Slackware, desktop user-experience e riflessioni varie.
Inviato: gio 26 nov 2009, 11:21
Ciao a tutti,
vi scrivo perchè utlimamente ho un dilemma: investire o non investire tempo in Slackware? Perchè al giorno d'oggi continuare questa FANTASTICA distro? Mentre il mondo Linux va sempre più verso una semplificazione totale, ha senso rimanere inchiodati su certe posizioni? Delle volte mi trovo ad avere molto poco tempo da dedicare a cercare dipendenze e pacchetti e capire come e perchè si fanno certe cose.
Un esempio : la gestione dei font: un problema non da poco, che mi sembra, ricorre ogni qualvolta esce una nuova release. Mi ero imbattuto in questo problema appena ho deciso di utilizzare stabilmente XFCE come ambiente grafico. Ho cercato un po', ho trovato la famosissima pagina di Dugan ( http://www.vcn.bc.ca/~dugan/slackware-fonts/ ) e tutto o quasi si è risolto. Ora, ho la stessa identica configurazione dei font che ha Dugan ( sia perchè mi piace, sia per pigrizia :P ), ma non capisco il perchè di questi magheggi, quando altre distro ( in quella guida si prende di esempio Ubuntu ), hanno una gestione dei font nettamente migliore.
Si, lo ammetto, qualche giorno fa ho pensato di provare da live, l'ultima Xubuntu ( grazie a Slack e al mio fastidio per KDE, mi sono letteralmente innamorato di XFCE e Thunar ) e devo dire che è tutto molto bello. La cura, intendo, con cui confezionano la distro. La sua "universalità", dato che tutte quelle minchiatine che uno deve sistemare quando ha finito di installare l'ambiente grafico, lì già funzionano! Ora mi domando: ma quante altre cose funzionano già lì, mentre io mi devo sbattere per capire dove andare a parare? E questo mio pormi domande è un bene, non c'è alcun dubbio. Però d'altro canto uno prova un certo senso di frustrazione, specie se ha comprato da poco un nuovo laptop e vuole che tutto vada al meglio, sfruttando al massimo ogni sua potenzialità. Come sfruttare al meglio ogni cosa? A partire dai semplici tasti delle tastiere "non standard" dei portatili , passando per lo schermo ( ho notato che Xubuntu, nel menu "Visualizzazione" adotta un refresh di 60Hz per il mio monitor LCD. E questo credo è bene! Qui su Slack "liscia", il refresh è di 51Hz: forse devo mettere mano a qualche configurazione di HAL... ) fino ad arrivare alla gestionde corretta dell'alimentazione o alle performance dell'harddisk?
Vi spiego, perchè forse sono un po' fumoso. Appena installata Slack 13.0, dovevo configurare il server X. Alla vecchia maniera, tutti sanno che bisognava agire sul file xorg.conf utilizzando, se si è "comodi" come me, il comando xorgsetup . Lo spartano, ma efficace menu a base di ncurses, ci guida nella configurazione della keymap tastiera, il modello della tastiera ( w000w, hanno anche l'impostazione per le tastiere dei portatili "dell precison m" ), e via dicendo. "Semplice ed efficace", pensai, ma chi cerca di meglio? E poi uno avvia il server grafico e si accorge che non funge una beneamata mazza, almeno parlando della tastiera.
Si vengono così a scoprire un sacco di cose: il sistema predefinito per configurare il server X è HAL, che da quanto ho capito si basa su udev e di cui ignoro il funzionamento; di entrambi si intende. L'unica cosa che so è che sono pigro ( già l'ho scritto, ma non ho scritto che lo sono diventato usando Ubuntu per un annetto! ). Poi però mi sono documetato perchè costretto e non sopportavo l'idea di dover smanettare sul "Pannello di Controllo" ( di Uinzozziana memoria ) di XFCE per cambiare la lingua della tastiera. Quindi ho scoperto come cambiare la lingua della tastiera configurando HAL ( bisognava solamente copiare nella directory /etc/hal/fdi/policy , un file relativo al keymap e cambiare us con it. Pulito e potente: adoro la Slack-way ). Questo era un altro esempio di come un problema, genera un processo di ricerca di una soluzione e in misura minore, di apprendimento. E' una cosa che nel mondo Ubuntu manca: tutto, in linea di massima funziona da subito.
Appurato che questa catena ( problema -> ricerca di una soluzione -> risoluzione del problema -> effetto collaterale benefico: si è imparato qualcosa di nuovo ) è cosa buona, vorrei sapere uno fin dove deve andare avanti nel porsi domande? La granularità con cui bisogna affrontare i problemi, quale deve essere? Vi capita mai di chiedervelo? E soprattutto: fino a che punto è utile e quando comincia ad essere una vera e propria perdita di tempo? E' vero che a questo mondo non tutti dovranno diventare dei sistemisti. Altrimenti la passione che ci spinge, non ci farebbe neanche porre certe domande "eretiche". Ma la sensazione che ho io, magari chiamatemi anche paranoico, è che se qui funziona tutto bene ( schermo, batteria, altro di cui ignoro l'esistenza ), magari non funziona al meglio o magari funziona male. E magari non ce ne accorgiamo, se non quandoè troppo tardi! Questo mi fa preoccupare e pensare.
Ad esempio: su Windows Vista, ho un programmino fornitomi dalla DELL ( si, ho un DELL Precision, forse si era intuito... ), che "controlla" l'alimentazione. cioè regola la luminosità dello schermo o l'attività della scheda di rete e cerca di ottimizzare i consumi della batteria cercando di preservarne la durata. Questo secondo me è buono, perchè in un anno di vita del laptop ( usando alternativamente Vista e Ubuntu ), man mano la sua capacità è andata scemando. Meno male che è in garanzia per un anno! Ora esisterà un modo per preservare la sua vita anche su Linux? Magari chi è dietro Ubuntu, cercando di fornire una soluzione che accontenti tutti quanti ha già implementato qualcosa del genere ed ha integrato con il resto del lavoro che ha svolto, all'interno dell'ultima release?
Altro piccolo esempio. Ci sarà differenza nell'usare la tastiera "generica" impostata da HAL per default (in Slackware) o usare quella specifica per il mio laptop? In Ubuntu, le cose funzionano allo stesso modo, o qualcuno ha pensato di aggiungere, patchare, magheggiare un po' affinchè tutto funzioni "meglio"?
Questa mia ultima domanda può valere per la tastiera, come per qualsiasi altra cosa( gestione alimentazione, gestione schermo, ecc... ). Di sicuro vale per il rendering dei font: ed è proprio questo che mi mette ansia!
Ultima considerazione su HAL: in Slackware se non ho capito male, è usato non da molto. Ma voi lo sapevate che è un progetto che sta per essere sostituito con un certo DeviceKit ?
Quindi, cercando di porre una domanda che cerchi di racchiudere tutte le considerazioni confuse che ho letteralmente vomitato, come considerate l'esperienza desktop su Slackware?
vi scrivo perchè utlimamente ho un dilemma: investire o non investire tempo in Slackware? Perchè al giorno d'oggi continuare questa FANTASTICA distro? Mentre il mondo Linux va sempre più verso una semplificazione totale, ha senso rimanere inchiodati su certe posizioni? Delle volte mi trovo ad avere molto poco tempo da dedicare a cercare dipendenze e pacchetti e capire come e perchè si fanno certe cose.
Un esempio : la gestione dei font: un problema non da poco, che mi sembra, ricorre ogni qualvolta esce una nuova release. Mi ero imbattuto in questo problema appena ho deciso di utilizzare stabilmente XFCE come ambiente grafico. Ho cercato un po', ho trovato la famosissima pagina di Dugan ( http://www.vcn.bc.ca/~dugan/slackware-fonts/ ) e tutto o quasi si è risolto. Ora, ho la stessa identica configurazione dei font che ha Dugan ( sia perchè mi piace, sia per pigrizia :P ), ma non capisco il perchè di questi magheggi, quando altre distro ( in quella guida si prende di esempio Ubuntu ), hanno una gestione dei font nettamente migliore.
Si, lo ammetto, qualche giorno fa ho pensato di provare da live, l'ultima Xubuntu ( grazie a Slack e al mio fastidio per KDE, mi sono letteralmente innamorato di XFCE e Thunar ) e devo dire che è tutto molto bello. La cura, intendo, con cui confezionano la distro. La sua "universalità", dato che tutte quelle minchiatine che uno deve sistemare quando ha finito di installare l'ambiente grafico, lì già funzionano! Ora mi domando: ma quante altre cose funzionano già lì, mentre io mi devo sbattere per capire dove andare a parare? E questo mio pormi domande è un bene, non c'è alcun dubbio. Però d'altro canto uno prova un certo senso di frustrazione, specie se ha comprato da poco un nuovo laptop e vuole che tutto vada al meglio, sfruttando al massimo ogni sua potenzialità. Come sfruttare al meglio ogni cosa? A partire dai semplici tasti delle tastiere "non standard" dei portatili , passando per lo schermo ( ho notato che Xubuntu, nel menu "Visualizzazione" adotta un refresh di 60Hz per il mio monitor LCD. E questo credo è bene! Qui su Slack "liscia", il refresh è di 51Hz: forse devo mettere mano a qualche configurazione di HAL... ) fino ad arrivare alla gestionde corretta dell'alimentazione o alle performance dell'harddisk?
Vi spiego, perchè forse sono un po' fumoso. Appena installata Slack 13.0, dovevo configurare il server X. Alla vecchia maniera, tutti sanno che bisognava agire sul file xorg.conf utilizzando, se si è "comodi" come me, il comando xorgsetup . Lo spartano, ma efficace menu a base di ncurses, ci guida nella configurazione della keymap tastiera, il modello della tastiera ( w000w, hanno anche l'impostazione per le tastiere dei portatili "dell precison m" ), e via dicendo. "Semplice ed efficace", pensai, ma chi cerca di meglio? E poi uno avvia il server grafico e si accorge che non funge una beneamata mazza, almeno parlando della tastiera.
Si vengono così a scoprire un sacco di cose: il sistema predefinito per configurare il server X è HAL, che da quanto ho capito si basa su udev e di cui ignoro il funzionamento; di entrambi si intende. L'unica cosa che so è che sono pigro ( già l'ho scritto, ma non ho scritto che lo sono diventato usando Ubuntu per un annetto! ). Poi però mi sono documetato perchè costretto e non sopportavo l'idea di dover smanettare sul "Pannello di Controllo" ( di Uinzozziana memoria ) di XFCE per cambiare la lingua della tastiera. Quindi ho scoperto come cambiare la lingua della tastiera configurando HAL ( bisognava solamente copiare nella directory /etc/hal/fdi/policy , un file relativo al keymap e cambiare us con it. Pulito e potente: adoro la Slack-way ). Questo era un altro esempio di come un problema, genera un processo di ricerca di una soluzione e in misura minore, di apprendimento. E' una cosa che nel mondo Ubuntu manca: tutto, in linea di massima funziona da subito.
Appurato che questa catena ( problema -> ricerca di una soluzione -> risoluzione del problema -> effetto collaterale benefico: si è imparato qualcosa di nuovo ) è cosa buona, vorrei sapere uno fin dove deve andare avanti nel porsi domande? La granularità con cui bisogna affrontare i problemi, quale deve essere? Vi capita mai di chiedervelo? E soprattutto: fino a che punto è utile e quando comincia ad essere una vera e propria perdita di tempo? E' vero che a questo mondo non tutti dovranno diventare dei sistemisti. Altrimenti la passione che ci spinge, non ci farebbe neanche porre certe domande "eretiche". Ma la sensazione che ho io, magari chiamatemi anche paranoico, è che se qui funziona tutto bene ( schermo, batteria, altro di cui ignoro l'esistenza ), magari non funziona al meglio o magari funziona male. E magari non ce ne accorgiamo, se non quandoè troppo tardi! Questo mi fa preoccupare e pensare.
Ad esempio: su Windows Vista, ho un programmino fornitomi dalla DELL ( si, ho un DELL Precision, forse si era intuito... ), che "controlla" l'alimentazione. cioè regola la luminosità dello schermo o l'attività della scheda di rete e cerca di ottimizzare i consumi della batteria cercando di preservarne la durata. Questo secondo me è buono, perchè in un anno di vita del laptop ( usando alternativamente Vista e Ubuntu ), man mano la sua capacità è andata scemando. Meno male che è in garanzia per un anno! Ora esisterà un modo per preservare la sua vita anche su Linux? Magari chi è dietro Ubuntu, cercando di fornire una soluzione che accontenti tutti quanti ha già implementato qualcosa del genere ed ha integrato con il resto del lavoro che ha svolto, all'interno dell'ultima release?
Altro piccolo esempio. Ci sarà differenza nell'usare la tastiera "generica" impostata da HAL per default (in Slackware) o usare quella specifica per il mio laptop? In Ubuntu, le cose funzionano allo stesso modo, o qualcuno ha pensato di aggiungere, patchare, magheggiare un po' affinchè tutto funzioni "meglio"?
Questa mia ultima domanda può valere per la tastiera, come per qualsiasi altra cosa( gestione alimentazione, gestione schermo, ecc... ). Di sicuro vale per il rendering dei font: ed è proprio questo che mi mette ansia!
Ultima considerazione su HAL: in Slackware se non ho capito male, è usato non da molto. Ma voi lo sapevate che è un progetto che sta per essere sostituito con un certo DeviceKit ?
Quindi, cercando di porre una domanda che cerchi di racchiudere tutte le considerazioni confuse che ho letteralmente vomitato, come considerate l'esperienza desktop su Slackware?