Trovare lavoro con linux...consigli?

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slucky
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Re: Trovare lavoro con linux...consigli?

Messaggio da slucky »

penso che conoscere bene linux qualche opportunità la potrà dare in futuro, visto che l'open source è in una fase di crescita e sviluppo, per ora se te la cavi molto bene con windows puoi lavorare nel mondo IT ...comunque il problema vero, secondo me, restano gli stipendi, se ad es. si va a vivere al nord e ti danno 1000 euri al mese....in pratica tra affitto, bollette e spese varie in tasca alla fine del mese non ti resta nulla :? .....in pratica si finisce per lavorare solo per pagarsi tutte le spese, ecco.
Quindi molto meglio inventarsi o trovare lavoro nella propria zona...almeno quello che guadagni ti resta pulito :)

saluti a tutti

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kreen
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Re: Trovare lavoro con linux...consigli?

Messaggio da kreen »

Questa è una bella discussione, eh sì.
[OT]

Nel 2005 inizio la cassa integrazione. L'azienda 4 anni prima non sapeva nemmeno dove mettere le macchine, poi l'11 settembre, l'euro, altre cose... Si si poteva giocare a calcio nel capannone.

Scrivo al mondo. Conoscenze Linux, C, C++, discreto con le reti (autosufficiente per piccoli uffici), se hai casini con Win ti ci tiro fuori, blah blah.
Non mi risponde nessuno, tranne una grossa azienda, la CADit: grazie, non abbiamo bisogno ma teniamo i suoi dati...
Interpello un Pen-tester di mia conoscenza. Mi dice di fare un paio di corsi dai Salesiani, poi vedrai farai degli stage...
Allora mi sono iscritto all'università. Ho deciso che non voglio fare il sistemista. Voglio occuparmi di automazione, robotica etc.., visto che ho già il mio know-how. openBSD lo lascio ad altri.
Mi guardo intorno, ci sono ragazzini di 20 anni con i quali scherzo, mi passo appunti, parlo... Mi fanno una gran pena, però, sul serio. Mi ci sono affezionato perchè a 39 anni potrei essere quasi un padre (sono + vecchio di molti miei docenti). Non hanno capito nulla, non sanno nulla del lavoro. Mirano a passare gli esami, ma se un anno dopo gli chiedi cos'è un autovettore mica se lo ricordano. Non gli resta nulla di ciò che studiano e quando usciranno, mica faranno i programmatori. Eh no, per quello ci sono gli studenti dell'ITIS. [-o<
Concordo con Mario Vanoni. Quando a 22 anni mi chiesero di sbloccare un tombino che si era intasato con gli assorbenti delle donne (maleducate), non ho mica risposto che ero diplomato e che io ero stato assunto come tecnico (vabbè, è successo una volta sola). Tre domeniche fa, un mio cliente (eh sì, faccio qualche lavoretto) mi telefona e mi dice che la rete è down. Talmente down che da casa non mi collego. Prendo mio figlio di 15 mesi, lo carico in macchina e vado, perché la mattina presto lui ha i corrieri che vengono e si deve autenticare al cavolo di sbs2003 su quel cavolo di server. Siamo anche amici e mio figlio gioca con sua figlia, mentre io lavoro.

Sono contento che masalapianta possa fare il bello e cattivo tempo e se non gli danno quello che gli spetta li può mandare a quel paese. Lo posso fare anch'io, che ho il mio lavoro dipendente in altro settore con imponibile 28500 euro, casa già pagata in 5 anni e che potrei vivere anche con 1000 euro al mese perché non ho il mutuo. Ma mica tutti possono. Un giovane (e penso ai miei compagni) che vuole farsi una vita non ha nulla da accampare. Non può permettersi di dire o così o vai al diavolo, perché al diavolo ci va lui. Se uno vuole diventare bravo, farsi esperienza, deve anche subire, purtroppo. Deve ingoiare i rospi e imparare la prima regola: tutti sono utili e nessuno è indispensabile. Poi forse, quando avrà un'esperienza da urlo, potrà anche fare il prezioso, ma mica tanto. A farsi i clienti ci vuole una vita, a restare senza un attimo.

[OT]

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masalapianta
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Re: Trovare lavoro con linux...consigli?

Messaggio da masalapianta »

Mario Vanoni ha scritto:
masalapianta ha scritto: "sacrifichi"? ripeto: un professionista lavora solo se retribuito correttamente entro i termini contrattuali, viceversa
e' un dilettante o un ente di beneficenza
Permetti qualche dubbio:
- la ditta sopravvivera` i prossimi anni?
irrilevante, le ditte si beano dei contratti precari introdotti da un po di tempo a questa parte? vogliono la flessibilita'? bene, la flessibilita' vale in entrambi i sensi, se tu ditta non riesci a sopravvivere dandomi quel che mi spetta, si fa tanto presto a trovare un'altra ditta (come ho gia detto l'unico aspetto positivo della cosiddetta "flessibilita'" e' proprio che e' molto facile trovare un altro lavoro)
- arriverai al pensionamento?
il lavoratore si, continua a lavorare senza problemi, magari questa o quella ditta chiudono ma per il lavoratore e' irrilevante, potendole cambiare come si cambiano un paio di mutande con la sgommata
Metaforicamente ... vedi ALITALIA
alitalia e' irrilevante in quanto sta nel mazzo dei clienti delle ditte presso cui un informatico lavora e non e' una di questa ultime (che sono perlopiu' pmi)

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Re: Trovare lavoro con linux...consigli?

Messaggio da masalapianta »

kreen ha scritto: Concordo con Mario Vanoni. Quando a 22 anni mi chiesero di sbloccare un tombino che si era intasato con gli assorbenti delle donne (maleducate), non ho mica risposto che ero diplomato e che io ero stato assunto come tecnico (vabbè, è successo una volta sola).
ripeto: il lavoro non significa schiavismo, tu firmi un contratto secondo il quale devi fare A,B e C a fronte di X soldi, se ti chiedono E, ti stanno chiedendo di lavorare gratuitamente, il che va bene se fai volontariato in qualche associazione no-profit ma e' senza alcun senso se parliamo del lavoro che fai per vivere
(eh sì, faccio qualche lavoretto)
mi raccomando le tasse
Sono contento che masalapianta possa fare il bello e cattivo tempo
"il bello e il cattivo tempo"? ma stai scherzando o sei serio??? secondo te pretendere che ti paghino gli straordinari o che si rispettino in generale i termini contrattuali e' voler fare il bello e il cattivo tempo? sveglia, questi sono diritti per cui intere generazioni hanno combattuto e ora la gente come te dice che buttarli nel cesso non e' un problema, e' vergognoso quel che dici
e se non gli danno quello che gli spetta li può mandare a quel paese. Lo posso fare anch'io, che ho il mio lavoro dipendente in altro settore con imponibile 28500 euro, casa già pagata in 5 anni e che potrei vivere anche con 1000 euro al mese perché non ho il mutuo. Ma mica tutti possono. Un giovane (e penso ai miei compagni) che vuole farsi una vita non ha nulla da accampare. Non può permettersi di dire o così o vai al diavolo, perché al diavolo ci va lui. Se uno vuole diventare bravo, farsi esperienza, deve anche subire, purtroppo.
questo e' un ammasso di falsita', se sei dipendente ci sono i mezzi legali per far valere determinati diritti (ma di solito se un'azienda ti ha assunto e' anche abbastanza intelligente da evitare certe situazioni), se non lo sei il problema non si pone di questi tempi, il bello della flessibilita' e' proprio questo, se un'azienda non ti da quel che ti spetta ci metti mezzo secondo a trovarne un'altra (i contratti precari hanno innescato un continuo ricircolo di personale nelle aziende, cosicche' non si fatica mai a trovare un altro posto); queste non sono illazioni, nell'ambito del mio lavoro conosco ogni giorno un sacco di ragazzi (di solito fanno presidio di primo livello) con contratti precari e la situazione e' quella descritta, ci si mette un attimo a trovare un'altra azienda
e imparare la prima regola: tutti sono utili e nessuno è indispensabile.
questa e' la fesseria che di solito racconta chi non e' abbastanza bravo da poter causare grossi guai andandosene dall'oggi al domani; non e' cosi' ;)
visto che ho già il mio know-how. openBSD lo lascio ad altri.
ah e per la cronaca openbsd non lo usa quasi nessuno nell'ambiente

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Re: Trovare lavoro con linux...consigli?

Messaggio da kreen »

masalapianta ha scritto:ripeto: il lavoro non significa schiavismo, tu firmi un contratto secondo il quale devi fare A,B e C a fronte di X soldi, se ti chiedono E, ti stanno chiedendo di lavorare gratuitamente, il che va bene se fai volontariato in qualche associazione no-profit ma e' senza alcun senso se parliamo del lavoro che fai per vivere
Esiste anche la disponibilità, che non significa mettersi sotto la scrivania del capo e sollazzarlo, ma che se c'e' un problema si cerca di risolverlo.
Se ti chiedono gentilmente di fare delle fotocopie, tu rispondi no, il mio contratto non lo prevede?
masalapianta ha scritto:questo e' un ammasso di falsita', se sei dipendente ci sono i mezzi legali per far valere determinati diritti (ma di solito se un'azienda ti ha assunto e' anche abbastanza intelligente da evitare certe situazioni), se non lo sei il problema non si pone di questi tempi, il bello della flessibilita' e' proprio questo, se un'azienda non ti da quel che ti spetta ci metti mezzo secondo a trovarne un'altra (i contratti precari hanno innescato un continuo ricircolo di personale nelle aziende, cosicche' non si fatica mai a trovare un altro posto); queste non sono illazioni, nell'ambito del mio lavoro conosco ogni giorno un sacco di ragazzi (di solito fanno presidio di primo livello) con contratti precari e la situazione e' quella descritta, ci si mette un attimo a trovare un'altra azienda
Da lavoro precario a lavoro precario... Ci metti proprio mezzo secondo. Certo, gente che consegna la pizza a domicilio la cercano sempre. Anche i facchini alla Traco. Proprio il bello della flessibilità. Al mio dirimpettaio glielo devo dire, con due figli sulle spalle, la ditta dove lavorava ha chiuso la filiale... Vai a pizza express, 'Cesco.
masalapianta ha scritto:questa e' la fesseria che di solito racconta chi non e' abbastanza bravo da poter causare grossi guai andandosene dall'oggi al domani; non e' cosi' ;)
No, non è cosi'. Ho lavorato per un'azienda 8 anni ed ero l'unico che sapeva quasi tutto. Sono ancora aperti. Hanno speso un po' di più a formare il mio sostituto, facendo venire anche tecnici da fuori, ma sono ancora aperti.

La sostanza è che c'e' in giro talmente tanta gente disperata che un'azienda ti sostituisce in un attimo. I veri professionisti sono pochi, ma per diventarlo devono fare esperienza, lavorare duro, accettare compromessi. O in alternativa lavorare in una azienda dove hai il tuo ruolo e da li' non ti sposti per tutta la vita.

Riguardo la cassa integrazione, dopo 5 mesi ho trovato un altro lavoro.

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Re: Trovare lavoro con linux...consigli?

Messaggio da masalapianta »

kreen ha scritto: Esiste anche la disponibilità, che non significa mettersi sotto la scrivania del capo e sollazzarlo, ma che se c'e' un problema si cerca di risolverlo.
Se ti chiedono gentilmente di fare delle fotocopie, tu rispondi no, il mio contratto non lo prevede?
se tu sei un informatico e vieni assunto come tale, e la tua azienda ti chiede di fare le fotocopie e' tuo interesse cambiare aria perche' stai lavorando per dei dilettanti che per risparmiare soldi fanno fare a te il lavoro che dovrebbero far fare ad una segretaria; di tutti i colleghi che conosco non ce ne e' uno che non cambierebbe aria se la propria azienda gli chiedesse di fare le fotocopie
masalapianta ha scritto:questo e' un ammasso di falsita', se sei dipendente ci sono i mezzi legali per far valere determinati diritti (ma di solito se un'azienda ti ha assunto e' anche abbastanza intelligente da evitare certe situazioni), se non lo sei il problema non si pone di questi tempi, il bello della flessibilita' e' proprio questo, se un'azienda non ti da quel che ti spetta ci metti mezzo secondo a trovarne un'altra (i contratti precari hanno innescato un continuo ricircolo di personale nelle aziende, cosicche' non si fatica mai a trovare un altro posto); queste non sono illazioni, nell'ambito del mio lavoro conosco ogni giorno un sacco di ragazzi (di solito fanno presidio di primo livello) con contratti precari e la situazione e' quella descritta, ci si mette un attimo a trovare un'altra azienda
Da lavoro precario a lavoro precario...
esatto, precario per precario meglio stare dove ti danno quel che ti spetta, non credo sia difficile da capire
Ci metti proprio mezzo secondo.
oggigiorno anche meno
Certo, gente che consegna la pizza a domicilio la cercano sempre. Anche i facchini alla Traco. Proprio il bello della flessibilità. Al mio dirimpettaio glielo devo dire, con due figli sulle spalle, la ditta dove lavorava ha chiuso la filiale... Vai a pizza express, 'Cesco.
parliamo di pomodori e fai esempi sulle arance? stiamo parlando di lavoro nel settore informatico, si parla di diritti, si dice che tali diritti da dipendente di solito vengono rispettati e quando non e' cosi' ci sono i mezzi per farli valere, si dice inoltre che da precario se non vengono rispettati ci si mettono due secondi a trovare un altro posto dove li rispettano (come ho detto prima precario per precario, meglio lavorare dove ti danno quel che ti spetta); cosa c'entri tutto questo con quello che hai scritto e' un mistero
No, non è cosi'. Ho lavorato per un'azienda 8 anni ed ero l'unico che sapeva quasi tutto. Sono ancora aperti. Hanno speso un po' di più a formare il mio sostituto, facendo venire anche tecnici da fuori, ma sono ancora aperti.
infatti ho scritto "causare grossi guai" non "fare chiudere baracca e burattini", di solito basta la prospettiva di trovarsi in grossi guai (nel caso tizio se ne andasse dall'oggi al domani) per far si che un'azienda ti dia quel che ti spetta
La sostanza è che c'e' in giro talmente tanta gente disperata che un'azienda ti sostituisce in un attimo.
io la vedo nel senso opposto, in giro ci sono talmente tante aziende che spostano il rischio di impresa sui lavoratori con contratti precari che, non investendo sul proprio personale a medio e lungo termine si ritrovano sempre con gente che se ne va e quindi cercano nuova gente, questo ti permette di cambiare aria ogni qualvolta lo ritieni opportuno (che, come ho scritto, e' l'unico vantaggio del precariato); oggigiorno un precario che rimane nella stessa azienda per piu' di un anno si taglia le palle da solo, sia in termini di mancata esperienza, sia in termini di potere contrattuale (si perche' oggi, in ambiente informatico un addetto al recruitment che si vede sotto'occhio un curriculum di uno che ha fatto il precario per diciamo due anni nella medesima azienda ti posso garantire che la prima cosa che pensa e' che ha trovato un fesso disposto ad accettare condizioni da schiavismo, che sia vero o meno, e di conseguenza verrai trattato)
I veri professionisti sono pochi,
verissimo, nel mio primo post in questo thread ho gia chiarito che il mercato IT italiano e' saturo di scalzacani
ma per diventarlo devono fare esperienza, lavorare duro
non e' vero, un professionista e' anche uno junior che comincia e ha quasi nessuna esperienza, non e' l'esperienza a fare il professionista, ma la forma mentis e l'approccio al lavoro (che come ho gia detto non te li fai smanettando su linux o seguendo il corsetto di java, ma studiandosi architettura degli elaboratori, sistemi operativi, ecc..)
, accettare compromessi.
come ho gia detto questa e' una fesseria, oggigiorno nel mercato informatico italiano accettare compromessi significa la morte professionale, meglio cambiare aria, si fa piu' esperienza e si aumenta il potere contrattuale
O in alternativa lavorare in una azienda dove hai il tuo ruolo e da li' non ti sposti per tutta la vita.
questo, parlando del mercato informatico italiano, se non e' impossibile e' molto difficile (oltre che noioso)

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kreen
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Re: Trovare lavoro con linux...consigli?

Messaggio da kreen »

masalapianta ha scritto:se tu sei un informatico e vieni assunto come tale, e la tua azienda ti chiede di fare le fotocopie e' tuo interesse cambiare aria perche' stai lavorando per dei dilettanti che per risparmiare soldi fanno fare a te il lavoro che dovrebbero far fare ad una segretaria; di tutti i colleghi che conosco non ce ne e' uno che non cambierebbe aria se la propria azienda gli chiedesse di fare le fotocopie
Mi sono spiegato male. Intendevo, se ti chiedono occasionalmente, raramente. Non 8 ore al giorno. Quando cercavo lavoro come informatico (e ne ho mandati di curriculum...) ero disposto a lavorare anche 8 ore per 700 euro, pur di entrare nel giro. L'unica prova concreta l'ho fatta presso un assemblatore di NAS/rivenditore di materiale via Internet, che alla fine voleva un magazziniere che facesse i pacchi di schede e cabinet da spedire. Ma la cosa è diversa.
Quando lavoravo alla Mael come tecnico del lotto, mi è capitato ancora di fare pacchi a turno con gli altri, per spedire cose in giro. Ma il mio lavoro non era il magazziniere, era una cosa occasionale (o dovevano assumere una persona per fare un pacco ogni tanto).
masalapianta ha scritto: oggigiorno anche meno
Allora in tre anni le cose sono cambiate perché allora non mi ha usato nessuno.
masalapianta ha scritto: parliamo di pomodori e fai esempi sulle arance? stiamo parlando di lavoro nel settore informatico, si parla di diritti... cosa c'entri tutto questo con quello che hai scritto e' un mistero
C'entra, perché parli di diritti, per un lavoro qualificato (credo), pagato meno di un facchino dell'Autogerma con la quinta elementare e con il pericolo (anzi, scusa, la fortuna) di non avere il posto fisso e di poter andare a giocare all'ultima ruota del carro da un'altra parte.
masalapianta ha scritto:io la vedo nel senso opposto, in giro ci sono talmente tante aziende che spostano il rischio di impresa sui lavoratori con contratti precari che, non investendo sul proprio personale a medio e lungo termine si ritrovano sempre con gente che se ne va e quindi cercano nuova gente,
Così resti sempre l'ultima ruota del carro. Prima vado a fare il meccanico all'Audi, mi fanno cambiare l'olio per tre mesi, poi vado alla Fiat, e cambio olio per tre mesi, poi alla Renault, a cambiare olio per tre mesi. Il motore quando lo vedo? Ahhhh lo studio sui libri, vero.
masalapianta ha scritto:
verissimo, nel mio primo post in questo thread ho gia chiarito che il mercato IT italiano e' saturo di scalzacani
Proprio perché essendo precari, hanno la fortuna di cambiare in fretta lavoro senza mai crescere. O forse, quando arriva un precario, che è già il quinto posto da precario che cambia, gli danno in mano i server della San Paolo di Torino, così se sbaglia qualcosa è colpa sua e non dell'azienda.
masalapianta ha scritto:non e' vero, un professionista e' anche uno junior che comincia e ha quasi nessuna esperienza, non e' l'esperienza a fare il professionista, ma la forma mentis e l'approccio al lavoro (che come ho gia detto non te li fai smanettando su linux o seguendo il corsetto di java, ma studiandosi architettura degli elaboratori, sistemi operativi, ecc..)
Allora ho ancora delle speranze. Se stampo il mio attuale libretto universitario e mostro il mio 30 e lode in reti, il mio 30 e lode in programmazione e il mio 30 in architettura degli elaboratori, il mio 30 in algebra lineare.... mi danno lavoro subito? Se poi gli dico che è 20 anni che lavoro e li ho passati quasi tutti facendo problem solving di vario genere (c'ho la forma mentis), mi fanno sistemista senior?
Scusa l'ironia, non è rivolta a te, ma credo proprio che non gliene freghi niente della mia media, del fatto che la conseguo con moglie, figlio e lavoro (quindi mica facilmente, ho spirito di sacrificio), che ho le mani nei PC da almeno 13 anni, dentro e fuori... Credo che i miei compagni che magari usciranno col 90 (mentre io sto ambendo al 110), hanno imparato ora cosa sono gli Hertz e fanno informatica perché boh... (infatti molti non vanno oltre le parole del docente, niente curiosità, nulla), beh credo che troveranno subito lavoro, magari iniziando dagli stage, facendo fotocopie o scrivendo documentazione, manuali d'uso ed altro.
masalapianta ha scritto: mi raccomando le tasse
Non l'avevo vista. Non pago tasse su soldi che non prendo. Sono ricompensato in altri modi, es il Dell con cui sto scrivendo, 3 giorni in fiera a Colonia tutto spesato, la moto bollata e assicurata in prestito finché facevo pratica per la patente...
Intanto faccio pratica con Win Server 2003 e altre cose che altrimenti non vedrei mai, a casa mia.

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Re: Trovare lavoro con linux...consigli?

Messaggio da Toni »

Se stampo il mio attuale libretto universitario e mostro il mio 30 e lode in reti, il mio 30 e lode in programmazione e il mio 30 in architettura degli elaboratori, il mio 30 in algebra lineare.... mi danno lavoro subito?
Anche tu hai le idee un po confuse.
Terminare gli studi accademici con profitto non è un arrivo ma un punto di partenza.

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Re: Trovare lavoro con linux...consigli?

Messaggio da masalapianta »

kreen ha scritto: Mi sono spiegato male. Intendevo, se ti chiedono occasionalmente, raramente. Non 8 ore al giorno. Quando cercavo lavoro come informatico (e ne ho mandati di curriculum...) ero disposto a lavorare anche 8 ore per 700 euro, pur di entrare nel giro. L'unica prova concreta l'ho fatta presso un assemblatore di NAS/rivenditore di materiale via Internet, che alla fine voleva un magazziniere che facesse i pacchi di schede e cabinet da spedire. Ma la cosa è diversa.
Quando lavoravo alla Mael come tecnico del lotto, mi è capitato ancora di fare pacchi a turno con gli altri, per spedire cose in giro. Ma il mio lavoro non era il magazziniere, era una cosa occasionale (o dovevano assumere una persona per fare un pacco ogni tanto).
si ma in nessun caso mi sembra tu abbia lavorato in ambito informatico, in tale ambito all'inizio l'importante e' fare esperienza sulla maggior parte di tecnologie possibile, tale esperienza la fai nei presidi o sui progetti, se ti chiedono di fare fotocopie (occasionalmente o meno) non sei in nessuno di questi due ambienti e quindi e' meglio cambiare aria, non e' un discorso di orgoglio ma di convenienza
masalapianta ha scritto: oggigiorno anche meno
Allora in tre anni le cose sono cambiate perché allora non mi ha usato nessuno.
quanti anni hai? a chi hai mandato i curriculum? su che siti (infojobs, monster, ecc..) ti sei proposto? eri disposto a spostarti a Roma o Milano?
masalapianta ha scritto: parliamo di pomodori e fai esempi sulle arance? stiamo parlando di lavoro nel settore informatico, si parla di diritti... cosa c'entri tutto questo con quello che hai scritto e' un mistero
C'entra, perché parli di diritti, per un lavoro qualificato (credo), pagato meno di un facchino dell'Autogerma con la quinta elementare e con il pericolo (anzi, scusa, la fortuna) di non avere il posto fisso e di poter andare a giocare all'ultima ruota del carro da un'altra parte.
continui a parlare di arance mentre il resto del thread parla di pomodori; io ho detto che precario per precario e' meglio cambiare aria e trovarsi un posto dove ti danno quel che ti spetta, quel che hai fatto tu in risposta e' stato un discorso demagogico che non c'entrava nulla (e' ovvio che il precariato non e' una buona cosa, ma fintanto che ti ci trovi in mezzo e' opportuno sfruttarne i meccanismi per trarne il meno peggio possibile, e' abbastanza semplice da capire)
masalapianta ha scritto:io la vedo nel senso opposto, in giro ci sono talmente tante aziende che spostano il rischio di impresa sui lavoratori con contratti precari che, non investendo sul proprio personale a medio e lungo termine si ritrovano sempre con gente che se ne va e quindi cercano nuova gente,
Così resti sempre l'ultima ruota del carro. Prima vado a fare il meccanico all'Audi, mi fanno cambiare l'olio per tre mesi, poi vado alla Fiat, e cambio olio per tre mesi, poi alla Renault, a cambiare olio per tre mesi. Il motore quando lo vedo? Ahhhh lo studio sui libri, vero.
eddaje coi pomodori, io temo che tu ne sappia del settore informatico quanto io ne so di quello meccanico (zero);
per l'ultima volta:
chi comincia in questo settore lo fa _sempre_ come precario (e' una scelta obbligata), nel momento in cui ti ci trovi
e' stupido trarne il peggio; il meno peggio consiste nel cambiare fequentemente posto, sia per diversificare le esperienze (in questa fase, come ho detto, e' fondamentale acquisire una conoscenza maggiore possibile sulle principali tecnologie) sia per migliorare la propria posizione contrattuale (chiedere piu' soldi, trovare posti dove ti chiedano il meno possibile straordinari non pagati o altre amenita' simili); questa e' la situazione, non e' un'opinione e' un dato di fatto riscontrabile da chiunque lavori nell'ambiente, puoi battere i piedi e urlare quanto vuoi, la realta' non cambiera'.
masalapianta ha scritto:
verissimo, nel mio primo post in questo thread ho gia chiarito che il mercato IT italiano e' saturo di scalzacani
Proprio perché essendo precari, hanno la fortuna di cambiare in fretta lavoro senza mai crescere. O forse, quando arriva un precario, che è già il quinto posto da precario che cambia, gli danno in mano i server della San Paolo di Torino, così se sbaglia qualcosa è colpa sua e non dell'azienda.
rotfl, vedo che continui a parlare di cose di cui non sai alcunche'; l'ambiente e' saturo di scalzacani perche' (mi autocito):

"la qualita' media dei servizi ICT in Italia fa schifo, quindi non dovendo mantenere standard qualitativi elevati le aziende pigliano gente senza adeguata esperienza, pagandole poco e usando contratti ove il rischio d'impresa si riduce notevolmente; di fatto la maggior parte delle pmi che offre tali servizi se non vive alla giornata poco ci manca, tanto contano i contatti, le amicizie e gli intrallazzi e se qualcosa va male, chiudi e riapri un'altra azienda ricominciando il giochetto da capo.
A questo punto qualcuno si domandera': "si ma perche' la qualita' media dei servizi ICT in Italia fa schifo"?
Il motivo e' tutt'altro che "economico", in sostanza il mercato ICT italiano e' perlopiu' mosso da pochissime e grossissime realta' che chiedono consulenze e da una pletora infinita di piccolissime realta' che le offrono o che fanno da intermediari (in catene con anche parecchi anelli), a questo punto la domanda diventa: "perche' quelle grosse realta' si accontentano di standard qualitativi cosi' bassi?", perche' in quegli ambienti si mira spesso alla speculazione finanziaria, fregandosene abbastanza di quanto produce l'azienda (tanto a realta' a quei livelli difficilmente viene permesso di chiudere baracca e anche se accadesse chi sta in alto ha gia speculato e raggranellato a dovere), quindi non ci sono reali controlli, imposti dall'alto, sulla qualita' dei servizi acquistati, ma ci si affida a conoscenze e amicizie personali (e spesso anche alle mazzette) dei piccoli manager delle grosse realta' di cui sopra"

il fatto di cambiare spesso posto, e' proprio quello che ti fa crescere professionalmente in questo ambiente; chi dice il contrario mente o non sa di cosa parla.
masalapianta ha scritto:non e' vero, un professionista e' anche uno junior che comincia e ha quasi nessuna esperienza, non e' l'esperienza a fare il professionista, ma la forma mentis e l'approccio al lavoro (che come ho gia detto non te li fai smanettando su linux o seguendo il corsetto di java, ma studiandosi architettura degli elaboratori, sistemi operativi, ecc..)
Allora ho ancora delle speranze. Se stampo il mio attuale libretto universitario e mostro il mio 30 e lode in reti, il mio 30 e lode in programmazione e il mio 30 in architettura degli elaboratori, il mio 30 in algebra lineare.... mi danno lavoro subito?
l'universita' e' irrilevante,non importa se la forma mentis e l'approccio al lavoro lo hai formato in sede universitaria o per conto tuo; l'importante e' che tu abbia queste capacita' (e il prendere 30 a tutti gli esami non lo garantisce affatto) e tu lo dimostri sul lavoro, se sei in grado di dimostrarlo ci metti poco a crescere professionalmente, viceversa non vai da nessuna parte; riguardo l'assunzione immediata non esiste in questo ambiente, si inizia sempre come precario, poi se vali ti assumono, altrimenti hai sbagliato mestiere
Se poi gli dico che è 20 anni che lavoro e li ho passati quasi tutti facendo problem solving di vario genere (c'ho la forma mentis), mi fanno sistemista senior?
un sistemista senior e' uno che ha, oltre alla forma mentis adeguata, anche esperienza su certe tecnologie; questi sono concetti elementari, facendo finta di non capirli con frasi come queste, mi pare il tuo scopo sia solo far polemica
Scusa l'ironia, non è rivolta a te, ma credo proprio che non gliene freghi niente della mia media,
ovvio che non gliene frega niente, nessuno ha mai asserito il contrario
del fatto che la conseguo con moglie, figlio e lavoro (quindi mica facilmente, ho spirito di sacrificio), che ho le mani nei PC da almeno 13 anni, dentro e fuori...
i "piccì" in questo ambiente sono irrilevanti
Credo che i miei compagni che magari usciranno col 90 (mentre io sto ambendo al 110), hanno imparato ora cosa sono gli Hertz e fanno informatica perché boh... (infatti molti non vanno oltre le parole del docente, niente curiosità, nulla), beh credo che troveranno subito lavoro, magari iniziando dagli stage, facendo fotocopie o scrivendo documentazione, manuali d'uso ed altro.
i tuoi compagni inizieranno in qualche presidio o su qualche progetto, venendo spacciati come junior con esperienza o addirittura come senior, venendo rivenduti in catene di N aziende, con contratti a progetto; quelli furbi si sposteranno spesso, acquisendo piu' esperienza e migliorando il potere contrattuale, i fessi rimarranno nello stesso posto; i primi, se son bravi, cresceranno professionalmente passeranno a partita iva guadagnando bei soldi e poi probabilmente si faranno assumere, i secondi avranno miglioramenti contrattuali marginali e alla fine, vista l'assenza di prospettive di crescita, cambieranno lavoro (lo ripeto: in questo ambiente non metti nessuno a fare fotocopie, e' piu' redditizio rivenderne le competenze che non ha)

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Re: Trovare lavoro con linux...consigli?

Messaggio da kreen »

Toni ha scritto:
Anche tu hai le idee un po confuse.
Terminare gli studi accademici con profitto non è un arrivo ma un punto di partenza.
Non ho le idee confuse, so che non è così. Il tono era volutamente ironico.
masalapianta ha scritto:continui a parlare di arance mentre il resto del thread parla di pomodori;
Beh, allora che parlo a fare. Probabilmente non ho capito di che parla il thread.

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Re: Trovare lavoro con linux...consigli?

Messaggio da krisis »

Concordo con tutto il discorso di masalapianta.

Sono un sistemista junior con due anni di esperienza.
In questo campo si inizia sempre come "carne da cannone" .. sempre , in Italia non hai possibilità di scamparla.
Nei primi 7 mesi di lavoro come sistemista ho cambiato quattro lavori chiedendo sempre più soldi e orari normali , passando così dal lavorare sette giorni su sette per quattro spicci a uno stipendio da 1800€ per otto ore al giorno cinque giorni a settimana.
Alla fine l'ultima azienda per cui ho lavorato come precario a progetto mi ha assunto a tempo indeterminato.
Penso di essere uno dei pochi sistemisti 25enni in italia a poterlo dire.

Il poter cambiare lavoro come le mutande è l'unico vantaggio del precariato in italia , è stupido ed irresponsabile non approfittarne.
Cambiare spesso lavoro quando si è precari è l'unico modo per avere un aumento di stipendio e restare troppo a lungo in un azienda come precario serve solo a farsi sfruttare come uno schiavo.
Restare a farsi sfruttare perchè non si vuole cercare altro o perchè si ha paura di perdere il lavoro è pura idiozia.

Kreen non so in che ambito lavori , ma da quello che scrivi sono abbastanza sicuro che tu non abbia mai lavorato nell'ICT a livello enterprise e che tu non viva nelle zone d'italia dove c'è effettivamente il mercato ICT.

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Re: Trovare lavoro con linux...consigli?

Messaggio da kreen »

krisis ha scritto: Kreen non so in che ambito lavori , ma da quello che scrivi sono abbastanza sicuro che tu non abbia mai lavorato nell'ICT a livello enterprise e che tu non viva nelle zone d'italia dove c'è effettivamente il mercato ICT.
Non lavoro in ambito ICT. Avrei voluto, ma le cose non vanno sempre come si desidera.
Quando ho cercato lavoro, ho preso l'elenco di tutte le aziende e ho cominciato a spedire curriculum. Vabbe', acqua passata e mi va meglio cosi'. Adesso ho puntato il mirino dove voglio e dove ho anche più possibilità.
Sono contento per te, come tu dici sei uno dei pochi a poterlo dire. Forse perché sei veramente in gamba e perché hai avuto le occasioni giuste. Ma quando ho letto il post di meskalamdug, che diceva che era ancora disoccupato etc... mi sono un po' rivisto, alla ricerca di lavoro in un settore dove non ti considera nessuno, perché non hai un curriculum come vogliono loro (lecito) ma nemmeno ti danno una possibilità. Come scrive Mario, fammi lavorare un po' e se ti vado bene... poi quando sei nel giro, almeno in altri settori, è pure possibile cambiare.
Quello su cui non mi trovo d'accordo, come inizialmente avevo cercato di esprimere, ma poi siamo caduti in discussione, era che i neo impiegati di primo pelo, non possono dettare legge, questo non lo faccio, quest'altro non mi compete etc... Non mi pare che il settore informatico sia cosi' florido, poi forse sbaglio. Qualche rospo si potrà pure ingoiare.

Poi sono d'accordo con te, Krisis. Restare e farsi sfruttare perché si ha paura di cambiare è idiozia. Ma bisogna pure avere qualcosa da vendere, quando si cambia lavoro (o ti scelgono perchè hai la quarta di coppa?). Riassumendo, possibile che l'unico settore al mondo dove non esiste la gavetta sia l'ICT?

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Re: Trovare lavoro con linux...consigli?

Messaggio da krisis »

kreen ha scritto: Riassumendo, possibile che l'unico settore al mondo dove non esiste la gavetta sia l'ICT?
No kreen mi sa che non ci siamo capiti : quello che stiamo dicendo io e masalapianta è che la gavetta nell'ICT c'è ed è anche brutta ma che grazie alla natura stessa del mercato non sei costretto a subire e basta.
Tanto per la cronaca prima di fare il sistemista mi sono fatto assumere da un azienda come tecnico installatore dell'iptv di una nota marca Italiana.
Avevo 21 anni e dopo aver passato la giornata ad installare quella roba arrivato a casa la sera mi mettevo a studiare quei libri che ha citato masalapianta qualche post fa.
Dopo sei lunghi mesi si era liberata una posizione in un presidio di un cliente e sono riuscito a farmici assegnare sia perchè avevo studiato ,ed ero quindi molto preparato, sia perchè le aziende se devono mandare una persona da qualche parte guardano prima alla forza lavoro che hanno in casa.
Sperare di essere assunti immediatamente come sistemista è utopistico , alla prima esperienza nessuno ha quel minimo di credibilità necessaria per vendersi sul mercato ed aver giocato con unix e linux a casa non da cretibilità..è solo una riga in più che puoi scrivere nel cv.

Mario Vanoni
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Re: Trovare lavoro con linux...consigli?

Messaggio da Mario Vanoni »

ALITALIA ha troppi piloti con pretese
SWISS cerca disperatamente 150 piloti

Con la mentalita` di masalapianta,
quanti piloti italiani hanno una chance?

@masalapianta
Spero di non vederti portarmi la pizza tra dieci anni.

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Re: Trovare lavoro con linux...consigli?

Messaggio da krisis »

Mario Vanoni ha scritto:ALITALIA ha troppi piloti con pretese
SWISS cerca disperatamente 150 piloti

Con la mentalita` di masalapianta,
quanti piloti italiani hanno una chance?

@masalapianta
Spero di non vederti portarmi la pizza tra dieci anni.
150 piloti italiani che vanno a lavorare per Swiss perchè gli svizzeri sono disperati e pagherebbero cifre molto alte per averli?

E comunque si parlava di ict e del mercato ict italiano.

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