'inizializzazione dei driver e che è incaricato di risolvere i problemi su citati, cioè:

  • caricare eventualmente i moduli del kernel per i controller USB e per il file system ext3/4;
  • dare il tempo ai controller USB di rilevare la pennina e montare, dopo averla scovata, la root directory;
  • eseguire il vero processo init della distribuzione.

Prima di cimentarci nella risoluzione di questi problemi dobbiamo notare che init, per come lo vogliamo utilizzare noi, è uno script, e in quanto tale ha bisogno di un interprete, la busybox può fare questo per noi visto che al suo interno ha anche una piccola shell:

$ cd /tmp/initrd/bin
$ ln -s busybox ash

Iniziamo quindi il nostro init in questo modo:

$ cat <<EOF > /tmp/initrd/init
#!/bin/ash

EOF

[modifica] Caricare i moduli del kernel necessari al rilevamento della periferica USB e del file system ext3/4

Il kernel huge della Slackware 12.0 è compilato con il supporto sia alle periferiche USB, sia al file system ext3 in maniera statica. Questo ci permette di superare in maniera trasparente questo problema.
Si fa notare che il fatto di avere il supporto compilato in maniera statica nel kernel è un fattore da non sottovalutare. Infatti l'ambiente dell'initrd dovrebbe essere il più generale possibile, se spettasse all'initrd (e quindi allo script init) caricare qualche modulo del kernel, allora l'initrd non sarebbe più indipendente, ma al suo interno dovrebbe avere i moduli compilati per il kernel specifico che lo ha eseguito.


Nota per la Slackware 14.1
Il kernel huge della Slackware 14.1 ha mantenuto statici i driver relativi ai filesystem (ext3 o ext4), ma quelli per i controller USB sono abilitati come moduli, quindi andranno aggiunti all'initrd come segue:
$ mkdir -p /tmp/initrd/lib/modules/3.10.17/kernel/drivers/usb/{storage,host}
$ cp /lib/modules/3.10.17/kernel/drivers/usb/storage/usb-storage.ko \
     /tmp/initrd/lib/modules/3.10.17/kernel/drivers/usb/storage
$ cp -r /lib/modules/3.10.17/kernel/drivers/usb/host/ \
        /tmp/initrd/lib/modules/3.10.17/kernel/drivers/usb
$ cp /lib/modules/3.10.17/modules.dep* /tmp/initrd/lib/modules/3.10.17

Questi moduli vanno anche caricati nell'ambiente dell'initrd. Abbiamo bisogno quindi, del comando modprobe. Fortunatamente busybox si comporta anche come modprobe se gli viene fatto un link simbolico con questo nome. Facciamolo:

 $ cd /tmp/initrd/bin/
 $ ln -s busybox modprobe

Ci basterà caricare il solo i moduli ehci-pci e usb-storage. Avendo copiato anche i file modules.dep* il kernel è in grado di risalire alle corrette dipendenze e caricherà per noi anche gli altri moduli (ove necessario). Aggiungiamo a init il comando per caricare i moduli:

$ cat <<EOF >> /tmp/initrd/init
# Caricamento dei moduli usb.
modprobe ehci-pci
modprobe usb-storage

EOF

Si noti come ora (nella Slackware 14.1) l'initrd non è più indipendente dal kernel che verrà installato nella pennina. Il kernel deve essere proprio il 3.10.17. Questo a mio avviso è un peccato.

[modifica] Dare il tempo ai controller USB di rilevare la pennina e montaggio della root directory

Abbiamo installato sulla nostra pennina USB un file system del tipo ext3 (o ext4) che abbiamo anche etichettato con il nome di 'minislack'. Bene, grazie alla capacità del comando mount di utilizzare il nome di etichetta per identificare un file system, il problema di conoscere il device al quale sarà collegato il file system può essere risolto semplicemente mettendo nello script init quanto segue:

$ cat <<EOF >> /tmp/initrd/init
# Rilevamento e montaggio del file system "minislack".
mount -n proc -t proc /proc
while ! mount -n -r -L minislack /mnt 2> /dev/null;
 do
   sleep 1
 done
umount -n /proc

EOF

Il "montaggio" del file system proc è necessario in quanto il comando mount fa uso di questo file system per scovare l'etichetta 'minislack'.
Il ciclo while con lo sleep non fa altro che dare il tempo necessario ai driver USB del kernel di rilevare la pennina. Quindi la nostra root directory, o meglio il file system che noi abbiamo etichettato come 'minislack' sarà montato nella directory /mnt a prescindere dal device a cui il driver USB (e più precisamente il modulo che gestisce le periferiche di archiviazione di massa USB, l'usb_storage) lo collegherà.

Nelle sei righe di codice precedenti abbiamo:

  • usato il comando mount;
  • caricato il file system proc nella directory /proc;
  • usato il device null per ridirigere lo standard error del comando mount;
  • usato il comando sleep per far attendere alla shell 1 secondo;
  • montato la root directory in /mnt;
  • utilizzato il comando umount.

per quanto possano sembrare innocenti, quelle sei righe implicano:

  • che il kernel al momento dell'esecuzione di queste righe, abbia il supporto al procfs e al tipo di file system della root directory che montiamo su /mnt (nel nostro caso il kernel huge ce li ha entrambi in maniera statica);
  • che esistano i programmi mount, umount e sleep;
  • che esistano il device /dev/null e quello al quale sarà collegata la pennina USB (è vero che mount può scovare il device grazie all'etichetta del suo file system, ma è altrettanto vero che poi mount dovrà montare questo device);
  • che esistano le directory /proc e /mnt.

La busybox può comportarsi come mount semplicemente facendo un link simbolico ad essa chiamato appunto mount, il problema è che quello fornito dalla busybox non è in grado di scovare le etichette dei file system (non riconosce l'opzione -L). Abbiamo necessariamente bisogno del comando mount installato nel nostro sistema. Copiamo quindi il comando mount come segue:

$ cp -p /bin/mount /tmp/initrd/bin

ora però dobbiamo copiare anche le librerie condivise di cui necessita. Vediamo quali sono lanciando:

$ ldd /tmp/initrd/bin/mount
       linux-gate.so.1 =>  (0xffffe000)
       libblkid.so.1 => /lib/libblkid.so.1 (0xb7f80000)
       libuuid.so.1 => /lib/libuuid.so.1 (0xb7f7d000)
       libc.so.6 => /lib/libc.so.6 (0xb7e4e000)
       /lib/ld-linux.so.2 (0x80000000)

Creiamoci la directory lib all'interno del nostro initrd con:

$ mkdir -p /tmp/initrd/lib

e copiamoci dentro le librerie condivise con:

$ cp /lib/libblkid.so.1 /lib/libuuid.so.1 /lib/libc.so.6 /lib/ld-linux.so.2 /tmp/initrd/lib

Si noti che i file originali probabilmente sono link simbolici, ma il comando cp copierà il file al quale puntano e non il link.


Nota per le Slackware dalla 14.0
Dalla Slackware 14.0 le dipendenze diventano:
$ ldd /bin/mount
       linux-gate.so.1 (0xf771b000)
       libblkid.so.1 => /lib/libblkid.so.1 (0xf76b3000)
       libmount.so.1 => /lib/libmount.so.1 (0xf7687000)
       libuuid.so.1 => /lib/libuuid.so.1 (0xf7683000)
       libc.so.6 => /lib/libc.so.6 (0xf74fe000)
       /lib/ld-linux.so.2 (0xf771c000)

Come si vede mount dipende anche da 'libmount.so.1' che va quindi copiata in questo modo:

$ cp /lib/libmount.so.1 /tmp/initrd/lib

Per i comandi umount e sleep invece possiamo tranquillamente usare quelli della busybox:

$ cd /tmp/initrd/bin
$ ln -s busybox umount
$ ln -s busybox sleep

Nel nostro init abbiamo passato al comando mount l'opzione -n, dicendogli quindi di non scrivere quello che sarà il file /etc/mtab. Benché esso non lo scriva, vuole comunque leggerlo per controllare se il file system che si sta tentando di montare non sia già stato montato. Dobbiamo quindi creare il file vuoto /tmp/initrd/etc/mtab:

$ mkdir /tmp/initrd/etc
$ touch /tmp/initrd/etc/mtab

Proseguiamo quindi con la creazione del device null e dei possibili device a cui sarà collegata la pennina USB. In generale la pennina USB viene vista come una periferica SCSI disk e quindi sarà attaccata ad un device del tipo /dev/sdXY dove X varia a seconda di quante periferiche di archiviazione rilevate come SCSI (ad esempio i dischi sata) sono state trovate prima della pennina, mentre Y rappresenta una qualsiasi partizione.
Se, ad esempio, un PC non ha nessun disco rilevato come SCSI e ci si inserisce una pennina con tre partizioni, queste tre partizioni saranno collegate rispettivamente ai device: sda1, sda2 e sda3. Y la possiamo ricavare facilmente, infatti all'inizio abbiamo supposto che la nostra pennina avesse solo una partizione e che essa (la partizione) venisse attaccata ad device /dev/sda1, allora Y=1 e la pennina sarà sempre collegata ad un device dal nome /dev/sdX1.

Creiamoci la directory in cui inserire i device:

$ mkdir /tmp/initrd/dev

e copiamoci subito dentro il device /dev/null con:

# cp -R /dev/null /tmp/initrd/dev

Al momento attuale gli SCSI disk sono gestiti dal device driver con major number 8. Questo device driver è in grado di gestire sino a 15 partizioni per ogni disco, questo vuol dire che due device con X consecutive e con uguale Y hanno una distanza (in termini di minor number) pari a 16. Ad esempio il device sda avrà un minor number uguale a 0 laddove il device sdb avrà invece minor number uguale a 16, e così via.

Possiamo allora creare quattro device (dovrebbero essere sufficienti):

# mknod /tmp/initrd/dev/sda1 b 8 1
# mknod /tmp/initrd/dev/sdb1 b 8 17
# mknod /tmp/initrd/dev/sdc1 b 8 33
# mknod /tmp/initrd/dev/sdd1 b 8 49

Ora per rendere tutto coerente con quanto scritto sempre nelle sei innocenti righe di codice inserite nel file init, non ci resta che creare due directory vuote nelle quali verranno montati i file system proc e quello contenente la nostra directory radice.

$ mkdir /tmp/initrd/proc /tmp/initrd/mnt

[modifica] Eseguire il vero processo init

L'ultimo passo che deve eseguire lo script init dell'initrd è quello di lanciare il vero processo init situato nella directory radice della distribuzione e poi liberare la memoria allocata.
I passi teorici da eseguire sono:

  • spostare la directory radice dell'initrd sulla directory radice della distribuzione;
  • smontare l'initrd;
  • deallocare la memoria allocata dal kernel per l'initrd;
  • eseguire il vero processo init.

Che poi in pratica, dato che per ognuno dei passi precedenti esiste uno specifico programma che lo esegue, diventa:

  • cd /mnt; mkdir initrd; pivot_root . initrd;
  • umount /initrd;
  • blockdev --flushbufs /dev/ram0;
  • exec chroot . /sbin/init $@.

Il comando pivot_root ultimamente sembra non comportarsi bene nell'ambiente dell'initrd. Fortunatamente la busybox ha al suo interno un programma che dovrebbe eseguire tutti i passi precedenti, il comando si chiama switch_root e come al solito basta fare un link simbolico a busybox:

$ cd /tmp/initrd/bin
$ ln -s busybox switch_root

Ora non resta che dire al nostro init di eseguire switch_root:

$ cat <<EOF >> /tmp/initrd/init
# Esecuzione del vero init.
exec switch_root /mnt /sbin/init $@
EOF


Nota
Si noti il passaggio a /sbin/init dei parametri $@, questi sono i parametri che il kernel non ha riconosciuto nella sua riga di comando (quella passatagli dal loader, generalmente lilo o grub), e che quindi passa al comando che esegue.

[modifica] Lo script init nella sua interezza

Riassumendo, lo script /tmp/initrd/init è questo:

$ cat /tmp/initrd/init
#!/bin/ash

# Rilevamento e montaggio del file system "minislack".
mount -n proc -t proc /proc
while ! mount -n -r -L minislack /mnt 2> /dev/null;
 do
   sleep 1
 done
umount -n /proc

# Esecuzione del vero init.
exec switch_root /mnt /sbin/init $@
Nota per la Slackware 14.1
Sulla Slackware 14.1 lo script risulta:
$ cat /tmp/initrd/init
#!/bin/ash

# Caricamento dei moduli usb.
modprobe ehci-pci
modprobe usb-storage

# Rilevamento e montaggio del file system "minislack".
mount -n proc -t proc /proc
while ! mount -n -r -L minislack /mnt 2> /dev/null;
 do
   sleep 1
 done
umount -n /proc

# Esecuzione del vero init.
exec switch_root /mnt /sbin/init $@

questo script deve essere eseguito dal kernel è quindi dobbiamo assicurarci che abbia i diritti di esecuzione:

$ chmod +x /tmp/initrd/init

[modifica] Creazione dell'archivio cpio compresso initrd.gz

La directory /tmp/initrd ora dovrebbe essere così strutturata:

$ tree /tmp/initrd
  /tmp/initrd/
  |-- bin
  |   |-- ash -> busybox
  |   |-- busybox
  |   |-- mount
  |   |-- sleep -> busybox
  |   |-- switch_root -> busybox
  |   `-- umount -> busybox
  |-- dev
  |   |-- null
  |   |-- sda1
  |   |-- sdb1
  |   |-- sdc1
  |   `-- sdd1
  |-- etc
  |   `-- mtab
  |-- init
  |-- lib
  |   |-- ld-linux.so.2
  |   |-- libblkid.so.1
  |   |-- libc.so.6
  |   `-- libuuid.so.1
  |-- mnt
  `-- proc

6 directories, 17 files
Nota per le Slackware dalla 13.1
Per le Slackware dalla 13.1 ci sarà anche la libreria libm.so.6. Per le Slackware dalla 14.0 ci sarà anche la libreria libmount.so.1.


Nota per la Slackware 14.1
Per la Slackware 14.1 la struttra sarà la seguente:
$ tree /tmp/initrd
  /tmp/initrd/
  |-- bin/
  |   |-- ash -> busybox*
  |   |-- busybox*
  |   |-- modprobe -> busybox*
  |   |-- mount*
  |   |-- sleep -> busybox*
  |   |-- switch_root -> busybox*
  |   `-- umount -> busybox*
  |-- dev/
  |   |-- null
  |   |-- sda1
  |   |-- sdb1
  |   |-- sdc1
  |   `-- sdd1
  |-- etc/
  |   `-- mtab
  |-- init*
  |-- lib/
  |   |-- ld-linux.so.2*
  |   |-- libblkid.so.1*
  |   |-- libc.so.6*
  |   |-- libm.so.6*
  |   |-- libmount.so.1*
  |   |-- libuuid.so.1
  |   `-- modules/
  |       `-- 3.10.17/
  |           |-- kernel/
  |           |   `-- drivers/
  |           |       `-- usb/
  |           |           |-- host/
  |           |           |   |-- ehci-hcd.ko
  |           |           |   |-- ehci-pci.ko
  |           |           |   |-- ehci-platform.ko
  |           |           |   |-- hwa-hc.ko
  |           |           |   |-- isp116x-hcd.ko
  |           |           |   |-- isp1362-hcd.ko
  |           |           |   |-- isp1760.ko
  |           |           |   |-- ohci-hcd.ko
  |           |           |   |-- oxu210hp-hcd.ko
  |           |           |   |-- r8a66597-hcd.ko
  |           |           |   |-- sl811-hcd.ko
  |           |           |   |-- sl811_cs.ko
  |           |           |   |-- ssb-hcd.ko
  |           |           |   |-- u132-hcd.ko
  |           |           |   |-- uhci-hcd.ko
  |           |           |   |-- whci/
  |           |           |   |   `-- whci-hcd.ko
  |           |           |   `-- xhci-hcd.ko
  |           |           `-- storage/
  |           |               `-- usb-storage.ko
  |           |-- modules.dep
  |           `-- modules.dep.bin
  |-- mnt/
  `-- proc/

14 directories, 40 files

Non resta altro da fare che creare un archivio cpio di questa directory, comprimerla con il comando gzip e renderla disponibile al loader.

Partendo dal solito presupposto che la pennina sia collegata dal kernel al device sda1, montiamola ad esempio nella directory /mnt/memory:

# mount /dev/sda1 /mnt/memory

e poi creiao la directory in cui inseriremo l'initrd con:

# mkdir /mnt/memory/boot

infine creiamo l'archivio cpio compresso (il tanto sudato initrd):

# cd /tmp/initrd
# find . | cpio -o -R root: -H newc | gzip -9 -n > /mnt/memory/boot/initrd.gz

Quando, più in là nel wiki, si configurerà il loader di linux, si vedrà come utilizzare questo file. Intanto la nostra pennina dovrebbe avere una struttura simile a questa:

$ tree /mnt/memory
/mnt/memory
|-- boot
|   `-- initrd.gz
`-- lost+found

2 directories, 1 file

[modifica] Fase 2: installazione della distribuzione sulla pennina

Ora ci occuperemo di installare e configurare una serie minimale ma importantissima di pacchetti Slackware.
Ovviamente non ci sono limitazioni, se non quelle fisiche della pennina, al numero di pacchetti possiamo installare, ma per lo scopo di questo wiki è sufficiente installare i pacchetti essenziali a far partire la distribuzione.
I pacchetti che verranno installati si trovano tutti nella directory a/ della Slackware, quindi, supponendo che il CD o DVD della Slackware sia stato montato nella directory /mnt/dvd/, per prima cosa ci dobbiamo spostare dentro questa directory con:

$ cd /mnt/dvd/slackware/a

[modifica] Un piccolo accorgimento

Installeremo i pacchetti sfruttando l'opzione -root dello script installpkg, alcuni dei pacchetti hanno uno script aggiuntivo, chiamato doinst.sh, che viene avviato dopo l'installazione del pacchetto stesso. Questo script inoltre esegue comandi quali ad esempio cd, rm o ln. Questo implica che:

  • lo script doinst.sh deve essere "chrootato" sulla pennina;
  • i comandi che doinst.sh vorrà eseguire devranno essere presente sulla pennina;
  • si abbiano i diritti di esecuzione sulla pennina.

La prima implicazione è risolta usando l'opzione --root di installpkg. La seconda installando i pacchetti in un ordine ben preciso, facendo in modo di installare prima i pacchetti che contengono i comandi usuali usati dai doinst.sh. La terza implicazione viene verificata se si esegue un piccolo accorgimento, ovvero smontare la pennina e rimontarla con l'opzione exec di mount, in questo modo:

# umount /mnt/memory
# mount -o exec -rw /dev/sda1 /mnt/memory

[modifica] I pacchetti da installare

La domanda è semplice, come si determinano i pacchetti che si devono installare?
La risposta non è altrettanto semplice, sicuramente ci sarà il programma /sbin/init per avere un collegamento all'initrd creato nella 'Fase 1', ma poi? Poi bisogna seguire l'init e capire cosa esegue, in modo da fargli trovare i comandi che tenta di eseguire. Se è necessario, bisogna anche seguire i comandi che init esegue per capire cosa fanno e se hanno bisogno di altri comandi o file di configurazione.
In generale quindi, il primo file da analizzare è /etc/inittab, file di configurazione di init. Ci si accorge quindi che init esegue una serie di script di inizializzazione, e quindi bisogna seguire questi script per capire cosa fanno.

Per lo scopo di questo wiki il lavoro è stato già fatto dall'autore e quindi verranno segnalati solo i passi fondamentali da fare affinché la distribuzione possa partire.

Qui si riporta l'elenco dei pacchetti che devono essere installati nell'ordine di seguito riportato (l'ordine è importante solo per i primi sette pacchetti). Accanto al nome del pacchetto vi è una piccola descrizione di cosa contiene:

a/aaa_base            -->  Crea tutte le directory base
a/aaa_elflibs         -->  Libreria libtermcap per i terminali
a/aaa_terminfo        -->  File di informazione sui terminali usati dalla libreria libtermcap
a/etc                 -->  File di configurazione dei programmi utilizzati
a/coreutils           -->  Programmi utilizzati dagli script '''doisnt.sh'''
a/glibc-solibs        -->  La libreria glibc, usata da molti eseguibili (tra cui '''init''')
a/glibc-zoneinfo      -->  Contiene lo script '''timeconfig''' che verrà usato in seguito

a/bash                -->  La shell
a/devs                -->  I device, senza di questi....
a/dialog              -->  Crea box di dialogo. Utilizzato da '''timeconfig''' (che vedremo dopo)
a/e2fsprogs           -->  Comandi per i filesystem ext2/3/4
a/findutils           -->  '''find''', usato dagli script di inizializzazione
a/grep                -->  '''grep''', usato dagli script di inizializzazione
a/gzip                -->  usato da '''loadkeys'''
a/kbd                 -->  '''loadkeys''' per tastiere non US. Non strettamente necessario ma utile
a/kernel-huge         -->  Il kernel...
a/kernel-modules      -->  ... i suoi moduli
a/module-init-tools   -->  '''modprobe''' e altri programmi per gestire i moduli
a/procps              -->  '''ps''', usato dagli script di inizializzazione
a/shadow              -->  Contiene, tra l'altro, i programmi '''login''' e '''sulogin'''
a/sysvinit            -->  Contiene il programma '''init'''
a/sysvinit-scripts    -->  I famosi script '''rc.d''' della Slackware, invocati da '''init'''
a/util-linux          -->  Contiene, tra l'altro, il programma '''mount'''


Nota per le Slackware dalla 14.0
Per le Slackware dalla 14.0 non troveremo module-init-tools, ma al suo posto:
a/kmod               -->  modprobe e altri programmi per gestire i moduli

Per installare questi pacchetti si deve eseguire installpkg con l'opzione -root /mnt/memory, ad esempio:

# installpkg -root /mnt/memory aaa_base-12.0.0-noarch-1.tgz


La simpatica storia del pacchetto util-linux
Il pacchetto 'util-linux' ha cambiato nome in 'util-linux-ng' a partire dalla Slackware 12.1 sino alla 13.1. Per poi tornare a chiamarsi 'util-linux' dalla Slackware 13.37.

[modifica] Una facile configurazione

Come per la domanda 'Quali pacchetti si devono installare?', così la risposta alla domanda 'Cosa si deve configurare?' dipende sempre dall'amministratore del sistema e da cosa esso intenda far eseguire all'avvio della macchina.
Nel wiki si intende lasciare intatti gli script di inizializzazione fatti da Patrick J. Volkerding, creatore della Slackware, e quindi si procederà nella minima configurazione necessaria proprio a questi script di inizializzazione.

[modifica] /etc/fstab

Cominciamo creando il file /etc/fstab:

# cat <<EOF > /mnt/memory/etc/fstab
LABEL=minislack    /    ext3    rw,noatime    0 1
EOF

Nel caso si abbia scelto di usare file system ext4 , il comando diventa:

# cat <<EOF > /mnt/memory/etc/fstab
LABEL=minislack    /    ext4    rw,noatime    0 1
EOF

[modifica] /etc/hardwareclock

Un altro file richiesto dagli script di inizializzazione della Slackware è il file /etc/hardwareclock che indica come è impostato l'orologio hardware. In effetti questo file non contiene granché, ma viene consigliato di editarlo/crearlo tramite lo script /usr/sbin/timeconfig. Eseguiamo quindi lo script "chrootandolo" nella directory root:

# cd /mnt/memory
# chroot . usr/sbin/timeconfig

[modifica] La tastiera italiana

Benché non strettamente necessario, è utile poter utilizzare direttamente la tastiera italiana nella console di avvio. Quindi aggiungiamo al file /etc/rc.c/rc.local il comando loadkeys:

# cat <<EOF >> /mnt/memory/etc/rc.d/rc.local
loadkeys it
EOF

[modifica] Fase 3: impostare il boot loader e testare il tutto

L'ultima cosa da fare è quella di rendere la pennina "bootabile". Per fare questo basta creare un file lilo.conf ad-hoc, e poi lanciare lilo passandogli il file appena creato.
Creiamo quindi file, ad esempio /mnt/memory/etc/lilo.conf, direttamente sulla pennina in modo che rimanga con essa:

# cat <<EOF > /mnt/memory/etc/lilo.conf
boot = /dev/sda
backup = ""
map=/mnt/memory/boot/map

compact
lba32
large-memory

image = /mnt/memory/boot/vmlinuz
  initrd = /mnt/memory/boot/initrd.gz
EOF

Si noti l'opzione 'initrd', con la quale si indica al kernel che deve usare l'initrd creato nella 'Fase 1'. Ora non resta quindi che lanciare LILO come segue:

# lilo -C /mnt/memory/etc/lilo.conf

smontare la pennina:

# umount /mnt/memory

e riavviare il PC facendogli fare il boot dalla pennina USB.
Con la configurazione minimale che si è fatta nella 'Fase 2', basta, al momento del login, inserire l'username di 'root' per avere una shell con tutti i privilegi del super-utente.


Attenzione
Se al riavvio ci capitasse di notare l'errore:
hwclock: Cannot access the Hardware Clock via any known method.

vuol dire che, stranamente, ci manca il device per accedere all'orologio hardware. Lo possiamo copiare, in questo modo:

# cp -r /dev/rtc0 /mnt/memory/dev/

Questo errore non succede se si installa il pacchetto 'udev', menzionato nell'Appendice A.

[modifica] Appendice

[modifica] A: altri pacchetti utili

Se si vuole rendere la distribuzione che si è installata sulla pennina un po' più indipendente, bisogna essere in grado di manipolare i pacchetti della Slackware. Non solo, ma sarebbe anche carino poter utilizzare tutta una serie di comandi utili ad un sistemista. Quindi, oltre all'insieme minimo di pacchetti menzionati nella sezione 'I pacchetti da installare', qui di seguito c'è un elenco dei pacchetti che rendono la distribuzione sulla pennina, più user-friendly:

a/pkgtools           -->  Per gestire i pacchetti della Slackware
a/bin                -->  Usato dagli script di pkgtools
a/sed                -->  Usato dagli script di pkgtools
a/tar                -->  Usato dagli script di pkgtools
a/xz                 -->  Usato dagli script di pkgtools per il nuovo formato '.txz' della Slackware 13

ap/man               -->  Il comando man più tornare molto utile
ap/man-pages         -->  Le pagine di manuale di molti comandi
ap/groff             -->  Il formattatore usato da man
a/cxxlibs            -->  Libreria c++ standard usata da groff
a/less               -->  Il comando che man usa per visualizzare le pagine di manuale

a/udev               -->  Utile se si vogliono usare driver che necessitano di firmware

ap/nano              -->  Il famoso e semplice editor di testo

a/bzip2              -->  Sempre più spesso si trovano archivi bzip

a/reiserfsprogs      -->  Per gestire il famoso file system reiser

[modifica] Ringraziamenti

Ringrazio ZeroUno per i suoi consigli e le sue prove.

Note per Slackware 13.1 a cura di Ansa89.

Integrazioni per Slackware 13.37, 14.0 e 14.1, ext4 e tune2fs a cura di sya54M.

Per qualsiasi cosa scrivetemi pure:
Targzeta (discussioni) 22:50, 30 nov 2013 (CET)

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