Quindi molto meglio inventarsi o trovare lavoro nella propria zona...almeno quello che guadagni ti resta pulito
saluti a tutti
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irrilevante, le ditte si beano dei contratti precari introdotti da un po di tempo a questa parte? vogliono la flessibilita'? bene, la flessibilita' vale in entrambi i sensi, se tu ditta non riesci a sopravvivere dandomi quel che mi spetta, si fa tanto presto a trovare un'altra ditta (come ho gia detto l'unico aspetto positivo della cosiddetta "flessibilita'" e' proprio che e' molto facile trovare un altro lavoro)Mario Vanoni ha scritto:Permetti qualche dubbio:masalapianta ha scritto: "sacrifichi"? ripeto: un professionista lavora solo se retribuito correttamente entro i termini contrattuali, viceversa
e' un dilettante o un ente di beneficenza
- la ditta sopravvivera` i prossimi anni?
il lavoratore si, continua a lavorare senza problemi, magari questa o quella ditta chiudono ma per il lavoratore e' irrilevante, potendole cambiare come si cambiano un paio di mutande con la sgommata- arriverai al pensionamento?
alitalia e' irrilevante in quanto sta nel mazzo dei clienti delle ditte presso cui un informatico lavora e non e' una di questa ultime (che sono perlopiu' pmi)Metaforicamente ... vedi ALITALIA

ripeto: il lavoro non significa schiavismo, tu firmi un contratto secondo il quale devi fare A,B e C a fronte di X soldi, se ti chiedono E, ti stanno chiedendo di lavorare gratuitamente, il che va bene se fai volontariato in qualche associazione no-profit ma e' senza alcun senso se parliamo del lavoro che fai per viverekreen ha scritto: Concordo con Mario Vanoni. Quando a 22 anni mi chiesero di sbloccare un tombino che si era intasato con gli assorbenti delle donne (maleducate), non ho mica risposto che ero diplomato e che io ero stato assunto come tecnico (vabbè, è successo una volta sola).
mi raccomando le tasse(eh sì, faccio qualche lavoretto)
"il bello e il cattivo tempo"? ma stai scherzando o sei serio??? secondo te pretendere che ti paghino gli straordinari o che si rispettino in generale i termini contrattuali e' voler fare il bello e il cattivo tempo? sveglia, questi sono diritti per cui intere generazioni hanno combattuto e ora la gente come te dice che buttarli nel cesso non e' un problema, e' vergognoso quel che diciSono contento che masalapianta possa fare il bello e cattivo tempo
questo e' un ammasso di falsita', se sei dipendente ci sono i mezzi legali per far valere determinati diritti (ma di solito se un'azienda ti ha assunto e' anche abbastanza intelligente da evitare certe situazioni), se non lo sei il problema non si pone di questi tempi, il bello della flessibilita' e' proprio questo, se un'azienda non ti da quel che ti spetta ci metti mezzo secondo a trovarne un'altra (i contratti precari hanno innescato un continuo ricircolo di personale nelle aziende, cosicche' non si fatica mai a trovare un altro posto); queste non sono illazioni, nell'ambito del mio lavoro conosco ogni giorno un sacco di ragazzi (di solito fanno presidio di primo livello) con contratti precari e la situazione e' quella descritta, ci si mette un attimo a trovare un'altra aziendae se non gli danno quello che gli spetta li può mandare a quel paese. Lo posso fare anch'io, che ho il mio lavoro dipendente in altro settore con imponibile 28500 euro, casa già pagata in 5 anni e che potrei vivere anche con 1000 euro al mese perché non ho il mutuo. Ma mica tutti possono. Un giovane (e penso ai miei compagni) che vuole farsi una vita non ha nulla da accampare. Non può permettersi di dire o così o vai al diavolo, perché al diavolo ci va lui. Se uno vuole diventare bravo, farsi esperienza, deve anche subire, purtroppo.
questa e' la fesseria che di solito racconta chi non e' abbastanza bravo da poter causare grossi guai andandosene dall'oggi al domani; non e' cosi'e imparare la prima regola: tutti sono utili e nessuno è indispensabile.
ah e per la cronaca openbsd non lo usa quasi nessuno nell'ambientevisto che ho già il mio know-how. openBSD lo lascio ad altri.

Esiste anche la disponibilità, che non significa mettersi sotto la scrivania del capo e sollazzarlo, ma che se c'e' un problema si cerca di risolverlo.masalapianta ha scritto:ripeto: il lavoro non significa schiavismo, tu firmi un contratto secondo il quale devi fare A,B e C a fronte di X soldi, se ti chiedono E, ti stanno chiedendo di lavorare gratuitamente, il che va bene se fai volontariato in qualche associazione no-profit ma e' senza alcun senso se parliamo del lavoro che fai per vivere
Da lavoro precario a lavoro precario... Ci metti proprio mezzo secondo. Certo, gente che consegna la pizza a domicilio la cercano sempre. Anche i facchini alla Traco. Proprio il bello della flessibilità. Al mio dirimpettaio glielo devo dire, con due figli sulle spalle, la ditta dove lavorava ha chiuso la filiale... Vai a pizza express, 'Cesco.masalapianta ha scritto:questo e' un ammasso di falsita', se sei dipendente ci sono i mezzi legali per far valere determinati diritti (ma di solito se un'azienda ti ha assunto e' anche abbastanza intelligente da evitare certe situazioni), se non lo sei il problema non si pone di questi tempi, il bello della flessibilita' e' proprio questo, se un'azienda non ti da quel che ti spetta ci metti mezzo secondo a trovarne un'altra (i contratti precari hanno innescato un continuo ricircolo di personale nelle aziende, cosicche' non si fatica mai a trovare un altro posto); queste non sono illazioni, nell'ambito del mio lavoro conosco ogni giorno un sacco di ragazzi (di solito fanno presidio di primo livello) con contratti precari e la situazione e' quella descritta, ci si mette un attimo a trovare un'altra azienda
No, non è cosi'. Ho lavorato per un'azienda 8 anni ed ero l'unico che sapeva quasi tutto. Sono ancora aperti. Hanno speso un po' di più a formare il mio sostituto, facendo venire anche tecnici da fuori, ma sono ancora aperti.masalapianta ha scritto:questa e' la fesseria che di solito racconta chi non e' abbastanza bravo da poter causare grossi guai andandosene dall'oggi al domani; non e' cosi'![]()

se tu sei un informatico e vieni assunto come tale, e la tua azienda ti chiede di fare le fotocopie e' tuo interesse cambiare aria perche' stai lavorando per dei dilettanti che per risparmiare soldi fanno fare a te il lavoro che dovrebbero far fare ad una segretaria; di tutti i colleghi che conosco non ce ne e' uno che non cambierebbe aria se la propria azienda gli chiedesse di fare le fotocopiekreen ha scritto: Esiste anche la disponibilità, che non significa mettersi sotto la scrivania del capo e sollazzarlo, ma che se c'e' un problema si cerca di risolverlo.
Se ti chiedono gentilmente di fare delle fotocopie, tu rispondi no, il mio contratto non lo prevede?
esatto, precario per precario meglio stare dove ti danno quel che ti spetta, non credo sia difficile da capireDa lavoro precario a lavoro precario...masalapianta ha scritto:questo e' un ammasso di falsita', se sei dipendente ci sono i mezzi legali per far valere determinati diritti (ma di solito se un'azienda ti ha assunto e' anche abbastanza intelligente da evitare certe situazioni), se non lo sei il problema non si pone di questi tempi, il bello della flessibilita' e' proprio questo, se un'azienda non ti da quel che ti spetta ci metti mezzo secondo a trovarne un'altra (i contratti precari hanno innescato un continuo ricircolo di personale nelle aziende, cosicche' non si fatica mai a trovare un altro posto); queste non sono illazioni, nell'ambito del mio lavoro conosco ogni giorno un sacco di ragazzi (di solito fanno presidio di primo livello) con contratti precari e la situazione e' quella descritta, ci si mette un attimo a trovare un'altra azienda
oggigiorno anche menoCi metti proprio mezzo secondo.
parliamo di pomodori e fai esempi sulle arance? stiamo parlando di lavoro nel settore informatico, si parla di diritti, si dice che tali diritti da dipendente di solito vengono rispettati e quando non e' cosi' ci sono i mezzi per farli valere, si dice inoltre che da precario se non vengono rispettati ci si mettono due secondi a trovare un altro posto dove li rispettano (come ho detto prima precario per precario, meglio lavorare dove ti danno quel che ti spetta); cosa c'entri tutto questo con quello che hai scritto e' un misteroCerto, gente che consegna la pizza a domicilio la cercano sempre. Anche i facchini alla Traco. Proprio il bello della flessibilità. Al mio dirimpettaio glielo devo dire, con due figli sulle spalle, la ditta dove lavorava ha chiuso la filiale... Vai a pizza express, 'Cesco.
infatti ho scritto "causare grossi guai" non "fare chiudere baracca e burattini", di solito basta la prospettiva di trovarsi in grossi guai (nel caso tizio se ne andasse dall'oggi al domani) per far si che un'azienda ti dia quel che ti spettaNo, non è cosi'. Ho lavorato per un'azienda 8 anni ed ero l'unico che sapeva quasi tutto. Sono ancora aperti. Hanno speso un po' di più a formare il mio sostituto, facendo venire anche tecnici da fuori, ma sono ancora aperti.
io la vedo nel senso opposto, in giro ci sono talmente tante aziende che spostano il rischio di impresa sui lavoratori con contratti precari che, non investendo sul proprio personale a medio e lungo termine si ritrovano sempre con gente che se ne va e quindi cercano nuova gente, questo ti permette di cambiare aria ogni qualvolta lo ritieni opportuno (che, come ho scritto, e' l'unico vantaggio del precariato); oggigiorno un precario che rimane nella stessa azienda per piu' di un anno si taglia le palle da solo, sia in termini di mancata esperienza, sia in termini di potere contrattuale (si perche' oggi, in ambiente informatico un addetto al recruitment che si vede sotto'occhio un curriculum di uno che ha fatto il precario per diciamo due anni nella medesima azienda ti posso garantire che la prima cosa che pensa e' che ha trovato un fesso disposto ad accettare condizioni da schiavismo, che sia vero o meno, e di conseguenza verrai trattato)La sostanza è che c'e' in giro talmente tanta gente disperata che un'azienda ti sostituisce in un attimo.
verissimo, nel mio primo post in questo thread ho gia chiarito che il mercato IT italiano e' saturo di scalzacaniI veri professionisti sono pochi,
non e' vero, un professionista e' anche uno junior che comincia e ha quasi nessuna esperienza, non e' l'esperienza a fare il professionista, ma la forma mentis e l'approccio al lavoro (che come ho gia detto non te li fai smanettando su linux o seguendo il corsetto di java, ma studiandosi architettura degli elaboratori, sistemi operativi, ecc..)ma per diventarlo devono fare esperienza, lavorare duro
come ho gia detto questa e' una fesseria, oggigiorno nel mercato informatico italiano accettare compromessi significa la morte professionale, meglio cambiare aria, si fa piu' esperienza e si aumenta il potere contrattuale, accettare compromessi.
questo, parlando del mercato informatico italiano, se non e' impossibile e' molto difficile (oltre che noioso)O in alternativa lavorare in una azienda dove hai il tuo ruolo e da li' non ti sposti per tutta la vita.

Mi sono spiegato male. Intendevo, se ti chiedono occasionalmente, raramente. Non 8 ore al giorno. Quando cercavo lavoro come informatico (e ne ho mandati di curriculum...) ero disposto a lavorare anche 8 ore per 700 euro, pur di entrare nel giro. L'unica prova concreta l'ho fatta presso un assemblatore di NAS/rivenditore di materiale via Internet, che alla fine voleva un magazziniere che facesse i pacchi di schede e cabinet da spedire. Ma la cosa è diversa.masalapianta ha scritto:se tu sei un informatico e vieni assunto come tale, e la tua azienda ti chiede di fare le fotocopie e' tuo interesse cambiare aria perche' stai lavorando per dei dilettanti che per risparmiare soldi fanno fare a te il lavoro che dovrebbero far fare ad una segretaria; di tutti i colleghi che conosco non ce ne e' uno che non cambierebbe aria se la propria azienda gli chiedesse di fare le fotocopie
Allora in tre anni le cose sono cambiate perché allora non mi ha usato nessuno.masalapianta ha scritto: oggigiorno anche meno
C'entra, perché parli di diritti, per un lavoro qualificato (credo), pagato meno di un facchino dell'Autogerma con la quinta elementare e con il pericolo (anzi, scusa, la fortuna) di non avere il posto fisso e di poter andare a giocare all'ultima ruota del carro da un'altra parte.masalapianta ha scritto: parliamo di pomodori e fai esempi sulle arance? stiamo parlando di lavoro nel settore informatico, si parla di diritti... cosa c'entri tutto questo con quello che hai scritto e' un mistero
Così resti sempre l'ultima ruota del carro. Prima vado a fare il meccanico all'Audi, mi fanno cambiare l'olio per tre mesi, poi vado alla Fiat, e cambio olio per tre mesi, poi alla Renault, a cambiare olio per tre mesi. Il motore quando lo vedo? Ahhhh lo studio sui libri, vero.masalapianta ha scritto:io la vedo nel senso opposto, in giro ci sono talmente tante aziende che spostano il rischio di impresa sui lavoratori con contratti precari che, non investendo sul proprio personale a medio e lungo termine si ritrovano sempre con gente che se ne va e quindi cercano nuova gente,
Proprio perché essendo precari, hanno la fortuna di cambiare in fretta lavoro senza mai crescere. O forse, quando arriva un precario, che è già il quinto posto da precario che cambia, gli danno in mano i server della San Paolo di Torino, così se sbaglia qualcosa è colpa sua e non dell'azienda.masalapianta ha scritto:
verissimo, nel mio primo post in questo thread ho gia chiarito che il mercato IT italiano e' saturo di scalzacani
Allora ho ancora delle speranze. Se stampo il mio attuale libretto universitario e mostro il mio 30 e lode in reti, il mio 30 e lode in programmazione e il mio 30 in architettura degli elaboratori, il mio 30 in algebra lineare.... mi danno lavoro subito? Se poi gli dico che è 20 anni che lavoro e li ho passati quasi tutti facendo problem solving di vario genere (c'ho la forma mentis), mi fanno sistemista senior?masalapianta ha scritto:non e' vero, un professionista e' anche uno junior che comincia e ha quasi nessuna esperienza, non e' l'esperienza a fare il professionista, ma la forma mentis e l'approccio al lavoro (che come ho gia detto non te li fai smanettando su linux o seguendo il corsetto di java, ma studiandosi architettura degli elaboratori, sistemi operativi, ecc..)
Non l'avevo vista. Non pago tasse su soldi che non prendo. Sono ricompensato in altri modi, es il Dell con cui sto scrivendo, 3 giorni in fiera a Colonia tutto spesato, la moto bollata e assicurata in prestito finché facevo pratica per la patente...masalapianta ha scritto: mi raccomando le tasse

Anche tu hai le idee un po confuse.Se stampo il mio attuale libretto universitario e mostro il mio 30 e lode in reti, il mio 30 e lode in programmazione e il mio 30 in architettura degli elaboratori, il mio 30 in algebra lineare.... mi danno lavoro subito?

si ma in nessun caso mi sembra tu abbia lavorato in ambito informatico, in tale ambito all'inizio l'importante e' fare esperienza sulla maggior parte di tecnologie possibile, tale esperienza la fai nei presidi o sui progetti, se ti chiedono di fare fotocopie (occasionalmente o meno) non sei in nessuno di questi due ambienti e quindi e' meglio cambiare aria, non e' un discorso di orgoglio ma di convenienzakreen ha scritto: Mi sono spiegato male. Intendevo, se ti chiedono occasionalmente, raramente. Non 8 ore al giorno. Quando cercavo lavoro come informatico (e ne ho mandati di curriculum...) ero disposto a lavorare anche 8 ore per 700 euro, pur di entrare nel giro. L'unica prova concreta l'ho fatta presso un assemblatore di NAS/rivenditore di materiale via Internet, che alla fine voleva un magazziniere che facesse i pacchi di schede e cabinet da spedire. Ma la cosa è diversa.
Quando lavoravo alla Mael come tecnico del lotto, mi è capitato ancora di fare pacchi a turno con gli altri, per spedire cose in giro. Ma il mio lavoro non era il magazziniere, era una cosa occasionale (o dovevano assumere una persona per fare un pacco ogni tanto).
quanti anni hai? a chi hai mandato i curriculum? su che siti (infojobs, monster, ecc..) ti sei proposto? eri disposto a spostarti a Roma o Milano?Allora in tre anni le cose sono cambiate perché allora non mi ha usato nessuno.masalapianta ha scritto: oggigiorno anche meno
continui a parlare di arance mentre il resto del thread parla di pomodori; io ho detto che precario per precario e' meglio cambiare aria e trovarsi un posto dove ti danno quel che ti spetta, quel che hai fatto tu in risposta e' stato un discorso demagogico che non c'entrava nulla (e' ovvio che il precariato non e' una buona cosa, ma fintanto che ti ci trovi in mezzo e' opportuno sfruttarne i meccanismi per trarne il meno peggio possibile, e' abbastanza semplice da capire)C'entra, perché parli di diritti, per un lavoro qualificato (credo), pagato meno di un facchino dell'Autogerma con la quinta elementare e con il pericolo (anzi, scusa, la fortuna) di non avere il posto fisso e di poter andare a giocare all'ultima ruota del carro da un'altra parte.masalapianta ha scritto: parliamo di pomodori e fai esempi sulle arance? stiamo parlando di lavoro nel settore informatico, si parla di diritti... cosa c'entri tutto questo con quello che hai scritto e' un mistero
eddaje coi pomodori, io temo che tu ne sappia del settore informatico quanto io ne so di quello meccanico (zero);Così resti sempre l'ultima ruota del carro. Prima vado a fare il meccanico all'Audi, mi fanno cambiare l'olio per tre mesi, poi vado alla Fiat, e cambio olio per tre mesi, poi alla Renault, a cambiare olio per tre mesi. Il motore quando lo vedo? Ahhhh lo studio sui libri, vero.masalapianta ha scritto:io la vedo nel senso opposto, in giro ci sono talmente tante aziende che spostano il rischio di impresa sui lavoratori con contratti precari che, non investendo sul proprio personale a medio e lungo termine si ritrovano sempre con gente che se ne va e quindi cercano nuova gente,
rotfl, vedo che continui a parlare di cose di cui non sai alcunche'; l'ambiente e' saturo di scalzacani perche' (mi autocito):Proprio perché essendo precari, hanno la fortuna di cambiare in fretta lavoro senza mai crescere. O forse, quando arriva un precario, che è già il quinto posto da precario che cambia, gli danno in mano i server della San Paolo di Torino, così se sbaglia qualcosa è colpa sua e non dell'azienda.masalapianta ha scritto:
verissimo, nel mio primo post in questo thread ho gia chiarito che il mercato IT italiano e' saturo di scalzacani
l'universita' e' irrilevante,non importa se la forma mentis e l'approccio al lavoro lo hai formato in sede universitaria o per conto tuo; l'importante e' che tu abbia queste capacita' (e il prendere 30 a tutti gli esami non lo garantisce affatto) e tu lo dimostri sul lavoro, se sei in grado di dimostrarlo ci metti poco a crescere professionalmente, viceversa non vai da nessuna parte; riguardo l'assunzione immediata non esiste in questo ambiente, si inizia sempre come precario, poi se vali ti assumono, altrimenti hai sbagliato mestiereAllora ho ancora delle speranze. Se stampo il mio attuale libretto universitario e mostro il mio 30 e lode in reti, il mio 30 e lode in programmazione e il mio 30 in architettura degli elaboratori, il mio 30 in algebra lineare.... mi danno lavoro subito?masalapianta ha scritto:non e' vero, un professionista e' anche uno junior che comincia e ha quasi nessuna esperienza, non e' l'esperienza a fare il professionista, ma la forma mentis e l'approccio al lavoro (che come ho gia detto non te li fai smanettando su linux o seguendo il corsetto di java, ma studiandosi architettura degli elaboratori, sistemi operativi, ecc..)
un sistemista senior e' uno che ha, oltre alla forma mentis adeguata, anche esperienza su certe tecnologie; questi sono concetti elementari, facendo finta di non capirli con frasi come queste, mi pare il tuo scopo sia solo far polemicaSe poi gli dico che è 20 anni che lavoro e li ho passati quasi tutti facendo problem solving di vario genere (c'ho la forma mentis), mi fanno sistemista senior?
ovvio che non gliene frega niente, nessuno ha mai asserito il contrarioScusa l'ironia, non è rivolta a te, ma credo proprio che non gliene freghi niente della mia media,
i "piccì" in questo ambiente sono irrilevantidel fatto che la conseguo con moglie, figlio e lavoro (quindi mica facilmente, ho spirito di sacrificio), che ho le mani nei PC da almeno 13 anni, dentro e fuori...
i tuoi compagni inizieranno in qualche presidio o su qualche progetto, venendo spacciati come junior con esperienza o addirittura come senior, venendo rivenduti in catene di N aziende, con contratti a progetto; quelli furbi si sposteranno spesso, acquisendo piu' esperienza e migliorando il potere contrattuale, i fessi rimarranno nello stesso posto; i primi, se son bravi, cresceranno professionalmente passeranno a partita iva guadagnando bei soldi e poi probabilmente si faranno assumere, i secondi avranno miglioramenti contrattuali marginali e alla fine, vista l'assenza di prospettive di crescita, cambieranno lavoro (lo ripeto: in questo ambiente non metti nessuno a fare fotocopie, e' piu' redditizio rivenderne le competenze che non ha)Credo che i miei compagni che magari usciranno col 90 (mentre io sto ambendo al 110), hanno imparato ora cosa sono gli Hertz e fanno informatica perché boh... (infatti molti non vanno oltre le parole del docente, niente curiosità, nulla), beh credo che troveranno subito lavoro, magari iniziando dagli stage, facendo fotocopie o scrivendo documentazione, manuali d'uso ed altro.

Non ho le idee confuse, so che non è così. Il tono era volutamente ironico.Toni ha scritto:
Anche tu hai le idee un po confuse.
Terminare gli studi accademici con profitto non è un arrivo ma un punto di partenza.
Beh, allora che parlo a fare. Probabilmente non ho capito di che parla il thread.masalapianta ha scritto:continui a parlare di arance mentre il resto del thread parla di pomodori;


Non lavoro in ambito ICT. Avrei voluto, ma le cose non vanno sempre come si desidera.krisis ha scritto: Kreen non so in che ambito lavori , ma da quello che scrivi sono abbastanza sicuro che tu non abbia mai lavorato nell'ICT a livello enterprise e che tu non viva nelle zone d'italia dove c'è effettivamente il mercato ICT.

No kreen mi sa che non ci siamo capiti : quello che stiamo dicendo io e masalapianta è che la gavetta nell'ICT c'è ed è anche brutta ma che grazie alla natura stessa del mercato non sei costretto a subire e basta.kreen ha scritto: Riassumendo, possibile che l'unico settore al mondo dove non esiste la gavetta sia l'ICT?


150 piloti italiani che vanno a lavorare per Swiss perchè gli svizzeri sono disperati e pagherebbero cifre molto alte per averli?Mario Vanoni ha scritto:ALITALIA ha troppi piloti con pretese
SWISS cerca disperatamente 150 piloti
Con la mentalita` di masalapianta,
quanti piloti italiani hanno una chance?
@masalapianta
Spero di non vederti portarmi la pizza tra dieci anni.